Sono 22 i partiti politici nazionali più alcune liste provinciali che partecipano a queste elezioni, in netto aumento rispetto al 2017. Di questi circa 7-8 dovrebbero riuscire ad ottenere seggi nel nuovo parlamento. In Ecuador i partiti sono relativamente deboli. Molto spesso nascono come veicoli elettorali in appoggio ad un candidato alla presidenza, per poi sparire dalla scena politica assieme al loro leader. I partiti politici che non ottengono il 4% dei voti validi in due elezioni consecutive a livello nazionale; oppure, almeno l’8% dei sindaci, o, almeno un consigliere in almeno il 10% delle province del paese, perdono la loro registrazione e non possono più partecipare alle elezioni.
Alleanza “Unione per la Speranza”
Alleanza formata dai partiti “Movimento Centro Democratico” e “Forza dell’Impegno Sociale” che sostiene la candidatura alla presidenza di Andrea Arauz.
Movimento Centro Democratico (CD)
Il Movimento Centro Democratico (CD) è un partito centrista populista fondato nel 2012, attualmente senza rappresentanza parlamentare. Il partito ha fatto parte dell’Alleanza Pais per buona parte della propria esistenza, ottenendo pure un ministero durante la presidenza di Raffael Correa. Alle elezioni del 2017 ha presentato una propria lista autonoma che ha ottenuto solo l’1,1% dei voti e nessun seggio in parlamento.
In vista delle elezioni di quest’anno, il partito è entrato a far parte, assieme alla formazione di sinistra “Forza de Compromesso Sociale” e a varie associazioni politiche della coalizione “Unione per la Speranza” (SPES). composta da sostenitori dell’ex presidente Rafael Correa in appoggio alla candidatura di Andres Arauz alla presidenza.
Forza del Compromesso Sociale (FCS)
Il Moovimento “Forza del Compromesso Sociale” (Fuerza Compromiso Social, FCS) è un politico politico di sinistra radicale, nazionalista e populista fondato nel 2016.
Il partito era nato nel 2010 come un’organizzazione di medici che si occupava delle problematiche del sistema sanitario, per poi diventare un vero e proprio partito politico in vista delle elezioni del 2017. Alle presidenziali il candidato del partito, Iván Espinel ha ottenuto il 3,2% dei voti, mentre ai partito ha ottenuto alle elezioni legislative il 2% non ottenendo nessun seggio. Al secondo turno delle elezioni presidenziali il partito ha appoggiato Lenin Moreno, il quale, una volta eletto, ha nominato Espinel Ministro per l’inclusione economica e sociale. Dopo un anno Espinel ha dovuto dimettersi a causa di accuse di corruzione.
In vista delle elezioni di quest’anno, il partito è entrato a far parte, assieme alla formazione centrista “Centro Democratico” e a varie associazioni politiche della coalizione “Unione per la Speranza” (SPES). composta da sostenitori dell’ex presidente Rafael Correa in appoggio alla candidatura di Andres Arauz alla presidenza.
Alleanza “CREO-PSC”
Alleanza formata dai partiti “Movimento CREO e “Partito Sociale Cristiano” che sostiene la candidatura alla presidenza di Guillermo Lasso.
Movimento CREO
Il Movimento CREO ufficialmente chiamato “Movimento Creo, Creazione di opportunità” è un partito liberalconservatore fondato nel 2012 dall’uomo d’affari Guillermo Lasso.
Il partito ha partecipato per la prima volta alle elezioni del 2013 candidando alle presidenziali lo stesso Lasso, il quale arrivo in seconda posizione dopo il presidente uscente Rafael Correa con il 22,8% dei voti, mentre il partito diventava la seconda forza politica del paese con 11 seggi parlamentari. Nel 2017 Lasso si è candidato nuovamente alle presidenziali ottenendo il 28,1% al primo turno e venendo sconfitto al ballottaggio dal candidato governativo Lenin Moreno. Il partito si è presentato in quell’occasione in una coalizione con il partito liberale SUMA, che ha ottenuto complessivamente 34 seggi.
In questa occasione il partito candida quindi il suo leader Lasso per la terza volta consecutiva alla presidenza.
Partito Sociale Cristiano (PSC)
Il Partito cristiano-sociale (PSC) è un partito di centrodestra cristiano-conservatore fondato nel 1951, appartenente all’Unione Democratica Internazionale. Economicamente il partito è moderatamente liberista, affermando la difesa della economia sociale di mercato. Il partito è socialmente conservatore e si ispira alla dottrina sociale della Chiesa . Il partito ha espresso tre presidenti dell’Ecuador: Camilo Ponce Enríquez eletto nel 1956, León Febres-Cordero nel 1984 e Sixto Durán Ballén nel 1992.
Il partito fu fondato nel 1951 come movimento sociale cristiano, diventando un vero e proprio partito nel 1967. Durante buona parte della sua esistenza il partito è stato una delle maggiori forze politiche del paese, arrivando a raggiungere il 31,4% dei voti nelle elezioni del 1997 fino poi scendere al 9% nelle elezioni del 2013.
Durante la presidenza Corra il PSC ha guidato l’opposizione parlamentare di centrodestra al governo populista di sinistra, opponendosi all’elezione dell’Assemblea Costituente del 2007 e alla richiesta successiva di Correa di rimuovere il limite costituzionale dei due mandati per potersi candidare per la terza volta alla presidenza nel 2013.
Nelle elezioni presidenziali del 2009 e 2013 il partito non ha presentato un proprio candidato alla presidenza, limitando ad appoggiare i candidati di centrodestra anti-Correa. Nel 2017 il PSC ha candidato alla presidenza Cynthia Viteri, la quale si è piazzata al terzo posto con il 16,3% dei voti, permettendo al proprio partito di ottenere 15 seggi in parlamento. Nel 2019 Cynthia Vitieri è stata eletta sindaco di Guayaquil, dove il partito conserva la sua base elettorale più consistente.
Negli ultimi anni il partito ha perso la sua forza a livello nazionale, rafforzandosi sulla costa e in particolare nella città di Guayaquil, dove nelle elezioni amministrative del 2019 ha fatto eleggere come sindaco Cynthia Viteri, uno dei suoi esponenti politici di spicco.
Per queste elezioni presidenziali il PSC ha deciso di non presentare un proprio candidato e di siglare un accordo elettorale con il Movimento CREO in appoggio alla candidatura di Guillermo Lasso.
Pachakutik (MUPP-18)
Il Movimento di Unità Plurinazionale Pachakutik (MUPP-18) è un partito di sinistra socialista e ambientalista, fondato nel 1995, rappresentante degli interessi dei gruppi indigeni dell’Ecuador, attualmente presente con 4 seggi nell’Assemblea Nazionale.
Composto principalmente da esponenti delle organizzazioni indigene, il suo obbiettivo è la costituzione di uno “stato plurinazionale” in Ecuador che rispetti l’ interculturalità , opponendosi al neoliberismo e allo sfruttamento capitalista delle risorse naturali dell’Ecuador da parte delle aziende straniere. La sua filosofia politica si ispira alla visione tradizionale indigena del mondo, dichiarando la propria opposizione a qualsiasi forma di sfruttamento, oppressione e ingiustizia, sostenendo l’ autodeterminazione dei popoli.
Il Movimento nacque in opposizione alle politica economica liberista dell’allora governo di centrodestra del presidente Sixto Duran Ballen, intorno alla candidatura alle elezioni presidenziali del 1996 del giornalista Freddy Ehlers, che ottenne il 20.6% dei voti arrivando in terza posizione, mentre il partito conquistava 8 seggi all’Assemblea Nazionale. Ehlers si ricandidò nel 1998, ottenendo 14,7% dei voti eil partito scese a 5 seggi. Nelle elezioni del 2002 il Pachakutik fece parte della coalizione di sinistra che portò alla presidenza l’ex colonnello Lucio Gutiérrez, permettendo al partito di ottenere 11 seggi in parlamento ed entrare nella maggioranza di governo, da dove usci lunedi dopo soli sei 6 a causa della svolta a destra della linea politica di Gutiérrez. Alle successive elezioni del 206 il partito ottenne solo 6 seggi, entrando a far parte del governo di sinistra di Rafael Correa. Alle elezioni del 2009 il partito scese a 4 seggi e ruppe con il governo Correa andando all’opposizione. Il consenso del partito continuò a declinare tanto che nelle elezioni del 2013 non presentò una propria lista autonoma ma fece parte di una coalizione elettorale di partiti di sinistra che ottenne 5 seggi. Alle elezioni del 2017 fece parte della coalizione di sinistra “Alleanza Nazionale per il Cambio”, ottenendo 4 seggi.
Nell’ottobre 2019 il partito è stato in prima fila nella manifestazioni di protesta contro i provvedimenti di austerità del governo di Lenin Moreno e nei successivi negoziati. Questo ne ha accresciuto significativamente la popolarità del partito che ha poi deciso di candidare alle presidenziali uno dei protagonisti della rivolta, il governatore della provincia di Azuay Yaku Pérez.
Unità Popolare (UP)
Unità Popolare ( UP ) è una formazione politica di estrema sinistra, di orientamento marxista-leninista , che è sempre stata all’opposizione dei vari governi che si sono succeduti in Ecuador. il partito fu fondato nel 1978 con il nome di Movimento Democratico Popolare (MDP), per poi adottare il nome corrente nel 2014. In queste elezioni il partito non presenta una propria lista e appoggia la candidatura alla presidenza del leader ambientalista e indigenista Yaku Pérez Guartambel.
Il leader storico del partito è stato Jaime Hurtado, un politico afro-ecuadoriano, che lo ha guidato fino alla sua morte nel 1999, quando fu ucciso da dei sicari probabilmente ingaggiati dai suoi avversari politici.
Nel 1979 Jaime Hurdato fu il primo deputato di discendenza africana ad essere eletto nell’Assemblea Nazionale. Nel 1984 Hurtado fu candidato alla presidenza, ottenendo il 7% dei voti. Dal 1979 al 2006 il partito è sempre stato rappresentato in parlamento presentandosi con proprie liste o in coalizione con altri partiti di sinistra.
Nel 2002, il partito sostenne l’elezione di Luico Gutiérrez alla presidenza, il quale una volta eletto fece partecipare Unità Popolare al governo, collaborazione che tuttavia duro ando solo 3 mesi. Con la caduta di Gutiérrez e l’arrivo di Corra al governo nel 2006, il partito ha deciso di rimanere comunque all’opposizione, non considerando il programma di Correa sufficientemente di sinistra. Successivamente ha organizzato varie manifestazioni di protesta contro la decisione di Correa di modificare la Costituzione per farsi eleggere per un terzo mandato. Correa ha accusato l’MPD di fomentare la violenza e alcuni dei suoi dirigenti sono stati arrestati e condannati per questo motivo. Nelle elezioni del 2013 per la prima volta il partito non ha ottenuto seggi all’Assemblea Nazionale ed è stato de-registrato dal tribunale elettorale. Gli ex-dirigenti dell’MDP hanno deciso allora di fondare un nuovo partito, chiamato Unità Popolare.
Per le elezione del 2017, il partito è entrato a far parte dell’Accordo Nazionale per il Cambiamento, una coalizione di partiti di sinistra che ha candidato Paco Moncayo alla presidenza, il quale ha ottenuto il 6,7% dei voti. Unità Popolare ha presentato la propria lista alle elezioni parlamentari, ottenendo l’1,6% dei voti, non sufficienti per ottenere un deputato. Al secondo turno delle elezioni presidenziali ha deciso di appoggiare il candidato liberalconservatore Guillermo Lasso piuttosto che Lenin Moreno, ex vicepresidente di Correa, considerando quest’ultimo il principale nemico dei lavoratori dell’Ecuador.
Il partito ha partecipato alle proteste dell’ottobre 2019 contro le misure di austerità del governo, assieme al movimento indigenista Pachakutik, con il quale ha intrapreso una stretta collaborazione politica che ha portato i due partiti ad appoggiare il leader indigenista ed ambientalista Yaku Pérez in queste elezioni presidenziali.
Dal punto di vista ideologico, il partito fa riferimento alla sinistra rivoluzionaria internazionalista. Il suo programma prevede la nazionalizzazione di tutte le risorse naturali, dall’acqua al petrolio, per eliminare lo sfruttamento da parte dei “monopoli stranieri”. Il partito sostiene lo sviluppo della democrazia partecipativa e il diritto all’autodeterminazione dei popoli, sostenendo la costituzione dell’Ecuador come stato “plurinazionale” e multiculturale . Recentemente il partito ha assunto anche posizioni ambientaliste simile a quelle del Pachakutik.
Alianza PAIS
Il Movimento Alianza PAIS è un partito attualmente di centrosinistra, fondato nel 2006 originariamente come partito di sinistra radicale populista nazionalista, come organizzazione politica della cosiddetta Rivoluzione dei cittadini promossa da Rafael Correa.
Il partito fu creato come alleanza tra vari partiti e movimenti della sinistra ecuadoriana come veicolo elettorale per la candidatura alle elezioni presidenziali del 2006 dell’economista Rafael Correa. Negli anni seguenti la coalizione sarebbe diventata un partito vero e proprio. Correa fu eletto al ballottaggio battendo il candidato della destra Alvaro Noboa, tuttavia l’Alleanza non aveva presentato una propria lista alle elezioni legislative e i partiti alleati di correa avevano ottenuto solo pochi seggi in un parlamento di fatto in mano ai partiti di destra, che bloccavano l’attività del governo. Correa allora decise di far eleggere un’assemblea costituente per riscrivere la costituzione.
Le elezioni per l’Assemblea Costituente videro una vittoria schiacciante dei partiti che costituivano Alianza Pais, che ottennero il 70 dei seggi. Nelle elezioni del 2009, Correa fu ricandidato alla presidenza sostenuto da una coalizione che oltre a Alleanza PAIS comprendeva il movimento indigenista Pachakutik, i comunisti del Movimento Popolare Democratico e altre formazioni politiche, che gli consentì di essere eletto direttamente al primo turno. Alianza PAIS ottenne 59 seggi su 124 all’Assemblea Nazionale. Pochi mesi dopo le elezioni Pachakutik e il MPD lasciarono la coalizione di governo, accusando Correa di aver tradito i suoi iniziali ideali di sinistra.
Nel 2011 Correa fece approvare una modifica costituzionale per eliminare il limite dei due mandati presidenziale e presentarsi nuovamente alle elezioni del 2013. Il suo vicepresidente Lenin Moreno, in disaccordo con Correa, decise invece di non ricandidarsi e fu sostituito da Jorge Glas stretto alleato di Correa. Quest’ ultimo fu rieletto nuovamente al primo turno e Alianza PAIS ottenne una maggioranza schiacciante in parlamento con 100 seggi su 137.
Il terzo mandato presidenziale di Correa fu caratterizzato da una grave crisi economica dovuta al calo del prezzo del petrolio e da vari scandali di corruzione che coinvolsero vari membri del governo. Correa, in forte calo di popolarità, decise di non ricandidarsi e alle elezioni del 2017 Alianza PAIS presentò Lenin Moreno come candidato alla presidenza e Glas come vice. Moreno fu eletto presidente battendo in un ballottaggio serrato il candidato del centrodestra Guillermo Lasso, mentre Alleanza PAIS mantenne la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento.
Una volta eletto Lenin Moreno abbandonò le politiche socialiste del suo predecessore, spostandosi su posizioni centriste. Glas e Correa furono accusati di corruzione nell’ambito dell’inchiesta internazionale sull’azienda brasiliana Odebrecht. Glas fu rimosso dal suo incarico e arrestato, mentre Correa fuggì in Belgio, dove poté risiedere negli anni successivi in quanto paese di nascita della moglie.
Le politiche centriste di Moreno, associate alle misure di austerità decise per far fronte alla crisi economica, provocarono una spaccatura all’interno del partito, con i seguaci di Correa che decisero di andarsene, per entrare nel partito Forza del Compromesso Sociale dell’ex ministro Ivan Espinel, arrestato per appropriazione indebita.
Il progetto politico originale del movimento era la cosiddetta “rivoluzione dei cittadini” che avrebbe portato l’Ecuador verso il socialismo del 21 ° secolo, un progetto politico simile a quello venezuelano. Sotto la presidenza di Lenin Moreno Alleanza PAIS è diventata un politico di centrosinistra pragmatico, favorevole al libero mercato e impegnato nella lotta alla corruzione. La forte impopolarità dell’amministrazione Moreno ha tuttavia colpito anche il partito che rischia di avere un risultato disastroso in queste elezioni.
Sinistra Democratica (ID)
La Sinistra Democratica (Izquierda Democrática, ID) è un partito socialdemocratico, fondato nel 1970, membro dell’Internazionale Socialista.
Il partito sostiene l’equa distribuzione del reddito e della proprietà, l’uso razionale delle risorse nazionali e l’indipendenza economica dal capitalismo estero. Il suo slogan è “Giustizia sociale con libertà”. Alle ultime elezioni il partito ha ottenuto 4 seggi all’Assemblea Nazionale. Per queste elezioni candida alla presidenza l’imprenditore Xavier Hervas Mora.
Il partito fu creato da Rodrigo Borja Cevallos, giurista e docente universitario, assieme ad un gruppo di intellettuali di sinistra non marxisti, facendo eleggere il suo primo deputato in parlamento nelle elezioni del 1970. La Sinistra Democratica fu uno dei principali oppositori al regime militare degli anni ’70. Con il ritorno alla democrazia nel 1978 Borja si candidò alle presidenziali ottenendo il 12% dei voti, con il partito che con 15 seggi divenne la seconda forza politica in parlamento. La popolarità di Borja crebbe ulteriormente e nelle elezioni del 1984 con il 28,7% dei voti riuscì ad arrivare al ballottaggio, venendo sconfitto dopo uno scontro serrato dal candidato conservatore León Febres Cordero. La Sinistra Democratica in quelle elezioni ottenne 24 seggi su 69 in parlamento, diventando la maggior forza politica del paese.
Nel 1988 Borja si candidò alla presidenza per la terza volta e a causa della perdita di consenso de partiti di centrodestra a causa della crisi economica, fu eletto sconfiggendo al ballottaggio il populista Abdalá Bucaram. In quella occasione la Sinistra Democratica ottenne 31 seggi su 72 in parlamento permettendo a Borja di attuare il suo piano di riforme economiche e sociali. Tra i risultati dell’amministrazione Borja ci furono una netta riduzione del tasso di analfabetismo e lo smantellamento del principale cartello della droga, ma L’elevata spesa pubblica fece aumentare il debito pubblico e non riuscì a risollevare il paese dalla crisi economica. Nelle elezioni legislative parziali del 1990 il partito ottenne solo 11 seggi su 60, con i partiti di centrodestra che riconquistarono la maggioranza bloccando le proposte di riforma di Borja per i successivi due anni della sua presidenza.
Una volta terminata la presidenza Borja il consenso elettorale del partito declinò ulteriormente. Alle elezioni del 1992 ottenne meno del 10 % dei voti, per poi scendere al 6% in quelle del 1996. Nel 1998 e nel 2002 Borja decise di ripresentarsi alle elezioni presidenziali, arrivando in entrambi i casi al terzo posto con poco più del 15% dei voti. Per le elezioni del 2006, l’ID sostenne la candidatura dell’ex vicepresidente León Roldós, che ottenne poco meno del 15% dei voti ottenendo il quarto posto.
Dopo il trionfo di Correa e l’attuazione della Costituzione del 2008 , l’ID ha perso quasi completamente la sua influenza nazionale. Nelle elezioni dell’aprile 2009 ottenne solo 2 seggi all’Assemblea nazionale. Una divisione all’interno del partito tra gi simpatizzanti e gli oppositori di Correa portò alla sospensione dell’attività del partito che alle elezioni del 2013 non fu in grado di presentare una propria lista, con alcuni membri del partito candidati per la lista di centrosinistra “Avanza” e altri per quella di centrodestra CREO. Nello stesso anno il partito fu de-registrato dal tribunale elettorale.
Nel 2015 il partito raccolse le firme necessarie per essere riammesso alle elezioni e nel 2017 è riuscito a ripresentare una propria lista, ottenendo il 3,8% dei voti e 4 seggi in parlamento. Alle elezioni presidenziali il candidato del partito, Paco Moncayo, è stato appoggiato anche dal movimento indigenista Pachakutik e dai comunisti di Unità popolare, ottenendo il 6,7% dei voti.
In queste elezioni il partito si presenta con la propria lista e candida alla presidenza l’uomo d’affari Xavier Hervas Mora.
Partito della Società Patriottica (PSP)
Il Partito della Società Patriottica (PSP) è un partito populista e personalista di centrosinistra, fondato nel 2002 dall’ex presidente della repubblica Lucio Gutiérrez, attualmente presente con 2 seggi nell’Assemblea Nazionale .
Il partito fu creato dopo che l’allora colonnello Lucio Gutiérrez assieme ad un gruppo di militari, prese il potere nel 2000 rovesciando il governo dell’allora presidente Jamil Mahuad. Gutiérrez decise di abbandonare la sua carica militare e di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2002, utilizzando il neonato partito come veicolo elettorale. Gutiérrez fu eletto presidente con una piattaforma politica anti-sistema e di sinistra , in alternativa agli screditati partiti politici tradizionali screditati. La sua piattaforma politica fu sostenuta anche dal movimento indigeno Pachakutik.
Tuttavia, Gutiérrez una volta eletto, cambiò radicalmente la sua agenda, per far posto a una politica di riavvicinamento dei governi degli Stati Uniti e della Colombia, stabilendo un’alleanza politica con la destra ecuadoriana rappresentata dalla Partito sociale cristiano (PSC). Per questi motivi, Pachakutik e i partiti della sinistra ritirarono il loro sostegno al governo Gutiérrez. Gutiérrez allora formò una nuova maggioranza parlamentare con i partiti della destra, incluso il Partito Roldosista dell’ex presidente Bucaram, in quel periodo sotto processo, per aiutare il quale Gutiérrez fece rimuove alcuni giudici della Corte Suprema. Questa decisione provocò una forte ondata di indignazione popolare, soprattutto da parte della popolazione cittadina di Quito, che costrinse Gutiérrez alle dimissioni e alla fuga all’estero.
Nelle elezioni del 2006 Gutiérrez tornò in Ecuador per ricandidarsi alla presidenza ma il parlamento sospese per due anni i suoi diritti politici, per cui alle elezioni fu candidato suo fratello Gilmar, che ottenne il terzo posto con i l17,4% dei voti, mentre il PSP conquistava il 24% dei voti e 24 seggi in parlamento, diventando il secondo partito del paese. Nel 2009 Luico Gutiérrez poté ricandidarsi alla presidenza ottenendo il 28,2% dei voti, venendo tuttavia sconfitto dal presidente uscente Rafael Correa, con il PSP che scendeva a 19 seggi. Nel 2013 il PSP ha candidato ancora una volta alla presidenza Lucio Gutiérrez, che ha ottenuto solo il 5,6% dei voti dato che gli oppositori di Correa hanno convogliato i loro voti su Guilliermo Lasso. Il PSP ha perso ulteriormente terreno scendendo a 5 seggi. Nelle elezioni del 2017 sono stati eletti solo due deputati per il PSP, con il candidato alla presidenza del partito Patricio Zuquilanda, che ha ottenuto un misero 0,8%. In queste elezioni il partito candida per la quarta volta alla presidenza il suo leader e fondatore Lucio Gutiérrez.
Forza Ecuador (FE)
Forza Ecuador è un partito populista fondato nel 2015 da Abdalá Bucaram Pulley , dopo la scomparsa dell’ex Partito Roldosista Ecuadoriano (PRE) guidato da suo padre, l’ex presidente Abdalá Bucaram .
Il Partito Roldosista Ecuadoriano (PRE) era stato fondato nella città di Guayaquil da Abdalá Bucaram, dopo la morte di due imporanti figure politiche: l’ex sindaco di Guayaquil Assad Bucaram Elmhalin e l’ex presidente Jaime Roldós Aguilera , rispettivamente zio e cognato di Abdalá Bucaram. Quest’ultimo aveva deciso di riproporre con il nuovo partito le politiche populista di sinistra di suo zio, che era stato anche uno strenuo oppositore della giunta militare al potere negli anni ’70.
Nel 1984 Abdalá Bucaram fu eletto sindaco di Guayaquil. L’anno dopo fu condannato per diffamazione delle forze armate e dovette fuggire a Panama per non essere arrestato. Nel 1987 tornò in Ecuador per partecipare alle elezioni presidenziali ma fu sconfitto al ballottaggio dal candidato socialdemocratico Rodrigo Borja Cevallos . Nel 1992 ha corso di nuovo alle presidenziali arrivando in terza posizione. Nel 1996 si candidò per la terza volta, riuscendo ad essere eletto al ballottaggio contro il candidato conservatore Jaime Nebot .
Abdalá Bucaram, era arrivato alla presidenza sull’onda di promesse vaghe e populiste ma una volta eletto si dimostrò incapace di governare il paese. All’inizio del 1997 varie organizzazioni sociali marciarono in tutte le città del paese per chiederne le dimissioni. Sull’onda della protesta popolare il parlamento lo destituì per “manifesta incapacità mentale”. Bucaram fuggì a Panama, lasciando il partito alla sbando.
Nel 1998 Alvato Noboa, l’uomo piu’ ricco del paese, rappresentante della destra conservatrice, si fece nominare dal PRE candidato alla presidenza, ottenendo il 26,6% dei voti e perdendo al secondo turno contro Jamil Mahuad. Dopo la sconfitta elettorale Noboa fondò un proprio partito, il PRIAN e il PRE torno ando in mano alla famiglia Bucaram. Alle elezioni del 2002 il PRE candido ando alla presidenza Jacobo Bucaram, fratello di Abdalà, ottenendo l’11,9% dei voti, mentre il partito conquistava 15 seggi su 100 del parlamento, scesi a 6 nelle elezioni del 2006 e a 3 in quelle del 2009.
Alle elezioni del 2013 il PRE cercò di candidare nuovamente Abdalá Bucaram alla presidenza, ma la sua candidatura fu respinta per irregolarità nella raccolta delle firme. Il partito ottenne solo un seggio in parlamento. Nel 2014 a causa degli scarsi risultati alle elezioni il PRE fu rimosso dalla lista dei partiti politici nazionali dal tribunale elettorale. Per questo motivo l’anno successivo il figlio di Bucaram, Abdalá (Dalo) Bucaram Pulley ha fondato il nuovo partito “Forza Ecuador”. Dalo Bucaram si è candidato alle presidenziali del 2017 ottenendo il 4,8% dei voti, mentre Forza Ecuador ha ottenuto un seggio in parlamento. In queste elezioni il partito candida alla presidenza il manager pubblico Carlos Sagnay.
Alleanza “Per l’Onestà”
Alleanza formata dal “Movimento Concertazione” e dal Partito Socialista Ecuadoriano, che sostiene la candidatura alla presidenza di César Montúfar.
Movimento Concertazione (MCE)
Il Movimento Concertazione (Movement Concertación, MCE) è un partito politico centrista fondato nel 2007 da César Montúfar suo attuale leader e candidato alla presidenza in queste elezioni.
Il partito ha partecipato alle elezioni dell’Assemblea Costituente nel 2007, senza ottenere seggi, per poi ottenerne uno all’Assemblea Nazionale alle elezioni del 2009. Nel 2013 il partito ha subito una scissione quando una parte dei suoi iscritti è confluita nel movimento di centrodestra CREO. Per queste elezioni il Movimento Concertazione si è alleato al Partito Socialista Ecuadoriano per sostenere la candidatura di Montúfar.
Partito Socialista Ecuadoriano (PSE)
Il Partito Socialista Ecuadoriano (PSE) è un partito socialdemocratico (in passato marxista-leninista) fondato nel 1926, il più antico partito politico ecuadoriano ancora in attività.
Il partito Socialista nacque come partito Marxista-Leninista, sotto l’influsso della Rivoluzione Russa e come alternativa ai due gruppi politici storici esistenti in Ecuador, il Partito Liberale Radicale e il Partito Conservatore. Nei primi anni della sua esistenza il Partito Socialista fu allineato al Partito Comunista dell’URSS ed entrò a far parte della Terza Internazionale. Negli anni successivi il partito subì varie scissione sia da parte delle componenti riformiste che di quelle rivoluzionarie, una delle quali diede origine al Partito Comunista dell’Ecuador.
Il partito socialista fu registrato ufficialmente come partito politico nel 1932 e partecipò per la prima volta alle elezioni presidenziali nel 1933, dove il suo candidato ottenne il 17% dei voti. Il partito ebbe una notevole influenza tra il 1935 e il 1938, durante le dittature militari di Federico Páez e Alberto Enríquez Gallo, poiché entrambi condividevano idee socialiste. Con il ritorno alla democrazia l PSE divenne una delle maggiori forze politiche del paese, ma fu tenuto fuori dal governo, che rimase nelle mani del Partito Radicale Liberale fino alla rivoluzione del 1944 che portò al potere il conservatore José María Velasco Ibarra a capo di una inedita coalizione che andava dalla destra cristiana ai comunisti, comprendente anche il PSE.
Dal 1948 in poi tuttavia il PSE entrò in alleanza con il Partito Liberale Radicale non partecipando direttamente alle elezioni, ma candidati propri esponenti nelle sue liste. Negli anni ’60 e ’70 il Partito socialista subì diverse fratture e scissioni, che lo portarono quasi alla scomparsa dalla scena politica. Negli anni ’80 riunì sotto il suo simbolo vari partiti di sinistra radicale tornado ad essere rappresentati in parlamento, raggiungendo l’8,9% dei voti e 7 seggi nelle elezioni parlamentario del 1990. Nel 1996, il Partito Socialista si alleò ad altre formazioni di sinistra e al partito indigenista Pachakutik per sostenere la candidatura del giornalista Freddy Ehlers alla Presidenza della Repubblica, che ottenne circa il 20% dei voti, alleanza che confermarono nelle elezioni del 1998. Il Partito tuttavia continuò a declinare ottenendo 3 seggi nelle elezioni del 2002 e 1 in quelle del 2006. L’elezione del leader di sinistra Rafael Correa tuttavia permise al PSE di entrare al governo ottenendo il ministero della difesa con Guadalupe Larriva, prima donna di sinistra e primo non militare a ricoprire l’incarico. Larriva tuttavia morì in un incidente areo pochi giorni dopo la sua nomina nominata ministro della Difesa. La cause dell’incidente non furono mai del tutto chiarite. Il PSE mantenne il suo seggio nelle elezioni del 2009 ma non riuscì ad entrare in parlamento in quelle del 2013.
Nel 2017 il partito si divise tra i sostenitori di Correa e quelli di Lenin Moreno, con la parte maggioritaria del partito che decise di sostenere Moreno alle presidenziali il quale una volta eletto nominò il presidente del PSE ministro della difesa, nonostante che il partito non fosse riuscito ad ottenere nessun seggio in parlamento.
Nel 2020, a seguito della sua alleanza elettorale con il Movimento Concertación di César Montúfar, il Partito socialista ecuadoriano ha ufficialmente abbandonato il suo orientamento marxista per abbracciare la socialdemocrazia.
Società Unita per l’Azione (SUMA)
La Società Unita per l’Azione nota con l’acronimo SUMA è un partito di centro liberale e progressista fondato nel 2021 da Guillermo Celi, che è il candidato del partito per queste elezioni presidenziali.
Il partito ha partecipato per la prima volta alle elezioni ecuadoriane 2013 con Mauricio Rodas come candidato alla presidenza dell’Ecuador, ottenendo il 3,9% dei voti alle elezioni presidenziali e il 3,2% a quelle parlamentari, non eleggendo nessun deputato.
Alle elezioni del 2017 il partito si è alleato al Movimento CREO a sostegno della candidatura di Guillermo Lasso alle elezioni presidenziali. Nelle elezioni parlamentari ha ottenuto 8 seggi.
In queste elezioni il partito si presenta con la propria lista.
Movimento Costruisci l’Ecuador (MC25)
Il Movimento Construisci l’Ecuador (MC25), è un partito progressista di centrosinistra fondato nel 2004 inizialmente con il nome di “Rottura 25 (R25)”.
Il numero 25 faceva riferimento al 25 ° anniversario del ritorno alla democrazia , avvenuto nel 1979. Nel 2005 il partito ha preso parte alla rivolta politica che ha rovesciato il presidente Lucio Gutiérrez.
Tra il 2006 e il 2011 ha fatto parte dell’Alleanza Pais, in appoggio al governo di Rafael Correa e al suo programma della “Rivoluzione Cittadina”. Nel 2011 il partito ha preso le distanze dal governo Correa, dopo che quest’ultimo ha deciso di rimuovere il limite costituzionale al numero di mandati presidenziali per farsi rieleggere. Alle elezioni del 2013 il partito ha presentato una propria lista ottenendo il 2,5% dei voti e nessun seggio in parlamento. Il suo candidato alla presidenza, Norma Wray, ha ottenuto solo l’1,3% dei voti. Dopo le elezioni il partito fu deregistrato dal tribunale elettorale e successivamente riammesso dopo un ricorso.
Nel 2018 alcuni membri del partito sono entrati a far parte del governo di Lenin Moreno, tra i quali il cantautore Juan Fernando Velasco Torres, che il partito ha poi candidato alla presidenza in queste elezioni.
Movimento per la Giustiza Sociale (MJS)
Il Movimento per la Giustizia Sociale (Movimiento Justicia Social, MJS) è un partito populista di destra. recentemente fondato da l’imprenditore Alvaro Noboa, per candidarsi a queste elezioni presidenziali. Il MJS è l’erede del Partito di Azione Nazionale (PRIAN), partito fondato nel 2002 dallo stesso Noboa per candidarsi alle elezioni presidenziali di quell’anno.
Noboa, che possiede una delle più grandi aziende del paese, specializzata nella produzione ed esportazione di banane, è l’uomo più ricco del l’Ecuador. E’ stato candidato alle elezioni presidenziali nel 1998, 2002, 2006, 2009 e 2013 arrivando al ballottaggio tre volte su cinque, senza tuttavia mai essere eletto. Noboa aveva intenzione di candidarsi anche a queste presidenziali ma la sua candidatura è stata respinta dal tribunale elettorale, tuttavia la sua lista sarà comunque presente con i propri candidati alle elezioni parlamentari.
Movimento AVANZA
AVANZA è un partito socialdemocratico fondato nel 2012 da ex membri del partito della Sinistra Democratica e di altri partiti di sinistra, attualmente senza rappresentanza all’Assemblea Nazionale
Alle elezioni del 2013 il partito sostenne la rielezione dell’allora presidente Rafael Correa ed ottenne 5 seggi all’Assemblea Nazionale. Nel 2017 non ha sostenuto nessun candidato alle presidenziali e non ha avuto nessun eletto in parlamento. Per le elezioni presidenziali di quest’anno ha candidato l’imprenditore Isidro Romero.
Altri partiti
Ecuatoriano Unido (MEU): piccolo partito populista che appoggia il candidato indipendente e pastore evangelico Gerson Almeida Espinoza.
Movimento AMIGO: piccolo partito populista che appoggia il candidato indipendente Xavier Hervas Mora.
Unione ecuadoriana (UE): piccolo partito populista che appoggia il candidato indipendente Giovanny Andrade Salvador, supporto poi ritirato poco prima delle elezioni.
Democrazia SI (MDS): partito di centrosinistra creato in appoggio alla candidatura di Gustavo Larrea.
Insieme Possiamo (JP): piccolo partito populista creato in appoggio alla candidatura di Paul Carrasco.
Nella prossima pagina, i candidati alla presidenza, infine i sondaggi elettorali.
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