Le elezioni politiche videro un arretramento per il Movimento Ennahda e la vittoria di Nidaa Toures, un nuovo partito moderato formato in gran parte da esponenti di secondo piano della classe dirigente del vecchio regime. Il Movimento Ennahda decise di non presentare propri candidati alle elezioni presidenziali, che furono vinte da Beji Caid Essebsi, che era stato ministro ai tempi di Bourguiba. Successivamente fu formato un governo di centrodestra di larga coalizione, guidato da Habib Essid, comprendente Niidaa Toures, il Movimento Ennahda, la Libera Unione Patriottica e Afek Tounes, lasciando all’opposizione tutti i partiti di sinistra e centrosinistra. Il paese nel frattempo era colpito da una nuova crisi economica, causata in parte dal crollo del settore turistico, dopo che tre sanguinosi attentati (due dei quali contro gruppi di turisti) avevano provocato oltre 70 morti. Nel 2016 Habib Essid fu sfiduciato dal parlamento e gli successe Youssef Chahed, rimasto in carica fino ad oggi, che ha attuato drastiche misure di austerità per rimettere in sesto le finanze del paese.
Le elezioni presidenziali erano inizialmente previste per il 17 Novembre di quest’anno, dopo le elezioni politiche del 6 Ottobre. Tuttavia la morte improvvisa di Beji Caid Essebsi il 25 Luglio scorso, le ha fatte anticipare al 15 Settembre. Le elezioni presidenziali hanno visto la netta sconfitta dei candidati governativi: l’attuale primo ministro Youssef Chahed e il ministro della difesa Abdelkrim Zbidi. Anche Abdelfattah Mourou candidato del partito islamico Ennhahda, la maggior forza di opposizione in parlamento, si è fermato sotto il 13% dei voti. In testa alle preferenze è arrivato Kais Said, indipendente di destra, giurista e docente universitario, chiamato “Robocop” per il suo stile freddo e distaccato, socialmente conservatore, favorevole alla pena di morte, che considera che ci sia un complotto da parte della Francia per diffondere l’omosessualità in Tunisia. In seconda posizione si è piazzato Nabil Karoui, imprenditore televisivo, soprannominato il “Berlusconi tunisino”, che è stao recentemente arrestato per frode fiscale e quindi ha condotto la campagna elettorale dall’interno della sua prigione. Dato che nessun candidato ha ricevuto la maggioranza dei voti al primo turno, Said e Karoui, si sfideranno al ballottaggio del 13 ottobre.
Nella prossima pagina, i principali partiti politici tunisini , infine i sondaggi elettorali.
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