Dopo la resa del Giappone alle forze Alleate la divisione del Paese al 38º parallelo contro i desideri del popolo coreano segnò l’inizio dell’amministrazione fiduciaria sovietica e statunitense, rispettivamente sul Nord e sul Sud della penisola. Sebbene il governo provvisorio della Repubblica di Corea con sede in Cina fosse ritenuto il legittimo depositario della sovranità de iure della Corea, i capi statunitensi scelsero di ignorare la sua legittimità, in parte per la convinzione che fosse di orientamento comunista.
Le forze statunitensi sbarcarono a Incheon l’8 settembre 1945 e istituirono poco dopo un governo militare. Il Paese in questo periodo era afflitto dal caos politico ed economico, che derivava da una serie di cause. Gli effetti collaterali dello sfruttamento giapponese si facevano ancora sentire nel Paese. In aggiunta le forze armate statunitensi erano largamente impreparate alla sfida di amministrare il Paese, essendo arrivate senza alcuna conoscenza della lingua, della cultura o della situazione politica. Così molte delle loro politiche ebbero involontari effetti destabilizzanti. Ondate di rifugiati dalla Corea del Nord e di rimpatriati dall’estero contribuirono inoltre a mantenere in agitazione il Paese.
La Repubblica Popolare di Corea, che ebbe vita breve, era stata istituita in tutta la Corea da Lyuh Woon-Hyung in agosto, dopo un negoziato con gli invasori giapponesi. Essa fu dichiarata invalida dagli Stati Uniti nel Sud poco dopo il loro arrivo. Il vice-premier Yeo Un-hyeong diede le dimissioni e fondò il Partito dei Lavoratori, alleato della Cina comunista. Nel novembre e dicembre 1945 i membri del gabinetto del governo provvisorio, furono costretti a dimettersi.
Di fronte al crescente malcontento popolare nell’ottobre 1945 l’amministrazione militare USA fondò il Consiglio consultivo coreano. Un anno dopo furono istituiti un’assemblea legislativa e un governo ad interim, guidati rispettivamente da Kim Kyu-shik e Syngman Rhee. Tuttavia questi organi ad interim mancavano di qualsiasi autorità indipendente o sovranità di diritto, che apparteneva ancora al governo provvisorio.
Prima repubblica (1948-1960)
Il 15 agosto 1948 fu formalmente istituita la Repubblica di Corea, con Syngman Rhee come primo presidente, che fu eletto nel luglio 1948. Con la creazione del governo di Rhee, anche la sovranità de iure passò al nuovo governo. Il 9 settembre 1948 fu istituita sotto Kim Il-Sung la Repubblica Popolare Democratica di Corea. L’investitura del governo di Rhee seguì l’elezione generale del 10 maggio 1948. La prima costituzione del Paese era stata promulgata dalla prima Assemblea nazionale. Essa istituì un sistema con un presidente forte, che era eletto direttamente dall’Assemblea nazionale. Sebbene originariamente fosse stato considerato un governo di tipo ministeriale, l’opposizione di numerosi politici in cerca di potere impedì la sua attuazione a favore di un governo presidenziale. Nel 1949, l’esercito sud-coreano repesse brutalmente un sollevamento contadino nella provincia di Jeju, uccidendo 60 000 persone. Il 12 dicembre 1948, con la risoluzione 195, le Nazioni Unite riconobbero la Repubblica di Corea come l’unico governo legale della Corea.
Nel periodo 1945-1950 gli Stati Uniti e le autorità sudcoreane realizzarono una riforma terriera che includeva l’istituzione della proprietà privata. Confiscarono e ridistribuirono tutta la terra detenuta dal governo coloniale, dalle società e dai singoli coloni giapponesi durante l’occupazione. Il governo coreano realizzò una riforma in cui i coreani con grandi possedimenti fondiari furono obbligati a spogliarsi della maggior parte della loro terra. Fu creata in tal modo una nuova classe di proprietari familiari e indipendenti.
Rhee fu sostenuto nelle elezioni dal Partito Democratico di Corea (centrodestra), ma trascurò di inserirne alcuni dei membri nel suo gabinetto. Per ritorsione i membri del partito esclusi dal governo formarono un nuovo partito di opposizione, il Partito Nazionalista Democratico (nazionalconservatori), e cominciarono a perorare un sistema di governo che sottraesse potere al presidente. Questo portò la fazione di Rhee a raggrupparsi nel Partito Nazionalista (destra nazionalista), che divenne in seguito il Partito Liberale e rimase la base politica di Rhee per tutta al durata della sua amministrazione. Le seconde elezioni parlamentari del Paese si tennero il 30 maggio 1950 e diedero la maggioranza dei seggi agli indipendenti.
Il governo nazionalista continuò molte delle pratiche del governo militare statunitense, tra cui la repressione brutale dell’attività dei movimenti di sinistra. Il governo Rhee proseguì la severa azione militare contro la rivolta di Jeju. Soffocò anche le rivolte militari a Suncheon e Yeosu, che furono provocate dal rifiuto delle truppe di ubbidire agli ordini di partire per Jeju e partecipare alla repressione.
Rhee cercò di schierare saldamente il suo governo con gli Stati Uniti e contro sia la Corea del Nord sia il Giappone. Quella della prima repubblica di Corea, prima e dopo la guerra di Corea, fu una politica di “unificazione mediante la forza”. Anche se ebbero luogo alcuni colloqui tesi alla normalizzazione dei rapporti con il Giappone, essi ebbero scarsi risultati. Nel frattempo il governo incassò grosse somme di aiuti dagli statunitensi, in importi talora quasi equivalenti all’intero bilancio nazionale.
Il 25 giugno 1950 le forze nordcoreane invasero la Corea del Sud. Guidata dagli Stati Uniti, una coalizione di sedici nazioni intraprese la prima azione collettiva sotto il Comando delle Nazioni Unite (United Nations Command). La linee del fronte cambiavano continuamente, causando un alto numero di vittime civili e producendo immense distruzioni. Con l’entrata della Repubblica Popolare Cinese a sostegno della Corea del Nord nel 1951 i combattimenti giunsero a una situazione di stallo vicino all’originaria linea di demarcazione tra Nord e Sud. I negoziati per l’armistizio, iniziati nel luglio 1951, si conclusero finalmente il 27 luglio 1953 a Panmunjeom, ora nella zona demilitarizzata coreana. In seguito all’armistizio il governo sudcoreano ritornò a Seul nella data simbolica del 15 agosto 1953.
Dopo l’armistizio la Corea del Sud sperimentò il tumulto politico durante gli anni della leadership autocratica di Syngman Rhee, che fu terminata dalla rivolta studentesca del 1960. Durante tutto il suo periodo al potere Rhee cercò di compiere ulteriori passi per consolidare il suo controllo di governo. I primi tentativi iniziarono nel 1952, quando la sede del governo era ancora a Pusan a causa della guerra in corso. Nel maggio di quell’anno Rhee fece approvare degli emendamenti costituzionali che trasformavano la presidenza in una carica eletta direttamente dal popolo. Per fare questo dichiarò la legge marziale e fece incarcerare i membri del partito che prevedeva avrebbero votato contro. Successivamente Rhee fu eletto con un ampio margine. Riacquistò il controllo del parlamento nelle elezioni del 1954 e subito dopo fece approvare un emendamento per ricandidarsi una volta passato il limite di otto anni di mandato.
Gli eventi del 1960, conosciuti come la rivoluzione di aprile, furono innescati dalla violenta repressione di una dimostrazione studentesca a Masan il 15 marzo, giorno delle elezioni presidenziali. Inizialmente queste proteste furono domate dalla polizia locale, ma esplosero di nuovo dopo che fu trovato il corpo di uno studente che galleggiava nelle acque del porto. Successivamente proteste non violente si diffusero a Seul ed in tutto il Paese e Rhee si dovette dimettere il 26 aprile.
Seconda repubblica (1960-1961)
Dopo la rivoluzione studentesca il potere fu detenuto brevemente da un’amministrazione ad interim sotto Heo Jeong e una nuova elezione parlamentare si tenne il 29 luglio 1960. Il Partito Democratico, che era stato all’opposizione durante la prima repubblica, ottenne facilmente il potere e fu così istituita la seconda repubblica. La costituzione riveduta impose che la seconda repubblica prendesse la forma di un sistema parlamentare dove il presidente assumeva solo un ruolo nominale. Questo fu il primo e unico caso in cui la Corea del Sud ebbe un sistema parlamentare anziché a uno presidenziale. Yun Bo-seon fu eletto presidente il 13 agosto 1960. Il primo ministro e capo del governo era Chang Myon.
La seconda repubblica vide la proliferazione dell’attività politica che era stata repressa sotto il regime Rhee. Gran parte di questa attività era condotta da gruppi di sinistra e studenteschi, che erano stati strumentali al rovesciamento della prima repubblica. L’adesione e l’attività sindacale crebbero rapidamente durante i mesi successivi del 1960. Circa duemila dimostrazioni si tennero durante gli otto mesi della seconda repubblica.
Sotto la pressione della sinistra il governo Chang portò a compimento una serie di purghe di ufficiali dell’esercito e della polizia che erano stati coinvolti in attività anti-democratiche o in corruzione. Una legge speciale fu approvata a tal fine il 31 ottobre 1960. 40.000 persone furono poste sotto inchiesta; di queste, più di 2.200 funzionari di governo e 4.000 ufficiali di polizia furono epurati. In aggiunta il governo valutò di ridurre le dimensioni dell’esercito di 100.000 unità, anche se questo piano fu accantonato.
Anche dal punto di vista economico il governo aveva di fronte una crescente instabilità. Esso formulò un piano quinquennale, anche se non riuscì ad attuarlo prima di essere rovesciato. La seconda repubblica vide lo hwan, la moneta locale, perdere metà del suo valore contro il dollaro tra l’autunno del 1960 e la primavera del 1961. Anche la disoccupazione e i prezzi all’ingrosso salirono durante questo periodo.
Dominio militare (1961-1963)
Un colpo di Stato militare del 16 maggio guidato dal maggiore generale Park Chung-hee il 16 maggio 1961 mise definitivamente fine alla seconda repubblica. Park era un membro di un gruppo di capi militari che erano andati premendo per una depoliticizzazione dell’esercito. Insoddisfatti delle misure di repulisti intraprese dalla seconda repubblica e convinti che l’attuale stato di disorientamento avrebbe avvantaggiato le formazione di sinistra filocomuniste, scelsero di prendere direttamente il potere.
I capi militari promisero di restituire il governo a un sistema democratico non appena possibile. Il 2 dicembre 1962 si tenne un referendum per decidere il ritorno ad un sistema di governo presidenziale, che fu approvato con una maggioranza del 78%.Park e gli altri capi militari promisero solennemente di non concorrere a cariche nelle successive elezioni. Tuttavia Park corse comunque per la carica di presidente, vincendo di misura nell’elezione del 1963.
Terza repubblica (1963-1972)
Park corse di nuovo nelle elezioni presidenziali del 1967, prendendo il 51,4% dei voti. All’epoca la presidenza era costituzionalmente limitata a due mandati, ma nel 1969 fu fatto approvare a forza dall’Assemblea Nazionale un emendamento costituzionale per consentirgli di tentare un terzo mandato. Fu rieletto nelle elezioni presidenziali del 1971. Il principale candidato dell’opposizione democratica era Kim Dae-jung, che perse per uno stretto margine.
La Terza Repubblica vide la Corea del Sud cominciare ad assumere un atteggiamento più fiducioso nelle relazioni internazionali. Le relazioni con il Giappone furono normalizzate in un accordo ratificato il 14 agosto 1965.[Il governo continuò i suoi stretti legami con gli Stati Uniti, e continuò altresì a ricevere grandi quantità di aiuti. Nel 1965 fu concluso un “accordo sullo status delle forze” (status of forces agreement), che chiariva la situazione legale delle forze statunitensi di stanza nel paese. Subito dopo, la Corea si unì agli USA nella Guerra del Vietnam, inviando alla fine un totale di 300.000 soldati a combattere a fianco delle truppe statunitensi e sudvietnamite.
L’economia crebbe rapidamente durante questo periodo. Il regime di Park usò l’afflusso di aiuti esteri dal Giappone e dagli Stati Uniti per fornire prestiti alle imprese esportatrici a tassi d’interesse negativi. Sostenne anche la costruzione dell’acciaieria POSCO, che entrò in funzione all’inizio della Quarta Repubblica.
Il 6 dicembre 1971, Park dichiarò uno stato di emergenza nazionale. Il 4 luglio dell’anno seguente, annunciò piani per la riunificazione in un comunicato congiunto con la Corea del Nord. Park dichiarò la legge marziale il 17 ottobre 1972, sciogliendo l’Assemblea Nazionale. Annunciò anche piani per eliminare l’elezione popolare del presidente.
Quarta repubblica (1972-1979)
La quarta repubblica iniziò con l’adozione della costituzione di Yusin il 21 novembre 1972. Questa nuova costituzione diede a Park il controllo effettivo del parlamento. Di fronte alla perdurante agitazione popolare Park promulgò nel 1974 e nel 1975 dei decreti di emergenza che condussero all’incarcerazione di centinaia di dissidenti. Questo periodo vide anche la continuazione della spettacolare crescita economica. Nel 1979 tuttavia Park fu assassinato da di Kim Jae-gyu, l’allora capo dei servizi segreti il 26 Ottobre del 1979, in circostanze mai del tutto chiarite, forse per una lite personale o per un tentativo di colpo di stato.
Quinta repubblica (1979-1987)
Dopo l’assassinio di Park, la società civile coreana decise di dare voce alle proprie istanze, protestando con forza contro il dominio autoritario. Animate principalmente dagli studenti universitari e dai sindacati, le proteste raggiunsero il culmine dopo il colpo di Stato del 12 dicembre 1979 del maggiore generale Chun Doo-hwan e la conseguente dichiarazione della legge marziale. Il 18 maggio 1980 esplose uno scontro nella città di Gwangju tra gli studenti dell’Università Nazionale di Chonnam che protestavano contro la chiusura del loro ateneo e le forze armate. Lo scontro si trasformò però in un tumulto esteso all’intera città che durò nove giorni, fino al 27 maggio. Le stime immediate del tributo di vittime civili oscillavano da poche dozzine a 2.000, mentre una successiva indagine completa del governo civile accertò 207 morti (massacro di Gwangju). La collera pubblica per le uccisioni consolidò in tutta la nazione il sostegno per la democrazia, spianando la strada alle prime elezioni democratiche nel 1987.
Sesta repubblica (1987-oggi)
Roh Tae-woo, 1988–1993
Nel 1987 Roh Tae-woo, uno dei colleghi di Chun nel colpo di Stato del 1979 e membro del gruppo militare Hanahoi, fu eletto alla presidenza nelle prime elezioni presidenziali dirette in 16 anni. Sebbene Roh fosse di origini militari, l’incapacità dei leader dell’opposizione Kim Dae-jung e Kim Young-sam di concordare su una candidatura unificata, portò alla sua elezione. Una volta eletto, Roh decise di eliminare le vestigia passate del governo autoritario. La libertà di stampa fu ampliata, l’autonomia universitaria riconosciuta e le restrizioni sui viaggi all’estero furono revocate. Tuttavia, la crescita dell’economia fu rallentata rispetto agli anni ’80, provocando esportazioni stagnanti, mentre i prezzi delle materie prime continuavano ad aumentare.
Poco dopo l’inaugurazione di Roh, si sono svolte le Olimpiadi di Seoul , aumentando il riconoscimento internazionale della Corea del Sud e influenzando notevolmente anche la politica estera. Il governo di Roh annunciò il piano di unificazione ufficiale, Nordpolitik , e stabilì legami diplomatici con l’Unione Sovietica, la Cina e i paesi dell’Europa orientale . Nel 1990 la Corea del Nord accettò la proposta di dialogo tra le due Coree, dando luogo a colloqui di alto livello e scambi culturali e sportivi. Nel 1991 fu concordato un comunicato congiunto sulla denuclearizzazione e le due Coree divennero contemporaneamente membri delle Nazioni Unite.
Kim Young-sam, 1993–1998
Nel 1992 fu eletto presidente Kim Young-sam, primo presidente civile del paese in 30 anni dal 1962. Kim, rappresentante di una alleanza di partiti politici conservatori, decise di dare una netta svolta rispetto alle precedenti amministrazioni. GLl ex presidenti Chun e Roh furono accusati di accuse legate a corruzione, fondi illegali e, nel caso di Chun, per la responsabilità del massacro di Gwangju . Furono processati e condannati al carcere nel dicembre 1996.
Le relazioni con il Nord migliorarono e fu pianificato un incontro al vertice, ma rimandato indefinitamente a causa della morte del dittatore Kim Il-sung . Le tensione tra le due Coree tornò ad aumentare, con scaramucce militari al confine. Il governo attuò importanti riforme finanziarie ed economiche, aderendo all’OCSE nel 1996, ma incontrando difficoltà a causa degli scandali politici e finanziari che coinvolsero la famiglia del presidente. Il paesedovette anche affrontare una serie di catastrofi che causarono molte vittime, imputate alla negligenza del governo: una collisione di treni e un affondamento di una nave passeggeri nel 1993, il crollo del ponte Seongsu nel 1994 e quello del grande magazzino Sampoong 1995.
Nel 1997, la nazione soffrì una grave crisi finanziaria e il governo dovette affidarsi al il Fondo monetario internazionale. Il diffuso malcontento nei confronti del governo portò Kim Dae-jung leader dell’opposizione liberale a vincere la presidenza nello stesso anno. Questa fu la prima volta che un candidato dell’opposizione vinceva la presidenza.
Kim Dae-jung 1998–2003
L’elezione di Kim Dae-jung fu il primo trasferimento dei poteri in Corea del Sud con mezzo pacifici tra maggioranza ed opposizione. Il governo di Kim dovette affrontare il compito di superare la crisi economica, ma grazie agli investimenti esteri, alla cooperazione del settore industriale e alla campagna di raccolta dei fondi da parte dei cittadini, il paese fu in grado di uscire dalla crisi in un periodo di tempo relativamente breve.
Fu perseguita la ricostruzione dei grandi chaebols (conglomerati industriali) e nel 1998 è stato istituito un sistema pensionistico nazionale . Furono attuate riforme educative, fu aumentato il sostegno del governo per il settore IT e importanti beni culturali furono registrari come siti del patrimonio culturale dell’UNESCO . La Coppa del Mondo FIFA 2002 , ospitata in collaborazione con il Giappone, fu il più importante evento sportivo del periodo.
In diplomazia, Kim Dae-jung decise di perseguire la cosiddetta “Sunshine Policy “, una serie di sforzi per riconciliarsi con la Corea del Nord . Ciò culminò con la riunione delle famiglie che erano rimaste separate della guerra di Corea e con un colloquio al vertice con il leader nordcoreano Kim Jong-il . Per questi sforzi, Kim Dae-jung fu insignito del Premio Nobel per la pace nel 2000. Tuttavia a causa della mancanza di cooperazione pacifica da parte della Corea del Nord e del cambio di strategia dell’amministrazione USA dopo l’elezioni di George W. Bush, l’efficacia della Sunshine Policy fu messa in discussione. A causa di varie accuse di corruzione nei suoi confronti, il supporto di Kim diminuì negli ultimi anni della sua amministrazione.
Roh Moo-hyun, 2003–2008
Nel dicembre 2002 fu eletto alla presidenza Roh Moo-hyun. La sua vittoria arrivò grazie al supporto delle giovani generazioni e dei gruppi civici che puntavano ad una ulteriore democratizzazione della società. Di conseguenza l’amministrazione di Roh lanciò il motto del “governo di partecipazione”, tuttavia, le riforme furono molto più limitate di quanto promesso.
L’amministrazione Roh fu in grado di superare il regionalismo nella politica sudcoreana, diluendo i legami collusivi tra politica e impresa, rafforzando la società civile, proseguendo i colloqui al vertice con la Corea del Nord e lanciando il sistema di treni ad alta velocità , KTX . Ma nonostante il boom del mercato azionario, i tassi di disoccupazione giovanile rimasero elevati, i prezzi degli immobili salirono alle stelle e lo sviluppo economico rallentò.
Nel marzo 2004, il parlamento, in mano all’opposizione cercò di far partire una procedure di impeachment del presidente, accusandolo di violazione delle leggi elettorali e corruzione. Questa accusa fu vista come una manovra elettorale dai suoi sostenitori tanto che nelle elezioni parlamentari tenutesi ad aprile, il suo partito ottenne la maggioranza. Il governo tuttavia perse presto il proprio consenso poiché i piani di riforma interrotti, i continui sciopero, le faide personali di Roh con i media e l’attrito diplomatico con gli Stati Uniti e il Giappone causarono severe critiche alla sua gestione di governo.
Nell’aprile 2009, un anno dopo aver lasciato la presidenza, Roh Moo-hyun e i suoi familiari furono indagati per corruzione. Roh negò fermamente le accuse. Tuttavia il 23 maggio 2009, Roh si suicidò gettandosi in un burrone.
Lee Myung-bak, 2008–2013
.Dopo la presidenza di Roh, l’opposizione conservatrice andò al governo con l’elezione alla presidenza di Lee Myung-bak. I conservatori ottennero anche la maggioranza assoluta in parlamento. Dichiarando il “pragmatismo creativo” come principio guida, l’amministrazione Lee si impegnò a rilanciare l’economia, ri-energizzare i legami diplomatici con gli USA, deteriorati con la presidenza Roh, stabilizzare il benessere sociale e affrontare le sfide della globalizzazione . La Corea del Sud raggiunse un accordo di libero scambio con gli USA, revocando il divieto sulle importazioni di carne bovina negli Stati Uniti, cosa che causò massicce manifestazioni di protesta.
Il governo di Lee dovette affrontare gravi conflitti politici all’interno dell’amministrazione pubblica , fu accusato di voler controllare i media e le relazioni diplomatiche con la Corea del Nord e il Giappone peggiorarono significativamente. L’economia fu colpita dalla recessione globale causando la peggiore crisi economica dal 1997.
Il governo promosse un’ampia riforma economica che contribuì a far riprendere la crescita dell’economia del paese. L’amministrazione ottenne poi un miglioramento delle relazioni diplomatiche tenendo colloqui al vertice con Stati Uniti, Cina e Giappone e partecipando al vertice commemorativo ASEAN-Corea per rafforzare i legami con altri paesi asiatici.
Park Geun-hye, 2013–2017
La relativa popolarità di Lee permise ai conservatori di vincere anche le elezioni presidenziali del 2013 con Park Geun-hye, figlia del terzo presidente della Corea del Sud , Park Chung-hee e prima donna ad essere eletta presidente sudcoreana e ad essere eletta capo di stato nella storia moderna del nord-est asiatico. Nel corso degli anni, tuttavia, la sua reputazione è stata danneggiata prima dalla sua incompetenza nel gestire il disastro del traghetto Sewol , e in seguito da un grande scandalo di corruzione, che ha portato alla sua impeachment nel dicembre 2016. Park Geun-Hye fu accusata di abuso di potere, corruzione , coercizione e divulgazione di segreti di stato. Imponenti manifestazioni antigovernative scoppiarono in tutto il paese fino a raggiungere oltre 2 milioni di partecipanti, fino a che la Corte Costituzionale non confermò l’impeachment, costringendo Park a lasciare l’incarico, il che permise alla magistratura di arrestarla e condannarla a 25 anni di carcere.
Moon Jae-in, 2017-presente
Dopo l’impeachment della presidente Park, i conservatori ebbero un crollo nel supporto popolare, il che permise all’opposizione liberale del Partito Democratico di far eleggere il proprio leader Moon Jae-in alla presidenza.
Figlio di rifugiati nordcoreani, per diversi anni ha esercitato la professione di avvocato specializzato in diritti umani. È il secondo presidente cattolico nella storia della Corea del Sud, dopo Kim Dae–jung.
Il 27 aprile 2018 durante il Vertice inter-coreano di aprile 2018 Moon è diventato il primo presidente sudcoreano a mettere piede in Corea del Nord, nell’area demilitarizzata, su invito del dittatore nordcoreano Kim Jong-un, che è diventato a sua volta il primo capo di stato nordcoreano a entrare in Corea del Sud. Nel settembre 2018, Moon è stato invitato a Pyongyang per tre giorni da Kim Jong-un, per un Summit, questa volta, in Corea del Nord.
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