Un totale di 315 candidati si sono registrati per contendersi i 73 seggi maggioritari nelle elezioni legislative del 2024 mentre sono sedici i partiti politici hanno presentato proprie liste per un totale di 178 candidati che competeranno per i 34 seggi della parte proporzionale.
Kuomintang (KMT)
Il Kuomintang (KMT, letteralmente “Partito Nazionalista Cinese”) è un partito cinese nazionalista, socialmente conservatore ed economicamente liberale. Fondato nel 1919, è il più antico partito politico cinese esistente.
Il predecessore del Kuomintang, l’Alleanza Rivoluzionaria (Tongmenghui), fu uno dei principali sostenitori del rovesciamento della dinastia Qing e della successiva rivolta del 1911 che diede inizio alla Repubblica di Cina. Il KMT fu fondato da Song Jiaoren e Sun Yat-sen poco dopo la Rivoluzione Xinhai del 1911. Sun fu il presidente provvisorio, ma in seguito cedette la presidenza a Yuan Shikai. In seguito guidato da Chiang Kai-shek, il KMT formò l’Esercito Nazionale Rivoluzionario e nel 1928 riuscì a unificare gran parte della Cina continentale, ponendo fine al caos dell’era dei “Signori della Guerra” che aveva seguito la caduta dell’impero Qing. Il KMT fu il partito al potere nella Cina continentale fino al 1949, quando perse la guerra civile contro il Partito Comunista Cinese guidato da Mao Zedong. Chiang Kai-shek dovette fuggire a Taiwan, dove il KMT ha continuato a governare quella che ancora era ufficialmente la “Repubblica di Cina” come uno stato autoritario a partito unico. Grazie al sostegno degli USA, questo governo ha mantenuto il seggio alle Nazioni Unite riservato alla Cina fino al 1971.
Taiwan ha cessato di essere uno stato a partito unico nel 1986 e le riforme politiche a partire dagli anni ’90 hanno allentato la presa del KMT sul potere. Nel 1996 ci sono state le prime elezioni presidenziali democratiche nel paese, vinte dal candidato del KMT Lee-Teng Hui. Nel 2000 il KMT ha per la prima volta perso il controllo del governo del paese, con l’elezione a presidente del candidato dell’opposizione Chen Shui-bian.
Nonostante questo il KMT è rimasto uno dei principali partiti politici di Taiwan, conservando la maggioranza relativa dei seggi in parlamento e facendo eletto il suo candidato, Ma Ying-jeou nelle elezioni presidenziali del 2008 e del 2012. I KMT ha poi subito una netta sconfitta nelle elezioni parlamentari e presidenziali del 2016, quando il Partito Democratico Progressivo (DPP) ha acquisito il controllo sia dello Yuan legislativo che della presidenza, con Tsai Ing-wen eletta Presidente.
L’ideologia guida del partito sono i tre principi del popolo (nazionalismo, democrazia e benessere del popolo) cardini dell’ideologia politica di Sun Yat-sen. Il KMT è membro dell’Unione Democratica Internazionale dei partiti di centrodestra. Insieme al People First Party e al Partito Nuovo, il KMT forma quella che è conosciuta come la Coalizione Pan-Blue di Taiwan che sostiene l’eventuale unificazione con la Cina continentale. Tuttavia, il KMT è stato costretto a moderare la sua posizione sostenendo lo status quo politico e giuridico della moderna Taiwan, poiché le realtà politiche rendono improbabile la riunificazione della Cina. Il KMT si attiene alla politica della cosiddetta “unica Cina” in quanto considera ufficialmente che esiste una sola Cina, che però ha come governo legittimo quello della Repubblica di Cina piuttosto che quello della Repubblica popolare cinese. Al fine di allentare le tensioni con la RPC, dal 2008 il KMT ha approvato la politica dei “tre no” come definita dall’allora presidente Ma Ying-jeou, vale a dire nessuna unificazione, nessuna indipendenza e nessun uso della forza.
Partito Progressista Democratico (DPP)
Il Partito Progressista Democratico (DPP) è un partito di centrosinistra liberale progressista, nazionalista taiwanese, fondato nel 1986, membro dell’Internazionale Liberale e del Concilio dei Liberale e Democratici dell’Asia (CALD). Il partito, che fu fondato come opposizione al Kuomintang , ha occupato la presidenza della Repubblica di Cina dal 2000 al 2008 con Chen Shui-bian dal 2000 al 2008 e poi dal 2016 ad oggi con Tsai Ing-wen.
Il partito fu fondato a Los Angeles da un gruppo di dissidenti taiwanesi in esilio e dal movimento Dangwai, che era stato il maggior movimento di opposizione alla dittatura del KMT durante gli anni ’70, l con il sostegno finanziario di vari industriali americani. L’obiettivo dichiarato del nuovo partito era raggiungere la liberalizzazione politica a Taiwan. Il partito partecipò alle elezioni del 1986 candidando i propri membri come indipendenti e solo nel 1989 fu autorizzato a presentarsi ufficialmente come partito, ottenendo 21 seggi. Negli anni successivi il suo consenso elettorale aumentò progressivamente fino ad arrivare al 29,6% dei voti e 70 seggi su 225 nelle elezioni del 1998.
Le elezioni presidenziali del 2000 videro il clamoroso successo del leader del partito Chen Shui-bien, che fu eletto presidente e che fu poi confermato nel 2004. Nel frattempo il DPP divenne la prima forza politica del paese, superando il KMT e raggiungendo il 38% dei voti. Dopo la sconfitta del 2008, il DPP tornò all’opposizione, mantendo comuque un notevole consenso elettorale oltre il 35% dei voti. Nel 2016 il DPP è tornato al potere con l’elezione alla presidenza di Tsai Ing-wen. In quell’occasione il DPP ha ottenuto con il 44,0% dei voti, ottenendo per la prima volta la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento.
Tsai Ing-wen una volta eletta ha portato avanti una politica filoamericana. Tra le altre cose ha accettato le consegne di armi statunitensi a Taiwan, che erano state sospese dal 2011. Di conseguenza, la leadership del DPP ha raffreddato le relazioni con la Repubblica popolare cinese perseguita attivamente dal governo precedente . Anche se l’attuale leadership del DPP si è sostanzialmente allontanata dal suo programma di stabilire l’indipendenzadi Taiwan nella Costituzione della Repubblica di Cina, persegue l’obiettivo di preservare l’autonomia della repubblica insulare il più irreversibilmente possibile.
Il partito ha come punti principali del suo programma l’assistenza sociale, il diritti delle donne, delle minoranze, delle popolazioni indigene, degli agricoltori e di altri settori svantaggiati della società. Inoltre ritiene prioritaria la difesa dei diritti umani e della democrazia. culturale. In politica estera persegue legami più stretti con Stati Uniti e Giappone. Il partito è socialmente liberale e ha una posizione progressista che include il sostegno all’uguaglianza di genere e al matrimonio tra persone dello stesso sesso, tuttavia ha anche una fazione conservatrice legata alla Chiesa presbiteriana di Taiwan .
Per quanto riguarda i rapporti con la Cina, l’attuale posizione ufficiale del partito è che Taiwan è di fatto un paese indipendente e sovrano sotto il nome di Repubblica Cinese, per cui è superflua una dichiarazione formale di indipendenza. Il DPP respinge il cosiddetto principio “One China ” definito nel 1992 come base per le relazioni diplomatiche ufficiali con la Repubblica Popolare Cinese e sostiene un’identità nazionale taiwanese separata dalla Cina continentale.
Partito del Popolo di Taiwan (TPP)
Il Partito del Popolo di Taiwan (TPP) è un partito liberale di centrosinistra, attualmente presente con 5 seggi nel parlamento taiwanese.
Il partito fu fondato nel 2019 dal sindaco di Taipei Ko Wen-je, che nel 2018 era stato eletto sindaco candidandosi come indipendente. Il partito prende il nome dall’omonimo Partito Popolare Taiwanese,fondato nel 1927 dal leader politico Chiang Wei-shui, oppositore del dominio giapponese dell’epoca. Alle elezioni del 2020 il TPP non ha presentato nessun candidato alle elezioni presidenziali, presentandosi solo a quelle legislative ed ottenendo l’11,2% dei voti e 5 seggi nella parte proporzionale.
Il nuovo Partito Popolare di Taiwan cerca di diventare un’alternativa sia alla Coalizione “pan-verde” guidata dal Partito Progressista Democratico, sia alla cCoalizione “pan-blu” guidata dal Kuomintang. I colori del partito sono turchese e bianco. Il colore turchese è stato scelto per significare opposizione al divario politico blu-verde presente da decenni a Taiwan. Il colore bianco rappresenta invece la richiesta di un governo aperto e trasparente.
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