Al momento tutti i sondaggi sono concordi nel prevedere un lieve vantaggio per il candidato del DPP, il vicepresidente Lai Ching-te nelle elezioni presidenziali. In seconda posizione rimane il candidato del KMT Hou Yu-ih. Tuttavia questo vantaggio potrebbe ridursi fino a scomparire nel caso che, la polarizzazione tra i due candidati principali, portasse i possibili elettori del terzo candidato, Ko Wen-je, a scegliere il “voto utile”, che potrebbe favorire il KMT.
Ancora più incerti sono i sondaggi per quanto riguarda le elezioni legislative, anche a causa del sistema elettorale misto, in parte proporzionale e in parte maggioritario. Tutti i sondaggi danno avanti il DPP rispetto al KMT, tuttavia è difficile che il DPP riesca a riconquistare la maggioranza assoluta dei seggi come nel 2016ve nel 2020. Nel caso quindi che il candidato del DPP vinca le elezioni presidenziali e il partito ottenga solo la maggioranza relativa, il nuovo governo dovrà trovare accordi con altre forze politiche in parlamento. Non sarebbe la prima volta che succede. Anche dal 2000 al 2008 il DPP dell’allora presidente Chen Shui-bian dovette portare avanti un governo di minoranza. Interessante sarà vedere il risultato dei centristi del Partito del Popolo di Taiwan, che puntano a rimanere la terza forza del paese con i quali il DPP sarebbe costretto a cercare accordi su specifiche leggi. Viceversa se fosse il candidato del KMT ad essere eletto, non ci dovrebbero essere problemi a trovare un accordo tra KMT e TPP.
Per quanto riguarda i partiti minori, non è chiaro quali di essi entrerà in parlamento. Uno di essi probabilmente potrebbe essere il Partito del Nuovo Potere, alleato del DPP, che punta a mantenere i suoi 3 seggi, mentre dovrebbe rimanere sotto la soglia di sbarramento il People First Party di James Soong. Attenzione al risultato dei “rossobruni” del TSP, che nel 2020 sono già entrati in parlamento con un seggio, mentre il partito dei Verdi cerca di portare per la prima volta proprio rappresentanti in parlamento.
Una nuova vittoria del DPP, vorrebbe dire che Taiwan rimarrebbe anche per i prossimi anni un punto di riferimento per le forze liberali e progressiste dell’Asia Orientale, contro l’avanzata dei regimi autoritari e delle democrazie illiberali. Questo tuttavia potrebbe portare ad un’escalation delle tensioni con lil governo cinese a ad un pericoloso aggravamento dei rapporti tra Cina e USA. Si dice che Xi Jinping voglia approfittare di una “finestra” di alcuni anni, tra qui al 2030, per annettere l’isola alla Cina “in un modo o nell’altro”. Una vittoria del KMT potrebbe convincere Xi che un’annessione pacifica è possibile, viceversa, una nuova affermazione del DPP potrebbe fargli pensare che l’unificazione dell’isola sia possibile solo con le “maniere forti”. E questo è un rischio enorme per il mantenimento della pace nell’Asia orientale.
Questo è tutto anche per oggi. I risultati saranno commentati come sempre dai nostri egregi collaboratori della Redazione BiDiMedia.
Vi ricordo le prossime importanti scadenze elettorali: le elezioni parlamentari in Pakistan dell’8 Febbraio e quelle presidenziali in Indonesia del 14 Febbraio.
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