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IL GIRAMONDO – Elezioni in Bolivia: la fragile democrazia andina affronta il dopo-Morales

I PRINCIPALI CANDIDATI ALLA PRESIDENZA

 

Luis Arce  (MAS-IPSP)

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Luis Alberto Arce (57 anni) è un economista e professore universitario, ex Ministro dell’Economia e delle Finanze Pubbliche, candidato in queste elezioni presidenziali per il Movimento al Socialismo.

Laureato in economia, ha fatto carriera all’interno della Banca Centrale della Bolivia, diventandone uno dei principali dirigenti. Nel frattempo ha lavorato anche come professore universitario presso varie università pubbliche e private boliviane.

Nel 2006 fo chiamato da Evo Morales a dirigere il ministero delle Finanze. Nel 2009 assunse il comando del nuovo Ministero unico dell’Economia e delle Finanze Pubbliche. Sotto la gestione di  Luis Arce  si è avuto un notevole sviluppo economico della Bolivia, si è rafforzata la moneta e  del cambio e sono state rafforzate e rese più efficienti le politiche di industrializzazione e quelle legate all’utilizzo delle risorse naturali, riducendo al la percentuale della popolazione ufficialmente povera dal 38,2% al 15,2%.
Nel 2016  si dovette dimettere per motivi di salute, trasferendosi in Brasile per vari mesi per sottoporti a cure specializzate.  Nel 2019 tornò in Bolivia, cercando di riprendere in mano il ministero dell’Economia dopo le elezioni del 2019 che sono state successivamente annullate e hanno portato alla caduta del governo di Morales.  Luis Arce è stato quindi scelto come candidato presidenziali per le elezioni di quest’anno. Questa sarà quindi la prima volta che Arce partecipa ad un’elezione, essendo sempre stato in passato un funzionario pubblico dello stato e non un politico di carriera.

 

 

 

Carlos Mesa  (Comunidad Ciutadana)

Carlos Mesa, ex-President of Bolivia (cropped).jpgCarlos Diego Mesa Gisbert (67 anni) è  un giornalista, scrittore, storico ed ex presidente della Bolivia.   In queste elezioni è candidato per il Fronte Rivoluzionario della Sinistra (FRI) a capo della lista elettorale “Comunità Cittadina”.

Prima di entrare in politica, Carlos Mesa era stato un famoso giornalista televisivo.  A causa della sua notorietà, fu scelto da Gonzalo Sánchez de Lozada come candidato alla vicepresidenza nelle elezioni del 2002. Una volta eletti Mesa e Sánchez de Lozada, si trovarono davanti una situazione sociale esplosiva a causa delle rivolte indigene contro le privatizzazioni e quelle dei cocaleros. Le manifestazioni  costrinsero Sánchez de Lozada a dimettersi nel 2003, lasciando Mesa come presidente.

Nel 2005 ci furono nuove rivolte contro lo sfruttamento delle riserve di gas naturale da parte delle compagnie USA.  Dopo settimane di proteste i manifestanti marciarono su La Paz, Mesa fu costretto a dimettersi e lasciare la presidenza ad interim al Presidente della Corte Suprema.  Negli anni successivi Mesa è stato uno dei maggiori critici della presidenza di Evo Morales. Nel 2019 è entrato a far parte del FRI che lo ha candidato alle elezioni presidenziali di ottobre. 

Mesa è arrivato in seconda posizione nelle elezioni che hanno visto la vittoria del presidente in carica Evo Morales. Tuttavia, le elezioni sono state contrassegnate da accuse di gravi frodi, innescando proteste e scioperi dell’opposizione che hanno portato alle dimissioni di Morales e dell’intero governo. Dopo che Jeanine Áñez ha assunto le funzioni di presidente ad interim Mesa ha riconosciuto Áñez come presidente legittimo e ha annunciato che si sarebbe candidato di nuovo alle elezioni di quest’anno . Ha anche chiamato tutte le parti alla moderazione e ha condannato gli atti di violenza.

 

 

 

Luis Fernando Camacho (Creemos)

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Luis Fernando Camacho Vaca (41 anni) è un uomo d’affari , avvocato e uomo politico boliviano, presidente del Comitato civico di Santa Cruz da febbraio a novembre 2019, candidato alla presidenza dall’alleanza di destra conservatrice Creemos.

Laureato in giurisprudenza, ha svolto la sua attività di avvocato e di imprenditore nella sua città natale di Santa Cruz. Nel 2002, Camacho si è unito al partito politico del Movimento nazionalista rivoluzionario (MNR), entrando a far parte per alcuni anni dell’organizzazione civica Unión Juvenil Cruceñista (UJC), un gruppo paramilitare legato ad ambienti dell’estrema destra. Nel 2015 Camacho è entrato a far parte del Comitato Civico Pro Santa Cruz,  del quale è diventato presidente nel 2019. Ad inizio 2020 varie formazioni politiche di destra hanno creato l’alleanza Creemos per sostenere la sua candidatura alle presidenziali

Luis Camacho è ideologicamente un cristiano conservatore fondamentalista. E’ stato spesso in passato accusato di razzismo a causa del suo linguaggio violento nei confronti della popolazione indigena della Bolivia, in particolare durante le manifestazioni di protesta da lui capeggiate contro il governo Morales dopo le elezioni poi annullate dell’ottobre 2019.  E’ stato anche coinvolto nello scandalo dei “Panama Papers”, essendo stato  è identificato come intermediario in uno  schema offshore di riciclaggio di denaro sporco legato al narcotraffico.

 

 

 

Chi-Hyun Chung (FPVB)

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Chi-Hyun Chung (50 anni) è un medico , pastore evangelico  e professore universitario di origini coreane. E’ candidato alle elezioni presidenziali per una nuova formazione politica di destra chiamata “Fronte per la Vittoria”

Proveniente da una famiglia di missionari evangelici, si è laureato in medicina, per poi diventare direttore di una clinica ospedaliera e successivamente fare carriera nella chiesta presbiteriana boliviana, fino a diventarne il presidente. 

Dopo che il candidato alla presidenza del PCD, l’ex presidente Jaime Paz Zamora, si è ritirato dalla competizione, Chi-Hyun Chung ha deciso di candidarsi per il Partito Democratico Cristiano,  per “salvare il paese dal comunismo” della presidenza di Evo Morales. Chi-Hyun Chung si è fatto notare in questa campagna elettorale per le sue idee sociali estremamente conservatrici, e il suo stile populista e aggressivo, tanto che è stato chiamato il “Bolsonaro della Bolivia”.  Oggetto delle sue feroci critiche sono soprattutto le associazioni LGBT, accusate di provocare l’ira divina sulla Bolivia. Chi-Hyun Chung inoltre accusa Morales di essere un ateo comunista, colpevole di portare  il paese verso la rovina morale, sociale ed economica. Nelle elezioni del 2019 è stato candidato alla presidenza dal Partito Democratico Cristiano, ottenendo l’8,8% dei voti.

 

 

Jorge Quiroga (Libre)

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Jorge Fernando Quiroga Ramírez (60 anni) è un ex presidente della Bolivia, candidato come indipendente in queste elezioni, appoggiato dalla coalizione di centrodestra Libre.

Laureato in ingegneria, ha lavorato vari anni negli USA per l’IBM. Nel 1997, a 37 anni, fu scelto dall’ex dittatore Hugo Banzer come suo candidato alla vicepresidenza per le elezioni presidenziali. Con la vittoria di Banzer,  Quiroga divenne il più giovane vicepresidente nella storia della Bolivia.  Nel 2001 Banzer, gravemente ammalato, dovette dimettersi e Quiroga assunse la carica di presidente ad interm, che mantenne fino alle elezioni del 2002.

Nel 2005, si candidò alle elezioni con l’appoggio di una coalizione di centrodestra,  Potere Social e Democratico (PODEMOS) , che comprendeva la maggior parte  dell’Azione Democratica Nazionalista, quello che era stato il partito di Banzer. Quiroga ottenne il 28,6% dei voti, finendo al secondo posto dopo Morales.

Dopo la sua esperienza politica Quiroga ha lavorato come consulente per la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale.  Negli anni recenti è stato nominato alla direzione di varie organizzazioni internazionali che si occupano di cooperazione e supporto per i paesi in via di sviluppo.

 

 

 

Feliciano Mamani   (PAN-BOL)

Feliciano Mamani lamentó cobardía de Camacho y Arce “¿Cuál era el miedo?” | Erbol

Feliciano Mamani Ninavia (44 anni) è un dirigente del sindacato dei minatori, candidato alla presidenza in queste elezioni dal Partito di Azione Nazionale Boliviano (PAN-BOL), un piccolo partito di sinistra radicale extraparlamentare.

Fin da giovanissimo Feliciano Mamani si è dedicato all’estrazione mineraria. Nel 2015 è stato eletto a capo del sindacato dei minatori del Dipartimento di Oruro.  Nel 2016 fu accusato da esponenti del governo di essere coinvolto nell’assassino da parte di un gruppo di minatori, dell’allora vice ministro degli Affari interni  Rodolfo Illanes, accuse che non sono mai state confermate dalle indagini.

Nel 2018 Feliciano Mamani è stato eletto segretario nazionale del più grande sindacato dei minatori boliviano.  Ad inizio 2020 ha accettato la richiesta da parte del PAN-BOL di essere il loro candidato a queste elezioni presidenziali.

 

 

Maria de la Cruz Baya (ADN)

Bayá, la candidata pro-vida que se sumó a la carrera electoral - El País - Opinión Bolivia

María de la Cruz Baya Claros (52 anni) è un’ avvocatessa , docente universitaria e  scrittrice,  candidata alla Presidenza della Bolivia per il partito di destra nazionalista Azione Democratica Nazionalista (ADN).

Laureata in giurisprudenza, Maria de la Cruz Baya, oltre alla carriera di avvocato, è stata professoressa di giurisprudenza presso varie università boliviane. Nel 2015 si è candidata senza successo per le elezioni amministrative nella città di Cochabamba.  Nel 2016 è entrata a far parte del  Partito Democratico Cristiano (PDC), del quale è stata eletta presidente, carica dalla quale fu poi fatta dimettere per presunti brogli legati alla sua elezioni. Nel 2020 è entrata a far parte di  Azione Democratica Nazionalista, che la ha candidata per queste elezioni.

 

Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con i sondaggi elettorali.

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