I sondaggi per queste elezioni presidenziali sono pochi e non del tutto affidabili. Estrapolando comunque i dati dei vari sondaggi quello che emerge è che Luis Arce dovrebbe arrivare nettamente in testa al primo turno delle elezioni presidenziali, con un percentuale intorno al 40-45% dei voti. Dietro di lui dovrebbe arrivare l’ex presidente Carlos Mesa con circa il 30-35%, seguito dal candidato della destra Luis Camacho intorno al 15-20% dei voti. Il candidato della destra evangelica Chi Hyun Chung dovrebbe arrivare in quarta posizione con una percentuale inferiore al 5%, il resto verrebbe spartito tra gli altri 3 candidati.
Sembra quindi che nonostante la perdita del potere e l’esilio di Morales, il MAS continui ad avere un ampio supporto popolare che potrebbe consentire al partito di tornare al governo della Bolivia. Per essere eletto al primo turno Luis Arce dovrebbe o ottenere almeno il 50% dei voti, oppure superare il 40% e vincere con un distacco di oltre il 10% rispetto al secondo classificato.
La decisione della Añez di ritirarsi e bloccare una vittoria MAS al primo turno dovrebbe avere scarso impatto sul risultato finale. Se Arce non vince al primo turno, lo scenario più probabile è che tutti i partiti di opposizione si alleino contro il MAS al ballottaggio. In tal caso, il risultato non è chiaro. Sebbene Mesa abbia assunto una posizione più moderata nelle elezioni dell’ottobre 2019, ha fatto poco per denunciare violazioni dei diritti umani, azioni incostituzionali e ripetuti casi di corruzione durante il governo ad interim di Áñez. Una presidenza Mesa potrebbe segnare un ritorno alla democrazia gestita indirettamente dall’élite bianca tornando ad una situazione simile a quella precedente l’arrivo al potere di Morales. Arce afferma che la sua vittoria riporterebbe il paese a sane politiche macroeconomiche, permettendogli di uscire dalla crisi economica acuta provocata dalla pandemia e aggravata dalla cattiva gestione sotto Áñez. I risultati saranno fortemente contestati e il prolungato conflitto post-elettorale appare probabile, aggravato dalla presenza di violenti gruppi para-statali anti-MAS legati alla destra boliviana. Resta alto anche il rischio di brogli. I piani iniziali per l’osservazione delle elezioni da parte di organizzazioni internazionali sono stati drasticamente ridotti, apparentemente a causa della pandemia.
Questo è tutto anche per oggi. I risultati saranno commentati come sempre dai nostri egregi collaboratori della Redazione BiDiMedia.
Vi ricordo le prossime importanti scadenze elettorali: le elezioni parlamentari in Georgia del 31 ottobre.
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