Sono una decina le case sondaggiste che hanno effettuato sondaggi per queste elezioni. Tre di queste (Nanos Research, Liaison Strategies e Mainstreet Research) hanno effettuato rilevazioni giornaliere nelle ultime settimane di campagna elettorale. Tutti i sondaggi concordano nel dire che il Partito Liberale appare nettamente in testa nelle intenzioni di voto.
L’andamento dei sondaggi è stato clamoroso. Da quasi 3 anni i conservatori erano nettamente in testa nei sondaggi di opinione. Ad inizio di quest’anno il vantaggio rispetto ai liberali era di circa 24 punti. La svolta è arrivata con le dimissioni di Trudeau come primo ministro, sostituito da Carney, e soprattutto con l’arrivo al potere negli USA di Donald Trump, la cui ostilità nei confronti del Canada ha creato un forte sentimento nazionalista e anti-USA negli elettori del quale il partito liberale si è fatto portavoce. Se si votasse oggi i liberali otterrebbero tra il 42 e il 43% dei voti, circa 10 punti percentuali in più rispetto al 32,6% ottenuto nel 2021, il che potrebbe essere il loro miglior risultato dalle elezioni del 2000. I conservatori invece sarebbero poco sotto il 39%, avanzando di circa 5 punti rispetto al 33,7% delle scorse elezioni. A farne le spese sarebbe soprattutto il Nuovo Partito Democratico, che praticamente dimezzerebbe i propri voti, crollando dal 17,8% a valori compresi tra l’8% e il 9% dei voti. Anche il Blocco del Quebec sarebbe in discesa, perdendo uno o due punti rispetto al 7,6% del 2021. Stabili sarebbero i verdi, dati poco sotto al 2,2% delle scorse elezioni, mentre la destra populista del Partito Popolare del Canada crollerebbe perdendo dai 3 ai 4 punti rispetto al 4,9% di 4 anni fa.
In termini di seggi in base a questi dati i liberali ne otterrebbero circa 188 , 28 in più rispetto alle scorse elezioni e quindi avrebbero la maggioranza assoluta in parlamento. I conservatori salirebbero da 119 a 126, il BQ calerebbe da 32 a 23 seggi, l’NPD crollerebbe da 25 a 5, i Verdi scenderebbero da 2 a 1 e il PPC non otterrebbe nessuno seggio.
Chiunque vinca le elezioni, la principale sfida che il prossimo primo ministro dovrà affrontare saranno le pessime relazioni con gli Stati Uniti. Se anche i conservatori riuscissero ad andare al potere, gli attacchi dall’amministrazione Trump sugli squilibri commerciali, il flusso di fentanyl, la migrazione e la spesa per la difesa non scompariranno con un cambio di governo. Le differenze tra un governo liberale e uno conservatore riguarderebbero il ruolo degli alleati del Canada in Europa, con cui Carney ha maggiori probabilità di trovare una causa comune, e la lotta alla criminalità organizzata e al traffico di droga, alla quale Poilievre ha promesso di una forte spinta con lo slogan ” Stop the Crime “. Ma al di là di queste differenze, c’è motivo di credere che i rapporti tra Stati Uniti e Canada subiranno un drastico cambiamento dopo il 28 aprile. Finora, lo scontro tra Washington e Ottawa si era svolto in gran parte con un’amministrazione Trudeau fortemente indebolita e un’atmosfera di profonda incertezza politica.
Il vincitore delle elezioni entrerà in carica con un nuovo mandato politico e una forte pressione da parte degli elettori per affrontare l’amministrazione Trump senza debolezze. Ciò renderà il Canada più forte nei negoziati con gli Stati Uniti su questioni scottanti come il commercio, la sicurezza dei confini e la spesa per la difesa. Mark Carney ha già affermato che è disposto a negoziare con il presidente Trump, ma solo “alle nostre condizioni come paese sovrano, non come Trump finge che siamo”.
La campagna di Carney si è concentrata nel presentarsi come un leader in grado di tenere testa agli USA e proteggere gli interessi canadesi. I suoi incontri con leader internazionali, come il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron, e il suo annuncio di una partnership con l’Australia per sviluppare un nuovo sistema radar settentrionale, hanno evidenziato i suoi sforzi per rafforzare la posizione globale del Canada. Poilievre invece si trova in una posizione difficile, dato che da un lato è ideologicamente vicino a Trump, ma dall’altro deve dimostrare agli elettori che è in grado di difendere la sovranità e la dignità del Canada.
Se davvero i liberali riusciranno a tornare al governo, rovesciando totalmente i pronostici che li davano sicuri perdenti solo 3 mesi fa, dovranno paradossalmente ringraziare Donald Trump e la sua folle aggressione commerciale e politica contro il Canada. Ma quella che è stata un’opportunità in campagna elettorale, rischia di dimostrarsi fonte di enormi problemi per il prossimo governo canadese.
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