
La Sinistra Democratica (Izquierda Democrática, ID) è un partito socialdemocratico, membro dell’Internazionale Socialista, attualmente senza rappresentanza parlamentare. Il partito sostiene l’equa distribuzione del reddito e della proprietà, l’uso razionale delle risorse nazionali e l’indipendenza economica dal capitalismo estero. Per queste elezioni il partito candida alla presidenza il giornalista Carlos Rabascall.
Il partito fu fondato nel 1970 da Rodrigo Borja Cevallos, giurista e docente universitario, assieme ad un gruppo di intellettuali di sinistra non marxisti, facendo eleggere il suo primo deputato in parlamento nelle elezioni del 1970. La Sinistra Democratica fu uno dei principali oppositori al regime militare degli anni ’70. Con il ritorno alla democrazia nel 1978 Borja si candidò alle presidenziali ottenendo il 12% dei voti, con il partito che con 15 seggi divenne la seconda forza politica in parlamento. La popolarità di Borja crebbe ulteriormente e nelle elezioni del 1984 con il 28,7% dei voti riuscì ad arrivare al ballottaggio, venendo sconfitto dopo uno scontro serrato dal candidato conservatore León Febres Cordero. La Sinistra Democratica in quelle elezioni ottenne 24 seggi su 69 in parlamento, diventando la maggior forza politica del paese. Nel 1988 Borja si candidò alla presidenza per la terza volta e fu eletto sconfiggendo al ballottaggio il populista Abdalá Bucaram. In quella occasione la Sinistra Democratica ottenne 31 seggi su 72 in parlamento permettendo a Borja di attuare il suo piano di riforme economiche e sociali. Tra i risultati dell’amministrazione Borja ci furono una netta riduzione del tasso di analfabetismo e lo smantellamento del principale cartello della droga, ma L’elevata spesa pubblica fece aumentare il debito pubblico e non riuscì a risollevare il paese dalla crisi economica. Nelle elezioni legislative parziali del 1990 il partito ottenne solo 11 seggi su 60. I partiti di centrodestra riconquistarono la maggioranza e bloccarono le proposte di riforma di Borja per i successivi due anni della sua presidenza. Una volta terminata la presidenza Borja il consenso elettorale del partito declinò ulteriormente. Alle elezioni del 1992 ottenne meno del 10 % dei voti, per poi scendere al 6% in quelle del 1996. Nel 1998 e nel 2002 Borja decise di ripresentarsi alle elezioni presidenziali, arrivando in entrambi i casi al terzo posto con poco più del 15% dei voti. Per le elezioni del 2006, l’ID sostenne la candidatura dell’ex vicepresidente León Roldós, che ottenne poco meno del 15% dei voti ottenendo il quarto posto. Dopo il trionfo di Correa e l’attuazione della Costituzione del 2008 , l’ID ha perso quasi completamente la sua influenza nazionale. Nelle elezioni dell’aprile 2009 ottenne solo 2 seggi all’Assemblea nazionale. Una divisione all’interno del partito tra i simpatizzanti e gli oppositori di Correa portò alla sospensione dell’attività del partito che alle elezioni del 2013 non fu in grado di presentare una propria lista, con alcuni membri del partito candidati per la lista di centrosinistra “Avanza” e altri per quella di centrodestra CREO. Nello stesso anno il partito fu de-registrato dal tribunale elettorale. Nel 2015 il partito raccolse le firme necessarie per essere riammesso alle elezioni e nel 2017 riuscì a ripresentare una propria lista, ottenendo il 3,8% dei voti e 4 seggi in parlamento. Alle elezioni presidenziali il candidato del partito, Paco Moncayo, fu appoggiato anche dal movimento indigenista Pachakutik e dai comunisti di Unità popolare, ottenendo il 6,7% dei voti. Nelle elezioni del 2021 il partito si presentò con la propria lista candidando alla presidenza l’uomo d’affari Xavier Hervas Mora che arrivò in quarta posizione con il 15,9% dei voti, mentre il partito ottenne il 12% dei voti e 18 seggi. Nelle elezioni straordinarie del 2023 il partito non ha presentato un proprio candidato alla presidenza, sostenendo l’ex presidente Otto Sonnenholzner. A causa di contrasti all’interno del gruppo dirigente il partito non è riuscito a presentare la propria lista nazionale per le elezioni legislative, non ottenendo nessuno deputato.