I SONDAGGI E I POSSIBILI SVILUPPI POLITICI POST-ELETTORALI
I sondaggi elettorali in Ecuador non sono generalmente molto precisi e danno spesso risultati molti differenti gli uni dagli altri, tuttavia sono utili per individuale le tendenze elettorali più significative. Nelle elezioni del 2023 i sondaggi per il primo turno tuttavia non riuscirono a scorgere la rapida crescita di consenso di Daniel Noboa, il quale era dato intorno al 3% nei sondaggi e poi ottenne il 23,5% che gli permise di andare al secondo turno e vincere il ballottaggio. Facendo una media degli ultimi sondaggi risulta il presidente Noboa sarebbe leggermente avanti al primo turno rispetto al la candidata della sinistra “correista” Luisa Gozales. Noboa sarebbe vicino al 45% dei voti contro il 40% di Gonzalez. Considerando tuttavia che ci sono alcuni sondaggi che danno nettamente in testa Noboa e altri Gonzales è probabile che alla fine il risultato sarà molto più sbilanciato a favore di uno dei due.
Se nessuno dei due candidati dovesse raggiungere il 50% allora al secondo turno saranno fondamentali i voti degli elettori che al primo turno avevano votato altri candidati. Nessuno di questi sembra poter ricevere percentuali significative, a parte forse il candidato della sinistra indigenista Leonidas Iza, il candidato centrista Jimmy Jairala e la candidata ecologista Andrea Gonzalez. Non è tuttavia escluso, che come nelle scorse elezioni, qualcuno dei candidati “minori” sia sottostimato dai sondaggi e alla fine abbia un risultato molto migliore del previsto. In particolare Andrea Gonzalez sembra sia andata molto bene durante i dibattiti televisivi e potrebbe essere la sorpresa di queste elezioni.
I risultati delle elezioni parlamentari sono ancora più difficili da prevedere che nel caso delle elezioni presidenziali. Si pensa che in testa arrivi con circa il 44% dei voti l’alleanza di centrodestra “Azione Democratica Nazionale” che sostiene il presidente Noboa, seguita con il 36% dalla coalizione di sinistra “Rivoluzione Cittadina” che sostiene Gonzalez. Tutti gli altri partiti a livello nazionale rimarrebbero sotto il 5% dei voti. Quelli che hanno quale possibilità di superare la soglia sono il movimento di sinistra indigenista Pachakutik e i conservatori del Partito Social-Cristiano (PSC). Tuttavia altri partiti potrebbero entrare in parlamento ottenendo seggi a livello provinciale.
Rispetto alle elezioni precedenti sembra che stavolta ci sia una netta polarizzazione dell’elettorato, diviso tra i simpatizzanti dell’attuale presidente Daniel Noboa e i “correisti” fedeli all’ex presidente Rafael Correa. Questi ultimi saranno sconfitti al ballottaggio per la terza volta consecutiva o stavolta riusciranno a spuntarla? L’Ecuador è ad una svolta. Deve decidere se vuole tornare ad affidarsi al “correismo” e all’idea che lo stato possa combattere la povertà con un vasto programma di welfare, anche a costo di aumentare a dismisura il debito pubblico e rischiare la bancarotta. Oppure può decidere di affidarsi al libero mercato, sperando che l’impresa privata (della quale la famiglia Noboa è una delle principali rappresentanti) possa rendere efficiente il sistema economico e in prospettiva far aumentare il livello di benessere complessivo del paese, anche a costo di lasciare parte della popolazione nell’indigenza. A questo si aggiunge l’esasperazione contro la criminalità organizzata, problema che si è drammaticamente aggravato negli ultimi anni, alla quale sta cerando di far fronte il presidente Noboa e che, in caso di rielezione, potrebbe convincerlo ad usare il “pugno duro” sull’esempio del leader autoritario del Salvador Nayib Bukele.
Questo è tutto anche per oggi. I risultati saranno commentati come sempre dai nostri egregi collaboratori della Redazione BiDiMedia.
Vi ricordo le prossime importanti scadenze elettorali: le elezioni parlamentari in Germania del 23 febbraio e quelle in Albania dell’11 maggio.
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