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IL GIRAMONDO – Elezioni in Grecia, i conservatori di Mitsotakis verso il trionfo

I SONDAGGI E I POSSIBILI SCENARI POSTELETTORALI

In Grecia sono una dozzina le case sondaggistiche che hanno effettuato sondaggi elettorali per le elezioni del 21 maggio e per quelle del 25 giugno.  Quasi tutte non avevano previsto il crollo di Syriza alle elezioni di maggio e per questo sono state oggetto di molte critiche riguardo alla loro affidabilità.   In particolare il fatto che avessero tutte risultati simili ha fatto pensare che si “copiassero” a vicenda.  Stavolta tutte concordano nel dare Nuova Democrazia in netto vantaggio, avanti di circa uno o due punti rispetto alle elezioni di maggio, mentre Syriza e la destra di EL sarebbero in lieve calo. Gli altri partiti presenti parlamento, cioè Pasok e KKE dovrebbero essere sostanzialmente stabili. Secondo i sondaggi potrebbero entrare in parlamento sia la destra nazionalista di NIKI, che supererebbe per un soffio la soglia del 3%, che la sinistra populista di PE, data quasi al 4% dei voti.  MeRA25 invece, il  partito dell’ex ministro Varoufakis,  rimarrebbe fuori dal parlamento.  Da tenere d’occhio l’estrema destra degli “Spartani” che è data in netta crescita e potrebbe all’ultimo minuto superare la soglia del 3%.

 

non definito

Se questi dati fossero confermati il giorno delle elezioni,  Nuova Democrazia otterrebbe almeno 165 seggi,  il che permetterebbe al Primo Ministro uscente Mitsotakis di continuare a rimanere al potere con un governo monocolore, senza bisogno di partiti alleati. Tutti gli altri partiti attualmente presenti in parlamento, cioè Syriza, Pasok, KKE e EL perderebbero seggi rispetto alle elezioni di maggio, soprattutto a causa del fatto che adesso 50 seggi andranno come “premio” di maggioranza a Nuova Democrazia.  Syriza ne avrebbe tra i 50 e i 55, il Pasok tra 30 e 35 , il KKE circa 20 e EL  circa10. Per quanto riguarda  PE e NIKI entrerebbero entrambi in parlamento con circa 10 seggi.

Un risultato del genere significherebbe le migliori condizioni politiche per una lunga permanenza al potere di Nuova Democrazia.  Con questa legge elettorale rimanere il primo partito con oltre il 35% dei voti garantisce a Nuova Democrazia un premio di 50 seggi su 300. Al momento non si vede in prospettiva nessun partito o alleanza politica in grado di competere per il primo posto.  Syriza è 20 punti indietro e queste potrebbero essere le ultime elezioni di Tsipras come capo del partito.  La sua stagione politica sembra finita.  Syriza soffre anche della competizione a sinistra, da parte di un rinato PASOK,  dei redivivi comunisti del KKE e della sinistra populista di PE.   Questo in prospettiva può farle perdere ulteriormente voti.  Una lista unica tra due o più  partiti di sinistra per puntare alla prima posizione sembra al momento impossibile a causa delle profonde divisioni politiche tra di loro.  Se invece guardiamo a destra di Nuova Democrazia vediamo un elettorato molto fluido che passa da un partito  all’altro e che può in prospettiva servire come “deposito” per  l’elettorato scontento delle politiche del governo che in tal modo non voterebbe per i partiti di sinistra.  Anche questo gioca a favore di un consolidamento del potere di Nuova Democrazia.

il voto del 21 maggio ha smentito le aspettative di chi pensava che le elezioni del 2019 avessero segnassero il consolidamento di un sistema bipartitico, con Syriza che prendeva il posto precedentemente occupato di Pasok.  La crisi di Syriza lascia un panorama politico “unipolare”  con Nuova Democrazia come principale partiti del paese  e un’opposizione  sfaldata e frantumata in tanti partiti di destra e sinistra radicale, incapace di presentare una seria alternativa di governo.   Se anche i partiti di sinistra e centrosinistra ottenessero la maggioranza assoluta dei voti, la presenza del premio di maggioranza al primo partito consentirebbe comunque a Nuova Democrazia di rimanere al governo.  Solo una formazione politica che da sola possa puntare ad essere il primo partito del paese potrà in futuro mettere a rischio il potere del blocco conservatore,  ma al momento non ce n’è traccia.  Il centrodestra in Grecia sembra quindi destinato ad un lungo periodo di permanenza al potere.

Questo è tutto anche per oggi. I risultati saranno commentati come sempre dai nostri egregi collaboratori della redazione Bidimedia.

Vi ricordo le prossime importanti scadenze elettorali: le elezioni parlamentari in Spagna  del 23 luglio e quelle in Slovacchia del 30 settembre.  

 

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