La Repubblica d’Indonesia nacque il 17 agosto 1945 al termine dell’occupazione giapponese durante la seconda guerra mondiale delle colonie olandesi del sud-est asiatico. Leader del movimento indipendentista erano stati Sukarno e Mohammad Hatta, i quali diventarono rispettivamente presidente e vicepresidente del neonato stato indipendente. Il governo olandese all’inizio voleva tornare in possesso delle proprie colonie, ma alla fine dovette cedere e nel 1950 la Repubblica d’Indonesia fu riconosciuta a livello internazionale.
Con la fine della lotta per l’indipendenza, iniziarono ad apparire divisioni nella società indonesiana. Queste includevano differenze regionali nei costumi, nella religione, nell’impatto del cristianesimo e del marxismo e nei timori di una dominazione politica da parte della popolazione giavanese sulle altre minorazione etniche del paese. A tutto ciò si aggiungeva la disastrosa situazione economica seguita alla seconda guerra mondiale e un panorama politico molto frammentato e instabile. Nelle prime elezioni libere del 1955 il primo partito risultò essere il Partito Nazionale Indonesiano di Sukarno, di ispirazione socialista, seguito da due formazioni di destra islamiche e dal Partito Comunista (PKI). Dato che nessun partito ottenne oltre un quarto dei seggi in parlamento, questo portò alla formazione di un governo molto debole e sottoposto ai ricatti dei vari partiti.
Sukarno, molto critico della democrazia parlamentare, nel 1957, con l’appoggio dei militari proclamò un sistema di “democrazia guidata” , fondata su nazionalismo, religione e comunismo, e propose un governo che rappresentasse tutti i principali partiti. La presenza del Partito Comunista nel governo mise in allarme gli Stati Uniti, che tentarono senza successo di organizzare un colpo di stato contro Sukarno. Nel 1959 Sukarno sciolse l’Assemblea Nazionale, sostituendola con un organo non eletto, il Consiglio consultivo supremo. I principali partiti furono fusi nel Fronte Nazionale e la costituzione fu abrogata. Sukarno, grazie all’accentramento dei poteri che il nuovo regime gli consentiva, diede il via ad una serie di grandi progetti infrastrutturali e riforme sostanziali nel campo della sanità, dell’istruzione e dei diritti dei lavoratori. Nel 1963 l’Indonesia invase la Nuova Guinea occidentale che era rimasta fino ad allora possesso dei Paesi Bassi, e iniziò una politica di aggressione nei confronti della Malesia. Nel frattempo l’economia del paese continuava a deteriorarsi, anche a causa dell’assenza di investimenti da parte dei paesi occidentali. Questo portò Sukarno a rivolgersi alla Cina maoista e all’Unione Sovietica. Questo fece aumentare il peso del Partito Comunista all’interno del governo, che era ormai diventato il più grande partito comunista del mondo al di fuori dell’Unione Sovietica e della Cina.
Il 30 settembre 1965, sei dei generali più anziani dell’esercito e altri ufficiali furono assassinati in un tentativo di colpo di stato. Nel giro di poche ore il generale Suharto, comandante della riserva strategica dell’esercito ( Kostrad ), fece arrestare i rivoltosi, accusando il Partito Comunista di aver organizzato il fallito golpe. Questo diede il via ad una feroce repressione anticomunista in tutto il paese da parte dei militari e di milizie islamiche, mentre Sukarno era di fatto prigioniero dell’esercito. Centinaia di migliaia di aderenti e simpatizzanti del Partito Comunista furono massacrati in tutto il paese mentre quelli che sopravvissero, oltre un milione, furono imprigionati e il PKI fu messo fuorilegge. Sukarno, sebbene fosse ancora ufficialmente presidente non riuscì a fermare l’ascesa al potere di Suharto, che nel frattempo si era fatto nominare capo delle forze armate e che nel 1967 fu nominato presidente. Sukarno visse agli arresti domiciliari fino alla sua morte nel 1970.
Il regime di Suharto fu chiamato “Nuovo Ordine” ed ebbe fin da subito un forte sostegno da parte degli Stati Uniti, i quali iniziarono ad investire nel paese, producendo una sostanziale, seppur fortemente disomogenea, crescita economica nel paese. Tuttavia, Suharto arricchì se stesso e la sua famiglia mescolando affari pubblici e privati e grazie ad una diffusa rete di clientele e corruzione. Suharto portò a compimento l’annessione della Nuova Guinea occidentale, ribattezzandola Irian Jaya e nel 1975, fece occupare la ex colonia portoghese di Timor est, nonostante l’opposizione delle Nazioni Unite.
Durante il regime di Suharto, solo tre partiti erano ammessi alle elezioni. Il Golkar, partito di destra nazionalista, il Partito Unito per lo Sviluppo (PPP), di ispirazione islamica e ilPartito Democratico Indonesiano (PDI) di centrosinistra, i quali appoggiavano tutti il governo
Nel 1996, il PDI iniziò a dissociarsi dal regime di Suharto e si divise in due fazioni, una filo governativa e una di opposizione guidata da Megawati Sukarnoputri , la figlia di Sukarno. La lotta tra le due fazioni sfociò in scontri violenti che portarono all’arresto e all’uccisione di decine di sostenitori di Megawati, in quello che fu chiamato il “Sabato Nero“, che avrebbe segnato l’inizio di una rinnovata repressione da parte del governo di Ordine Nuovo contro i sostenitori della democrazia, ora chiamata ” Reformasi ” o movimento di riforma.
Nel 1997 e nel 1998, l’Indonesia fu il paese più colpito dalla crisi finanziaria asiatica. Questa ebbe conseguenze disastrose per l’economia e la società indonesiana, nonché per la presidenza di Suharto. Allo stesso tempo, il paese soffrì una grave siccità e alcuni dei più grandi incendi boschivi della storia, che provocarono una foschia tossica che si estese per settimane in gran parte nelle isole di Sumatra e Kalimantan. La rupia , la valuta indonesiana, subì un forte calo di valore. Suharto fu messo sotto esame dalla Banca Mondiale , dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dagli Stati Uniti, per appropriazione indebita di fondi statali . La misure di austerità attuate da Suharto per far fronte alla crisi economica provocarono una forte ondata di proteste popolari che scaturirono nella “Rivoluzione Indonesiana” del 1998 che portò alle dimissioni di Suharto, sostituito dal suo vicepresidente BJ Habibie .
Il presidente Habibie si mise d’accordo con il FMI e gli USA per un programma di stabilizzazione economica, in cambio del quale si impegnò a rilasciare i prigionieri politici, rimuovere buona parte dei controlli sulla libertà di stampa e di associazione, in modo da portare il paese verso elezioni democratiche.
Le elezioni parlamentari del 1999 furono vinte dal Partito Democratico Indonesiano di Lotta (PDI-P), guidato da Megawati Sukarnoputriche ottenne il 34% dei voti, seguito dal Golkar con il 22%, il PPP con il 12% e il Partito del Risveglio Nazionale (PKB), islamico moderato al 10%. Dopo le elezioni il parlamento nominò il leader del PKB, Abdurrahman Wahid, come presidente e Megawati come vicepresidente. Nel 2001 il parlamento decise di rimuovere Wahid, quasi cieco, malato e coinvolto in vari scandali di corruzione, dalla presidenza, il che permise a Megawati di diventare la prima donna capo di stato dell’Indonesia.
Nel frattempo l’Indonesia dovette risolvere il problema di Timor Est. Nel 1999 gli abitanti dell’ex colonia portoghese avevano votato a stragrande maggioranza per l’indipendenza in un referendum sponsorizzato dalle Nazioni Unite. Dopo l’annuncio del risultato, elementi dell’esercito indonesiano e delle sue milizie reagirono uccidendo circa 2.000 persone, violentando centinaia di donne e ragazze e distruggendo gran parte delle infrastrutture del paese. Nell’ottobre 1999, il parlamento indonesiano (MPR) revocò il decreto che annetteva Timor Est e l’ Amministrazione transitoria delle Nazioni Unite a Timor Est (UNTAET) si assunse la responsabilità di governare Timor Est fino a quando non divenne ufficialmente uno stato indipendente nel maggio 2002
Megawati non riuscì a stabilizzare la situazione economica e alle elezioni presidenziali del 2004, le prime a suffragio popolare diretto, fu sconfitta da Susilo Bambang Yudhoyono del Partito Democratico (PD), un partito laico di centro.
Il 26 dicembre 2004, un violento terremoto e uno tsunami devastarono alcune parti del nord di Sumatra , in particolare Aceh .A causa della necessità di cooperazione durante la ricostruzione del dopo tsunami ad Aceh, il governo indonesiano fece un accordo con il Movimento Aceh Libero (GAM), un’organizzazione separatista islamica. L’accordo creò uno statuto speciale per la provincia, che sarebbe adottato un proprio sistema giuridico basato sulla legge islamica in cambio della fine delle attività armate da parte del GAM, che si sarebbe trasformato in partito politico.
Durante l’amministrazione di Yudhoyono l’Indonesia attraversò un periodo di forte sviluppo economico, il che gli permise di essere rieletto nelle elezioni del 2009, sconfiggendo nuovamente Megawati, che nel frattempo si era alleata con l’ex generale Prabowo Subianto e il suo partito di destra Gerindra.
Nel 2014 Yudhoyono dovette dimettersi avendo completato due mandati, e al suo posto fu eletto il candidato del PDI-P Joko Widodo, il quale sconfisse alle elezioni Prabowo Subianto,, candidato dei partiti di destra. Avendo precedentemente ricoperto il ruolo di governatore di Giakarta, Joko Widodo, detto Jokowi, fu il primo presidente indonesiano senza un background politico o militare di alto rango. Jokowi, personaggio molto popolare, è stato poi rieletto nel 2019 , sconfiggendo nuovamente Prabowo Subianto.
Nelle prossime pagine i risultati delle ultime elezioni, i principali partiti politici ed i candidati alla presidenza.
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