Partito Comunista del Nepal (Marxista-Leninista Unificato)
Comunisti
33.25
41
30.68
80
121
Congresso Nepalese
Socialdemocratici
32.78
40
35.75
23
63
Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista)
Comunisti
13.66
17
15.04
36
53
Partito Nazional Popolare del Nepal
Regionalisti socialdemocratici
4.95
6
4.56
11
17
Forum Federale Socialista, Nepal
Socialisti
4.93
6
5.26
10
16
Bibeksheel Sajha
Populisti
2.22
0
0,96
0
0
Partito Nazional Democratico
Monarchici, conservatori
2.06
0
1.18
1
1
Partito Nazional Democratico (Unito)
Monarchici, conservatori
0,93
0
1.23
0
0
Partito della Nuova Forza del Nepal
Socialisti marxisti
0,86
0
0,84
1
1
Fronte Nazionale del Popolo
Comunisti
0,65
0
0,70
1
1
Partito dei Contadini e dei Lavoratori del Nepal
Comunisti
0,59
0
0,52
1
1
Partito Comunista del Nepal (Marxista-Leninista)– Jana Samajbadi
Comunisti
0,43
0
0,82
0
0
Partito Socialista Federale del Nepal
Socialisti, minoranza dalit
0,38
0
0.19
0
0
Partito di Liberazione Nazional Popolare
Socialisti federalisti
0,35
0
0,27
0
0
Ekikrit Rastriya Prajatantrik
Monarchici, conservatori
0.30
0
0,35
0
0
Janata Dal Nepal
Socialisiti
0,23
0
0.09
0
0
Sanghiya Loktantrik Rastriya Manch
Comunisti
0,23
0
0,17
0
0
Bahujan Shakti
Progressisti
0,16
0
0.10
0
0
Organizzazione Nazionale Mongola
Minoranza mongola
0,16
0
0.16
0
0
Sanghiya Loktantrik Rastriya Manch (Tharuhat)
Comunisti
0,15
0
0.00
0
0
Fronte Repubblicano Popolare Patriottico del Nepal
Comunisti
0,15
0
0,20
0
0
Janata Nepal
Socialisti
0,10
0
0,03
0
0
Altri 36 partiti <0.1%
0,50
0
0,14
0
0
Indipendenti
0,73
1
1
Totale
100,0
110
100.0
165
275
Le elezioni del novembre 2017, le prime della Camera dei rappresentanti dopo l’approvazione della costituzione repubblicana, furono vinte dai comunisti del PCN (UML) che ottennero 121 seggi contro i 63 dei socialdemocratici del e i 53 dei maoisti el PCN (CM). Il leader del PCN (UML) Khadga Prasad Sharma Oli fu nominato primo ministro a capo di una coalizione che comprendeva inizialmente il PCN (UML) e il PCN (CM). Nel marzo 2018, la presidente del Nepal Bidya Devi Bhandari, candidata dai due partti di governo entro maoista), fu rieletta per un secondo mandata (la carica presidenziale è principalmente cerimoniale).
Nel maggio 2018 i due partiti si sono accordati per fondersi in un unico partito, il Partito Comunista del Nepal. La cosa non è piaciuta affatto al governo indiano che temeva che il Nepal si spostasse su posizioni più filocinesi. Nel maggio 2020 una diatriba sui confini tra India e Nepal ha portato ad una crisi diplomatica tra i due paesi. Nel frattempo crescevano le tensioni all’interno del partito di governo tra le fazioni facenti capo ai due precedenti partiti. Nel dicembre 2020 il primo ministro Oli ha chiesto alla presidente di sciogliere il parlamento, per evitare che il leader maoista Pushpa Kamal Dahal (Prachanda) proponesse una mozione di sfiducia nei suoi confronti, ma nel febbraio 2021 la corte suprema ha ritenuto incostituzionale la sua richiesta e Oli ha dovuto riconvocare il parlamento.
Nel marzo 2021 la Corte Suprema, con una sentenza che ha fatto molto scalpore, ha invalidato la creazione del Partito Comunista del Nepal, dato che questo nome apparteneva già ad un altro partito, il Partito Comunista del Nepal, nato nel 2013 dalla fusione del Partito Comunista del Nepal (Unificato), del Partito Comunista del Nepal Marxista −Leninista (Samajbadi) e del Partito Comunista del Nepal (Marxista Unito). Di fatto quindi la corte ha annullato la fusione di PCN (UML) e PCN (CM) “riportando in vita” i due partiti. Ciò ha aggravato i contrasti tra Oli e Prachanda e ha portato alla fuoriuscita del PCN (CM) dal governo nel maggio 2021. Oli ha quindi formato un governo di minoranza appoggiato dal PCN (UML) e dal Forum Federale Socialista del Nepal, che nel frattempo aveva cambiato nome in Partito Popolare Socialista del Nepal. Non riuscendo ad ottenere la fiducia in parlamento presidente Bidya Devi Bhandari, ha indetto elezioni anticipate per il Novembre 2021, mentre Oli formava un governo ad interim composto solo di esponenti del PCN (UML).
Il 12 luglio 2021 la Corte Suprema ha dichiarato illegale la decisione di sciogliere il parlamento e ha ordinato alla presidente di nominare il leader del Congresso nepalese Sher Bahadur Deuba come primo ministro, il quale nel frattempo era riuscito a trovare una maggioranza in parlamento che lo appoggiava. Deuba quindi è divenuto per la quinta volta capo di governo, sorretto da una coalizione che comprendeva oltre al Congresso Nepalese anche il PCN (CM), il Partito Popolare Socialista del Nepal e il Partito Comunista Unificato Socialista, nato da una scissione del PCN (UML). Nel luglio di quest’ anno il Partito Popolare Socialista del Nepal è passato all’opposizione lasciando Deuba a capo di una coalizione tripartita.
Nelle prossime pagine i principali partiti politici, infine gli ultimi sondaggi.
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