Alle elezioni di domenica prossima si presentano 58 partiti, tra i quali una dozzina di partiti comunisti e vari indipendenti. Probabilmente al massimo 5 o 6 partiti saranno in grado di superare la soglia del 3% necessaria per ottenere seggi nella parte proporzionale, mentre una decina di essi potrebbe eleggere almeno un deputato nella parte maggioritaria. Mentre per i 110 seggi eletti con il proporzionale ogni partito si presenta con la propria lista, per i 165 seggi eletti con il sistema maggioritario uninominale, si sono formate due principali alleanze elettorali.
La prima è un’alleanza tendenzialmente più filo-indiana che comprende i socialdemocratici del Congresso Nepalese, il Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista) che in queste elezioni è insieme al Partito socialista del Nepal, il neonato Partito Comunista del Nepal (Unificato Socialista) e due piccoli partiti: il Partito Democratico Socialista del Nepal (Loktantrik Samajwadi Party, Nepal) e i comunisti del Fronte Nazionale Popolare (Rastriya Janamorcha).
La seconda alleanza è tendenzialmente pià filocinese ed è guidata dal Partito Comunista del Nepal (Unificato Marxista-Leninista) che si presenta assieme a due piccoli partiti conservatori, il Partito della Famiglia del Nepal (Nepal Pariwar Dal) e il Partito Democratico Nazionale del Nepal (Rastriya Prajatantra Party Nepal), in alleanza con il Partito Socialista Popolare del Nepal.
1) PARTITO COMUNISTA DEL NEPAL (UNIFICATO MARXISTA-LENINISTA)
Il Partito Comunista del Nepal (Unificato Marxista-Leninista) , è un partito, come dice il nome, comunista marxista-leninista, fondato nel 1991. Attualmente è il più grande partito nel parlamento nepalese ed è il maggior partito di opposizione al governo di Sher Bahadur Deuba. Il PCN (UML) ha guidato il governo nepalese per 5 volte dalla caduta della monarchia nel 2008.
Il principio guida del partito è il marxismo-leninismo. Il PCN (UML) sostiene un’economia orientata al socialismo ma entro i confini di un sistema di governo parlamentare e di una democrazia multipartitica. Il partito sostiene l’istituzione di un sistema di welfare che garantisca la sicurezza sociale e la giustizia sociale a tutti i cittadini.
Il CPN (UML) nacque dalla fusione di due partiti comunisti preesistenti: il Partito Comunista del Nepal (Marxista) e il Partito Comunista del Nepal (marxista-leninista), per partecipare alle prime elezioni multipartitiche del 1991. dove ottenne 69 seggi su 205, diventando la principale opposizione al governo guidato dal partito del Congresso Nepalese. Nelle elezioni del 1994 il partito ottenne 88 seggi diventando il primo partito del paese e guidando un un governo di minoranza con Man Mohan Adhikari, prima volta che un partito comunista andava al potere con libere elezioni. Il suo governo durò tuttavia meno di un anno, e Adhikari fu sostituito da Sher Bahadur Deuba del Congresso Nepalese. Nel marzo 1997 il partito riuscì a tornare al governo in una coalizione guidata da Lokendra Bahadur Chand, esponente conservatore filo-monarchico che tuttavia fu sfiduciato dopo pochi mesi, facendo tornare il PCN (UML) all’opposizione. Nelle elezioni del 1999 il partito è sceso di nuovo in seconda posizione con 70 seggi, rimanendo all’opposizione negli anni successivi fino alla caduta della monarchia.
Nelle elezioni per l’Assemblea Costituente del 2008 il PCN (UML) arrivò in terza posizione con i l 20,3% dei voti e 108 seggi su 601, dietro al Partito Comunista del Nepal (Maoista) e al Congresso Nepalese. Entrò quindi in un governo di coalizione guidato dal leader maoista Prachanda, ma nel 2009 con un clamoroso cambio di alleanze formò un governo con il Congresso Nepalese, guidato dal leader del PCN (UML) Madhav Kumar Nepal. All’inizio del 2011 i contrasti tra i due partiti portarono ad una rottura e al ritorno di un accordo di governo tra PCN (UML) e PCN (M), stavolta guidato non da Prachanda ma da Jhala Nath Khanal del PCN (UML). L’accordo tuttavia resse solo pochi mesi e nell’agosto 2011 il PCN (M) sfiducio’ Khanai e formò un governo assieme ad alcuni partiti minori, mandando il PCN (UML) di nuovo all’opposizione.
Nelle elezioni per la seconda assemblea costituente del 2013 il PCN (UML) salì in seconda posizione dietro il Congresso Nepalese con il 23,7% dei voti e 175 seggi su 575, tornando al governo assieme al Congresso Nepalese in una coalizione guidata dall’anziano leader del Congresso Nepalese Sushil Koirala. Nel 2015, dopo la promulgazione della nuova costituzione, il PCN (UML) è tornato a guidare il governo con Khadga Prasad Oli grazie ad un accordo con i maoisti del PCN (MC). Il nuovo governo tuttavia iniziò ad avere pessime relazione con l’India e nell’agosto 2016 fu formato un nuovo governo guidato da Prachanda che comprendeva il Congresso Nepalese, mandando di nuovo il PCN (UML) all’opposizione.
Nelle elezioni del 2017 per la prima Camera dei Rappresentanti, il PCN (UML) aumentò ulteriormente i propri consensi, diventando il primo partito del paese, con il 33,3% dei voti e 121 seggi su 275. Khadga Prasad Oli riusci’ a tornare nuovamente primo ministro a capo di un’alleanza tra PCN (UML) e PCN (CM) che si fusero in un unico partito, il Partito Comunista del Nepal.
L’8 marzo 2021, la Corte Suprema del Nepal ha invalidato la fusione tra i due partiti in quanto il il nome era già stato assegnato ad un altro partito e la Commissione elettorale ha quindi “riportato in vita il PCN (UML) e il PCN (CM). Questo ha aggravato le divergenze tra Oli e Prachanda e il 9 maggio 2021 Oli è stato sfiduciato. Oli ha formato un governo di minoranza e per evitare che il leader del Congresso Nepalese She Bahadur Deuba trovasse una maggioranza alternativa in parlamento, ha chiesto alla Presidente della Repubblica di indire elezioni anticipate. Tuttavia il12 luglio 2021 la Corte Suprema ha reintegrato la Camera dei Rappresentanti e ha imposto alla Presidente di nominare Deuba nuovo primo ministro, rimandando il PCN (UML) all’opposizione, dopo che una fazione del partito aveva votato la fiducia a Deuba..
2) CONGRESSO NEPALESE
Il Congresso Nepalese è un partito socialdemocratico, membro dell’Internazionale Socialista e dell’Alleanza Progressista dei partiti socialisti e democratici. Fondato nel 1950 è il più antico partito del Nepal ancora in attività. E’ il secondo partito del paese dopo il Partito Comunista del Nepal (UML) ed è presente in parlamento con 63 deputati. Dal luglio 2021 il Congresso Nepalese guida il governo del paese con il Primo Ministro Sher Bahadur Deuba, alla sua quinta esperienza come capo di governo.
L’ideologia del partito si basa sul principio della democrazia e del socialismo . Il suo orientamento di politica estera è improntato storicamente ad avere buone relazioni con l’India .
Il partito, nato dalla fusione del Congresso Nazionale Nepalese e del Congresso Democratico del Nepal, ha sempre avuto un’ideologia socialdemocratica, ispirata al quella del Partito del Congresso Indiano. A capo del Congresso Nepalese nei primi decenni della sua esistenza ci fu la famiglia Prasad Koirala. Tre dei fratelli Koirala, coiè Matrika, Bishweshwar e Girija sono stati in vari periodi primi ministri del Nepal.
Il Congresso Nepalese fu il principale artefice della rivoluzione del 1950 che, con il supporto dell’India, pose fine al dominio della famiglia Rana, che durava da circa un secolo. Dopo la caduta dei Rana il re Tribhuvan affido’ a Matrika Prasad Koirala l’incarico di guidare il governo, fino all’anno successivo e poi dal 1953 al 1955. Dopo la morte di Tribhuvan e l’ascesa al trono di suo figlio Mahendra, un altro esponente del Congresso Nepalese, Subarna Shamsher Rana guidò il governo dal 1958 al 1959, quando si tennero le prime elezioni libere del paese. Queste videro la netta vittoria del Congresso Nepalese e Bishweshwar Prasad Koirala divenne il primo primo ministro del Nepal democraticamente eletto.
A seguito di un colpo di stato reale del re Mahendra nel 1960, il Congresso Nepalese fu messo fuorilegge emolti leader del partito furono imprigionati o esiliati, ma il Congresso Nepalese continuò ad operare nella clandestinità mantenendo una forte base organizzativa. Nel gennaio del 1990 il Congresso Nepalese assieme ai maggior i partiti comunisti del paese organizzarono enormi manifestazioni di protesta che costrinsero re Birenda, succeduto nel 1971 a Mahendra, a cedere al Congresso Nepalese la guida del governo, che andò a Krishna Prasad Bhattarai e ad indire elezioni democratiche.
Nelle elezioni generali del 1991, il Congresso nepalese vinse 110 seggi su 205 e la carica di primo ministro fu assegnata a Girija Prasad Koirala, che rimase al governo fino alle elezioni dl 1994, dove il Congresso Nepalese fu superato dal Partito Comunista del Nepal (UML). l PCN (UML) non aveva la maggioranza e formò un governo di minoranza che durò meno di un anno. Nel 1995 il Congresso Nepalese riuscì a trovare una maggioranza e prese la guida del governo con Sher Bahadur Deuba che governò il paese fino al marzo 1997 quando il re decise di sostituirlo con un esponente di un partito monarchico. Nel 1998 tuttavia re Birendra fu costretto a far tornare il Congresso Nepalese di nuovo al governo, nominando Girija Prasad Koirala primo ministro per la seconda volta. Le elezioni del 1999 videro una netta vittoria del Congresso Nepalese che ottenne la maggioranza assoluta dei seggi, permettendo a Krishna Prasad Bhattarai di tornare a guidare il governo per la seconda volta. Contrasti interni al Congresso Nepalese portarono nel 2000 alle dimissioni di Bhattarai, sostituito da Girija Prasad Koirala che divenne primo ministro per la terza volta. Nel 2001, dopo il massacro della famiglia reale da parte del principe Dipendra, sali’ al trono re Gyanendra, il quale approfittando dei contrasti all’interno del partito licenzio’ Girija Prasad Koirala e lo sostituì con Sher Bahadur Deuba che divenne primo ministro per la seconda volta. Nel frattempo imperversava la guerra civile e i guerriglieri maoisti conquistavano aree sempre più vaste del paese. Nel 2002 il re con un colpo di stato costituzionale sciolse le camere assegnando la guida del governo ad un esponente di un partito monarchico. Il Congresso Nepalese si unì quindi al Partito Comunista del Nepal (UML) e ad altri partiti di opposizione per formare la cosiddetta “alleanza dei sette partiti” e chiedere il ritorno alla democrazia e un accordo di pace con i guerriglieri maoisti.
Nel frattempo Deuba era stato espulso da Congresso Nepalese e aveva formato un proprio partito, il Congresso Nepalese (Democratico). Nel 2004 re Gyandenra lo chiamò di nuovo alla guida del governo, per contrastare l’avanzata dei guerriglieri maoisti. Nel 205 tuttavia i contrasti tra Deuba e il re portarono quest’ ultimo ad organizzare un colpo di stato, sospendendo la costituzione e dichiarando lo stato di emergenza. Nel 2006 le manifestazioni di piazza organizzate dall’opposizione costrinsero il re ad arrendersi, a ripristinare il parlamento e a formare un governo di unità nazionale guidato da Girija Prasad Koirala (che quindi divenne primo ministro per la quarta volta) composto da tutti i maggiori partiti del paese, il quale iniziò il processo per l’abolizione della monarchia e la trasformazione del Nepal in una repubblica e che firmò un accordo di pace con i guerriglieri maoisti per porre fine alla guerra civile.
Nel 2008 si tennero le elezioni per l’Assemblea Costituente, dove il Congresso Nepalese (che nel frattempo si era riunito al partito scissionista di Deuba) il 21,1% dei voti, arrivando in seconda posizione dopo il Partito Comunista del Nepal (Maoista). Fu formato un governo composto dal PCN (M) e dal PCN (UML) guidato dal leader maoista Prachanda, che costrinse il Congresso Nepalese ad andare all’opposizione. Nel 2009 il Congreso Nepalese trovò un accordo con il CNM (UML) per sfiduciare Prachenda e formare un nuovo governo composto dai due partiti e guidato dal leader comunista Madhav Kumar Nepal. Nel 2011 tuttavia il PCN (UML) e il PCN (M) tornarono insieme, rimandando il Congresso Nepalese all’opposizione, dove rimase fino alle elezioni delle seconda assemblea costituente nel 2013. Le elezioni del 2013 furono un trionfo per il Congresso Nepalese che arrivò in testa con 196 seggi su 575. Primo ministro fu nominato il vecchio Sushil Koirala, un cugino dei fratelli Koirala che avevano dominato il partito nei decenni precedenti, a capo di una coalizione con il PCN (UML), sotto il cui governo fu promulgata la nuova costituzione repubblicana. Nel 2015 un nuovo riavvicinamento tra i PCN (UML) e i maoisti del PCN (MC) portò alle dimissioni di Koirala e all’allontanamento del Congresso Nepalese dal governo. Dopo la morte di Sushil Koirala nel 2016 Sher Bahadur Deuba prese nuovamente la guida del governo e si accordò con i maoisti per formare un nuovo governo composto dal PCN (MC) e dal Congresso Nepalese, che fu guidato per un anno dal leader maoista Prachanda. sostituito nel 2017 dallo stesso Deuba, che quindi tornò al potere per la quarta volta.
Nelle elezioni del dicembre 2017 il Congresso Nepalese fu superato dal PCN (UML) , scendendo da 196 a 133 seggi. Il PCN (UML) e il PCN (CM) tornarono al governo insieme sotto e decisero di fondere i due partiti nel nuovo Partito Comunista del Nepal.
Nel marzo 2021 la Corte Suprema, ha dichiarato invalida la creazione del Partito Comunista del Nepal, “riportando in vita” il PCN (UML) e il PCN (CM),. Nei mesi successivi i rapporti tra i due partiti si sono aggravati tanto che il PCN (CM) è uscito dalla maggioranza. Il primo ministro Oli ha quindi fatto sciogliere il parlamento per evitare che si formasse una maggioranza alternativa tra Congresso Nepalese e PCN (CM). Il 21 luglio 2021 la Corte Suprema ha dichiarato illegale lo scioglimento del parlamento e ha permesso al leader del Congresso Nepalese Sher Bahadur Deuba di diventare primo ministro (per la quinta volta) a capo di una coalizione che oltre al Congresso Nepalese comprendeva anche il PCN (CM) e alcuni partiti minori. Deuba è rimasto in carico fino ad oggi, formando un’alleanza “pentapartita” che si presenta insieme in queste elezioni.
3) PARTITO COMUNISTA DEL NEPAL (CENTRO MAOISTA) – PARTITO SOCIALISTA NEPALESE
Il Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista) è un partito comunista di ispirazione marxista-leninista-maoista, attualmente presente nel parlamento nepalese con 49 seggi nella Camera dei Rappresentanti. E’ il terzo partito del paese come numero di seggi e fa attualmente parte della coalizione di governo guidata dal primo ministro Deura del Congresso Indiano. Leader e fondatore del partito è l’ex leader guerrigliero Pushpa Kamal Dahal, soprannominato “Prachanda”. Il partito ha guidato tre governi, dal 2008 al 2009 e dal 2016 al 2017 con Pushpa Kamal Dahal e dal 2013 al 2015 con Baburam Bhattarai.
L’ideologia del partito si basa sul pensiero del suo leader Prachanda, che si ispira al pensiero di Mao Zedong. I maoisti traggono anche ispirazione dal “Movimento rivoluzionario internazionalista “, il movimento di guerriglia di sinistra del Perù, il Sendero Luminoso, e da vari partiti comunisti radicali in diverse parti del mondo. In passato il partito ha avuto stretti rapporti con il Partito Comunista dell’India (Maoista) e con il movimento guerrigliero dei Naxaliti. Negli ultimi anni tuttavia i rapporti tra il PCN (CM) e il governo indiano è decisamente migliorato, in particolare dopo la rottura con il PCN (UML) e all’accordo di governo con il Congresso Nepalese.
Il partito fu fondata nel 1994 a seguito di una rottura all’interno dell’allora Partito Comunista del Nepal Centro Unito) quando Kamal Dahal e Bhattarai furono estromessi dalla guida del partito e fondarono un’organizzatione clandestina chamata Fronte Popolare Unito del Nepal (FPUN)guidata da un nuovo partito, il Partito Comunista del Nepal (Maoista) che rinuncio’ a partecipare alle elezioni sostenendo che solo con la lotta armata i comunisti avrebbero potuto prendere il potere in Nepal. Il governo dell’epoca, guidato dal leader dl Congresso Nepalese Sher Bahadur Deuba inizio’ ad arrestare i sostenitori del FPUN, lanciando quella che fu definita “Operazione Romeo”. Questo fece precipitare la situazione e Prachanda e Bhattarai proclamarono l’inizio della “Guerra Popolare” contro il governo e la monarchia nepalesi.
Negli anni successivi i maoisti occuparono varie aree rurali del Nepal, cacciando i rappresentanti del governo centrale e instaurando “governi popolari” locali. Nel 1998 il governo nepalese organizzo’ l’operazione “Kilo Serra II” mandando la polizia a combattere i guerriglieri maosti, che provoco’ la morte di circa 500 person ma non scalfi’ il loro potere nelle zone da loro occupate. Nel 2000, dopo il fallimento dei negoziati con il governo, i maoisti iniziarono una nuova campagna armata con le sedi della polizia e del governo in gran parte delle province del paese, uccidendo migliaia di poliziotti e amministratori locali tra il 2000 e il 2005.
Nel 2005, dopo aver conquistato gran parte del paese, i guerriglieri maoisti iniziarono a dialogare con i partiti di opposizione, in particolare il Partito Comunista del Nepal (Unificato Marxista-Leninista) per rovesciare la dittatura monarchia dell’impopolare re Gyanendra. L’anno successivo, a seguito di massicce rivolte e proteste popolari e un prolungato sciopero generale la monarchia alla fine capitolò e il PCN (Maoista) accettò di deporre le armi e di partecipare alla scrittura della nuova costituzione repubblicana insieme all’alleanza dei sette partiti parlamentari che avevano portato alla caduta della monarchia.
Nelle elezioni per l’Assemblea Costituente del 2008 il PCN (maoista) fu il partito piu’ votato con il 29,3% dei voti e 220 seggi su 575. Prachanda fu eletto primo ministro a capo di una coalizione che includeva oltre al PCN (maoista) anche il PCN (UML) e altri partiti minori di sinistra, dimettendosi dopo circa un anno a causa di un accordo tra il PCN (UML) e il Congresso Nepalese per formare un governo tra di loro. Nel 2009 il partito si fuse con alcuni piccoli partiti comunisti, cambiando il proprio nome in Partito Comunista Unificato del Nepal (Maoista). Nel febbraio 2011 un altro cambio di maggioranza porto’ il PCUN (M) in una coalizione di governo guidata dal PCN (UML), che si dissolve dopo pochi mesi. Nell’agosto dello stesso anno il PCUN (M) tornò a guidare il governo con Baburam Bhattarai, a capo di una coalizione di partiti minori che per la prima volta non comprendeva né il Congresso Nepalese né il PCU (UML). Il nuovo governo fu tuttavia incapace di far ratificare la nuova costituzione e per questo motivo nel marzo 2013 fu deposto e sostituito da un governo ad interim guidato dal presidente della Corte Suprema che indisse le elezioni per una nuova Assemblea Costituente.
Nelle elezioni della seconda Assemblea Costituente nel 2013, il partito scese al 15,2% dei voti ottenendo solo 80 seggi. Dopo l’approvazione della nuovo costituzione nel 2015, il PCUN (M) torno’ di nuovo al governo, in appoggio del primo ministro Khadga Prasad Oli del PCN (UML). A causa dei contrasti con Prachanda, Baburam Bhattarai gabbando’ il partito, fondando una nuova formazione politica, il Partito della Nuova Forza del Nepal. Nel 2016, con un ennesimo cambio di alleanze, Prachanda si accordò con il Congresso Nepalese e fu nominato Primo Ministro in una coalizione filo-indiana che escludeva il PCN (UML) visto dal governo di New Delhi troppo vicino al governo cinese. Nello stesso anno ci fu una fusione con altri piccoli partiti comunisti che portarono ad un nuovo cambio di nome: Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista). Nel 2017 Prachanda, seguendo l’accordo siglato l’anno prima, cedette il posto a Sher Bahadur Deuba, che era stato uno dei suoi principali avversari durante la guerra civile del 1996-2006.
Alle elezioni politiche del dicembre 2017 il partito ha ottenuto il 13,7% dei voti e 53 seggi su 275. Dopo le elezioni il PCN (CM) e il PCN (UML) hanno siglato un accordo di governo che ha riportato al potere l’ex primo ministro Khadga Prasad Oli e hanno annuciato la fusione dei due partiti per creare il Partito Comunista del Nepal .
L’8 marzo 2021, la Corte Suprema del Nepal ha dichiarato invalida la fusione dei due partiti dato che il nome di Partito Comunista del Nepal era già registrato da un altro partito. Con la sentenza, “tornarono in vita” i due partiti precedenti. Ciò ha aggravato i contrasti tra Oli e Prachanda e ha portato alla fuoriuscita del PCN (CM) dal governo nel maggio 2021. Il 12 luglio 2021 la Corte Suprema, dopo aver dichiarato illegale la decisione di Oli di sciogliere il parlamento, ha ordinato alla presidente di nominare il leader del Congresso nepalese Sher Bahadur Deuba come primo ministro, a capo di una maggioranza filo-indiana che comprendeva anche il PCN (CM), che è rimasto al governo fino ad oggi.
Il Partito Socialista del Nepal è un partito politico socialista fondato nel luglio di quest’anno dall’ex primo ministro Baburam Bhattarai, in passato esponente del Partito Comunista Unificato del Nepal (Maoista). Il partito si è formato da una scissione nel Partito Socialista Popolare del Nepal dopo che quest’ultimo ha deciso di abbandonare la coalizione di governo guidata dal primo ministro Deuba del Congresso Nepalese.
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