Sono 23 i partiti politici e le coalizione che partecipano a queste elezioni a livello nazionale. Ad essi vanno aggiunti i raggruppamenti politici rappresentanti delle varie minoranze. Delle liste presenti a livello nazionale si prevede che solo 6 di esse riusciranno a superare la soglia del 5% nazionale (o del 20% in 4 circoscrizioni) necessaria per eleggere rappresentanti in parlamento.
Partito Nazionale Liberale
Il Partito Nazionale Liberale ( PNL) è un partito di centrodestra liberalconservatore europeista. Rifondato nel 1990, rivendica l’eredità dell’omonimo partito, attivo tra il 1875 e la fine degli anni ’40 nel Regno di Romania. Fino al 2014 il partito era ufficialmente membro dell’ALDE, successivamente è entrato nel PPE. Il PNL è anche membro dell’Internazionale Democratica Centrista. Attualmente è il principale partito di governo del paese.
Ideologicamente il PNL è economicamente liberista mentre è moderato e per alcuni versi conservatore dal punto di vista sociale (ad esempio per quanto riguarda le unioni civili e i rapporti con la chiesa ortodossa). Il partito propone un decentramento della struttura politica della Romania, con una maggiore autonomia regionale.
Il Partito fu fondato poi giorni dopo la fine della rivoluzione rumena del 1989. Nelle elezioni del 1990 il partito ottenne il 6,4% dei voti, entrando in parlamento e ponendosi all’opposizione del governo del Fronte di Salvezza Nazionale, per poi entrare nel 1991 all’interno di un governo di unità nazionale. Nel 1992 ottenne il 2,6% dei voti, perdendo tutti i propri seggi parlamentari. Per le elezioni del 1996 organizzò una lista unica dei partiti di centrodestra, la Convenzione Democratica Rumena, che vinse le elezioni e guidò il governo per i successivi 4 anni. Contemporaneamente il leader della coalizione, Emil Contantinescu, veniva eletto presidente.
A causa della mancanza di coerenza politica all’interno dei partiti della coalizione di governo, il PNL decise di ritirarsi dall’alleanza poco prima delle elezioni generali del 2000 dove, correndo dato solo, ottenne solo il 6,9% dei voti, tornando all’opposizione. In vista delle elezioni del 2004 il PNL formò un’alleanza elettorale con il Partito Democratico (Alleanza per la Giustizia e la Verità) che ottenne il 31,3% dei voti e riuscì a formare un governo di centrodestra. Nello stesso anno il candidato dell’alleanza, Traian Băsescu, veniva eletto presidente. Nel 2007, a causa di contrasti interni alla coalizione il PD uscì dal governo, costringendo il PNL a formare un governo di minoranza.
Nelle elezioni del 2008 il PNL si presentò nuovamente con una propria lista che ottenne il 18,6% dei voti, tornando all’opposizione. Nel 2012, a seguito di una crisi di governo, il PNL tornò al governo grazie ad accordo con gli avversari del PSD. I due partiti formarono un’alleanza alle elezioni parlamentari dello stesso anno, l’Unione Social Liberale, che ottenne la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento e governò fino al 2014, quando dopo un’ennesima giravolta, il PNL tornò all’opposizione. Nel 2015 un esponente del PNL, Klaus Iohannis, è stato eletto presidente (poi riconfermato nel 2019). Nel 2016 il PNL ha ottenuto il 20% dei voti, confermandosi come seconda forza del paese dopo il PSD. Nel 2014, a seguito di una crisi di governo, il PNL è stato in grado di tornare al potere con un governo di minoranza guidato da un proprio esponente, Ludovic Orban.
Partito Social Democratico
Il Partito Social Democratico (PSD) è un partito di centrosinistra, fondato da Ion Iliescu , il primo presidente democraticamente eletto della Romania. Il PSD è attualmente il più grande partito in Parlamento e ha anche il maggior numero di sindaci, consiglieri locali e di contea e presidenti di contea, essendo così la forza politica più grande e influente del paese. Il Partito Social Democratico fa parte del PSE (anche se sospeso dall’Aprile 2019), dell’Internazionale Socialista e dell’ Alleanza Progressista.
Il PSD fa risalire le sue origini al Fronte di Salvezza Nazionale Democratico , un partito nato nel 1992 da una rottura nel Fronte di Salvezza Nazionale allora al potere tra i seguaci del presidente Ion Iliescu e quelli dell’ex primo ministro Petre Roman. Iliescu abbandonò il partito, fondando il FSND e vincendo nello stesso anno sia le elezioni parlamentari che quelle presidenziali,. Nel 1993 il PDSN si fuse con altri piccoli partiti per diventare il Partito della Socialdemocrazia in Romania (PDSR). Dal 1994 al 1996 il PDSR governò in coalizione con due formazioni di destra: il Partito di unità nazionale rumeno (PUNR) e il Partito della Grande Romania (PRM) oltre al il Partito socialista del lavoro (PSL) di sinistra . Il PDSR andò all’opposizione dopo le elezioni del 1996 , vinte dalla coalizione di centrodestra Convenzione democratica rumena (CDR).
Dopo 4 anni di disordini governativi e rovina economica, mal gestiti dai partiti del CDR, nel 2000 il PDSR vinse le elezioni in una coalizione denominata Polo SocialDemocratico della Romania (PSDR) ottenendo la guida del governo e la terza elezione di Iliescu alla presidenza. Nel 2001 il PSDR si fuse con il PDSR e il partito risultante prese il nome attuale, Partito Social Democratico (PSD). Alle elezioni del 2004 il PSD ottenne il 37% dei voti la maggioranza relativa dei seggi in parlamento ma non fu in grado di formare il governo, che passò in mano ad una coalizione di centrodestra. Nel 2008 il PSD scese al 33% dei voti pur rimanendo primo partito del paese. Il PSD fece parte per un anno assieme al Partito Democratico Liberale (PDL) del governo di Emil Boc, per poi passare all’opposizione. A maggio 2012 grazie ad un disinvolto cambio di alleanze, il PSD e il suo tradizionale avversario, il Partito Nazionale Liberale (PNL) formarono un nuovo governo guidato dal leader del PSD Victor Ponta. I due partiti si presentarono alle elezioni del 2012 sotto la lista Unione Social Liberale, che ottenne la maggioranza assoluta in parlamento. La coalizione resse fino al 2014, con l’uscita del PNL dal governo. Nel 2015 Victor Ponta si dimise dalla carica di primo ministro e leader del PSD a causa di accuse di corruzione (che poi furono successivamente ritirate). Liviu Dragnea fu eletto leader del partito e il governo fu affidato ad un primo ministro indipendente, Dacian Cioloș.
Alle elezioni del 2016 il PSD ottenne un netto successo, ottenendo il 45,5% dei voti, sfiorando la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento. Il PSD formò una coalizione di governo con il partito liberale ALDE. Nel gennaio 2018 la socialdemocratica Viorica Dăncilă è stata la prima donna ad assumere la guida del governo in Romania. Tra il 2018 e il 2019 il PSD è stato investito da un’ondata di scandali e di inchieste per corruzione e finanziamento illecito che hanno travolto i vertici del partito. Nel maggio 2019 vaste proteste popolari hanno costretto Liviu Dragnea ad abbandonare la dirigenza del PSD che è stata affidata alla stessa Viorica Dancila. Poco dopo Dragnea è stato arrestato per abuso d’ufficio. Ad ottobre il governo è caduto a seguito di un voto di sfiducia parlamentare. E’ stato formato un governo monocolore guidato dal PNL e il PSD è andato all’opposizione.. Nelle elezioni presidenziali del november 2019 Viorica Dancila si è candidata contro il presidente uscente Klaus Iohannis, venendo sconfitta nettamente al secondo turno. La guida del partito è quindi passata a Marcel Ciolacu.
Il Partito socialdemocratico promuove una politica di welfare spesso clientelare e il rafforzamento dello stato sociale. Si basa su un’ideologia estremamente nazionalista ed è vicino alla Chiesa ortodossa. Il PSD è stato l’unico grande partito presente in parlamento a sostenere il cambiamento della Costituzione con l’inclusione nella Legge fondamentale del divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso nel referendum del 6 e 7 ottobre 2018 (i partiti di centrodestra hanno sostenuto l’astensione). Allo stesso modo, i socialdemocratici hanno stanziato ingenti risorse finanziarie per la cattedrale di Bucarest, decisione alla quale si è opposta l’Unione per la Salvezza della Romania. Il suo elettorato comprende molti anziani e persone rurali, una larga fascia degli elettori meno istruiti i di quelli più poveri.
Per queste elezioni i socialdemocratici propongono un aumento del 57% del salario minimo, un aumento del 32% delle pensioni e un raddoppio degli assegni familiari. Il partito si impegna a creare un milione di posti di lavoro e ridurre il deficit di bilancio a meno del 3% del PIL nel caso riesca a tornare al governo.
Alleanza 2020 USR- PLUS
L’alleanza 2020 USR-PLUS è un’alleanza elettorale formata nel 2019 tra i partiti politici Unione Per la Salvezza della Romania (USR) e il Partito per la Libertà, l’Union e la Solidarietà (PLUS) inizialmente per partecipare insieme al Elezioni del Parlamento europeo del 2019 e successivamente anche per le elezioni presidenziali del novembre 2019 e per queste elezioni parlamentari.
A livello europeo l’alleanza ha trovato l’appoggio de La République En Marche! di Emmanuel Macron e di Guy Verhofstadt , leader del Gruppo ALDE al Parlamento europeo. Dopo le elezioni l’Alleanza è entrata a far parte del gruppo “Rinnovamento Europeo” assieme ad altri partiti di ispirazione liberale. L’Alleanza è favorevole all’estensione dello spazio Schengen alla Romania e all’ingresso della Moldavia nella UE.
L’ Unione per la Salvezza della Romania (USR) è un partito liberale di centrodesta Europeista, fondato nel 2016, membro dell’ALDE. Il partito è stato fondato in seguito al successo della lista civica Unione per la Salvezza di Bucarest, alle elezioni amministrative del 2016, dove ottenne il 25% dei voti per il consiglio comunale di Bucarest. Alle elezioni politiche, tenutesi pochi mesi dopo, il partito ha ottenuto l’8,9% dei voti conquistando 30 seggi alla camera e 13 al senato.
Alle elezioni presidenziali del 2019 il leader del partito, Dan Barna, è arrivato in terza posizione con il 15,1% dei voti.
Il partito ha come priorità la lotta alla corruzione, la protezione dell’ambiente, maggiore sostegno alla sanità pubblica e investimenti nelle infrastrutture in collaborazione con la UE. Il partito è molto vicino al Partito d’Azione e Solidarietà della Moldavia, guidato da Maia Sandu, neoeletta presidente del paese.
Nel 2018 l’USR è stato l’unico partito in parlamento ad opporsi al referendum costituzionale sostenuto dalla chiesa ortodossa russa per vietare costituzionalmente il matrimonio tra persone dello stesso sesso (referendum poi fallito per mancanza di quorum). A livello europeo il partito collabora con l’ALDE e in misura minore, con il PPE e Verdi europei.
Il Partito della Libertà, Unità e la Solidarietà (PLUS) è un partito liberale centrista europeista, fondato nel 2018. dall’ex primo ministro Dacian Cioloş. Alle elezioni per il parlamento europeo PLUS si è presentato in alleanza con USR, ottenendo 4 eurodeputati. Politicamente PLUS e USR hanno idee e programmi molto simili
Unione Democratica Magiara di Romania
L’ Unione Democratica degli Ungheresi in Romania (UDMR in rumeno, RMDSZ in ungherese) è un partito di centrodestra, fondato nel 1989, subito dopo la caduta del regime di Ceausescu, che rappresenta la minoranza ungherese della Romania . Il partito è membro del PPE e dell’Internazionale Democratica Centrista.
Il partito ha partecipato a tutte le elezioni in Romania dal 1990 ad oggi, ottenendo risultati abbastanza stabili nel tempo, compresi tra il 5,1% e il 7,5% dei voti. Dopo essere stato all’opposizione dei governi del Fronte di Salvezza Nazionale, dal 1996 al 2000 il partito ha fatto parte del governo assieme ad altri partiti di centrodestra. Nel 2000 il partito appoggiò dall’esterno il governo del Polo Social Democratico di Iliescu, mentre dal 2004 al 2008 e poi di nuovo dal 2009 al 2012 e per alcuni mesi nel 2014 tornò di nuovo al governo con i partiti di centrodestra. Dal 2015 al 2019 ha appoggiato dall’esterno il governo di centrosinistra tra PSD e ALDE. Attualmente è all’opposizione del governo di minoranza del PNL.
Gli obiettivi più importanti dell’UDMR sono la conservazione e lo sviluppo della comunità ungherese in Transilvania e il raggiungimento dell’autonomia culturale e territoriale. Il partito richiede l’uso della lingua ungherese in tutti i segmenti della vita privata e pubblica nelle zone abitate dalla minoranza magiara. A questo proposito l’UDMR ha in passato spesso collaborato con il governo, entrando in alcuni casi direttamente nel governo con propri ministri.
Il programma del partito prevede inoltre anche la restituzione totale della comunità e delle proprietà della Chiesa confiscate durante il regime comunista, il decentramento amministrativo e l’autonomia per i territori abitati dalle minoranze non magiare.
PRO Romania Social Liberale
PRO Romania Social Liberale (PRO) è un partito di centrosinistra, socialmente liberale ed Europeista, membro del Partito Democratico Europeo e dell’ Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici. E’ nato pochi mesi fa dall’unione del Partito socialdemocratico Pro Romania e dal partito liberale ALDE.
PRO Romania è stata fondata nel 2017 dall’ex Primo Ministro Victor Ponta e da altri ex ministri del Partito Social Democratico che hanno provocato una scissione all’interno del PSD. PRO Romania è attualmente rappresentato al Parlamento rumeno da 21 deputati e 1 senatore .
L’ Alleanza dei Liberali e dei Democratici (ALDE) è stata un partito liberale fondato nel 2015 a seguito di una fusione del Partito Liberale Riformista (PLR) (nato a sua volta da una scissione del Partito Nazionale Liberale,) e del Partito Conservatore (PC). Nelle elezioni legislative del 2016 ALDE aveva ricevuto il 5,6% dei voti, 20 seggi alla Camera dei deputati e 6 seggi al Senato . Dopo le elezioni ALDE aveva formato una coalizione di governo assieme al PSD, che è durata fino alla crisi di governo dell’agosto 2019. Successivamente ha appoggiato dall’esterno il governo di minoranza del PNL. Alle elezioni presidenziali del 2019 ha appoggiato assieme a PRO Romania la candidatura di Mircea Diaconu, che ha ottenuto l’8,9% dei voti.
Partito del Movimento Popolare
Il Partito del Movimento Popolare è un partito cristiano-conservatore, economicamente liberale, fondato nel 2013, membro del PPE e dell’Internazionale Democratica Centrista.
Il partito nacque da una scissione del Partito Democratico Liberale, fomentata dai sostenitori dell’allora presidente Traian Băsescu , in seguito alla sua rottura con la leadership del partito. Il PDL si è successivamente unito al PNL.
Alle elezioni politiche del 2016 il partito ha ottenuto il 5,3% dei voti entrando in parlamento con 18 deputati e 8 senatori. Alle elezioni presidenziali del 2019 il candidato del partito, Theodor Paleologu ha ottenuto il 5,7% dei voti.
Partito del Potere Umanista
Partito del Potere Umanista è una formazione politica liberale fondata nel 2015 dall’ala sinistra del Partito Conservatore (PC), che aveva rifiutato la fusione del Partito all’interno dell’Alleanze dei Liberali e Democratici (ALDE). Alle elezioni del 2016 il partito ottenne meno dello 0,1% dei voti.
Alle elezioni europee del 2019 i canddati del PPU si presentarono nelle listi del PSD, ottenendo un eurodeputato.
Alle elezioni presidenziali che si tennero pochi mesi dopo, la candidata del PPU, Ramona Bruynseels, ottenne il 2,7% dei voti, tuttavia dopo le elezioni lascio’ ando il partito per fondarne uno proprio chiamato Re:Start Romania.
Il partito attualmente ha sette seggi alla Camera e 2 al Senato, grazie al passaggio nelle sue file di vari parlamentari di altri partiti.
Ideologicamente il partito si rrifà alla cosiddetta “dottrina umanista”, a cui si ispirava negli agli ’90 l’allora Partito Umanista, poi diventato Partito Conservatore. Questa ideologia pone gli individui al centro della politica e della società, che ne devono proteggere le libertà e i diritt.
Partito della Grande Romania
Il Partito della Grande Romania (PRM) è un partito di destra populista nazionalista fondato nel 1991, attualmente senza rappresentanza parlamentare.
Il partito viene fondato da un gruppo di intellettuali di destra nazionalisti, guidati da Corneliu Vadim Tudor e Eugen Barbu, basato sull’idea dell’unità politica di tutte le regioni abitate da popolazione rumena, inclusa la Moldavia e alcune provincie dell’Ucraina e della Serbia.
Il partito si presentò per la prima volta alle elezioni del 1992, ottenendo il 3,9% dei voti, 16 deputati e 6 senatori, entrando nella maggioranza di governo assieme al Fronte Democratico di Salvezza Nazionale di Ino Iliescu. Nel 1996 ottenne il 4,5% dei voti 19 deputati e 8 senatori, andando all’opposizione dell’allora governo di centrodestra. Il partito in quegli anni ottenne un notevole consenso elettorale, tanto che nelle elezioni presidenziali del 2000 Corneliu Vadim Tudor riuscì ad arrivare al ballottaggio contro Ion Iliescu, mentre alle concomitanti elezioni parlamentari il PRM ottenne il 19,5% dei voti piazzandosi al secondo posto dopo il Polo Social Democratico (PSDR) dello stesso Iliescu. Il PSDR formò un governo di minoranza, con il PRM e i partiti di centrodestra all’opposizione. Nel 2004 la percentuale del partito scese al 12,9%, rimanendo all’opposizione. Nel 2008 il partito ebbe un vero e proprio crollo, scendendo sotto la soglia di sbarramento del 5% necessaria per ottenere seggi in parlamento. Da allora il PRM non è più riuscito ad eleggere nessun parlamentare a livello nazionale.
Ideologicamente il Partito della Grande Romania si dichiara di destra nazionalista e milita per la realizzazione pacifica della Grande Romania, in quelli che considera i suoi confini storici. Nel 2004, il PRM ha chiesto di diventare membro del Partito popolare europeo, ma la sua richiesta è stata respinto. Il PRM è stato accusato di aver lanciato voci, accuse e calunnie non provate verso altri esponenti della scena politica rumena, tra le quali l’accusa al governo rumeno di essere controllato dal finanziere ebreo ungherese George Soros. In passato il PRM aveva anche negato che durante la seconda guerra mondiale l’alloro governo filonazista rumeno di Ion Antonescu avesse contribuito all’Olocausto degli ebrei del paese.
Partito della Romania Unita
Il Partito della Romania Unita (PRU) è un partito nazionalista di estrema destra senza rappresentanza parlamentare.
Il partito fu fondato nel 2015 dal un ex deputato del PSD ed ex membri del Partito della Grande Romania. Alle elezioni del 2016 ha ottenuto il 2,8% dei voti e nessun seggio.
Le idee principali del partito sono il protezionismo economico, la giustizia sociale e la lotta alla corruzione. Il partito si oppone all’ingresso nel paese dei rifugiati, al matrimonio tra persone dello stesso sesso, all’adozione dell’euro e agli accordi di libero scambio commerciale. Alcuni membri del partito sono favorevoli all’uscita della Romania dalla UE.Il personaggio raffigurato nel simbolo è Vlad III, principe (voivoda) di Valacchia, detto anche Vlad l’impalatore a causa della sua reputazione crudele e sanguinaria. Vlad III era figlio di Vlad II Dracul (della famiglia dei Drăculeșt) per questo sopprannominato anche Dracula (lett. “figlio del diavolo/drago”). Secondo la leggenda Vlad III sarebbe morto per il morso di un pipistrello.
Partito Ecologista Rumeno
Il Partito Ecologico Rumeno (PER) è un partito ecologista di centrodestra, fondato nel 1990m attualmente senza rappresentanza parlamentare.
Alle elezioni del 1990 il partito ottenne l’1,7% dei voti conquistando 8 seggi alla camera e 1 al senato. Alle elezioni del 1992 si presentò all’interno di una coalizione di centrodestra, ottenendo 4 deputati. Dopo le elezioni del 1996, quando ottenne 5 deputati e 1 senatore, entrò a far parte di un governo di centrodestra. Nel 2000, dopo aver rotto l’alleanza con i partiti di centrodestra, si presentò da solo, non riuscendo ad eleggere nessun parlamentare. In tutte le elezioni successive il partito ho attenuto meno dell’1% dei voti, senza poter rientrare in parlamento.
PARTITI MINORI
Partito Socialista Rumeno: partito di sinistra radicale, ideologicamente comunista, membro del Partito della Sinistra Europea, fondato nel 2003. Nelle elezioni del 2016 il partito ha ottenuto lo 0.35% dei voti alla Camera.
Partito Verde: partito ecologista fondato nel 2005, membro del Partito Verde Europeo. Alle ultime elezioni per la Camera nel 2016 ha ottenuto solo 566 voti. Il partito è socialmente liberale ed economicamente liberista.
Partito della Solidarietà e della Democrazia: partito di sinistra progressista, femminista ed ecologista.
Alleanze per l’Unità dei Rumeni: partito nazionalista fondato nel 2019, il cui obbiettivo è la riunificazione della Romania con la Moldavia e con le zone dell’Ucraina popolate dalla minoranza rumena.
Nuova Destra: partito ultranazionalista di estrema destra , fondata nel 2000. I partito rivendica di essere il successore del partito fascista della “Guardia di Ferro”degli anni ’30 di Corneliu Zelea Codreanu (che loro chiamano ” Căpitanul “). Il partito avversa le minoranze sessuali , i Rom (Zingari), l’aborto , il comunismo , la globalizzazione , l’ Unione Europea , la NATO , i gruppi religiosi diversi dal Chiesa ortodossa orientale e l’autonomia territoriale per le minoranze etniche della Romania. Il logo del partito riprende quello di Forza Nuova in Italia.
Alternativa Destra: partito nazionalconservatore fondato nel 2019, membro dell’Alleanza dei Conservatori e Riformisti Europei
Partito Re:Start Romania: partito centristra populista fondato dalla candidata alle elezioni presidenziali del 2019 Ramona Bruynseels.
Blocco di Unità Nazionale: partito socialdemocratico fondato nel 2005
Partito della Nuova Romania: partito centrista populista
Partito Nazionale Contadino Maniu-Mihalache: partito agrario di ispirazione cristiana recentemente nato da una scissione del Partito Nazionale Contadino Cristiano-Democratico dopo che quest’ultimo aveva accettato di presentare i propri candidati nella lista del Partito Social Democratico
Partito della Nazione Rumena: partito populista conservatore
Partito Socialdemocratico dei Lavoratori Rumeni: partito di sinistra radicale che si ispira all’omonimo partito storico della prima metà del secolo scorso
Alleanza Rinascita Nazionale : partito nazionalista cristiano-conservatore
PARTITI RAPPRESENTANTI DELLE MINORANZE ETNICHE
Le minoranze etniche presenti in Romania hanno diritto a 17 seggi in parlamento. Ogni gruppo etnico non può avere più di un rappresentante. Da questi è esclusa la minoranza etnica magiara, il cui maggior partito, l’Unione Democratica Magiara di Romania, compete con gli altri partiti a livello nazionale. Ognuno dei partiti sottoelencati ha ottenuto un seggio nelle elezioni del 2016.
Associazione Italiani di Romania – RO.AS.IT.
Associazione dei Macedoni della Romania
Unione bulgara di Banat-Romania
Comunità dei russi lippovani in Romania
Unione Culturale dei Ruteni di Romania
Forum democratico dei tedeschi in Romania
Unione Democratica Turca di Romania
Unione democratica degli slovacchi e dei cechi della Romania
Federazione delle comunità ebraiche in Romania
Unione ellenica di Romania
Lega degli albanesi di Romania
Partito dei Rom “Pro-Europa”
Unione degli armeni di Romania
Unione dei Croati della Romania
Unione dei Polacchi della Romania
Unione dei serbi di Romania
Unione degli ucraini di Romania
Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con gli scenari post-elettorali
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