Secondo gli ultimi sondaggi il Partito Nazionale Liberale dovrebbe diventare il primo partito del paese con oltre il 30% dei voti, un aumento di oltre 10 punti rispetto alle elezioni del 2016. In netto calo sarebbe invece il Partito Socialdemocratico che scenderebbe sotto il 30% dei voti rispetto al 45,5% dal 2016. La coalizione liberale USR+PLUS dovrebbe aumentare nettamente i voti rispetto all’8,9% ottenuto dall’ USR nel 2016, ma i sondaggi al riguardo sono abbastanza discordi, con valori che vanno dal 12 al 23% delle intenzioni di voti. L’Unione Democratica Magiara di Romania dovrebbe essere stabile poco sopra il 5% dei voti. L’alleanza PRO Romania Social Liberale è poco sopra il 5% delle intenzioni di voto ed è quindi potenzialmente a rischio di non passare la soglia di sbarramento, così come i conservatori del Partito del Movimento Popolare. Tutti gli altri partiti secondo i sondaggi sono nettamente sotto il 5% dei voti e quindi non dovrebbero essere in grado di eleggere parlamentari.
Lo scenario postelettorale più possibile al momento resta quello di un governo di centrodestra europeista, comprendente il PNL e USR+PLUS con un eventuale appoggio da parte del PMP o dell’UDMR nel caso i due partiti da soli non ottenessero la maggioranza assoluta dei seggi. Primo ministro dovrebbe restare quindi Ludovic Orban, a meno che gli alleati di governo decidano di mettere il vero sul suo nome. In caso di un risultato deludente per il PNL accompagnato ad un ottimo risultato per USR+PLUS infatti questi ultimi potrebbero chiedere che a guidare il governo ci sia un primo ministro indipendente. Comunque vadano le cose le probabilità di un ritorno al governo del Partito Social Democratico dopo queste elezioni sono estremamente basse. E’ quindi auspicabile che durante la prossima legislatura, che vedrà un riavvicinamento del governo rumeno alla commissione europea. il Partito Social Democratico possa utilizzare la sua permanenza all’opposizione per ripulire i propri vertici da personaggi legati alla corruzione e al malaffare degli ultimi anni, rinnovando la propria classe dirigente, in modo da presentarsi in futuro come un’affidabile alternativa di governo.
Questo è tutto anche per oggi. I risultati saranno commentati come sempre dai nostri egregi collaboratori della Redazione Bidimedia.
Tra un paio di settimane ci sarà una edizione speciale di questa rubrica, con il riassunto delle principali elezioni tenutesi nel 2020 e i nostri commenti.
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