Sono 19 i candidati che si presentano per queste elezioni presidenziali È il numero più alto di candidati in un elezioni presidenziale nella storia del Senegal. Tuttavia solo 3 o 4 di essi dovrebbero ottenere un risultati significativo.
Amadou Ba (APR-BBY)
Amadou Ba (62 anni) è un ex primo ministro, ex ministro degli Esteri e dell’Economia. Ba è il candidato di “Alleanza per la Repubblica” (APR), il partito del presidente uscente Macky Sall. La sua candidatura è appoggiata da anche da altri tre partiti che, assieme a APR formano la coalizione “Uniti nella Speranza” (BBY), che ha ottenuto 82 seggi su 165 nelle ultime elezioni parlamentari.
Laureato in Economia e Gestione Aziendale, ha lavorato come ispettore fiscale per poi proseguire gli studi in Francia e tornare in Senegal dove ha fatto carriera come manager dell’istituto nazionale delle imposte, diventandone Direttore Generale nel 2004. Nel 2013, quando Aminata Touré divenne primo ministro, Ba fu nominato ministro delle Finanze e dell’Economia. Nel 2019 è stato nominato ministro degli esteri, carica che ha mantenuto per un anno. Nel 2022 è stato eletto in parlamento ed è stato nominato Primo Ministro dal presidente Macky Sall. Il 6 marzo scorso si è dimesso per partecipare alle elezioni presidenziali.
Idrissa Seck (Rewmi)
Idrissa Seck (64 anni) è un ex primo ministro del Senegal, candidato per la quarta volta alle elezioni presidenziali dal Rewmi, il partito centrista da lui fondato.
Entrato in politica giovanissimo con il PDS divenne presto collaboratore del futuro presidente Abdoulaye Wade, per il quale organizzò la sua campagna elettorale nel 1988.
Fu nominato ministro del Commercio, Artigianato e Industrializzazione per il PDS durante il governo di unità nazionale dal 1995 al 1998. Dopo la vittoria elettorale di Wade nel 2000, diventò il Capo di Gabinetto Presidenziale e nel 2002 fu nominato Primo Ministro. Successivamente è diventato anche sindaco di Thiès, la sua città natale, carica che ha poi mantenuto per 12 anni.
Nel 2004 dopo essere entrato in conflitto con Wade, fu deposto dalla carica di Primo Ministro, espulso dal PDS e successivamente arrestato con l’accusa di corruzione. Nel 2006 le accuse nei suoi confronti furono respinte dalla magistratura e Seck tornò libero, in tempo per candidarsi alle elezioni presidenziali del 2007 contro Wade, nelle quali ottenne il 15% dei voti.
Successivamente Seck fu riammesso nel PDS e si riconciliò con Wade. Nel 2012 Seck si oppose alla candidatura di Wade per un terzo mandato e si presentò alle elezioni presidenziali dove ottenne solo il 7,9% dei voti al primo turno, appoggiando Macky Sall al secondo turno contro Wade. Successivamente i rapporti con Macky Sall si sono deteriorati e Seck ha accettato di guidare l’opposizione alle elezioni presidenziali del 2019, dopo che i due principali leader dell’opposizione erano stati messi fuori gioco ottenendo il 20,5% dei voti.
Dopo le elezioni del 2019 Seck e il suo partito sono entrati a far parte della maggioranza di governo e Seck è diventato capo del Consiglio economico, sociale e ambientale. Nel 2023, dopo che Macky Sall aveva cercato di forzare la costituzione per ottenere un terzo mandato, ha annunciato che si sarebbe ricandidato a queste elezioni.
Khalifa Sall (MTS- YAW)
Khalifa Sall (68 anni) è un ex sindaco di Dakar, membro del Partito socialista ed ex ministro sotto la presidenza di Adbou Diouf. La sua candidatura è appoggiata dal suo partito, il Manko Taxawu Sénégal (MTS) e l’alleanza Yewwi Askan Wi (YAW), formata da partiti di opposizione di centro e di sinistra, che alle scorse elezioni ha ottenuto 56 seggi in parlamento.
Laureato in lettere, ha iniziato giovanissimo a fare attività politica all’interno del Partito Socialista. Dopo aver lavorato alcuni anni come insegnante alle scuole superiori, nel 1983 fu nominato capo dei Giovani Socialisti (carica che conservò fino al 1996) ed eletto deputato in parlamento. Dal 1984 al 2001 fu vicesindaco di Dakar. Nel 1993 entro’ a far parte del governò come ministro per i rapporti con il parlamento. Nel 1996 divenne responsabile nazionale per le campagne elettorali del Partito socialista. Dal 1998 al 2000 fu Ministro del Commercio e dell’Artigianato nell’ultimo governo del presidente Abdou Diouf.
Dopo la sconfitta di Diouf alle elezioni presidenziali del 2000 Khalifa Sall abbandonò temporaneamente la politica, fino a quando nel 2007 fu eletto segretario nazionale del Partito Socialista. Nel 2009 Sall fu eletto sindaco di Dakar, amministrando la città in maniera efficiente, combattendo sprechi e corruzione, migliorando il settore scolastico e sanitario. Nel 2014 Khalifa Sall fu rieletto sindaco di Dakar per un secondo mandatoe diventando uno dei politici più popolari del Senegal.
Nel 2017 Khalifa Sall venne incriminato con l’accusa di associazione a delinquere e appropriazione indebita di fondi pubblici. I suoi sostenitori affermarono che le accuse erano false e politicamente motivate, create ad arte da magistrati legati al presidente Macky Sall, per evitare che Khalifa Sall lo sfidasse alle successive elezioni presidenziali. Il Partito Socialista decise di candidarlo alle elezioni parlamentari del luglio 2017; Khalifa Sall fu trionfalmente eletto, ma la magggioranza parlamentare decise di revocare la sua immunità parlamentare, per cui Sall fu arrestato ed imprigionato pochi mesi dopo nel 2018. La condanna gli impedì di candidarsi alle elezioni presidenziali dell’anno successivo, dove Macky Sall fu riconfermato per un secondo mandato. Subito dopo le elezioni Khalifa Sall fu liberato in seguito ad una grazia presidenziale.
In questo elezioni lo sviluppo sostenibile è stato centrale nella campagna elettorale di Khalifa Sall. Ha detto che vuole concentrarsi sulla gestione responsabile dell’acqua e sulla distribuzione equa della terra. Argomento molto importante, considerando che oltre il 70% della popolazione senegalese vive di agricoltura e di allevamento.
Khalifa Sall iniziò giovanissimo la sua carriera politica. A 12 anni divenne membro dell’Unione della Gioventù Progressista Senegalese (UPS), che in seguito sarebbe diventata il Partito Socialista. Nel 1983 divenne capo dei giovani socialisti carica che avrebbe conservato fino al 1996. Lo stesso anno fu eletto in parlamento e dal 1984 al 2001 fu vicesindaco di Dakar. Dal 1993 al 1998 fu anche ministro per i rapporti con il parlamento. Nel 1998 divenne ministro del Commercio nell’ultimo governo del socialista Abdou Diouf. Dopo la caduta del governo socialista nel 2000 lasciò per alcuni anni la politica, per poi diventare segretario del Partito Socialista nel 2007. Nel 2009 fu eletto sindaco di Dakar. Durante il suo mandato come sindaco governò la città in maniera efficiente, combattendo la corruzione e migliorando i servizi scolastici e sanitari, tanto che nel 2014 venne trionfalmente rieletto per un secondo mandato. La sua popolarità iniziò ad impensierire il presidente Macky Sall, che lo vedeva come possibile avversario alle elezioni presidenziali del 2019. Nel 2017 Khalifa Sall fu arrestato con per appropriazione indebita di fondi pubblici, accusa che i suoi sostenitori affermarono essere stata fabbricata dal governo per motivi politici. Il Partito Socialista lo candidò alle elezioni parlamentari del 2017. Khalifa Sall fu eletto ma il parlamento, in mano ai sostenitori del presidente Macky Sall, revocò la sua immunità parlamentare e Khalifa Sall tornò in prigione fino a dopo le elezioni presidenziali del 2019 quando ricevette la grazia da parte di Macky Sall che nel frattempo era stato rieletto.
Lo sviluppo sostenibile è stato centrale nella campagna elettorale di Khalifa Sall per queste elezioni presidenziali. Ha detto che vuole concentrarsi sulla gestione responsabile dell’acqua e sulla distribuzione equa della terra, argomento decisamente importante in un paese dove oltre il 70% della popolazione vive di agricoltura e di allevamento.
Bassirou Diomaye Faye (PASTEF)
Bassirou Diomaye Faye (49 anni) è il candidato di una coalizione di opposizione che comprende membri del disciolto partito PASTEF di Ousmane Sonko, il più noto oppositore del presidente Sall.
Laureato in giurisprudenza, Faye ha lavorato come ispettore fiscale, per poi entrare in politica e diventare nel 2014 segretario generale del Partito per il Lavoro, l’Etica e la Fraternità dei Patrioti Africani del Senegal (PASTEF), fondato da Ousmane Sonko.
Sonko, che è arrivato terzo alle elezioni presidenziali del 2019, è stato ampiamente considerato il candidato più popolare per il voto di quest’anno. Ma il leader dell’opposizione è stato arrestato a luglio dopo essere stato giudicato colpevole di “corruzione morale dei giovani” e in seguito gli è stato impedito di procedere con l’accusa di diffamazione. Faye è stato quindi nominato da Sonko come suo successore e candidato alla presidenza.
Nell’aprile 2023 Faye è stato arrestato per “diffusione di notizie false, oltraggio alla corte e diffamazione di un organismo costituito”. È stato accusato di aver criticato i magistrati che hanno deciso di giudicare Ousmane Sonko in appello nel processo per diffamazione. Nel novembre 2023, a causa dell’estrema incertezza sulla possibilità che Ousmane Sonko di candidarsi alle elezioni presidenziali, il PASTEF ha designato Faye come suo candidato alle elezioni, nonostante fosse ancora incarcerato. La candidatura è stata poi accettata dato che Faye era ancora in attesa di giudizio e quindi non condannato.
All’inizio di marzo il governo ha presentato un disegno di legge di amnistia per calmare il clima sociale e politico. Grazie a questo provvedimento Faye e Sonko sono stati rilasciati.
Faye cerca di sfruttare la popolarità di Sonko, soprattutto tra i giovani disoccupati del Senegal. Tre senegalesi su 10 tra i 18 e i 35 anni sono infatti disoccupati. Faye ha chiesto l’istituzione di una nuova valuta nazionale; la rinegoziazione dei contratti tra governo e aziende in settori che vanno dall’energia, all’estrazione mineraria, alla pesca; e una riduzione dei poteri presidenziali, compresa la reintroduzione della vicepresidenza. Si è anche impegnato a distribuire equamente i profitti di un giacimento di gas che dovrebbe iniziare la produzione quest’anno.
Mahammed Boun Abdallah Dionne
Mahammed Boun Abdallah Dionne (64 anni) è un ex primo ministro del Senegal, che si presenta come indipendente.
Laureato in ingegneria informatica, Dienne ha fatto carriere all’interno del settore bancario diventando capo della Banca centrale degli Stati dell’Africa occidentale e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (ONUDI). Dal 2005 al 2007 è stato il direttore di gabinetto dell’allora primo ministro Macky Sall. Dopo l’elezioni di Sall alla presidenza nel 2012, Dionne è entrato a far parte del governo, fino ad assumere la carica di primo ministro dal 2014 al 2019.
Dionne si è impegnato a essere un “presidente della riconciliazione” se eletto e ha spinto per la “sovranità economica” del Senegal.
Anta Babacar Ngom
Anta Babacar Ngom (40 anni) è una donna d’affari e manager aziendale, responsabile della più grande azienda avicola del Senegal, fondata da suo padre.
Ngom è l’unica candidata donna in queste elezioni e, se eletta, sarebbe la prima donna a ricoprire la carica di presidente del Senegal.
Ngom chiede il rafforzamento del settore privato, l’assistenza sanitaria gratuita e la riforma del sistema educativo, compreso un maggiore riconoscimento delle lingue indigene oltre al francese .
Altri Candidati
Boubacar Camara: dirigente aziendale, ex presidente del consiglio di amministrazione delle linee aeree senegalesi
Cheikh Tidiane Dieye: indipendente
Déthie Fall: ex collaboratore di Idrissa Seck
Daouda Ndiaye: indipendente, dirigente sanitario
Habib Sy: indipendente, ex ministro dei trasporti e del lavoro
Aliou Mamadou Dia: ex dirigente dell’UNDP, candidato del Partito dell’Unità e del Raggruppamento (PUR)
Serigne Mboup: indipendente, dirigente aziendale
Papa Djibril Fall: deputato, candidato per il partito populista LS/MPR
Mamadou Lamine Diallo: ex consigliere di amministrazione della World Bank, candidato per l’Unione Nazionale Patriottica / Movimento Tekki
Malick Gakou: ex ministro del commercio e dello sport
Aly Ngouille Ndiaye: indipendente, ex ministro dell’energia e dell’agricoltura
El Hadji Mamadou Diao: indipendente
Thierno Alassane Sall: ex ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con i sondaggi elettorali
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