Sondaggio Tecnè: la crisi non fa bene a IV e PD, FI in ripresa
Gennaio 13, 2021
Sondaggio Ipsos: Renzi contro Conte, solo il 10% appoggia il primo
Gennaio 14, 2021

IL GIRAMONDO – Elezioni in Uganda

Flag of Uganda

Il prossimo 14 gennaio i cittadini ugandesi si recano alle urne per eleggere il proprio presidente e per rinnovare i 426 seggi del parlamento.  L’Uganda non è mai stato un paese pienamente democratico, le elezioni non sono mai state “free and fair”. Tuttavia fino ad oggi il presidente-dittatore dell’Uganda, Yoweri Museveni, al potere dal 1986, ha tollerato la presenza di partiti e candidati di opposizione, sicuro che il controllo dei mass-media, della magistratura, associato a ricorrenti intimidazioni contro gli esponenti dell’opposizione, gli avrebbe garantito la vittoria. 

Yoweri Museveni, ex leader guerriero marxista-leninista filosovietico, una volta arrivato al potere non ebbe problemi a trasformarsi in un fido alleato degli USA, economicamente liberale e socialmente conservatore.  I paesi occidentali chiusero un occhio sul fatto che libertà e democrazia nel paese fossero “sotto controllo”,  nel senso che  l’opposizione era libera di esistere purché non sfidasse davvero il potere incontrastato di Museveni e del suo partito, il Movimento di Resistenza Nazionale (NRM), che gestisce praticamente tutte le leve del potere politico, economico e militare del paese. Adesso le cose sono cambiate.

Bob Wine, (nome d’arte di Robert Kyagulanyi Ssentamu),  popolare cantante, attore e attivista sociale,  negli ultimi hanno ha manifestato con le sue canzoni e le sue iniziative il malcontento delle giovani generazioni, in particolare della capitale Kampala e delle altre aree urbane dell’Uganda, che mal tollerano il potere oppressivo della classe dirigente ugandese, in gran parte guidata da vecchi ex-guerriglieri compagni d’armi di Museveni durante la guerra civile dei primi anni ’80.  Museveni per la prima volta non si è sentito più sicuro di vincere e la repressione nei confronti dell’opposizione si è fatta decisamente violenta.

Bob Wine è già stato varie volte arrestato con dubbie motivazioni, picchiato e torturato.  Le folle che partecipano ai suoi comizi vengono disperse con gas lacrimogeni e proiettili. I comizi nella capitale sono stati vietati. Decine di persone, tra le quali alcuni collaboratori di Bob wine sono state uccise, a volte in strani “incidenti stradali”.  Il ministro dell’interno ha detto che se i simpatizzanti di Bob Wine scendono in piazza senza autorizzazione poi non si meraviglino se qualcuno gli spara. Questa elezione sarà probabilmente la più violenta nei 35 anni di potere di Museveni.   Il regime ha provveduto ad espellere giornalisti stranieri “scomodi” dal paese, negando ad altri il visto di ingresso nel paese.

L’opposizione accusa Museveni di preparare brogli nel conteggio dei voti, ma potrebbe non averne bisogno, dal momento che ha reso praticamente impossibile per i suoi avversari competere in maniera libera ed equa contro di lui.

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

 

Coat of arms of Uganda

L’Uganda è una repubblica presidenziale, in base alla quale il Presidente dell’Uganda è sia capo di stato che capo del governo, basata su un sistema multipartitico. Il potere esecutivo è esercitato dal governo. Il potere legislativo è conferito sia al governo che dal parlamento. La magistratura è ufficialmente indipendente dal potere esecutivo e legislativo.

Il presidente dell’Uganda viene eletto per un mandato di 5 anni con un sistema a doppio turno. Il ballottaggio viene effettuato solo se  nessun candidato ha ricevuto  almeno il 50% dei voti validi al primo turno. I limiti di durata sono stati aboliti nel 2005.

Il parlamento monocamerale dell’Uganda è l’Assemblea Nazionale, formata da 426 membri.   289 di essi sono eletti con sistema uninominale maggioritario ad un turno.  112 seggi sono riservati alle donne, che vengono elette su base distrettuale. 25 seggi sono assegnati alle cosiddette “categorie speciali”: 10 a membri dell’esercito, 5 a rappresentanti dei giovani, 5  a persone con disabilità e 5 ai rappresentati dei lavoratori.  

Il Democracy Index dell’Economist Intelligence Unit classifica l’Uganda come un “regime ibrido” al livello di paesi tipo Marocco, Benin, Zambia e Mali. 

 

 

 

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici, i candidati alla presidenza  e gli scenari post-elettorali.

Ti sta piacendo questo articolo? Contribuisci alla sopravvivenza di Bidimedia, donando anche solo pochi euro. Grazie!

Sostieni Sondaggi Bidimedia!

Puoi farlo nei modi che ti descriviamo in seguito… E, se puoi, disattiva il tuo ad-blocker, grazie!

Fai una donazione tramite PayPal

Questo è un blog di giovani, che si occupano di statistica politica senza scopo di lucro. Ma anche gli hobby hanno dei costi. Se vi piace il blog e siete contenti del nostro servizio potete farci una piccola donazione. Anche di pochi euro. Grazie a chi permetterà a questo blog di crescere sempre di più cliccando sul banner “Dona con PayPal”!

Offrici un caffé con
Ko-fi

Ci leggi da tanto tempo? Ci hai appena scoperti? In entrambi i casi, se ti piace il nostro lavoro, puoi contribuire alla nostra sopravvivenza donandoci anche solo un piccolo caffè. Grazie!

Tramite Ko-fi puoi fare una micro-donazione ed essere sicuro che essa finanzierà interamente Sondaggi Bidimedia, senza percentuali di intermediazione.

Fai i tuoi acquisti cliccando sui banner

In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.

In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.