Yoweri Kaguta Museveni (77 anni) è l’attuale Presidente dell’ Uganda, in carica dal 1986, uno dei capi di stato non appartenenti ad una famiglia reale attualmente più al lungo al potere al mondo.
Figlio di una famiglia di allevatori di bestiame analfabeti, si trasferì in Tanzania dove si laureò in legge. Durante gli anni universitari entrò a far parte di un gruppo di studenti marxisti rivoluzionari, con il quale andò a combattere in Mozambico con i guerrieri marxisti della FRELIMO.
Nel 1972 il gruppo armato di cui faceva parte Museveni inizio a combattere il regime ugandese di Idi Amin. Nel 1973 Museveni formò un proprio gruppo armato, chiamato “Fronte per la Salvezza Nazionale”. Tra il 1978 e il 1979 i guerriglieri di Museveni combatterono al fianco delle truppe dell’esercito della Tanzania che posero fine al regime di Idi Amin.
Nel 1980, dopo il ritorno alla democrazia, si svolsero elezioni parlamentari che videro la vittoria del Congresso del Popolo d’Uganda, dell’ex presidente-dittatore Milton Obote, che era stato re-insediato al potere dopo la caduta di Idi Amin. Museveni accusò il governo di Obote di pesanti brogli elettorali, non riconobbe il risultato delle elezioni e diede il via ad una nuova insurrezione, formando l’Esercito di Resistenza Popolare, poi rinominato Esercito di Resistenza Nazionale. Accanto al movimento guerrigliero Museveni costituì anche un movimento politico, il Movimento di Resistenza Nazionale (NMR), di ispirazione marxista-leninista, appoggiato dall’Unione Sovietica.
Nel 1985 un colpo di stato militare guidato dal generale Tito Okello rovesciò il governo di Obote e iniziò una trattativa di pace con Museveni. Quest’ultimo resosi conto della debolezza della nuova giunta militare al potere nel gennaio del 1986 sferrò un attacco contro la capitale Kampala, costringendo il governo militare alla fuga. Pochi giorni dopo si faceva nominare presidente dell’Uganda dal presidente della corte costituzionale.
Sotto la presidente Museveni, l’Uganda intraprese un programma di ripresa economica sotto l’egida del Fondo Monetario Internazionale. Museveni e il NMR abbandonarono ben presto la loro ideologia marxista, liberalizzando il mercato ugandese e facendo sviluppare il settore privato come richiesto dal FMI. I rapporti con l’URSS si raffreddarono e in pochi anni Museveni divento uno dei migliori alleati degli Stati Uniti dell’Africa centro-orientale. Nel 1996 ci furono le prime elezioni presidenziali dopo l’ascesa al potere di Museveni. agevolmente vinte da quest’ultimo. Museveni fu rieletto nel 2001, poi nel 2005 il parlamento tolse il limite dei due mandati per la presidenza e Museveni poté essere rieletto nel 2011 e 2016. Nel 2006 si tennero le prime elezioni multipartitiche dopo 26 anni per il parlamento ugandese, vinte dall’NMR.
Nonostante la liberalizzazione politica e l’assenza di brogli su vasta scala, le elezioni in Uganda sotto Museveni non sono mai state né libere né eque, a causa del controllo del regime sui mezzi di comunicazione, la polizia e la magistratura, nonché della persecuzione e intimidazioni di vari esponenti dell’opposizione.
Il regime di Museveni ha comunque avuto vari aspetti positivi, non solo lo sviluppo economico, ma anche l’aumento di livello di scolarizzazione, soprattutto tra le donne e il successo nella campagna contro la diffusione dell’AIDS. Tuttavia nel 1998 ci fu uno dei momenti più bui del regime di Museveni quando le truppe ugandesi furono coinvolte nella guerra della Repubblica Democratica del Congo dove furono responsabili di stragi, violenze, torture e saccheggi.
Nel 2014 il regime di Museveni fu al centro di una accesa disputa con i paesi occidentali quando fece approvare un disegno di legge che inaspriva le leggi discriminatorie contro le persone LGBT+. Negli ultimi anni il regime di Museveni è diventato sempre più socialmente conservatore, quando non esplicitamente bigotto. Museveni, che da giovane era praticamente ateo, si è avvicinato alle posizioni più oltranziste chiesta cristiana evangelica. La libertà di stampa è stata ulteriormente ridotta mentre si è inasprita la persecuzione contro gli avversari politici.
Bob Wine (NUP)
Robert Kyagulanyi Ssentamu (39 anni), noto con il suo nome d’ arte Bobi Wine , è un politico, cantante, attore e uomo d’affari ugandese . Attualmente è membro del parlamento e leader del partito “Piattaforma di Unità Nazionale” e guida il movimento politico “People Power, Our Power”.
Robert Kyagulanyi Ssentamu proviene da una famiglia di origini modeste ed è cresciuto in una baraccopoli di Kampala. Ha studiato musica, danza e teatro per poi laurearsi in legge. Nei primi anni 2000 ha iniziato la sua carriera musicale adottando il nome d’arte di Bob Wine. Dopo essere divenuto famoso come cantante, ha fatto carriera anche come attore cinematografico.
Nel 2012 iniziò la sua attività sociale portando avanti una campagna per migliorare le condizioni degli ospedali e gli impianti igienico-sanitari delle baraccopoli di Kampala. Successivamente ha contribuito a progetti di varie ONG per migliorare il livello di istruzione dei giovani ugandesi, partecipando alla campagna “Save the Children”.
Nel 2017 Kyagulanyi è stato candidato in parlamento in un’elezione suppletiva, ottenendo una schiacciante vittoria. Nel 2018 ha appoggiato i candidati di opposizione in varie elezioni suppletive aumentando la sua popolarità e divenendo il punto di riferimento per gli oppositori di Museveni. Successivamente fu arrestato con l’accusa di possesso illegale di armi da fuoco e istigazione alla violenza. Durante la carcerazione fu ripetutamente torturato. La notizia provocò vaste proteste popolari che costrinsero la magistratura a ritirare le accuse e a farlo rilasciare. Nell’aprile 2019 Bob Wine è stato arrestato due volte con futili motivi, per poi essere rilasciato su cauzione dopo l’intervento di Amnesty International. Nell’agosto 2019 un collega musicista di Bob Wine, Ziggy Wine, è stato rapito, torturato ed ucciso da sconosciuto. Nel luglio 2020 è entrato a far parte del partito “Piattaforma di Unità Nazionale”, del quale è diventato presidente, che lo ha candidato ufficialmente alle elezioni. Poche settimane dopo è stato nuovamente arrestato e processato per futili motivi subendo nuovamente torture da parte della polizia. Lo scorso novembre è stato nuovamente arrestato per aver infranto le regole di distanziamento sociale dovute alla pandemia di Covid-19. Nelle proteste seguite al suo arresto sono rimaste uccise 37 persone. Il 27 dicembre una delle sue guardie del corpo è stata uccisa investita da un camion della polizia.
Altri Candidati
John Katumba (indipendente)
Willy Mayambala (indipendente)
Fred Mwesigye (indipendente, ex leader guerrigliero e comandante dell’esercito)
Henry Tumukunde (indipendente, ex leader guerrigliero ed ex ministro della difesa)
Joseph Kabuleta (indipendente)
Nancy Kalembe (indipendente)
Patrick Oboi Amuriatr (candidato del Forum per il Cambiamento Democratico)
Mugisha Muntu (ex leader guerrigliero e comandante militare, candidato dell’Alleanza per la Trasformazione Nazionale, della quale è il leader e fondatore)
Norbert Mao (avvocato, candidato e leader del Partito Democratico)
Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con gli scenari post-elettorali
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