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IL GIRAMONDO – Elezioni in Uganda

I PARTITI POLITICI

 

Movimento di Resistenza Nazionale

National Resistance Movement (Uganda) logo.png

Il Movimento di Resistenza Nazionale (National Resistance Movement, NRM ), fondato nel 1986 è il partito politico al potere in Uganda.

Il partito fu fondato come ala politica dell’Esercito di Resistenza Nazionale, il movimento di guerriglia marxista-leninista creato da Yoweri Museveni, che ad inizio del 1986 aveva vinto la guerra civile con la conquista della capitale Kampala.

Museveni una volta arrivato al potere si fece proclamare presidente e  tutte le istituzioni del paese furono messe sotto il controllo del partito.  Il governo dell’NRM intraprese un programma di ripresa economica sotto l’egida del Fondo Monetario Internazionale. Museveni e il NMR abbandonarono ben presto la loro ideologia marxista, liberalizzando il mercato ugandese e facendo sviluppare il settore privato come richiesto dal FMI. Tra la metà e la fine degli anni ’90, Museveni fu lodato dall’Occidente come parte di una nuova generazione di leader africani . La sua presidenza fu tuttavia macchiata nel 1998 dall’invasione e dall’occupazione della Repubblica Democratica del Congo durante la Seconda Guerra del Congo, dove il governo ugandese perpetrò’ varie stragi di civili e fu artefice di serie violazioni dei diritti umani.

Nel 1996 ci tennero elezioni presidenziali in cui Museveni fu agevolmente eletto. Museveni fu rieletto nel 2001 e contemporaneamente fu eletto un parlamento (formato da deputati formalmente indipendenti) che tolse  i limiti di mandato alla presidenza, consentendo a Museveni di candidarsi ed essere riconfermato nelle successive elezioni presidenziali del 2006, 2011 e 2016. Nel 2006 si tennero elezioni parlamentari multipartitiche in cui l’NRM circa i due terzi dei seggi. Nelle elezioni del 2011 e 2016 il partito mantenne la sua schiacciante maggioranza.

Con il passare degli anni il governo di Museveni è diventato sempre più autoritario, intimidendo, arrestando e perseguitando varie esponenti dell’opposizione, censurando i media e riducendo la libertà di parola. Il partito è  diventato inoltre socialmente conservatore.  Nel 2014 ci  fu  una accesa disputa con i paesi occidentali quando i deputati dell’NMR  approvarono  un disegno di legge che inaspriva le leggi discriminatorie contro le persone LGBT+.  

 

 

 

Piattaforma di Unità Nazionale

National Unity Platform logo.png

La Piattaforma di Unità Nazionale (National Unity Platform, NUP) è un partito politico liberale e progressista, fondato nel 2004.  

Il partito è stato ai margini della vita politica del paese, senza rappresentanza parlamentare fino al 2017 quando Robert Kyagulanyi Ssentamu, meglio conosciuto come Bob Wine, vinse un seggio per il partito in una elezione suppletiva.

Nel luglio 2020, Kyagulanyi è stato eletto presidente del NUP e candidato del partito alle elezioni presidenziali.  Nelle settimane successive 20 deputati del parlamento sono passati al NUP.

 

 

Forum per il Cambiamento Democratico

Forum for Democratic Change-FDC

Il Forum per il Cambiamento Democratico (Forum for Democratic Change, FDC ), fondato nel 2004, è un partito politico liberale di centro-destra, attualmente il principale partito di opposizione al regime di Museveni. 

Il partito ha le sue origini nel movimento politico che appoggiò la candidatura del generale in pensione Kizza Besigye, ex stretto alleato di Museveni alle elezioni presidenziali del 2001. Besige fu sconfitto da Museveni, ottenendo solo il 27,8% dei voti ma  i vari gruppi che lo avevano appoggiato decisero di trasformarsi in un vero e proprio partito politico, per partecipare alle elezioni successive eleggendo Besigye come proprio leader.   Il partito ha partecipato alle elezioni parlamentari e presidenziali del 2006, 2011 e 2016, candidando sempre Besigye alla presidenza. Quest’ultimo ha in genere ottenuto sempre un terzo dei voti alle elezioni presidenziali, che sono sempre state vinte da Museveni.  Alle elezioni parlamentari il Forum per il Cambiamento Democratico ha sempre ottenuto tra i 30 e i 40 seggi, rimanendo sempre all’opposizione.

Besigye è stato più volte arrestato, assieme a vari membri del suo partito.  Dopo le elezioni del 2016 ha accusato il governo di brogli e si è proclamato presidente eletto, formando un governo “alternativo” a quello ufficiale. Nel 2020 il sindaco di Kampala, Erias Lukwago, in precedenza membro del Partito Democratico ed eletto come indipendente, ha deciso di entrare a far parte del partito.  Nel 2017 Besigye ha abbandonato la guida del Forum per il Cambiamento della Democrazia, che è andata a Patrick Oboi Amuriat, il quale è stato nominato candidato del partito a queste elezioni presidenziali. Besigye dal canto suo ha deciso di appoggiare la candidatura di Bob Wine.

 

 

 

 

Partito Democratico

Democratic Party (Uganda).png

Il Partito Democratico (Democratic Party, DP ) è un partito cattolico moderato conservatore fondato nel 1954, uno dei più antichi partiti politici del paese ancora in attività. 

Il partito ha la sue origine tra le tribù di religione cattolica della regione del Buganda, la principale del paese. I cattolici erano minoranza nella regione del Buganda, dove la popolazione era in gran parte di religione anglicana. Per questo motivo il leader del Partito Democratico, Benedicto Kiwanuka decise si trovare accordi politici con le tribù di lingua Bantu delle altre regioni meridionali del paese. Questo portò il partito ad accrescere notevolmente il proprio consenso. Nelle elezioni dell’assemblea legislativa del 1958 il Partito Democratico ottenne il 26,3% dei voti, percentuale che salì al 42,5 % in quelle del 1961 permettendo al partito di ottenere la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento e a Benedicto Kiwanuka di diventare primo capo di governo del paese. Nelle elezioni del 1962  il partito salì al 46,1% dei voti, ma la maggioranza assoluta dei seggi andò al Congresso del Popolo d’Uganda,  partito di riferimento delle tribu del nord del paese, costringendo il Partito Democratico ad andare all’opposizione del governo di Milton Obote.

Quando Obote fu rovesciato nel colpo di stato del 1971 di Idi Amin , Benedicto Kiwanuka accettò un incarico ministeriale nel nuovo governo, ma fu assassinato pochi mesi dopo dagli agenti di Amin. Tutti i partiti, compreso il Partito Democratico furono banditi durante la dittatura militare. 

Il DP riemerse dopo che Idi Amin fu rovesciato nel 1979. Le elezioni del 1980 videro un paese politicamente spaccato in due, con il Partito Democratico forte nel Buganda e il Congresso del Popolo nel resto del paese. A causa del sistema elettorale maggioritario che avvantaggiava il Congresso del Popolo, quest’ ultimo ottenne la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento e il DP dovette restare all’opposizione.

Con la fine della guerra civile e la vittoria di Museveni nel 1986, il DP fu politicamente marginalizzato.  Alle elezioni presidenziali del 1996 ilsuo leader,  Paul Ssemogerere  arrivo andò secondo dopo Museveni con il 23,7% dei voti, tuttavia alle prime elezioni parlamentari libere del 2006, il partito ottenne solo 8 seggi su 319 in parlamento, diventati 12 su 375 nel 2011 e infine 15 nelle elezioni del 2016.

In queste elezioni presidenziali il Partito Democratico candida il proprio leader Norbert Mao.

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Congresso del Popolo d’Uganda

 

Flag of Uganda People's Congress (UPC).png

Il Congresso del Popolo d’Uganda (Uganda People’s Congress. UPC ) è un partito politico socialista fondato nel 1960 da  Milton Obote.  E’ insieme al Partito Democratico, uno dei più antichi partiti politici ugandesi ancora in attività.

Il partito nacque da una scissione del Congresso  Nazionale dell’Uganda, una partito che si ispirava al Congresso Nazionale Indiano  e che era stato la maggior forza politica del paese negli anni ’50.  L’UPC aveva il suo elettorato di riferimento tra la popolazione di etnia Bantu che viveva fuori dal Buganda, la regione più vasta del paese, dove invece dominavano il Partito Democratico (cattolico-conservatore) e il Kabaka Yekka (anglicano, legato all’aristocrazia locale). Alle elezioni del 1961 l’UPC ottenne il 48,3% dei voti, ma grazie al sistema elettorale uninominale fu il Partito Democratico ad ottenere la maggioranza dei seggi in parlamento e  ad andare al governo. Nelle elezioni dell’anno successivo l’UPC ottenne la maggioranza assoluta dei voti ma non dei seggi. Obote riuscì comunque a formare un governo e a diventare primo ministro grazie all’appoggio del Kabaka Yekka, permettendo al leader di questo partito, il Re del Buganda, Mutesa II, di diventare presidente dell’Uganda.

L’alleanza tra l’UPC e Kabaka Yekka non durò  a lungo. I contrasti tra Obote e Mutesa II si fecero sempre più aspri e violenti, fino a sfociare in un vero e proprio scontro armato nel 1966, che costrinse Mutesa II a fuggire all’estero.  Obote si autoproclamò presidente e instaurò un regime dittatoriale a partito unico. Nel 1971 il suo governo fu rovesciato da un colpo di stato guidato dal generale Idi Amin e Obote fu costretto a fuggire in Tanzania. 

L’UPC e Obote tornarono al potere nel 1979 dopo la fine del regime Idi Amin  causato dall’intervento dell’esercito della Tanzania.  Nelle elezioni del 1980 l’UPC e il Partito Democratico si divisero la maggioranza dei voti, ma l’UPC ottenne la maggioranza assoluta dei seggi permettendo ad Obote di restare alla guida del paese.  Per mantenersi al potere Obote fece affidamento quasi esclusivamente  nelle tribù del nord del paese, provocando un forte risentimento nella regione del Buganda e nel resto del sud, che sfocio andò nella nascita di un movimento guerrigliero  guidato da un ex membro dell’UPC, Yoweri Museveni.  Obote fu rovesciato da un nuovo colpo di stato militare nel 1985 e dovette di nuovo fuggire in esilio. Nel 1986 Museveni prese il potere, sciogliendo il parlamento e marginalizzando l’UPC.  

Il partito fu in grado di presentarsi di nuovo alle elezioni sono nel 2001, dove il suo candidato alle elezioni presidenziali ottenne poco più dell’1% dei voti. Nelle prime elezioni multipartitiche del 2006 l’UPC ottenne 9 seggi in parlamento, saliti a 10 nel 2011 e poi scesi a 4 nelle elezioni del 2016. Nelle elezioni presidenziali del 2006 w 2011 i candidati del partito hanno ottenuto circa l’1% dei voti. Nel 2016 l’UPC non ha presentato nessun candidato. Anche in queste elezioni il partito non presenta un proprio candidato alle presidenziali, appoggiando tuttavia di fatto la candidatura del leader dell’opposizione Bob Wine.

 

 

Alleanza per la Trasformazione Nazionale

Alliance for National Transformation.png

L’Alleanza per la Trasformazione Nazionale (Alliance for National Transformation, ANT), è un partito di centrodestra fondato nel marzo 2019.  Il partito nasce da una scissioe del Forum per il Cambio Democratico, principale partito di opposizione a Museveni degli ultimi 20 anni.  Nel  congresso del 2017  il partito si è spaccato tra una fazione che sosteneva un approccio conflittuale e di sfida al regime guidato dal generale Yoweri Museveni  e un’altra, guidata dal generale in pensione  Gregory Mugisha Muntu, che supportava un approccio istituzionale non conflittuale. I fautori della linea dura hanno vinto il congresso e  Muntu, assieme ai suoi seguaci, ha deciso di abbandonare il partito e creare una nuova formazione politica.  Nel 2019 quattro parlamentari di opposizione sono entrati a far parte del nuovo partito, che ha successivamente deciso di candidare Mugisha Muntu a queste elezioni presidenziali.

 

 

 

 

 

Nella prossima pagina, i candidati alla presidenza, infine gli scenari post-elettorali.

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