Per le elezioni del 12 Aprile si sono registrati solo 5 liste nazionali per la parte proporzionale, oltre a 12 liste in rappresentanza delle minoranze etniche. Altri 8 partiti presentano candidati solo nella parte maggioritaria, nella quale sono presenti anche 35 candidati indipendenti. Molti dei principali partiti, tra i quali il Partito Socialista Ungherese (MSZP) e il movimento progressista Momentum hanno deciso di non presentare proprie liste e propri candidati per permettere a TISZA, principale partito di opposizione, di vincere le elezioni.
Alleanza Fidesz–KDNP
L’Alleanza Fidesz-KDNP, precedentemente nota anche come Alleanza di solidarietà ungherese, è un’alleanza politica di destra conservatrice che riunisce due partiti politici ungheresi : l’ Alleanza civica ungherese Fidesz (Fidesz) e il Partito Popolare Cristiano Democratico (KDNP). I due partiti hanno partecipato congiuntamente a tutte le elezioni nazionali a partire dalle elezioni parlamentari del 2006. L’alleanza Fidesz-KDNP governa l’Ungheria dal 2010, ottenendo complessivamente una supermaggioranza in ciascuna delle elezioni nazionali del 2010 , 2014 , 2018 e 2022. I due partiti fanno parte del gruppo Patriots for Europe al parlamento europeo ed attualmente detengono 135 seggi su 199 nell’Assemblea Nazionale.
Il Partito Civico Ungherese (Fidesz) è un partito di destra populista nazionalconservatore, che ha governato l’Ungheria, con il primo ministro Viktor Orbán per 20 degli ultimi 28 anni ed ininterrottamente dal 2010.
Fidesz era la sigla della ex Alleanza dei giovani democratici (Fidesz Fiatal Demokratak Szövetsége), creato come un movimento giovanile nel 1988, sotto la Repubblica popolare di Ungheria. In opposizione ai primi governi della transizione democratica, vale a dire quelli con a capo il Forum Democratico Ungherese (Magyar Fórum Demokrata MDF) (1990-1994) e il Partito socialista ungherese (Magyar Szocialista parte, MSZP) (1994-1998), Fidesz salì al potere alle elezioni legislative del 1998, formando una coalizione con l’MDF. Il presidente di Fidesz, Viktor Orbán, a 35 anni, diventò così il più giovane Primo Ministro in Europa.
Fidesz perse le elezioni parlamentari nel 2002 a favore di una coalizione formata da liberali e socialisti e quelle successive del 2006, ma riacquisto popolarità dopo la crisi causata dalla divulgazione del “discorso delle menzogne” dell’allora primo ministro socialista Ferenc Gyurcsány.
Nel 2010, Fidesz ebbe un risultato trionfale alle elezioni parlamentari, ottenendo due terzi dei seggi in parlamento. Questo gli permise di modificare la vecchia Costituzione del 1949 senza bisogno di accordi con l’opposizione. La nuova Costituzione definisce il matrimonio come “un’unione di vita basata su un impegno volontario tra un uomo e una donna” e difende il diritto alla vita di tutte le persone affermando che “la vita del feto deve essere protetta dal concepimento”.
Per quanto riguarda le minoranze ungheresi nei paesi limitrofi, il leader di Fidesz e attuale primo ministro Viktor Orbán ha fatto approvare al suo arrivo al potere di una legge sulla doppia nazionalità: gli ungheresi che vivono nei paesi limitrofi possono acquisire la cittadinanza ungherese in aggiunta a quella del paese in cui risiedono. Il diritto di voto è concesso anche alle minoranze ungheresi nei paesi limitrofi.
Nel febbraio 2015, il Fidesz ha perso la maggioranza qualificata dei due terzi per l’adozione di leggi e emendamenti costituzionali quando Zoltán Kész indipendente, sostenuto dalla sinistra, ha vinto l’elezione suppletiva al uninominale dal collegio elettorale di Veszprém in sostituzione di Tibor Navracsics, nominato commissario europeo, tuttavia nelle elezioni successive del 2018 l’alleanza Fidesz-KDNP riconquistò i due terzi dei seggi del parlamento, che ha mantenuto anche nelle elezioni del 2022.
Dal punto di vista ideologico, Fidesz si caratterizza per un mix di conservatorismo sociale, nazionalismo e politiche economiche pragmatiche. Il partito promuove la difesa dei valori tradizionali, in particolare della famiglia e dell’identità cristiana, e sostiene una linea dura sull’immigrazione. Allo stesso tempo, mantiene un rapporto ambivalente con l’Unione Europea: pur beneficiando dei fondi europei, ne critica spesso le istituzioni. Il leader del partito Viktor Orbán negli ultimi anni ha assunto posizioni sempre più nazionaliste e anti-europee. E’ giunto a sostenere di voler di mettere in discussione la forma di democrazia liberale occidentale, dichiarando la volontà di “liberarsi dai dogmi e dall’ideologia occidentale europea”. Orban ha anche allacciato più stretti legami con l’Asia e la Russia di Putin. Nel corso del 2015 si è distinto per posizioni contro l’immigrazione extracomunitaria. Il 2 ottobre 2016 su sua spinta si è tenuto un referendum sulla ripartizione dei migranti voluta dall’Unione Europea. L’affluenza si è fermata al 43,23% e nonostante il 98% dei votati si sia espresso contro le quote, la consultazione non è risultata valida per mancato raggiungimento del quorum.
Durante gli anni di governo, Orban ha sempre di più ridotto l’indipendenza della magistratura, i diritti e le libertà individuali, e occupato la pubblica amministrazione, i mass media e l’informazione. Ha infatti dato poteri speciali all’autorità nazionale di controllo dell’informazione il diritto di vietare o punire informazioni mediatiche che violano presunte “regole morali”. Ha epurato i media pubblici, le manifestazioni parlamentari dell’opposizione sono passate sotto silenzio, un migliaio di giornalisti sono stati licenziati. Infine ha emanato una legge per portare tutti i media sotto un’unica fondazione che appartiene ad un amico personale di Orbán.
Il Partito Popolare Democratico Cristiano (KDNP) è un partito di destra cristiano-conservatore, attualmente presente in parlamento con 19 seggi. Il partito fu fondato nel 1944 da politici ed intellettuali cattolici ma fu sciolto nel 1949 con l’instaurazione del regime comunista. Rifondato nel 1989, ha avuto buoni risultati elettorali nelle elezioni del 1990 e 1994. Nelle elezioni legislative del 2006 e in quelle successive è tornato in parlamento grazie ad un accordo con i conservatori della Fidesz.
Dal punto di vista ideologico, il KDNP si colloca nell’area del centro-destra conservatore, con una forte impronta cristiano-democratica. Il partito sostiene la difesa dei valori tradizionali, della famiglia e dell’identità culturale cristiana dell’Ungheria. È inoltre favorevole a politiche sociali che riflettano i principi della dottrina sociale della Chiesa, combinando attenzione al welfare con una visione morale della società. Ha svolto un contributo decisivo nella scrittura della nuova costituzione, spingendo affinché fosse fatto riferimento all’eredità cristiana dell’Ungheria. Il KDNP è per il divieto del matrimonio tra persone dello stesso sesso e dell’adozione da parte di omosessuali, oltre a mantenere una forte opposizione all’aborto.
Partito Tisza
Il Partito del Rispetto e della Libertà , comunemente noto con la sua abbreviazione ungherese Partito Tisza , è un partito politico conservatore e filoeuropeo ungherese fondato nel 2020. È rapidamente salito alla ribalta quando l’ex membro del partito Fidesz, Péter Magyar, vi si è unito; i membri del suo movimento non partitico “Comunità degli Ungheresi in Forza” hanno assunto la maggioranza delle posizioni nel partito per partecipare alle elezioni del Parlamento europeo del 2024 , e hanno vinto 7 seggi su 21 al Parlamento europeo con il 29,6% dei voti. Il partito è guidato da Péter Magyar, eletto leader del partito nel luglio 2024. Zoltán Tarr e Andrea Bujdosó sono rispettivamente i leader parlamentari del partito al Parlamento europeo e all’Assemblea generale di Budapest .
L’immagine del partito è strettamente connessa alla figura di Péter Magyar, che ha guadagnato notorietà come voce critica nei confronti del governo guidato da Viktor Orbán e del sistema politico dominante rappresentato da Fidesz. Il TISZA si è sviluppato rapidamente, sfruttando una forte presenza mediatica e il sostegno di cittadini desiderosi di maggiore trasparenza e rinnovamento istituzionale.
Dal punto di vista ideologico, il partito si colloca in un’area riformista e anti-establishment. Promuove valori come lo stato di diritto, la lotta alla corruzione e il rafforzamento delle istituzioni democratiche. Uno dei pilastri principali è il rafforzamento dello stato di diritto. TISZA insiste sulla necessità di garantire l’indipendenza della magistratura, la trasparenza delle istituzioni e un controllo più rigoroso sull’uso dei fondi pubblici, con particolare attenzione alla lotta alla corruzione. Un altro punto centrale è la riforma del sistema politico. Il partito propone di ridurre la concentrazione del potere, spesso criticata nel sistema guidato da Viktor Orbán e dal Fidesz, e di ristabilire un equilibrio tra i poteri dello Stato, rafforzando i meccanismi democratici e di controllo.
Sul piano economico, TISZA adotta un approccio pragmatico: sostiene la stabilità finanziaria, ma anche una gestione più equa delle risorse, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze e migliorare i servizi pubblici, in particolare sanità e istruzione. Il partito è inoltre chiaramente europeista. Propone un riavvicinamento costruttivo all’Unione Europea, puntando a recuperare credibilità internazionale e a utilizzare in modo più efficiente i fondi europei. Infine, TISZA pone grande enfasi sulla libertà di stampa e sul pluralismo mediatico, ritenuti essenziali per una democrazia funzionante.
Il suo nome richiama il fiume Tisza, simbolo geografico e culturale importante per l’Ungheria, a indicare un radicamento nazionale e un’identità legata al territorio.
Movimento Patria Nostra (MH)
Il Mi Hazánk Mozgalom (letteralmente “Movimento Patria Nostra”, spesso abbreviato in MH) è un partito ultranazionalista di estrema destra . È stato fondato dal sindaco di Ásotthalom ed ex vicepresidente di Jobbik , László Toroczkai , insieme ad altri dissidenti di Jobbik che hanno lasciato l’organizzazione dopo che la leadership del partito si è allontanata dalle sue origini radicali. Il partito si è presentato per la prima volta alle elezioni del Parlamento europeo del 2019, ma non ha ottenuto alcun seggio. Tuttavia, alle elezioni parlamentari del 2022 , è diventato il terzo partito più grande del paese con un risultato di quasi il 6%, ottenendo 6 seggi in parlamento. Alle elezioni del Parlamento europeo del 2024, il partito ha continuato ad aumentare il suo consenso, raggiungendo quasi il 7%.
Fin dalla sua nascita, Mi Hazánk si è presentato come un partito nazionalista e fortemente identitario, ponendo al centro della propria azione politica la difesa della sovranità nazionale, delle tradizioni ungheresi e della sicurezza interna. La sua ideologia è generalmente collocata nell’area dell’estrema destra: il partito sostiene politiche molto restrittive sull’immigrazione, si oppone al multiculturalismo e critica apertamente le istituzioni sovranazionali, in particolare l’Unione Europea, viste come limitazioni all’autonomia del paese.
Un altro elemento importante del programma è l’enfasi sull’ordine pubblico e su misure severe contro la criminalità. Il partito ha inoltre assunto posizioni controverse su temi sociali e sanitari, ad esempio durante la pandemia di COVID-19, quando ha criticato restrizioni e vaccinazioni obbligatorie, rafforzando la sua immagine anti-establishment.
Dal punto di vista economico, Mi Hazánk combina elementi protezionisti con politiche a favore delle imprese nazionali, cercando di difendere il mercato interno.
Coalizione Democratica (DK)
La Coalizione Democratica (DK) è un partito politico ungherese di centro-sinistra, attualmente presente con 16 seggi nell’assemblea nazionale. Leader del partito è Ferenc Gyurcsány, già primo ministro ed ex segretario del Partito Socialista Ungherese (MSZP). La Coalizione Democratica fa parte del Partito Socialista Europeo e i suoi due rappresentanti nel parlamento europeo siedono nel gruppo S&D.
DK nacque nel 2010 come corrente del Partito Socialista Ungherese. Scopo di Gyurcsány fu quello di dare voce ai democratici dell’89 (coloro che si batterono per la fine del regime comunista), ponendosi così in contrapposizione con la componente più a sinistra del partito. Nel 2011 DK si scisse dal MSZP e divenne un partito autonomo, un movimento di “centro-sinistra occidentale”.
Nelle elezioni del 2014 si presentò all’interno della coalizione “Unità” dei partiti di opposizione, ottenendo 4 seggi in parlamento. Nel 2018 il partito si presentò da solo, ottenendo il 5,4% e 9 seggi. Infine alle ultime elezioni nel 2022 ha fatto parte della coalizione di opposizione “Uniti per l’Ungheria”, ottenendo 15 seggi.
Fin dalle origini, il partito si è posizionato chiaramente nell’area del centro-sinistra, con un orientamento liberale, progressista ed europeista. Il DK sostiene con forza l’integrazione europea e propone un rafforzamento del ruolo dell’Ungheria all’interno dell’Unione Europea, contrapponendosi alle politiche più sovraniste e nazionaliste promosse da Fidesz. In questo senso, il partito vede l’UE come una garanzia di democrazia, stato di diritto e sviluppo economico. Sul piano interno, la Coalizione Democratica promuove politiche a favore dei diritti civili, della libertà di stampa e dell’indipendenza della magistratura.
Grande attenzione è dedicata anche alla giustizia sociale, con proposte volte a ridurre le disuguaglianze e a rafforzare il sistema di welfare. Il partito si distingue inoltre per una retorica fortemente critica verso quella che considera una deriva autoritaria del sistema politico ungherese.
Partito del cane a due Code (MKKP)
Il Partito del Cane a due Code (MKKP) è un partito politico satirico, fondata nel 2006 da appassionati di street art nella città di Szeged. Fondato dall’attivista e artista Gergely Kovács, il partito si è fatto conoscere per il suo stile ironico e provocatorio, utilizzato per criticare la classe politica e le promesse elettorali spesso irrealistiche.
Per molti anni l’MKKP non è stato un partito tradizionale, ma piuttosto un progetto di attivismo civico e artistico. Attraverso manifesti e campagne volutamente assurde il movimento ha messo in luce le contraddizioni del discorso politico. Tuttavia, con il tempo, ha acquisito una dimensione più concreta, partecipando alle elezioni e ottenendo un certo consenso, soprattutto tra i giovani e gli elettori disillusi.
Nel 2014, il movimento, che fino ad allora era stato un partito solo di nome, si è finalmente registrato ufficialmente come partito politico. Durante la campagna del referendum ungherese del 2016 contro la quota migranti richiesta dalla UE, il Partito del Cane a due Code si è distinto per i suoi manifesti satirici e i suoi slogan anti-anti-immigrazione che chiedevano un boicottaggio del voto. Alle elezioni del 2018 il partito ha ottenuto l’1,7% del voti, salito al 3,3% nelle elezioni del 2022, senza riuscire ad eleggere nessun parlamentare a causa della soglia del 5%. Nell’aprile del 2025, il partito ha tenuto la sua più grande manifestazione fino ad allora, marciando sotto lo stendardo dell’«orgoglio illiberale» per protestare contro le modifiche apportate dal governo al diritto di riunione.
Dal punto di vista ideologico, l’MKKP è difficile da collocare lungo le tradizionali categorie politiche. Pur mantenendo una forte componente umoristica, il partito promuove valori seri come la trasparenza, la partecipazione civica e la lotta alla corruzione. In molte iniziative locali, i suoi membri si sono impegnati in progetti concreti, come la riqualificazione di spazi pubblici e il miglioramento dei servizi urbani, Inoltre, il partito si presenta come fortemente anti-establishment, criticando sia il governo guidato da Viktor Orbán sia l’opposizione tradizionale. Questa posizione gli consente di attrarre elettori che non si riconoscono nei partiti maggiori.
Il programma elettorale del partito prevede la vita eterna, la pace nel mondo, un giorno di lavoro a settimana, due tramonti al giorno, birre gratis, riduzione delle tasse e della forza di gravità. Il partito prende in giro i temi ricorrenti nel dibattito pubblico ungherese, compresi temi nazionalisti e patriottici cari ad Orban. Propone quindi di costruire una montagna nel mezzo della Pianura Pannonica e di voler realizzare la “Piccola Ungheria” (al contrario della Grande Ungheria di cui parlano spesso i leader nazionalisti locali).
Altri partiti
I seguenti partiti presentano candidati solo in un numero limitato di collegi uninominali maggioritari.
Partito dei Lavoratori – Solidarietà: formazione politica di estrema sinistra anti-capitalista.
Jobbik: partito nazionalconservatore, presente nel parlamento uscente con 7 seggi.
Partito di Centro: formazione politica centrista.
Partito Verde Ungherese (LMP): formazione politica ecologista, presente nel parlamento uscente con 3 seggi.
Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con i sondaggi elettorali.
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