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Ottobre 2, 2026

IL GIRAMONDO – Elezioni legislative in Quebec, il ritorno al potere dei separatisti del Parti Québécois?

LA STORIA POLITICA

Dal 1944 al 1959 la politica del Quebec fu dominata dal governo conservatore di Maurice Duplessis e della sua Union Nationale con il sostegno della Chiesa cattolica. Pierre Trudeau e altri liberali formarono un’opposizione intellettuale al regime di Duplessis, ponendo le basi per la cosiddetta “Rivoluzione Tranquilla” guidata dal Partito Liberale di Jean Lesagem che vinse le elezioni provinciali del 1960. La Rivoluzione Tranquilla fu un periodo di drammatico cambiamento sociale e politico che vide il declino della supremazia anglo-americana nell’economia del Quebec, il declino dell’influenza della Chiesa cattolica e l’emergere di un movimento sovranista di sinistra guidato dall’ex ministro liberale René Lévesque. Nel 1966 l’Union National vinse nuovamente le elezioni ma fu pesantemente sconfitta nel 1970 dai Liberali, stavolta guidati da Robert Bourassa il quale fu Premier del Quebec fino al 1976.

A partire dal 1963, un gruppo paramilitare che divenne noto come Front de libération du Québec (FLQ) lanciò una campagna di propaganda e terrorismo che includeva bombardamenti, rapine e attacchi diretti principalmente alle istituzioni inglesi, causando la morte di varie persone. Nel 1970, le loro attività culminarono nella cosiddetta “Crisi di Ottobre” quando James Cross, commissario commerciale britannico in Canada, fu rapito insieme a Pierre Laporte, ministro provinciale e vice-premier,  Alcuni giorni dopo Laporte fu ucciso dai suoi rapitori. James Cross fu rilasciato grazie all’intermediazione del governo cubano e i suoi rapitori trovarono rifugio a Cuba.

Le elezioni del 1976 videro un terremoto politico nel Quebec, con la vittoria del Parti Québécois, movimento separatista di sinistra guidato da René Lévesque. Nel 1977, il governo provinciale introdusse la Carta della lingua francese, che definì il francese come l’unica lingua ufficiale del Quebec.

Nel 1980 fu indetto un referendum sull’indipendenza del Quebec. Il Primo Ministro Canadese Pierre Trudeau si impegnò il prima persona per il “no” al referendum, promettendo di modificare la costituzione canadese in senso più federalista. Alla fine i “no” vinse con il 60% dei voti.

La costituzione canadese fu modificata come promesso, ma il governo del Quebec si rifiutò di accettarla.

Nel 1985 René Lévesque lascio’ la guida del Parti Québécois, che fu sconfitto nelle elezioni dello stesso anno dal Partito Liberale, portando di nuovo Robert Bourassa alla guida della provincia fino al 1994.

Nel 1992 la corrente di centrodestra del Parti Québécois guidata da Mario Dumont si scisse, formando “Azione Democratica”, che divenne negli anni successivi il terzo partito della provincia dietro PQ e Liberali.

Nelle elezioni del 1994, il PQ, guidato da Jacques Parizeau, tornò di nuovo al governo della provincia e l’anno successivo organizzò un nuovo referendum sull’indipendenza, dove i “no” stavolta prevalsero per un soffio, con il 50,6% dei voti.

Le elezioni del 2003 videro la vittoria del Liberali guidati da Jean Charest.  Nell’autunno di quell’anno il parlamento provinciale votò all’unanimità una dichiarazione che definiva il Quebec come una “nazione” all’interno del Canada.

I liberali persero la maggiorana assoluta nelle elezioni del 2007, rimanendo comunque il primo partito. Jean Charest fece indire quindi elezioni anticipate nel 2008, che videro una nuova netta vittoria per il Partito Liberale.

Nelle elezioni del 2012 fu il PQ ad arrivare in testa davanti ai liberali. In terza posizione arrivò una nuova lista, la Coalizione per l’Avvenire del Québec, in cui era confluita “Azione Democratica”. Con soli 54 seggi su 125, il governo di minoranza guidato dalla nuova Premier, Pauline Marois era estremamente debole, tanto che nel 2014 furono indette nuove elezioni anticipate, che videro la vittoria dei Liberali guidati Philippe Couillard.

Il governo Couillard, in carica fino al 2018, fu segnato dalle politiche di austerità e dal riequilibrio dei conti pubblici. Nel frattempo il PQ attraversò una fase di instabilità e cresceva la Coalition Avenir Québec (CAQ) di François Legault, ex ministro péquiste, formazione di centrodestra fondata nel 2011 con l’impegno di mettere da parte il progetto sovranista per concentrarsi su economia, sanità e istruzione.

Le elezioni del 2018 segnarono una rottura storica. La CAQ conquistò 74 seggi con circa il 37% dei voti, mentre i liberali scesero a 31 seggi e il PQ a soli 10, con poco più del 17%, perdendo lo status di gruppo parlamentare riconosciuto. QS, forte del consenso dei giovani e dell’area urbana di Montréal, arrivò a 10 seggi. Per la prima volta dal 1970 il governo non era né liberale né péquiste.

Il primo governo di Legault fu caratterizzato da alcune leggi di forte impronta identitaria. La legge 21 sulla laicità dello Stato, del 2019, vieta i simboli religiosi agli impiegati pubblici in posizioni di autorità, come insegnanti, magistrati e agenti di polizia. Nel 2022 si aggiunse la legge 96, che rafforza il peso del francese in ambito amministrativo, commerciale e scolastico.Nel mezzo si collocano la riforma dell’immigrazione, con la riduzione delle soglie di ingresso, e la gestione della pandemia di COVID-19, durante la quale Legault raggiunse livelli di popolarità molto elevati. Nello stesso periodo emerse poi il Partito conservatore del Québec di Éric Duhaime, che raccolse il malcontento verso le restrizioni sanitarie e le vaccinazioni obbligatorie.

Le elezioni del  2022 consegnarono alla CAQ una vittoria ancora più netta di quella del 2018: 90 seggi con circa il 41% dei voti, con un’opposizione frammentata e in difficoltà.

Nelle prossime pagine, gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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