Sondaggio Noto per Porta a Porta: crolla Vannacci! Coalizioni sostanzialmente pari, Lista Azione/PLD/Spazio Pubblico al 4,5%
Ottobre 2, 2026

IL GIRAMONDO – Elezioni legislative in Quebec, il ritorno al potere dei separatisti del Parti Québécois?

I PARTITI POLITICI

Alle elezioni del 5 Ottobre si presentano 20 partiti e vari candidati indipendenti. Di questi solo 5 secondo i sondaggi, dovrebbero ottenere seggi nella prossima assemblea provinciale.

 

Partito Liberale del Quebec (PLQ)

Leader

Charles Milliard

Ideologia

Liberalismo, federalismo canadese

Posizione politica

Da centro a centrodestra

Seggi nell’Assemblea Nazionale

18/125

STORIA

Il Partito liberale del Québec (PLQ) è la formazione politica più antica della provincia e quella che ha governato più a lungo, con radici che risalgono al periodo immediatamente successivo alla Confederazione del 1867. Il suo momento simbolico è la Rivoluzione tranquilla degli anni Sessanta, quando il governo di Jean Lesage nazionalizzò l’energia idroelettrica, riformò istruzione e sanità e ridefinì il ruolo dello Stato nella società francofona. Negli anni successivi il partito fu guidato da Robert Bourassa, protagonista del progetto idroelettrico della Baia di James e dei negoziati costituzionali di Meech Lake, e guidò il fronte del “no” nel referendum sulla sovranità del 1980. Dopo i lunghi governi di Jean Charest tra il 2003 e il 2012 e il ritorno al potere di Philippe Couillard nel 2014, il PLQ è stato sconfitto nel 2018 dalla Coalition Avenir Québec ed è sceso nel 2022 al minimo storico di consensi, pur conservando la posizione di opposizione ufficiale.

IDEOLOGIA

Sul piano ideologico il PLQ si colloca al centro e al centrodestra, con una vocazione liberale in economia e una netta scelta federalista. Il suo tratto distintivo è l’opposizione all’indipendenza del Québec: sostiene che la provincia possa tutelare lingua e cultura all’interno del Canada, rivendicando maggiore autonomia senza rottura istituzionale. Il partito è indipendente da quello federale di Mark Carney e nella sua storia ha difeso l’iniziativa economica, l’apertura agli investimenti e l’immigrazione. Il suo elettorato si concentra a Montréal e nell’Outaouais, dove è particolarmente forte tra i cittadini di lingua inglese e tra le comunità immigrate, mentre ha perso terreno tra i francofoni delle regioni.

PROGRAMMI

Nel 2026 il partito è guidato da Charles Milliard, proclamato leader nel febbraio scorso dopo le dimissioni di Pablo Rodriguez e una crisi interna che aveva portato a diverse espulsioni dal gruppo parlamentare. La sua campagna, sintetizzata dallo slogan “Rassembler. Réparer. Bâtir.” (“Unire. Riparare. Costruire.”), punta sulla ricostruzione dei servizi pubblici e sulla stabilità economica, presentando i liberali come l’alternativa alla CAQ e al progetto sovranista del Parti Québécois. Il partito si oppone quindi all’ipotesi di un referendum sull’indipendenza e insiste sui temi del costo della vita, della casa e della sanità, che dominano l’agenda della campagna.

 

 

Coalizione per l’Avvenire del Quebec (CAQ)

 

Leader

Christine Fréchette

Ideologia

Nazionalismo del Quebec
Federalismo del Quebec (Autonomismo)
Conservatismo (canadese)
Populismo di destra
Laicismo

Posizione politica

Da centrodestra a destra

Seggi nell’Assemblea Nazionale

79/125

STORIA

La Coalition Avenir Québec fu fondata nel 2011 da François Legault, ex ministro péquiste, e dall’imprenditore Charles Sirois, con l’intento di superare la contrapposizione tra sovranisti e federalisti. Nel 2012 si fuse con l’Action démocratique du Québec e nel 2014 fu terza forza con 22 seggi. Nel 2018 conquistò il governo con 74 seggi e nel 2022 ottenne la conferma con 90. Nel corso dei due mandati il governo ha approvato la legge 21 sulla laicità e la legge 96 sulla lingua, entrambe protette dalla clausola derogatoria, e ha gestito l’emergenza pandemica. Dal 2024, tra dimissioni, defezioni e divisioni interne, la maggioranza si è fortemente assottigliata, fino alle dimissioni di Legault nel gennaio 2026 e all’elezione di Christine Fréchette alla guida del partito e del governo in aprile.

IDEOLOGIA

La CAQ è una formazione nazionalista e autonomista di centrodestra, che rivendica maggiori poteri per il Québec nell’ambito del Canada, senza porre la questione dell’indipendenza, e si oppone a ogni referendum sulla sovranità. Sul piano economico ha un approccio pragmatico, con una forte attenzione alle imprese e alle infrastrutture, e sul piano identitario si distingue per le politiche conservatrici su laicità, lingua e immigrazione. Il suo elettorato, in passato trasversale, è concentrato nelle regioni francofone e nell’area di Québec.

PROGRAMMI

Nel 2026 il programma della CAQ si concentra sul costo della vita e sulle famiglie: un versamento di mille dollari per ogni neonato in un piano di risparmio per l’istruzione, un credito d’imposta per il doposcuola, l’esenzione fiscale per 35.000 dollari di reddito da lavoro degli operatori dei servizi essenziali, come insegnanti e infermieri, e un aumento del credito per il primo acquisto di casa da 1.400 a 7.000 dollari. In sanità propone di consentire ai medici di operare sia nel pubblico sia nel privato, di ridurre le spese amministrative di Santé Québec e di indirizzare al privato i pazienti in attesa da oltre sei mesi. Prevede 167 miliardi di investimenti in infrastrutture in dieci anni, 300 nuovi agenti di polizia e la prosecuzione del progetto ferroviario Alto. Sulla lingua intende rinnovare la clausola derogatoria per la legge 96 entro i primi cento giorni, mentre sull’immigrazione conferma la soglia di 45.000 ingressi permanenti.

 

 

Québec Solidaire (QS)

Leader

Leadership collettiva

Ideologia

Socialismo democratico
Ambientalismo
Sovranismo del Quebec

Posizione politica

Da sinistra ad estrema sinistra

Seggi nell’Assemblea Nazionale

12/125

STORIA

Québec solidaire nacque nel 2006 dalla fusione di due formazioni della sinistra, l’Union des forces progressistes e Option citoyenne, e si è dato fin dall’inizio una guida collegiale, con un portavoce uomo e una donna. Il suo primo deputato, Amir Khadir, fu eletto nel 2008 a Montréal. Dopo anni di presenza limitata, con le elezioni del 2018 il partito è salito a dieci seggi e nel 2022 a undici, conquistando roccaforti a Montréal, Québec e Sherbrooke. Dopo l’uscita di Manon Massé e di Gabriel Nadeau-Dubois, la guida è passata a Ruba Ghazal e a Sol Zanetti, mentre più esponenti di spicco hanno lasciato o abbandonato la vita politica.

IDEOLOGIA

QS si definisce un partito di sinistra, ecologista, femminista e indipendentista, e fonda la propria identità sulla giustizia sociale, sulla lotta al cambiamento climatico e sulla difesa dei servizi pubblici. Sulla sovranità propone un percorso diverso da quello del PQ, basato su un’assemblea costituente che coinvolga anche le Prime Nazioni e gli Inuit, e una concezione “aperta” del nazionalismo. È da sempre il principale sostenitore della riforma del sistema elettorale in senso proporzionale. Il suo elettorato, giovane e urbano, è concentrato nei quartieri centrali di Montréal e nelle città universitarie.

PROGRAMMI

In questa campagna elettorale, QS propone un aumento del salario minimo a 20 dollari l’ora entro maggio 2027, una tassa sui grandi patrimoni per l’1‰ più ricco, con un gettito stimato di cinque miliardi l’anno, e un tetto del 15% ai margini di profitto delle grandi catene alimentari, con una rete di 15 supermercati pubblici. Sulla casa prevede 25.000 alloggi sociali e un tetto agli aumenti degli affitti. In materia di immigrazione vuole portare gli ingressi permanenti a 70.000 l’anno e abolire i permessi di lavoro chiusi. Sul fronte dei trasporti prevede investimenti per 23 miliardi in dieci anni e la gratuità per gli under 25 e gli over 65, mentre per l’istruzione propone di dimezzare le tasse universitarie e di introdurre un programma di pasti scolastici. Contro i dazi statunitensi propone un “fondo Trump” da due miliardi, e sul clima il divieto di nuovi progetti fossili, compreso il gas di scisto.

 

 

 

Parti Québécois (PQ)

Leader

Paul St-Pierre Plamondon

Ideologia

Nazionalismo del Quebec
Sovranismo del Quebec
Socialdemocrazia
Laicismo
Populismo
Nazionalismo economico

Posizione politica

Da centro a centrosinistra

Seggi nell’Assemblea Nazionale

7/125

STORIA

Il Parti Québécois nacque nel 1968 dalla fusione di diversi movimenti indipendentisti, attorno alla figura di René Lévesque, ex ministro liberale della Rivoluzione tranquilla. Salì al governo nel 1976 e lo mantenne fino al 1985, introducendo nel 1977 la Carta della lingua francese, la celebre legge 101. Nel referendum sulla sovranità del 1980 il fronte del “sì” fu sconfitto, e nel 1995, sotto la guida di Jacques Parizeau, sfiorò la vittoria con il 49,4% dei voti. Il partito governò ancora dal 1994 al 2003 e, con Pauline Marois, dal 2012 al 2014, senza però ottenere la maggioranza. Dopo la sconfitta del 2014 attraversò una lunga crisi di identità e di leadership, arrivando nel 2018 a dieci seggi e nel 2022 a soli tre. Dal 2020 è guidato da Paul St-Pierre Plamondon, sotto la cui guida ha vinto, dal 2023 al 2026, una serie di elezioni suppletive che ne hanno segnato il ritorno tra le principali forze politiche.

IDEOLOGIA

Il PQ è un partito indipendentista e nazionalista di centrosinistra, di tradizione socialdemocratica, che nel tempo ha assunto un profilo sempre più trasversale. Il suo obiettivo storico è la sovranità del Québec, da ottenere per via referendaria, e la difesa della lingua francese e della laicità dello Stato ne costituiscono il tratto identitario. Il partito ha allargato il proprio consenso oltre la base sovranista, con una critica all’immigrazione elevata e con una linea di riduzione della spesa pubblica e della burocrazia. Il suo elettorato, fortemente francofono, è concentrato nelle regioni e nella periferia di Montréal, mentre è debole tra i non francofoni.

PROGRAMMI

Nel 2026 il PQ propone di ridurre l’immigrazione permanente da 45.000 a 35.000 ingressi l’anno e di dimezzare quella temporanea, e di estendere la legge 101 ai CEGEP e ai figli degli immigrati temporanei. In sanità vuole abolire Santé Québec e fare dei CLSC la porta d’accesso al sistema. Tra le misure economiche figurano il taglio dell’aliquota per le piccole e medie imprese dall’11,5 al 9,5%, la riduzione dei costi del settore pubblico e l’esenzione dall’imposta sui beni usati. Sul fronte sociale prevede un abbonamento unico ai trasporti da 95 dollari al mese, bonus da 700 dollari per il terzo e il quarto figlio e il ritiro dal progetto ferroviario Alto. Sulla sovranità conferma un referendum nel primo mandato, con uno stanziamento di 130 milioni di dollari, ma non prima del gennaio 2029.

 

 

Partito Conservatore del Quebec (PCQ)

Leader

Éric Duhaime

Ideologia

Conservatorismo (canadese)
Federalismo del Quebec
Nazionalismo del Quebec
Autonomismo del Quebec
Liberalismo economico
Populismo di destra
Laicismo

Posizione politica

Destra

Seggi nell’Assemblea Nazionale

1/125

STORIA

Il Partito conservatore del Québec è una formazione nata alla fine degli anni Duemila, rimasta a lungo marginale, che nel 2014 si presentava con il nome di “Équipe Adrien Pouliot”. La svolta è arrivata nell’aprile 2021 con l’elezione a leader di Éric Duhaime, giornalista e conduttore radiofonico di Québec, già consigliere politico a Ottawa e nella capitale provinciale. Sotto la sua guida il partito ha ottenuto una forte crescita nelle regioni e tra chi contestava le restrizioni sanitarie del periodo della pandemia di Covid-19, tanto che nel 2022 ha raccolto quasi il 13% dei voti senza tuttavia eleggere alcun deputato, a causa del sistema maggioritario. Nel corso della legislatura ha guadagnato il suo primo seggio e conta ormai oltre 65.000 iscritti.

IDEOLOGIA

Il PCQ si colloca a destra, con un profilo conservatore, liberista in economia, populista e autonomista. Non è favorevole all’indipendenza e si oppone a qualsiasi referendum, ma rivendica una maggiore autonomia del Québec nel Canada e la difesa delle competenze provinciali. Si presenta come alternativa antisistema alla CAQ, in particolare nelle aree suburbane e rurali, e soprattutto attorno a Québec e nella regione di Chaudière-Appalaches. Il partito insiste sulla libertà individuale, sulla riduzione dello Stato e sul sostegno alla famiglia.

PROGRAMMI

Il cuore del programma 2026 è un piano di tagli alla spesa pubblica da 47 miliardi in cinque anni, che include l’eliminazione di 20.000 posti nel settore pubblico, per raggiungere il pareggio di bilancio in quattro anni e finanziare una riduzione delle imposte che il partito definisce storica, con il raddoppio della soglia esente a 35.000 dollari. Prevede inoltre l’uscita dal mercato del carbonio, la sospensione dell’imposta sui carburanti e l’abolizione dell’imposta sul valore dei beni usati. In sanità propone di abolire Santé Québec e di permettere di usare la tessera sanitaria nel privato. Sulla casa punta sulla deregolamentazione dell’edilizia, mentre sull’immigrazione vuole ridurre a diecimila l’anno i rifugiati e i ricongiungimenti familiari. Tra le altre proposte figurano il terzo collegamento stradale tra Québec e Lévis, lo sviluppo del gas di scisto, una costituzione del Québec, un inno nazionale e un contributo di 100 dollari a settimana per le famiglie che scelgono l’istruzione domiciliare.

 

 

 

ALTRI PARTITI

Partito Verde del Quebec (ambientalisti socialisti, alle scorse elezioni ha ottenuto lo 0,8% dei voti)
Partito Canadese del Quebec (centristi, alle scorse elezioni ha ottenuto lo 0,3% dei voti)
Climat Québec (autonomisti ambientalisti,  alle scorse elezioni ha ottenuto lo 0,2% dei voti)
Blocco Montreal (regionalisti,  alle scorse elezioni ha ottenuto lo 0,2% dei voti)
Democrazia Diretta (populisti)

Presenza Quebec (populisti)
Partito Comunista del Quebec (comunisti)
Bloc Pot (libertari)
Équipe autonomista (destra autonomista)
Osiamo Québec (populisti)
Parte per l’accesso alla proprietà e l’equità  (sinistra socialista)
Partito culinario del Québec (partito satirico)
Partito libertario del Québec (destra liberista)
Partito marxista-leninista del Québec (comunisti)
Partito nullo (populisti)
Québec innovativo (centristi)

 

Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con i sondaggi elettorali.

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