Fin dalla sua elezione fu ben chiaro che Kuczynski avrebbe avuto difficoltà a mandare avanti le sue proposte politiche in parlamento, dove la destra fujimorista aveva la maggioranza assoluta dei seggi. Kuczynski fu costretto a fare un accordo informale con Keiko Fujimori per avere l’appoggio al suo governo in cambio di un perdono presidenziale al padre per farlo uscire di prigione. Questo scatenò vaste proteste da parte della popolazione. Fallito l’accordo con Forza Popolare, nel 2018 Kucyznski fu minacciato di impeachment a causa del suo coinvolgimento nello scandalo Odebrecht, per corruzione e compravendita dei voti. Kucyznski è stato quindi costretto a dimettersi e la presidenza è passata al suo primo vicepresidente , l’ingegnere Martín Vizcarra.
Nei ultimi anni la classe politica peruviana ha subito un disastroso danno d’immagine. Tutti i presidenti che si sono succeduti dal 1986 in poi, Alan Garcia, Alberto Fujimori, Alejandro Toledo, Hollanda Humala e Pedro Pablo Kuczynski, sono stati coinvolti in casi di corruzione. Drammatica è stata la vicenda di Alan Garcia, che nell’aprile dello scorso anno si è suicidato dopo essere stato incriminato nello scandalo Odebrecht, il giorno stesso in cui la polizia avrebbe dovuto arrestarlo.
Vizcarra una volta diventato presidente, ha annunciato pubblicamente di non avere in programma di cercare la rielezione, ma di servire solo per il periodo rimanente fino alla scadenza del suo mandato nel 2021. Vizcarra ha cercato di portare avanti dei provvedimenti legislativi per combattere la corruzione, in questo ostacolato dalla maggioranza fujimorista del congresso. Lo scontro tra Vizcarra e il Congresso si è fatto via via più’ aspro, fino al punto in cui il parlamento ha tentato di sospendere Vizcarra, accusato di atteggiamento “anticostituzionale”, dalle sue funzioni e sostituirlo con la sua vice-presidente. Il presidente a sua volta ha accusato il parlamento di aver forzato le regole costituzionali nell’elezione di alcuni giudici della Corte Costituzionale e ha proceduto alla richiesta allo scioglimento del parlamento e ad indire nuove elezioni per il 26 gennaio.
Nelle prossime pagine i principali partiti politici, infine gli ultimi sondaggi.
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