Sono 20 le liste che si presentano a queste elezioni. Di queste, 6 liste si presentano a livello nazionale, 2 liste concorrono ai 10 seggi riservati alla minoranza serba e 13 ai 10 seggi riservati alle altre minoranze, per un totale di 902 candidati.
Coalizione Movimento Vetëvendosje!
il Movimento Vetëvendosje! (indicato con la sigla VV o LVV, in albanese “autodeterminazione”) è un partito progressista di sinistra nazionalista albanese, membro dell’Alleanza Progressista, membro osservatore dell’Internazionale Socialista e membro associato del Partito Socialista Europeo. Vetëvendosje è attualmente il più grande partito politico con 50 seggi su 120 nel parlamento kosovaro. Il leader di Vetëvendosje, Albin Kurti, è l’attuale Primo Ministro del Kosovo. In queste elezioni nella lista di Vetëvendosje, si presentano anche candidati de L’alternativa (centristi liberali), del Partito Democratico Cristiano Albanese del Kosovo (democristiani) e di Guxo! (liberalconservatori).
Il nome del partito, “Vetevendosje!”, è stato lo slogan usato dai movimenti che lottavano per diritti nazionali degli albanesi durante il periodo della federazione Jugoslavia. Il partito fu fondato nel 2005 da un movimento di cittadini favorevoli all’unificazione con l’Albania e contrario ai negoziati con la Serbia. Il partito è stato protagonista di varie manifestazioni di piazza contro la presenza delle truppe dell’ONU, che sono spesso sfociate con scontri violenti con le forze dell’ordine. Il partito ebbe subito un notevole successo elettorale. Nelle elezioni del 2010 ottenne il 12,7% dei voti, arrivando in terza posizione dopo PDK e LDK. Da allora il partito è sempre stato all’opposizione eccetto per alcuni mesi nel 2020.Nel 2011 il partito si fuse con il “Partito del Nuovo Spirito”, di orientamento liberale. Nel 2013 fu la volta del Partito Socialista del Kosovo e del “Movimento del Popolo del Kosovo”, una formazione nazionalista albanese di estrema sinistra marxista. Nelle elezioni del 2014 il partito ottenne il 13,6% dei voti, aumentando i propri seggi in parlamento da 14 a 16. L’opposizione ai vari governi di LDK e PDK, considerati corrotti, inefficienti e condizionati dalla potenze straniere, ha fatto aumentare in maniera considerevole il consenso del partito, che nelle elezioni del 2017 ha ottenuto il 27,5% dei voti e 32 seggi diventando il partito più grande all’interno del parlamento kosovaro. Nelle successive elezioni amministrative il candidato di Vetevendosje è stato eletto sindaco della capitale Pristina. Nel 2018 Vetevendosje! ha subito una scissione da parte di 12 deputati dell’area moderata del partito, che hanno formato il Partito Socialdemocratico del Kosovo. Vetëvendosje! ha vinto le elezioni del 2019, rimanendo il più grande partito politico in Kosovo. Nel febbraio 2020 ha firmato un accordo di coalizione con la Lega democratica del Kosovo (LDK) per formare il nuovo governo del Kosovo. Tuttavia il governo, guidato dal leader di Vetëvendosje! Albin Kurti, è stato rovesciato due mesi dopo dopo una mozione di sfiducia avviata da LDK. Alle elezioni del 2021, il partito ha formato una lista con due partiti minori che ha ottenuto il 50,3% dei voti e 58 seggi, il che ha permesso ad Albin Kurti essere nuovamente nominato primo ministro. Nelle elezioni del febbraio del 2025 ha perso dieci seggi e, pur rimanendo nettamente il primo partito del paese, non è stato in grado di formare un governo, portando ad una situazione di stallo nell’Assemblea del Kosovo e alle elezioni parlamentari anticipate. Alle elezioni dello scorso dicembre la lista dl Vetevendosje!” ha ottenuto il 51,1% dei voti e 57 seggi in parlamento, 50 dei quali sono andati al partito e 7 ai suoi alleati.
L’ideologia del partito si basa su un programma di sinistra nazionalista che mette al centro la sovranità del Kosovo, la lotta alla corruzione e la giustizia sociale. Il partito insiste sull’affermazione dell’indipendenza e della piena sovranità del paese, anche attraverso una politica estera decisa nei confronti della Serbia e una forte collaborazione con l’Unione Europea, pur mantenendo una posizione critica verso le ingerenze esterne. In campo interno, LVV promuove riforme radicali per ridurre la povertà, migliorare i servizi pubblici e garantire maggiore trasparenza nelle istituzioni, con un’attenzione particolare alla lotta contro la corruzione e il clientelismo politico. Sul fronte delle minoranze, LVV cerca di costruire alleanze con le comunità non serbe per formare governi stabili, evitando di dipendere dalla Lista Serba, considerata troppo influenzata da Belgrado. Questo approccio mira a ridurre le tensioni interetniche e a rafforzare la coesione interna, pur mantenendo una linea dura nei confronti delle istanze politiche serbe. Infine, il partito punta a una politica economica che favorisca lo sviluppo locale, l’occupazione giovanile e la riduzione delle disuguaglianze, con un occhio particolare alla sostenibilità ambientale e alla modernizzazione del paese.
L’Alternativa è un partito di centro liberale, attualmente senza rappresentanza parlamentare. Il partito fu fondato nel 2017 da Ilir Deda, deputato eletto con Vetëvendosje e dall’ex ministra Mimoza Kusari-Lila, eletta in parlamento con AKR. Alle elezioni del 2017 il partito si presentò in lista assieme alla Lega Democratica del Kosovo, ottenendo 2 seggi. Nel 2019, nel 2021 e nelle due elezioni dello scorso anno ha fatto parte della lista di Vetëvendosje. Centro del programma del partito sono economia verde, sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e sociale, sviluppo di moderne infrastrutture, promozione del turismo come motore economico e trasparenza ed efficienza dell’amministrazione pubblica.
Guxo! (che in albanese significa “osare”) è un partito di centro-destra liberalconservatore, attualmente presente con 7 seggi nel parlamento del Kosovo. Il partito fu formato nel 2020 da Vjosa Osmani, ex deputata della Lega Democratica del Kosovo. Alle elezioni parlamentari del 2027 il partito ha presentato candidati all’interno della lista di Vetëvendosje, eleggendone 7, tra cui la stessa Vjosa Osmani, che è stata successivamente eletta presidente del Kosovo. Alle elezioni del febbraio 2025 i seggi sono scesi a 6 per poi risalire a 7 nelle elezioni dello scorso dicembre. Il suo programma punta a rafforzare la democrazia interna, promuovere giustizia e responsabilità nella governance, e sostenere lo sviluppo economico attraverso politiche di mercato aperte agli investimenti privati e stranieri. Nonostante abbia collaborato con Vetëvendosje in passato, Guxo si propone come una forza autonoma, con particolare attenzione all’istruzione e alla sostenibilità, ad esempio nel settore agricolo. Il partito si impegna anche a favorire l’integrazione del Kosovo nell’Unione Europea.
ll Partito Democratico Cristiano Albanese del Kosovo ( in albanese : Partia Shqiptare Demokristiane e Kosovës, PSHDK) è un partito cristiano conservatore attualmente senza rappresentanza parlamentare. L’ultima volta che ha presentato una propria lista, nelle elezioni del 2004, ha ottenuto l’1,8% dei voti popolari e 2 seggi su 120. Nel 2007 si è presentato con la Lega Democratica di Dardania, che ha ottenuto 11 seggi, 2 dei quali sono andati al PSHDK. Negli anni passati il Partito Cristiano Democratico Albanese del Kosovo è stato uno stretto alleato della Lega Democratica del Kosovo (LDK). Questa è la seconda volta che presenta propri candidati nella lista di Vetëvendosje. Il PSHDK abbraccia gli ideali cristiano-democratici, sebbene non tutti i suoi membri siano cattolici.
Lega Democratica del Kosovo (LDK)
La Lega Democratica del Kosovo (LDK) è un partito di centrodestra, liberalconservatore, membro osservatore del PPE, fondato nel 1989 da Ibrahim Rugova, attualmente presente con 15 seggi nel parlamento del Kosovo. In queste elezioni nella lista dell’LDK, si presentano anche candidati del Partito del Fronte Nazionale Democratico Albanese (destra nazionalista albanese) del Partito della Giustizia (destra conservatrice islamica).
Il partito fu formato da un gruppo di intellettuali che alla fine degli anni ’80 si opponevano alla repressione dei diritti della popolazione di etnia albanese da parte del regime di Slobodan Milosevic. La LDK fu alla testa dell’opposizione pacifica all’oppressione serba, in contrasto con la lotta armata portata avanti dall’UCK. Nel 1992 Rugova fu eletto presidente dell’autoproclamata Repubblica del Kosovo, carica che mantenne fino alla sua morte nel 2006.Durante gli anni della guerra civile e del conflitto con la Serbia, la LDK fu il punto di riferimento dei governi occidentali, che puntavano ad una soluzione negoziale della crisi. Dopo la sconfitta della Serbia, centinaia di sostenitori della LDK furono rapiti, torturati ed uccisi dalle milizie dell’UCK perché percepiti come rivali del neonato Partito Democratico del Kosovo (PDK), braccio politico dell’UCK. Nelle prime elezioni libere del 2001, la LDK ottenne un’ampia vittoria, ottenendo il 45,7 % dei voti ed entrando a far parte di un governo di unità nazionale. Il consenso elettorale del partito è tuttavia sceso progressivamente negli anni successivi. Nelle elezioni del 2010 il partito andò all’opposizione di un governo di coalizione tra il PDK e i liberalconservatori dell’AKR. Il partito è tornato al governo dopo le elezioni del 2014, quando il suo leader Isa Mustafa, è diventato primo ministro a capo di una grande coalizione con il PDK. Alle elezioni del 2017 il partito si è presentato all’interno della Coalizione LAA, assieme all’AKR e ai liberali di Alternativa, che ha ottenuto complessivamente il 25,5% dei voti. Il partito è poi rimasto all’opposizione del governo di Ramush Haradinaj. Alle elezioni anticipate del 2019 l’LDK ha ottenuto il 24.5% dei voti e 28, seggi, arrivando in seconda posizione dopo la sinistra nazionalista di Vetëvendosje!. Dopo le elezioni i due partiti hanno formato un nuovo governo, con il leader di Vetëvendosje Albin Kurti come Primo Ministro. Tuttavia, la coalizione è crollata dopo poche settimane quando l’LDK ha presentato una mozione di sfiducia contro Kurti a causa di disaccordi su come gestire la pandemia di coronavirus. Nel giugno 2020 il leader dell’LDK Avdullah Hoti è stato eletto Primo Ministro con a capo di una coalizione comprendente l’LDK, i liberalconservatori di AAK, i socialdemocratici di NISMA, la Lista Serba e altri partiti rappresentanti delle minoranze etniche. Pochi mesi dopo Hoti ha dovuto rassegnare le dimissioni a causa di una sentenza della Corte Costituzionale sull’illegittimità del voto di fiducia che aveva permesso la nascita del governo. Alle elezioni del 2021 il partito è sceso al 12,7% di voti e 15 seggi ed è rimasto all’opposizione del nuovo governo di Albin Kurti. Alle successive elezioni del febbraio dell’anno scoros, il partito è risalito al 18,3% ottenendo 20 seggi, per poi ridiscendere ulteriormente in quelle di dicembre dove ha ottenuto il 13,2 dei voti e 15 seggi.
Ideologicamente l’LDK nasce come un partito di destra nazionalista conservatore. Nel corso degli anni ha tuttavia assunto posizioni sempre più moderate, europeiste ed economicamente liberali. Sotto la leadership di Isa Mustafa il partito è tornato su posizioni socialmente conservatrici, per poi spostarsi su posizioni più centriste con il successivo leader Avdullah Hoti. Il partito punta a rafforzare l’integrazione del Kosovo nell’Unione Europea e nella NATO, promuovendo riforme istituzionali e una politica estera equilibrata, anche nei rapporti con la Serbia, per favorire la stabilità regionale. In ambito economico, l’LDK sostiene un modello di sviluppo che combina liberalismo e interventi sociali, con particolare attenzione alla creazione di posti di lavoro, al sostegno alle piccole e medie imprese e alla riduzione delle disuguaglianze, evitando però le politiche radicali di altri partiti. Sul fronte interno, il partito si impegna per una governance trasparente e una lotta decisa alla corruzione, cercando di garantire servizi pubblici efficienti e una maggiore inclusione sociale. L’LDK si distingue per una posizione più conservatrice su temi come i diritti civili, opponendosi, ad esempio, all’estensione dei diritti LGBTQ+ e proponendo invece un approccio tradizionale basato sui valori familiari. Infine, il partito mira a costruire alleanze politiche stabili, preferendo collaborazioni con forze moderate e evitando coalizioni con partiti considerati troppo estremisti o divisivi, per assicurare continuità e coesione al governo del Kosovo.
Il Partito della Giustizia (PD) è un partito di destra conservatore, attualmente senza rappresentanza parlamentare. Nelle elezioni parlamentari del 2004 , il partito ottenne l’1,0% dei voti popolari e 1 seggio su 120. Il partito ha poi partecipato alle elezioni parlamentari del 2010 in una coalizione con l’AKR ottenendo 3 seggi. Da allora non è più tornato in parlamento. Il Partito della Giustizia sostiene l’indipendenza del Kosovo, ha un programma socialmente conservatore ed economicamente liberale. Il partito tende ad attrarre i conservatori religiosi del Kosovo (principalmente musulmani) e ha fatto una campagna per la costruzione di una moschea a Pristina per ospitare il crescente numero di musulmani praticanti. Sebbene sia alleato ad un partito laico come la Lega Democratica del Kosovo, il PD continua a seguire una piattaforma conservatrice e la fazione religioso-conservatrice nel partito continua a crescere. Il partito si è distinto per essersi staccato dalla società tradizionalmente laica del Kosovo, sostenendo l’abolizione del divieto di indossare il velo nelle scuole del Paese e l’introduzione e l’insegnamento della religione nelle scuole. Il Partito della Giustizia si ispira al quasi omonimo Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) del presidente turco Erdogan, adottando politiche tuttavia più liberali sia in termini economici che sociali.
Il Partito del Fronte Democratico Nazionale Albanese ( in albanese : Partia Balli Kombëtar Demokrat Shqiptar , PBKDSH) è un partito di destra nazionalconservatore senza rappresentanza parlamentare, fondato nel febbraio 2024, che promuove i valori nazionali albanesi Il partito è nato inizialmente nel 20202 come organizzazione che promuoveva l’unionismo albanese con il Kosovo, per poi costituirsi in un vero e proprio partito nel 2024.
Il PBKDSH si posiziona come una forza politica nazional-conservatrice, operando all’interno del quadro democratico contemporaneo del Kosovo, anche se si concentra maggiormente sullo sviluppo organizzativo e sul riconoscimento ufficiale piuttosto che sulla rappresentanza parlamentare, tanto che sia nelle due elezioni del 2025 ha ottenuto in entrambe lo 0,1 % dei voti
Partito Democratico del Kosovo (PDK)
Il Partito Democratico del Kosovo (PDK) è un partito nazionalconservatore, membro dell’ALDE e dell’Internazionale Liberale, attualmente presente in parlamento con 22 seggi. In origine il PDK era un partito socialdemocratico, formatosi nel 1999 come espressione politica dell’esercito di liberazione del Kosovo (UCK) dopo la fine della guerra civile, tuttavia negli ultimi anni, si è posizionato come un partito di centrodestra nazionalista, pur rimanendo socialmente ed economicamente liberale. Nelle prime elezioni libere del 2001 ottenne il 25,7% dei voti, arrivando in seconda posizione dopo la Lega Democratica del Kosovo di Rugova, rimanendo negli anni successivi sempre uno dei due principali partiti del paese. Dal 2002 al 2004 il suo leader storico Bahram Rexhepi guidò un governo di unità nazionale con la LDK. Dopo le elezioni del 2004 la LDK formò un governo con i liberalconservatori dell’AAK e il PDK passò all’opposizione. Nel 2007 il partito ottenne la maggioranza relativa con il 34,3% dei voti e il suo leader Hashim Thaçi divenne capo di governo di grande coalizione con la LDK. Dopo le elezioni anticipate del 2010 e l’uscita della LDK dalla maggioranza, Hashim Thaçi formò un nuovo governo con i liberalconservatori dell’AKR. Alla vigilia delle elezioni del 2014, il partito subì la scissione della sua componente socialdemocratica che portò alla creazione della lista NISMA. Il PDK riuscì a mantenere la maggioranza relativa in parlamento grazie ad un accordo con partiti minori e a restare al governo ma dovette cedere la carica di primo ministro al leader LDK Isa Mustafa. Nel 2016 Hashim Thaçi fu eletto presidente della repubblica. Nel 2017 il partito si presentò all’interno della Coalizione PAN, assieme all’AAK e a NISMA, che ottenne la maggioranza relativa dei seggi. Il PDK ha partecipato quindi al governo di centrodestra presieduto dal leader dell’AAK Ramush Haradinaj. Alle elezioni anticipate del 2019 il PDK ha conquistato 24 seggi ed è andato all’opposizione. Il 5 novembre 2020 il presidente Hashim Thachi si è dimesso dopo che il Tribunale dell’Aia per i crimini nella ex-Jugoslavia lo ha accusato di essere stato coinvolto nell’omicidio di quasi 100 civili serbi durante la guerra del Kosovo. Alle elezioni del 2021 il partito è sceso al 17% dei voti e 18 seggi, per poi risalire al 21% e 24 seggi nelle elezioni di febbraio dell’anno scorso e infine ottenere il 20,2% dei voti e 22 seggi nelle elezioni di dicembre. Durante gli anni in cui è stato al potere, la leadership del PDK è stata coinvolta in vari scandali legati a corruzione, abuso di potere, finanziamenti illeciti e criminalità comune. Alcuni suoi membri sono stati anche condannati per crimini di guerra commessi durante la guerra civile.
In campo economico, il PDK vuole attrarre investimenti, potenziare le infrastrutture e sostenere le piccole imprese, con l’obiettivo di creare nuovi posti di lavoro e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Sul fronte politico, il partito cerca alleanze con forze moderate per garantire governi solidi, evitando collaborazioni con avversari ideologici come Vetëvendosje, considerati troppo radicali. Particolare attenzione è rivolta alla tutela delle minoranze, soprattutto quella serba, per costruire una società più inclusiva e ridurre le tensioni etniche. Infine, il PDK si impegna a riformare la giustizia, anche attraverso tribunali speciali, per affrontare le questioni irrisolte del passato e favorire la riconciliazione nazionale
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