Sono 23 i partiti politici e le coalizioni che si presentano a queste elezioni. Di questi sono al massimo 7 i partiti che, secondo i sondaggi, potrebbero superare la soglia del 4% necessaria per entrare in parlamento.
Rispetto alle elezioni di Aprile, la differenza maggiore è che tre partiti di destra ed estrema destra (VRMO, Vojla e NFSB) si presentano all’interno di un’unica lista chiamata “Patrioti Bulgari”.
Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (GERB)
Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (GERB) è un partito conservatore populista, principale partito del paese, al governo dal 2009 fino al maggio scorso. Leader e fondatore di GERB è l’ex primo ministro bulgaro Boyko Borisov. GERB fa parte del Partito Popolare Europeo, dell’Unione Democratica Internazionale e dell’Internazionale Democratica Centrista.
GERB è stato fondato nel 2006 dall’allora sindaco di Sofia Boyko Borisov, in precedenza deputato del Movimento Nazionale Simeone II ed ex guardia del corpo del leader comunista Todor Zhivkov durante il regime filosovietico. Grazie allo stile populista “anticasta” di Borisov, diventato famoso a livello nazionale durante i suoi anni come sindaco della capitale del paese, il partito ebbe subito un notevole successo elettorale. Il GERB arrivò in testa alle elezioni europee del 2009 con il 24,4% dei voti e un mese dopo, sull’onda del successo alle europee, ottenne una schiacciante vittoria alle elezioni politiche, ottenendo il 39,7% dei voti e 117 seggi su 240 in parlamento. Questo permise a Borisov di essere nominato primo ministro, a capo di un governo di minoranza. Nel 2011 il candidato del GERB, Rosen Plevneliev, fu eletto presidente della Bulgaria.
Nel 2013 scoppiarono varie manifestazioni di protesta causate dall’aumento dei prezzi dell’energia e dell’acqua, dai tagli alle spese dello stato (dopo che Borisov aveva fatto mettere in costituzione il divieto di aumentare le tasse) e dalla corruzione governative. Borisov dovette dimettersi e si andò ad elezioni anticipate. Il GERB scese da 117 a 97 seggi, rimanendo il primo partito del paese. L’assenza di potenziali partner di governo tuttavia costringe il GERB ad andare all’opposizione di un governo tecnico appoggiato dal Partito Socialista e dal Movimento per i Diritti e le Libertà. La coalizione tuttavia cadde l’anno successivo, portando il paese a nuove elezioni anticipate. Il GERB ebbe un ulteriore calo di consensi, scendendo a 84 seggi ma rimanendo il primo partito del paese. Borisov riuscì a formare un governo di coalizione con il Blocco Riformista di centrodestra, appoggiato dall’esterno dal Fronte Patriottico, alleanza di partiti di destra e l’Alternativa per la Bulgaria, un partito nato da una scissione del PSB guidata dall’ex presidente Giorgi Parvanov.
Alle elezioni presidenziali del 2016 la candidata del GERB, Tsetska Tsacheva, fu battuta a sorpresa al secondo turno da un candidato indipendente filorusso, l’ex generale Rumen Radev, appoggiato al secondo turno dal Partito Socialista. Borisov, che aveva promesso di dimettersi nel caso che la sua candidata non fosse stata eletta presidente, provocò una crisi di governo che portò il paese ad elezioni anticipate nel Marzo 2017. Sia il GERB che il PSB recuperarono consensi, tornando a risultati simili a quelli del 2013. Dopo le elezioni Borisov raggunse un accordo con Patrioti Uniti, una coalizione di partiti di destra ed estrema destra, che gli permise di rimanere a capo del governo.
A seguito delle manifestazioni di protesta del 2019 e 2020 contro la corruzione del governo, una fazione del GERB, guidata dall’ ministro dell’interno Tsvetan Tsvetanov ha abbandonato il partito, creando una nuova formazione politica: il partito dei Repubblicani per la Bulgaria. Nelle elezioni dell’aprile di quest’anno il GERB è calato al 25,8% dei voti e 75 e Borisov, non essendo stato in grado di trovare una maggioranza nel nuovo parlamento che lo sostenesse, si è dovuto dimettere.
Per queste elezioni, come in quelle precedenti, il GERB si presenta in alleanza con il partito Unione delle Forze Democratiche (cristiano-conservatori, PPE). Il programma del partito prevede un’ulteriore integrazione nella UE, in vista di un’ingresso nell’area Schengen e nella zona Euro, la costruzione di nuove centrali nucleari e massicci investimenti infrastrutturali.
C’E’ UN POPOLO COME QUESTO (ITN)
C’è un Popolo come Questo (in bulgaro Ima takav narod, ITN)è un partito politico populista, fondato dal cantante e conduttore televisivo bulgaro Slavi Trifonov, che partecipa per la prima volta alle elezioni nel 2021. Il nome del partito prende il nome da uno degli album musicali del fondatore.
Trifonov è stato uno dei primi produttori di programmi privati della televisione bulgara. Divenne famoso come cantante in un gruppo musicale folk chiamato Ku-Ku, per poi passare alla conduzione di spettacoli televisivi. Nel 2019 sfruttando la propria popolarità, ha fondato un partito politico che ha subito riscosso un vasto consenso nei sondaggi d’opinione e che alle elezioni dell’aprile di quest’anno si è piazzato al secondo posto, con il 17,4% dei voti e 51 seggi.
Il programma del partito intende modificare il sistema istituzionale ed elettorale,, passando da un sistema proporzionale ad uno misto. Il partito vorrebbe consentire il voto elettronico a distanza e introdurre l’elezione diretta dei presidenti di regione, dei prefetti e di alcune categorie di giudici. A differenza di altri partiti populista, ITN è a favore di una maggiore integrazione con l’Unione Europea e con la NATO. Il Partito afferma di non voler costituire nessuna alleanza post-elettorale con gli attuali maggiori partiti politici del paese (GERB, BSP e DSP). Dal punto di vista economico il programma del partito è molto vago e si limita a chiedere la privatizzazione di alcune imprese statali. Dal punto di vista sociale è tendenzialmente conservatore, anche se ci sono posizioni diverse all´interno del partito.
PARTITO SOCIALISTA BULGARO (BSP)
Il Partito socialista bulgaro (BSP) è un partito socialdemocratico, attualmente il principale partito di opposizione del paese, con 63 seggi nell’Assemblea Nazionale. Nato nel 1990 come successore del Partito Comunista Bulgaro, il BPS è membro del Partito dei Socialisti Europei, dell’Internazionale Socialista e della Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici.
Il Partito Socialista Bulgaro si ritiene il successore del Partito dei Lavoratori Socialdemocratici Bulgari creato nel 1891, poi diventato nel 1903 Partito Socialdemocratico Bulgaro dei Lavoratori e successivamente Partito Comunista Bulgaro. Il partito si è formato dopo i cambiamenti politici del 1989, quando il Partito Comunista ha abbandonato il marxismo-leninismo e si è rifondato come partito socialdemocratico.
Il partito ottenne la maggioranza assoluta alle elezioni dell’Assemblea costituzionale del 1990 e formò il successivo governo che tuttavia fu costretto alle dimissioni dopo uno sciopero generale, sostituito da un governo tecnico. Dopo le elezioni del 1991 il partito andò all’opposizione. Il BSP è rimasto da allora uno dei principali partiti politici del paese, presentandosi spesso alle elezioni in alleanza con altri partiti minori di sinistra. Alle elezioni del 1994 l’alleanza guidata dal BSP ottenne la maggioranza assoluta dei seggi, permettendo al BPS di guidare con Zhan Videnov il successivo governo. Videnov fu costretto a dimettersi a fine 1996 a seguito delle proteste popolari dovute alla crisi economica, facendo tornare il partito all’opposizione. Nel 2001, il presidente del partito Georgi Parvanov fu stato eletto presidente della Bulgaria, per poi essere riconfermato nelle elezioni presidenziali del 2006,
Nelle elezioni 2005 una nuova alleanza guidata dal BSP arrivò in testa con il 31% dei voti, consentendo al BPS di formare un governo di “grande coalizione” con il Movimento Nazionale Simeone II e il partito della minoranza turca DPS, guidato dal leader socialista Sergei Stanishev. A causa dei pessimi risultati economici e a varie accuse di corruzione, il BPS fo sconfitto alle elezioni del 2009 dal nuovo partito conservatore GERB, tornando nuovamente all’opposizione.
Nelle elezioni parlamentari del 2013 il partito prese il 26,6% dei voti, secondo dietro a GERB con il 30,5%. BSP e DPS si misero d’accordo per formare un governo guidato dall’indipendente Plamen Oresharski. Tuttavia la nomina del controverso magnate dei media Delyan Peevski a capo dei servizi segreti scatenò vaste proteste di piazza che costrinsero il governo alle dimissioni nel luglio 2014 e a nuove elezioni anticipate, che portarono ad una nuova vittoria del GERB. Da allora il BSP è rimasto all’opposizione. Nelle elezioni dell’aprile di quest’anno la lista collegato al BSP ha ottenuto solo il 14,8% dei voti e 43 seggi, il peggior risultato per il BSP dalla sua fondazione.
Per queste elezioni il BPS si presenta in alleanza con il partito Nuova Alba (sinistra nazionalista), il Partito Comunista di Bulgaria, il movimento politico Ecoglasnost (ecologisti) e il Club Politico di Tracia (nazionalisti).
Il programma del partito prevede agevolazioni economiche per gli studenti e per le famiglie meno abbienti, abolizione della “Flat-Tax” a favore di una tassazione progressiva, protezione delle risorse ambientali (in particolare le foreste) e sussidi alle aziende agricole.
MOVIMENTO PER I DIRITTI E LE LIBERTA’ (DPS)
Il Movimento per i diritti e le libertà (in bulgaro Dvizhenie za prava i svobodi, DPS) è un partito di centro che rappresenta gli interessi delle minoranze etniche presenti in Bulgaria, in particola quella turca e quella rom. Il DPS è presente con 25 deputati nel parlamento uscente, a livello internazionale fa parte dell’Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa (ALDE) e i suoi deputati al parlamento europeo siedono nel gruppo “Renew Europe”.
Il partito è stato ufficialmente istituito nel 1990 come partito della minoranza musulmana, dal suo fondatore Ahmed Dogan che ne è stato il leader fino al 2013. Il 19 gennaio 2013. Dopo aver boicottato le elezioni del 1990, il DPS ha partecipato a tutte le elezioni successive, ottenendo percentuali comprese tra il 5,4% (elezioni del 1994) e il 14,8% (elezioni del 2014), diventando stabilmente uno dei principali partiti del paese. Dal 2001 al 2009 il partito ha fatto parte del governo, prima in coalizione con il Movimento Nazionale Simeone II(NDSV) e poi con il Partito socialista bulgaro (BSP). Nel 2013-2014 ha fatto parte, assieme al BSP, del governo guidato dall’indipendente Plamen Oresharski.
Dopo l’uscita di scena di Dogan, fu eletto leader del partito Lyufti Mestan, politicamente molto vicino al leader turco Erdogan. Su pressione di Dogan, liberale europeista e aperto oppositore di Erdogan, Mestan è stato espulso dal partito e ha fondato una propria formazione politica, DOST, che tuttavia non fu in grado di far eleggere deputati alle elezioni del 2017.
Negli ultimi anni il partito è sempre rimasto all’opposizione anche se ha cercato di intrattenere buoni rapporti di collaborazione con il governo di Borisov, Alle elezioni dello scorso aprile il DPS ha ottenuto il 10,4% dei voti e 30 seggi, recuperando quindi parte dei voti fuoriusciti con la scissione di Mestan.
Il DPS è un partito moderatamente liberale sia dal punto sociale che economico e favorevole ad una maggiore integrazione con l’Unione Europea e la NATO. Il DPS è stato spesso accusato dai partiti di destra nazionalisti bulgari di essere “anticostituzionale”, in quanto la costituzione bulgara vieta i partiti costituiti su base etnica. Tuttavia lo statuto del DPS afferma che è un partito aperto alla partecipazione dei cittadini bulgari di qualsiasi etnia o religione e che si batte per il rispetto dei diritti di tutte le minoranze..
Uno dei leader più potenti del partito degli ultimi anni è stato Delyan Peevski, controverso imprenditore nel settore dei media e nell’industria del tabacco, implicato in vari casi di corruzione. Nel 2013, grazie ad un accordo tra DPS e BPS fu nominato a capo dei servizi segreti bulgari. La sua nomina scatenò vaste proteste di piazza, tanto che Peevski dovette rinunciare all’incarico. Alle elezioni dello scorso aprile Peevski non è stato ricandidato, il che è stato visto come un segno che il DPS intende “ripulire” la propria immagine per poter entrare a far parte della prossima coalizione di governo.
BULGARIA DEMOCRATICA (DB)
“Bulgaria democratica” (in bulgaro Demokratichna Balgariya, DB) è un’alleanza elettorale formata da tre partiti: Democratici per una Forte Bulgaria (DSB, liberalconservatori), Si, Bulgaria! (centristi anti-corruzione) e il Movimento Verde (ecologisti). L’alleanza è stata formata nel 2018 ed ha partecipato per la prima volta alle elezioni dello scorso aprile, dove ha ottenuto il 9,3% dei voti e 27 seggi. L’alleanza ha partecipato anche alle elezioni europee del 2019 eleggendo un solo deputato, che è andato a far parte del gruppo del PPE.. A livello internazionale, il DSB fa parte del Partito Popolare Europeo, mentre il Movimento Verde fa parte del Partito Verde Europeo.
Gli obiettivi principali dell’alleanza sono quelli di creare un’alternativa al governo del GERB e rafforzare i valori democratici e la scelta euro-atlantica della Bulgaria. Tra le priorità del programma elettorale vi sono l’adesione della Bulgaria all’Eurozona e all’Unione bancaria europea, la riduzione della spesa di bilancio a 1/3 del PIL e la riduzione dell’IVA dal 20% al 18%, senza modificare l’attuale “flat-tax”. L’alleanza è socialmente liberale e favorevole ad un ampiamento dei diritti delle persone LGBT, è contraria alla costruzione di nuove centrali nucleari e al progetto del gasdotto russo “South Stream”.
IN PIEDI ! FUORI LA MAFIA! (ISMV)
In Piedi! Fuori la Mafia! (ISMV) è un’alleanza elettorale nata intorno all’omonima piattaforma civica fondata dall’ex deputato socialista ed ex Difensore Civico nazionale Maya Manolova nel 2019. L’alleanza comprende attualmente 5 partiti: il Movimento 21 (socialdemocratici), il Movimento “Bulgaria per i Cittadini” (centristi), il Partito Popolare Unito (centristi europeisti), l’Unione Popolare Agraria (agraci conservatori) e Volt Bulgaria (liberali progressisti).
La piattaforma civica Alzati.BG ha partecipato attivamente alle proteste antigovernative in Bulgaria che si sono tenute durante lo scorso anno e si è presentata alle elezioni dello scorso aprile ottenendo il 4,6% dei voti e 14 seggi. Il partito è contrario a qualsiasi alleanza post-elettorale sia con il GERB che con il DPS, ma non esclude a priori un accordo con il BSP.
Gli obiettivi principali del movimento sono aumentare le pensioni e i salari, riformare il sistema giudiziario, proteggere i cittadini da monopoli e oligopoli economici, supportare con prestiti governativi le piccole aziende e lottare per la difesa dell’ambiente. In particolare il movimento è contrario alla costruzione di nuove centrali nucleari e vorrebbe sviluppare maggiormente l’energia idroelettrica. Il movimento vuole anche aumentare gli aiuti alle giovani famiglie con bambini, dando un contributo in denaro per ogni nuovo nato e riducendo i costi degli asili.
PATRIOTI BULGARI (BP)
I patrioti bulgari (in bulgaro: Bŭlgarskite patrioti, BP) è un’alleanza elettorale di destra nazionalista formata dal VRMO- Movimento Nazionale Bulgaro, dal Movimento Volja e dal Fronte Nazionale per la Salvezza della Bulgaria (FNSB).
, BP
Movimento Nazionale Bulgaro (VMRO-BND)
Il VMRO – Movimento nazionale bulgaro, è un partito populista di estrema destra nazionalista xenofobo, attualmente senza rappresentanza nel parlamento bulgaro. I suoi due eurodeputati siedono nel gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei.
Il partito sostiene di essere il successore della storica Organizzazione Rivoluzionaria Interna della Macedonia (VMRO) una storica organizzazione politica rivoluzionaria di origine bulgara nelle regioni della Macedonia e della Tracia dell’Impero Ottomano, fondata alla fine del XIX secolo. Il VMRO fu ricreato nel 1991 come organizzazione culturale, per poi diventare un vero e proprio partito politico nel 1999.
Il partito si è presentato per la prima volta alle elezioni del 2002 all’interno di una lista di partiti di destra, senza ottenere nessun seggio. Nel 2005 fece parte di una coalizione di partiti di centrodestra che gli permise di eleggere 5 deputati ma nel 2009 e nel 2013 non riuscì a rientrare in parlamento. Alle elezioni del 2014 entrò a far parte di una alleanza con il partito di destra nazionalista Fronte Nazionale per la Salvezza della Bulgaria chiamata “Fronte Patriottico”, che ottenne 19 seggi e permise al VMRO- BND di tornare in parlamento. Dopo le elezioni il Fronte Patriottico appoggiò esternamente il secondo governo di Boyko Borisov. Nelle elezioni del 2017 l’alleanza si è allargata al partito di estrema destra “Attacco” ed è stata rinominata “Patrioti Uniti”, conquistando 27 seggi, 12 dei quali sono andati al VMRO-BND. Alle elezioni dello scorso aprile il partito si è presentato con una propria lista ottenendo il 3,6% dei voti ma nessun seggio.
Ideologicamente il partito si dichiara conservatore e patriottico basato sul “moderno nazionalismo”. Si definisce un “movimento nazionale pan-bulgaro”, cristiano ortodosso, che mira a quella che definisce ‘”unità spirituale della nazione bulgara”. Nel solco dell’ideologia dell’antico movimento VMRO, il partito si batte per il riconoscimento del carattere bulgaro della popolazione maggioritaria della Repubblica di Macedonia del Nord.
Il partito è nettamente conservatore dal punto di vista sociale e si oppone fermamente al matrimonio tra persone dello stesso sesso , arrivando persino a proporre ulteriori emendamenti alla costituzione bulgara per impedire preventivamente l’approvazione di qualsiasi legge futura al riguardo. I leader del partito hanno anche espresso l’opinione che le proteste bulgare del 2020-2021 contro il governo Borisov siano state organizzate da “alcune ONG straniere”, il cui obbiettivo era quello di “introdurre il matrimonio gay” e “creare una repubblica basata sull’ideologia gender”. Allo stesso modo, ha anche proposto emendamenti costituzionali che vieterebbero alle persone senza un certo livello di titoli accademici di votare alle elezioni o ai referendum, nonché emendamenti che ripristinerebbero la coscrizione obbligatoria per tutti i cittadini bulgari di sesso maschile. Il VMRO-BND è fortemente razzista nei confronti delle minoranze rom del paese , proponendo una “soluzione al problema dei gruppi zingari non socializzati”, che includeva la distruzione dei ghetti rom , i lavori forzati , la restrizione dei benefici sociali e la limitazione delle nascite tra i giovani rom. Allo stesso modo, critica i turchi bulgari e vuole “bloccare l’avanzata dell’Islam” in Bulgaria , chiedendo al governo di “fermare i suoni del terrore provenienti dai minareti “.
Movimento Volontà (VOLYA)
Volya è un partito politico populista di destra in Bulgaria attualmente senza rappresentanza parlamentare.
Il partito fu fondato nel 2007 dall’uomo d’affari bulgaro Veselin Mareshki con il nome di “Alleanza Liberale” per poi adottare il nome attuale nel 2016. Il partito partecipò per la prima volta alle elezioni nel 2013, ottenendo solo lo 0.25% dei voti. Nel 2011 Mareshiki si presentò candidato come sindaco di Varna, appoggiato da una coalizione di partiti di estrema destra ed estrema sinistra, arrivando al ballottaggio. Nel 2016 si presentò alle elezioni presidenziali, ottenendo l’11,2% dei voti. L’anno successivo il suo partito Volya partecipò alle elezioni parlamentari ottenendo il 4,2% dei voti e 12 seggi. Dopo le elezioni Volya ha accettato di sostenere dall’esterno un governo di coalizione tra GERB e l’alleanza di destra “Patrioti Uniti”. Nel 2018, Volya si è unita al Movimento per un’Europa delle Nazioni e della Libertà , poi diventato Partito dell’Identità e della Democrazia, del quale fa parte pure la Lega di Salvini.
Per le elezioni dello scorso aprile, Volya ha formato un’alleanza elettorale con il partito di destra nazionalista Fronte Nazionale per la Salvezza della Bulgaria che ha ottenuto solo il 2,3% dei voti e nessun seggio.
Il partito Volya sostiene politiche populiste di destra, promuovendo il patriottismo, rigidi controlli sull’immigrazione, rapporti più amichevoli con Mosca e la necessità di “spazzare via la spazzatura” di un’establishment politico corrotto. Volya sostiene il ritiro della Bulgaria dalla NATO ed è generalmente euroscettico.
Il partito Volya è a favore delle piccole e medie imprese, che dovrebbero essere sostenute con più investimenti da parte dello stato. Volya è anche socialmente conservatore e si oppone all’aumento dell’immigrazione in Bulgaria, favorendo invece programmi statali che stimolino le giovani famiglie bulgare ad avere più figli.
Fronte Nazionale per la Salvezza della Bulgaria (NFSB)
Il Fronte Nazionale per la Salvezza della Bulgaria ( NFSB ) è un partito di estrema destra nazionalista, fondato nel 2011, attualmente senza rappresentanza parlamentare.
Il partito si presento’ per la prima volta alle elezioni parlamentari del 2013, ottenendo il 3,7% dei voti e nessun seggio. Alle elezioni del 2014 entrò a far parte di una alleanza con il partito di destra nazionalista VMRO-BND chiamata “Fronte Patriottico”, che ottenne 19 seggi e permise al partito di avere per la prima volta rappresentanti in parlamento. Dopo le elezioni il Fronte Patriottico appoggiò esternamente il secondo governo di Boyko Borisov. Nelle elezioni del 2017 l’alleanza si è allargata al partito di estrema destra “Attacco” ed è stata rinominata “Patrioti Uniti”, conquistando 27 seggi. Alle elezioni dello scorso aprile il partito ha formato un’alleanza elettorale con il partito populista di destra Volya che ha ottenuto solo il 2,3% dei voti e nessun seggio.
RINASCITA
Rinascita è un partito di destra nazionalconservatore fondato nel 2014, attualmente senza rappresentanza parlamentare .
Il partito è stato fondato dall’ex attivista del VMRO-BND Kostadin Kostadinov. Alla sua prima prova elettorale nelle elezioni parlamentari del 2017 il partito ottenne l’1,1% dei voti, saliti poi al 2,4% alle elezioni dell’aprile di quest’anno.
A differenza degli altri partiti di destra e di estrema destra, il partito Rinascita è stato critico verso il governo di Boris Borisov, tanto da partecipare alle proteste di piazza del 2020 contro la corruzione governativa, chiedendo le dimissioni dello stesso Borisov.
Dal punto di vista ideologico il partito è decisamente anti-europeista e afferma che la Bulgaria dovrebbe sviluppare rapporti piu’ stretti con i paesi dell’Europa orientale, il mondo arabo, e l’Estremo Oriente. Il leader del partito Kostadinov è stato spesso acccusato dai suoi avversari politici di avere legami con il governo russo. Il partito vorrebbe che la Bulgaria si annettesse la Macedonia del Nord, considerando la popolazione macedone come parte della “nazione” bulgara.
ESTATE BULGARA (BL)
Estate bulgara (BL) è una movimento politico populista anti-corruzione fondato pochi mesi fa. Il partito è stato creato dall’uomo d’affari in esilio Vasil Bozhkov a seguito delle proteste del 2020 contro governo di Boyko Borisov. Per le elezion di aprile di quest’anno, il partito non potendo ancora presentare proprie liste, ha utlizzato il simbolo del Partito dell’Unificazione Bulgara (destra nazionalconservatrice), che ha ottenuto il 2,9% dei voti e nessun seggio. In queste elezioni Estate Bulgara partecipa con una propria lista.
REPUBBLICANI PER LA BULGARIA (RB)
Repubblicani per la Bulgaria ( in bulgaro :Republikantsi za Balgariya, RzB) è un partito liberalconservatore europeista, nato lo scorso anno da una scissione dal GERB guidata dall’ex ministro dell’interno Tsvetan Tsvetanov. Il partito si è presentato per la prima volta alle elezioni dello scorso aprile ottenendo l’1,3% dei voti e nessun seggio.
Il programma del partito è fortemente a favore di una politica liberista e di una Bulgaria strettamente legata alla NATO e all’Unione Europea. Nonostante sia nato da una scissione del GERB, il partito non esclude di collaborare con il GERB e altri partiti di centrodestra nel caso entrasse in parlamento
UNIONE DELLA SINISTRA PER UNA REPUBBLICA PULITA E SANTA
L’ Unione della sinistra per una Repubblica pulita e santa è un’ alleanza elettorale di partiti di sinistra radicale socialmente conservatori,, che si presenta per la prima volta alle elezioni. L’alleanza include il Partito Socialista “Via Bulgara (socialisti di sinistra), Linea Progressista Bulgara (socialdemocratici), il Partito dei Comunisti Bulgari e Rinascita della Patria (conservatori).
ALTRI PARTITI
1) Bulgaria del Lavoro e della Ragione (APC, euroscettici) 2) Unione nazionale bulgara – Nuova democrazia (BNS-ND, destra nazionalista) 3) Alziamoci (socialdemocratici) 4) ATTACCO (estrema destra nazionalista xenofoba filorussa) 5) La Libertà (nazionalisti) 6) Insieme per un cambiamento: coalizione di centro sinistra formata da Socialdemocrazia Bulgara Euro-sinistra (BSDE socialdemocratici) e Sicurezza e integrazione europea (minoranza Rom) 7) Unificazione nazionale della destra: coalizione conservatrice formata da Unificazione Nazionale della Destra (KOD, consevatori), Unione Popolare Agraria Bulgara (agrari), Forum Democratico Bulgaro (conservatori) e Classe Mitteleuropea (europeisti) 8) Brigata (destra nazionalista) 9) PACE: conservatori 10) Voce del Popolo (GN): populisti 11) Partito Verde (I Verdi): ecologisti 12) Democrazia Diretta (PD): partito populista sostenitore della democrazia diretta.
Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con i sondaggi elettorali.
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