Sono una decina la case sondaggistiche che hanno effettuato sondaggi per queste elezioni. I dati sono abbastanza omogenei per quanto riguarda le linee di tendenza dei grandi partiti, ma lasciano ancor alcuni dubbi sui risultati dei partiti minori che potrebbero o meno superare lo sbarramento del 4% necessario per entrare in parlamento. Il GERB di Borisov è dato in ribasso e dovrebbe perdere oltre 4 punti rispetto ad aprile, attestandosi tra il 21% e il 22% dei voti. In crescita sarebbe invece il partito populista ITN che otterrebbe tra il 20% e il 21% dei voti, in aumento di 3 punti rispetto ad aprile e che quindi insidierebbe al GERB la posizione di primo partito del paese. In rialzo la lista collegata al Partito Socialista, che recupererebbe 2–3 punti percentuali rispetto al 14,8% ottenuto ad aprile. Il DPS si attesterebbe intorno all’ 11% dei voti in leggero aumento rispetto ad aprile, mentre Bulgaria Democratica potrebbe ottenere un incremento di oltre 2 punti percentuali, superando il DPS e diventando il quarto partito del paese. Stabile rimarrebbe ISMV, data intorno al 5% dei voti. Incerto il destino della lista di estrema destra Patrioti Bulgari, che supererebbe di pochissimo la soglia di sbarramento del 4%, nonostante che il risultato complessivo ottenuto ad aprile dai partiti che la compongono fosse del 5,9%. Ben poche speranze infine di entrare in parlamento per gli altri partiti minori.
La questione principale è chi governerà con chi dopo le elezioni, a causa dei veti incrociati tra i vari partiti. ITN insiste nel rifiutare qualsiasi accordo con gli altri tre principali partiti: GERB, BPS e DPS. Stando ai sondaggi tuttavia questi tre partiti avranno complessivamente la maggioranza assoluta dei seggi, quindi almeno uno di loro dovrà far parte della prossima maggioranza. Sia il BSP che il DPS si sono detti disponibili ad un accordo con ITN. Per quanto riguarda gli altri due partiti anti-corruzione, DB ISMV, nonostante gli slogan della campagna elettorale, non sarebbero contrari ad un accordo con il DPS o con il BSP. ITN non ha voluto fare nessun compromesso dopo le elezioni di aprile, ma stavolta sarà costretto a prendere una decisione se non si vuole portare il paese a nuove elezioni anticipate. La creazione di una maggioranza sarà resa ancora più complicata dal probabile ritorno in parlamento dei partiti di estrema destra. Sulla carta ci sono 4 possibile coalizioni, tutte abbastanza di difficile realizzazione. Quella più probabile potrebbe essere un accordo tra ITN, BPS, DB, ISMV per un governo anti-Borisov, che non dispiacerebbe al presidente della repubblica Radev. Più difficile e con una maggioranza ancora più ridotta sarebbe un accordo tra ITN, DPS, DB e ISMV. Nonostante il DPS non sia benvenuto al governo, potrebbe appoggiare dall’esterno una coalizione formata dagli altri 3 partiti. Ancora più improbabile un’accordo tra GERB, ITN e l’estrema destra dei Patrioti Bulgari oppure una “grande coalizione” tra GERB, BPS e DPS che sarebbe malvista da gran parte dei loro elettorati.
Qualsiasi decisione prenda ITN, deve essere pronto a fare un nome come possibile primo ministro. Il suo leader, Slavi Trifonov, non si è candidato alle elezioni e non ha indicato cosa intenda fare. Si parla di una sua possibile candidatura alle elezioni presidenziali di ottobre. LA sua scelta come primo ministro potrebbe essere quella dell’avvocato Iva Miteva, sua compagna di partito che è stata eletta presidente del parlamento uscito dalla elezioni dello scorso aprile. L’alternativa è un nuovo stallo, un nuovo scioglimento del parlamento e nuove elezioni politiche che si potrebbero tenere in contemporanea con le elezioni presidenziali in ottobre.
Questo è tutto anche per oggi. I risultati saranno commentati come sempre dai nostri egregi collaboratori della Redazione BiDiMedia.
Vi ricordo le prossime importanti scadenze elettorali: le elezioni parlamentari in Norvegia del 13 settembre e soprattutto quelle in Germania del 26 settembre.
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