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Il Giramondo – Elezioni parlamentari in Bangladesh, battaglia per il potere tra conservatori e destra islamica

I PARTITI POLITICI

Sono 51 i partiti politici autorizzati a partecipare a queste elezioni, quasi il doppio rispetto  ai 28 delle scorse elezioni, con un totale di 2569 candidati per i 350 seggi del parlamento nazionale. Alcuni partiti si presentano da soli, altri all’interno di alleanze elettorali. Ci si aspetta che una decina di essi sarà in grado di ottenere seggi nel prossimo parlamento. La differenza maggiore rispetto alle scorse elezioni è l’assenza delle liste della Lega Awami, che aveva ottenuto il 64,2% alle scorse elezioni, alla quale il governo ad interim ha proibito di partecipare alle elezioni.

 

PARTITO NAZIONALISTA DEL BANGLADESH +  (BNP+)

L’alleanza Partito Nazionalista del Bangladesh + (BNP+) è un’alleanza elettorale formata dal Partito Nazionalista del Bangladesh e da altre 7 formazioni politiche, in gran parte di centrodestra. L’alleanza presenta  candidati in tutti i  300 collegi uninominali.

 

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Il Partito Nazionalista del Bangladesh (BNP)  è un partito conservatore, fondato nel 1978 dall’allora presidente del Bangladesh Ziaur Rahman per poter partecipare alle elezioni parlamentari del 1979.

Il partito, appoggiato soprattutto dalla classe media, si è sempre caratterizzato per la sua politica economica tendenzialmente liberale, associata ad un conservatorismo sociale, vicino alla sensibilità religiosa islamica e ad un deciso nazionalismo, decisamente più ostile all’India rispetto alla Lega Awami.

Il partito conquistò la maggioranza assoluta dei seggi nelle elezioni del 1979. Dopo l’assassinio di Ziaur Rahman e il successivo colpo di stato del generale Ershad, il partito andò all’opposizione e boicottò le elezioni del 1986 e del 1988. Dopo la caduta di Ershad, il BNP vinse le elezioni del 1991 e Khaleda Zia, vedova di Ziaur Rahman divenne Primo Ministro. Il Governo di Khaleda Zia si impegnò in una politica di liberalizzazioni che portò ad un netto miglioramento dell’economia del paese.

Nelle elezioni del 1996 il BNP fu sconfitto dalla Lega Awami e passò all’opposizione.  Nelle successive elezioni del 2001 il BNP sottenne la maggioranza assoluta dei seggi grazie ad una alleanza elettorale con il Partito Jayita di Ershad e con i partiti della destra islamica e Khaleda Zia divenne nuovamente primo ministro. Alla scadenza della legislatura nel 2006, a causa delle forti tensioni sociali e delle manifestazioni di piazza organizzate dalla Lega Awami, i militari presero il potere, nominarono un governo tecnico e rimandarono le elezioni al 2008.  Il partito Jayita di Ershad si alleò allora con la Lega Awami, che vinse le elezioni del 2008, rimandando il BNP all’opposizione.

A causa dell’atteggiamento sempre più autoritario del governo di Sheikh Hasina, il BNP decise di boicottare le elezioni del 2014.  Questo provocò gravi disordini che provocarono la morte di oltre 100 persone. Nel 2018 Khaleda Zia e suo figlio Tarique Rahman  furono  condannati per un presunta caso di corruzione Tarique fuggì all’estero e Khaleda Zia fu imprigionata. In segno di protesta, il BNP organizzò manifestazioni a livello nazionale, che sono state duramente represse dalla  polizia, che incarcerò un gran numero di dirigenti del partito. Il BNP  boicotto’ le successive elezioni del 2024 che non considerava né libere né eque. Dopo la Rivoluzione di luglio , la presidente del BNP Khaleda Zia  è stata liberata, ma è morta lo scorso dicembre a causa di una lunga malattia. Suo figlio, Tarique Rahman è tornato in Bangladesh ed è diventato presidente del Partito.

Sul piano ideologico, il BNP si fonda sul concetto di “nazionalismo bengalese”, che enfatizza la sovranità nazionale, l’identità islamica moderata e la distinzione culturale e politica dall’India. A differenza della Lega Awami, che pone maggiore enfasi sul laicismo e sull’eredità della guerra di liberazione, il BNP sostiene un ruolo più visibile dell’Islam nella vita pubblica, pur dichiarandosi formalmente a favore della laicità dello stato e della democrazia multipartitica. Il partito è generalmente associato a politiche conservatrici, a un’economia di mercato e a una politica estera attenta all’equilibrio regionale.

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Il Gono Odhikar Parishad (GOP) è un movimento politico di centro nato nel 2018 dalle proteste studentesche contro il sistema delle quote, guidato dall’ex leader degli studenti Nurul Haque Nur.  Inizialmente pensato come piattaforma di attivismo civico, il Gono Odhikar Parishad si è progressivamente trasformato in un soggetto politico con l’obiettivo di incidere direttamente sulle istituzioni. Questa è la prima volta che partecipa alle elezioni. Dal punto di vista ideologico, il movimento si definisce anti-establishment e fortemente orientato alla difesa dei diritti democratici. La sua identità è legata soprattutto ai giovani e agli studenti, che vedono nel movimento una possibile alternativa morale e generazionale al sistema politico esistente.

 

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Il Partito Popolare Nazionale (NPP) è un partito di sinistra nazionalista fondato nel 2007.  Sul piano ideologico, il partito adotta una linea nazionalista e socialmente conservatrice, con un forte richiamo ai valori morali, alla giustizia sociale e alla lotta contro la corruzione. Sostiene formalmente la democrazia multipartitica, ma promuove anche un ruolo significativo dei valori religiosi nella vita pubblica, in particolare dell’Islam. Dal punto di vista economico il partito è nettamente di sinistra.

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Il Ganosanhati Andolan (Movimento di Solidarietà Popolare) è una formazione politica di sinistra fondata nel 2002, con Zonayed Saki come principale leader e portavoce. Nasce dalla frammentazione della sinistra tradizionale e dal tentativo di costruire un nuovo spazio politico capace di unire attivismo sociale e partecipazione istituzionale. Fin dall’inizio, il movimento si è presentato più come una piattaforma di mobilitazione popolare che come un partito classico, mantenendo un forte legame con sindacati, studenti e movimenti civici. Dal punto di vista ideologico, il Ganosanhati Andolan si colloca su posizioni progressiste, laiche e democratiche. Difende i diritti dei lavoratori e dei contadini, l’uguaglianza di genere e la tutela delle minoranze religiose ed etniche. Il movimento sostiene una riforma profonda dello Stato, basata sulla giustizia sociale, sulla sovranità popolare e su una democrazia partecipativa, e ha spesso partecipato a alleanze della sinistra democratica per rafforzare l’opposizione extra-parlamentare.

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Il Movimento Democratico Nazionalista (NDM) è un partito politico centrista fondato nel 2018 da Bobby Hajjaj, imprenditore e attivista politico.  Il partito si è presentato fin dall’inizio come una forza riformista, rivolta soprattutto ai giovani e alla classe media urbana, con l’ambizione di rinnovare il linguaggio e le pratiche della politica bangladese. Sul piano ideologico, il partito combina nazionalismo, democrazia liberale e un riferimento ai valori islamici moderati. Sostiene lo stato di diritto, le elezioni libere, la libertà di espressione e la trasparenza delle istituzioni, opponendosi all’autoritarismo e alla repressione del dissenso. Allo stesso tempo, promuove un’economia orientata al mercato con attenzione all’imprenditoria e alla giustizia sociale

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Il Partito Rivoluzionario dei Lavoratori del Bangladesh (BRWP) è un partito politico comunista marxista-leninista nato nel 2004 da una scissione del Partito dei Lavoratori del Bangladesh.  Dal punto di vista ideologico, il partito si richiama al marxismo-leninismo, con una forte enfasi sulla lotta di classe, sull’opposizione al capitalismo e all’imperialismo, e sulla difesa dei diritti dei lavoratori, dei contadini e dei settori popolari urbani. Sostiene uno Stato laico, democratico e socialista. Il partito  privilegia l’attivismo di base, il lavoro sindacale e la mobilitazione extra-parlamentare, partecipando talvolta a elezioni e alleanze di sinistra, ma mantenendo come obiettivo centrale una trasformazione strutturale della società bengalese.

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Il Partito Jatiya del Bangladesh (BJP) è un partito moderato di centrodestra fondato nel 2008 da una scissione del Partito Jatiya dell’ex presidente Ershad. Il partito, puntando soprattutto a intercettare il consenso della classe media urbana e dei giovani elettori. Dal punto di vista ideologico, il partito si colloca su posizioni nazionaliste e conservatrici, con un forte richiamo ai valori islamici moderati e all’identità nazionale bangladese. Sostiene la democrazia multipartitica, lo stato di diritto e una maggiore trasparenza amministrativa, pur mantenendo un’impostazione prudente sul cambiamento sociale. In politica economica promuove l’iniziativa privata e lo sviluppo guidato dal mercato.

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Il Jamiat Ulema-e-Islam Bangladesh (JUI-B) è un partito di estrema destra islamica fondato nel 1972. Il partito rappresenta soprattutto ambienti religiosi legati alle scuole islamiche Deobandi. Fin dalla sua nascita, il JUI-B ha cercato di combinare attività religiosa e partecipazione politica, mantenendo una presenza costante, seppur marginale, nella vita pubblica del Bangladesh. Sul piano ideologico, il partito promuove una visione islamica conservatrice della società, sostenendo che le leggi e le istituzioni dello Stato debbano riflettere i principi della sharia. È critico verso il laicismo e il liberalismo culturale, pur dichiarandosi formalmente favorevole alla democrazia e al pluralismo politico. Nel corso degli anni, il JUI-B ha spesso partecipato a alleanze elettorali, in particolare con il BNP e altri partiti islamici, per aumentare la propria influenza. Il suo ruolo resta limitato, ma significativo come voce dell’Islam politico tradizionale nel panorama bangladese.

 

 

 

 

 

 

ALLEANZA DEGLI UNDICI PARTITI

L’alleanza degli undici partito è un’ allenza elettorale guidata dal partito di destra islamico Bangladesh Jamaat-e-Islami e composta appunto da 11 partiti, in maggioranza islamci conservatori ai quali si è aggiunto di recente il Partito Nazionale Cittadino (NCP). L’alleanza presenta complessivamente candidati in 298 dei 300 collegi uninominali.

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Il Bangladesh Jamaat-e-Islami è uno dei partiti islamici più noti e controversi del Bangladesh, con una storia che affonda le radici nel movimento Jamaat-e-Islami fondato nel 1941 in India da Abul Ala Maududi in opposizione alla divisione del Pakistan dall’India. Dopo la divisione del sub-continente indiano cambiò il nome in Jamaat-e-Islami Pakistan. L’ideologia del partito prevedeva la creazione di uno “stato islamico” Pakistano, con un sistema legale fondato sulla Sharia e la messa al bando di pratiche e leggi “non islamiche”. Nel 1971 la Jamaat si oppose fermamente all’indipendenza del Bangladeh e durante la guerra di liberazione collaborò con l’esercito pakistano nelle sue operazioni contro i nazionalisti bengalesi e gli intellettuali pro-liberazione. Dopo l’indipendenza del Bangladesh nel 1971, il nuovo governo bandì la Jamaat-e-Islami dalla partecipazione politica ei suoi leader andarono in esilio in Pakistan. In seguito al colpo di stato del 1975   il divieto della Jamaat fu revocato e fu costituito il nuovo partito Jamaat-e-Islami Bangladesh. Durante il regime di Ershad, il partito partecipò alle elezioni del 1986, ottenendo 10 seggi in parlamento. Successivamente si unì all’alleanza multipartitica per il ripristino della democrazia che portò alla caduta di Ershad. Nelle elezioni del 1991 con 18 deputati divenne la quarta forza politica in parlamento dopo BNP, Lega Awami e il Partito Jatiya di Ershad. Nelle elezioni del 2001 la Jamaat si alleò con il BNP  ed entrò a far parte del governo. Nel 2008 ottenne solo due seggi e passò all’opposizione. Nel 2010 il governo, guidato dalla Lega Awami, iniziò a perseguire i crimini di guerra commessi durante la guerra del 1971 per i quali vari dirigenti della Jamaat subirono pesanti condanne.  In risposta il partito organizzò vasti scioperi e violente proteste in tutto il paese, che causarono più di 60 morti. A seguito degli scontri il partito fu messo fuorilegge.  Dopo la caduta del governo di Sheikh Hasina, il partito è stato nuovamente legalizzato dalla Corte Suprema.

Ideologicamente, il Jamaat-e-Islami promuove un Islam politico conservatore, sostenendo che le leggi e le istituzioni dello Stato debbano riflettere i principi della sharia e che l’Islam debba guidare la moralità pubblica e l’educazione. Il partito critica fortemente il laicismo e l’influenza occidentale, proponendo una società che mantenga i valori religiosi tradizionali.

undefinedIl Partito Nazionale Cittadino è una formazione politica di centro giovane e innovativa ufficialmente costituita nel febbraio 2025 come la prima forza politica guidata da studenti nella storia del paese, nata dall’esperienza del movimento Students Against Discrimination e della grande rivolta del luglio 2024. Diversamente dai partiti tradizionali dominati da élite e dinastie familiari, il NCP si propone come un’alternativa centrata sui cittadini, in particolare sulla gioventù, con un forte impegno per i valori democratici, la lotta alla corruzione e alla discriminazione. Il partito ha come priorità l’uguaglianza, la trasparenza e il benessere collettivo, puntando a rendere la politica più aperta e responsabile delle esigenze reali della popolazione. Il NCP mira a rompere con la polarizzazione storica tra i grandi partiti e a promuovere una forma di politica che dia maggiore voce ai cittadini, ponendo al centro la giustizia sociale, lo sviluppo e la partecipazione democratica.

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Il Bangladesh Khelafat Majlis è un partito di estrema destra islamica fondato nel 1989. L’obiettivo principale dell’organizzazione è quello di stabilire un sistema di governo in Bangladesh basato sui principi islamici, in particolare modellato sul Corano , sulla Sunnah e sui precedenti dei primi califfati islamici. Il partito di riformare la struttura socio-politica del paese per allinearla ai valori islamici, mirando sia al benessere materiale che alla salvezza spirituale.

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Il Partito Amar del Bangladesh è un partito di centrodestra moderato, che si presenta per la prima volta alle elezioni. Il partito fu fondato nel 2020 da una scissione dell’ala riformista del Bangladesh Jamaat-e-Islami. Il partito sostiene la rappresentanza proporzionale e chiede riforme nel sistema elettorale del Bangladesh. Sul piano ideologico, il partito sostiene il riformismo, difende l’uguaglianza, la dignità umana e la giustizia sociale, e cerca di distinguersi sia dai partiti tradizionali sia dalle forze più estremiste. 

 

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Il Khelafat Majlis è un partito di estrema destra islamica fondato nel 1989 dopo la fine del regime militare di Hussain Muhammad Ershad. Il partito si è sviluppato principalmente attorno a reti di studiosi religiosi e madrase, con una base ideologica influenzata dal pensiero deobandi e da una visione tradizionale dell’Islam sunnita. Dal punto di vista ideologico, il partito sostiene l’istituzione di uno Stato governato secondo i principi della sharia, ritenuti fondamentali per garantire giustizia sociale e moralità pubblica.  Il partito è critico nei confronti del laicismo e delle influenze occidentali, pur accettando formalmente il sistema democratico come strumento politico. Nel corso degli anni, il Khelafat Majlis ha spesso collaborato con il BNP e con altre formazioni islamiche, cercando di rafforzare il peso dell’Islam politico nella società bengalese.

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Il Partito Laburista del Bangladesh è un partito nazionalista di centro fondato nel 1977.  Storicamente il partito Laburista  ha operato per anni come forza minore alleata di partiti più grandi, in particolare del BNP, con il quale ha collaborato in varie coalizioni dal 2006. Tuttavia, nel 2025 ha deciso di porre fine a oltre vent’anni di alleanza con il BNP, accusando il grande partito di aver ignorato impegni e promesse, e cercando una nuova direzione politica. Sul piano ideologico, pur non essendo un partito marxista o esplicitamente di sinistra classica, ha un programma che enfatizza giustizia sociale ed equità, cercando di rappresentare gli interessi dei lavoratori dei cittadini delle classi medio-basse.

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Il Bangladesh Khilafat Andolan è un partito di estrema destra islamico fondato nel 1981. Il partito è una espressione politica delle scuole religiose Deobandi, che punta a coniugare religione e politica. Dal punto di vista ideologico, il partito promuove una società basata sui principi della sharia, sostenendo l’implementazione della legge islamica nei principi legislativi e amministrativi del paese. Il partito è critico verso il laicismo e l’influenza occidentale, puntando a difendere l’identità religiosa, i valori morali e l’educazione islamica come strumenti per guidare il paese.

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Il Partito Liberal Democratico è  è un partito di centro liberale, nato nel 2006 da una scissione dell’ala moderata e riformista del BNP.  Successivamente si è avvicinato alla Grande Alleanza della Lega Awami e ha eletto un deputato nelle elezioni del 2008. Fin dall’inizio, il partito ha cercato di distinguersi per un linguaggio politico meno conflittuale e una maggiore attenzione alla trasparenza e al buon governo. Sul piano ideologico, l’LDP si colloca su posizioni liberali moderate e democratiche, sostenendo i valori della democrazia multipartitica, lo stato di diritto e il rafforzamento delle istituzioni civili. Promuove anche politiche economiche di mercato, con un approccio pragmatico volto allo sviluppo sostenibile e alla riduzione delle disuguaglianze. Pur avendo una presenza elettorale limitata e non essendo mai diventato un attore dominante, l’LDP rappresenta una voce riformista e moderata, cercando di offrire un’alternativa ai partiti tradizionali del Bangladesh.

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Il Partito Nizam-e-Islam è un partito di estrema destra islamico fondato nel 1952. Il partito si è consolidato dopo la creazione del Bangladesh nel 1971, rappresentando le istanze della comunità islamica conservatrice in un contesto politico dominato da Awami League e BNP. Dal punto di vista ideologico, il partito sostiene una società basata sui principi islamici, con particolare attenzione alla sharia, all’educazione religiosa e alla moralità pubblica. È critico verso il laicismo e le influenze occidentali, pur accettando formalmente la democrazia come sistema politico.

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Il Partito dello sviluppo del Bangladesh è un partito islamico moderato fondato nel 2022.  Ideologicamente il partito si colloca su posizioni di centrodestra, con un mix di conservatorismo tradizionale bengalese e democrazia islamica, avendo come obbiettivo lo sviluppo nazionale, la crescita economica, la giustizia sociale e il buongoverno. Il partito enfatizza anche lo sviluppo sostenibile e il benessere pubblico, proponendosi come una forza che può contribuire a modernizzare il paese pur radicandosi nei valori religiosi e culturali locali. Pur essendo ancora giovane e con un’influenza elettorale limitata, il BDP rappresenta un tentativo di rinnovamento politico in un panorama in trasformazione

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Il Partito Jatiya Ganotantrik è un partito di destra nazional-conservatore fondato nel 1980. Nel corso degli anni il partito è rimasto ai margini del panorama politico partecipando tuttavia a varie proteste anti-governative.  L’ideologia del partito è orientata principalmente verso il nazionalismo, con un’inclinazione conservatrice e di “democrazia islamica”, posizionandosi sulla destra dello spettro politico. Il partito cerca di combinare l’enfasi sui valori tradizionali e culturali del Bangladesh con la promozione di una forma di governo che riconosca l’importanza dei principi islamici nel contesto democratico.

 

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