Sin dall’inizio dell’autogoverno nel 1979, la Groenlandia è sempre stata governata da coalizioni di centro-sinistra. Il partito più importante del paese è il Siumut, (socialdemocratici euroscettici), che ha espresso il Primo Ministro dal 1979 al 2009 per poi tornare al potere nel 2013. L’altro grande partito del paese è l’Inuit Ataqatigiit (sinistra socialista euroscettica), che è stato a capo del governo dal 2009 al 2013. Il leader storico socialdemocratico è stato Jonathan Motzfeldt, sacerdote protestante, leader del movimento autonomista, primo ministro dal 1979 al 1991 e di nuovo dal 1997 al 2002. In quelle elezioni il Siumut scese al suo minimo storico del 28% e dovette fare una coalizione di governo con la sinistra dell’inuit Ataqatigiit. Alle elezioni del 2009 la sinistra dell’ IA ebbe un trionfo storico, arrivando al 43% dei consensi a scapito del Siumut. I socialdemocratici sconfitti si rifiutarono di continuare la collaborazione di governo, e quindi IA decise di fare una coalizione con i Democratici (centrodestra liberale), terzo partito del paese, e il Kattusseqatigiit, un piccolo partito conservatore. Durante il governo dell’IA, furono fatti vari accordi con aziende straniere, in particolari cinesi, per lo sviluppo di attività minerarie nel paese, a cui il Siumut si oppose con forza. Questo portò alle elezioni successive ad uno grande successo del Siumut, che arrivò al 43% dei voti. Il Siumut allora formò un governo di coalizione con l’Atassut (liberalconservatori) e il Partito Inuit (sinistra eco-socialista, nato da una scissione dell’IA), con a capo Aleqa Hammond, prima donna capo del governo del paese. La coalizione però crollò dopo pochi mesi, a seguito di una scandalo legato ad una inchiesta sulle sue note spese. Si andò quindi ad elezioni anticipate nel 2014, dove il Siumut perse circa il 9% dei voti, a vantaggio dei Democratici e del Partito Naleraq, partito centrista creato da una scissione del Siumut. Quest’ultimo rimase comunque il primo partito del paese e il suo nuovo leader, Kim Kielsen, formò una nuova alleanza tripartita di governo, questa volta con i Democratici e l’Atassut. A causa di dissidi con i Democratici, la coalizione si ruppe nel 2016. Kim Kielsen allora si accordò con la sinistra dell’ IA per un governo di “grande coalizione” tra i due partiti di sinistra, sostenuto anche dal Partito Naleraq. Le elezioni del 2018 videro una netta sconfitta dei due partiti di sinistra, con il Siumut che perse due seggi e IA che ne perse tre, a vantaggio dei Democratici che ne guadagnarono 2, diventando il terzo partito del paese, e di altri partiti minori: i centristi del Naleraq passati da 3 a 4 seggi e due nuovi partiti, il Partito della Cooperazione e il Nunatta Qitornai, che ottennero ciascuno un seggio.
Nelle prossime pagine, il risultato delle ultime elezioni, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.
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