Media dei Sondaggi (29 Settembre): Centrodestra in recupero con la crescita di FDI, Vannacci si stabilizza sotto l’8%; PD in calo, bene i 5 Stelle.
Settembre 30, 2026

IL GIRAMONDO – Elezioni parlamentari in Lettonia, tra frammentazione politica, ascesa della destra populista e minaccia russ

I SONDAGGI E I POSSIBILI SCENARI POST ELETTORALI 

In Lettonia sono solo due le case sondaggistiche che hanno elaborato sondaggi per queste elezioni: Latvijas Fakti  e SKDS, con risultati piuttosto differenti tra di loro, soprattutto per i partiti principali, il che rende piuttosto difficile fare una previsione sui risultati finali.  Quello che appare è che come nelle altre elezioni precedenti ci saranno drammatici cambiamenti nel panorama politico lettone a cui seguiranno complessi negoziati per formare la coalizione di governo.

Il quadro che emerge dalla media dei sondaggi è estremamente frammentato, con sette-otto partiti in grado di superare la soglia di sbarramento del 5%  Il dato più vistoso è il notevole vantaggio della “Lista Unita” (AS) del primo ministro Andris Kulbergs data attorno al 23% dei consensi, rispetto all’11% di 4 anni fa. L’altro dato vistoso è il crollo di “Nuova Unità” (JV), il partito degli ex primi ministri Krišjānis Kariņš e Evika Siliņa, che era arrivato in testa nelle elezioni del 2022: dal 18.9% di allora, la formazione liberalconservatrice è scesa oggi attorno al 6-7%, un livello che ne mette a rischio la stessa permanenza in parlamento, complice l’usura di due legislature di governo. Anche il partito populista russofono “Per la Stabilità!” (ST!), è in calo netto e molto probabilmente non sarà presente nel prossimo parlamento. A guadagnarne è “Potere Sovrano/Nuovi Lettoni” (SV/AJ), che si è imposto come principale riferimento dell’elettorato russofono e conservatore, il quale lotterebbe per la seconda posizione nei sondaggi contro “Prima la Lettonia” (LPV) di Ainārs Šlesers, altra formazione populista di destra in netta crescita. I “Progressisti”, che avevano fatto cadere il governo Siliņa uscendo dalla maggioranza dovrebbero essere in crescita, essendo dati intorno all’11% dei consensi rispetto al 6,1% di quattro anni fa. Stabile  “Alleanza Nazionale” (NA), data intorno al 9% ottenuto nel 2022 mentre l'”Unione dei Verdi e degli Agricoltori” (ZZS) perde terreno rispetto al precedente 12,4% attestandosi intorno all8% delle intenzioni di voto.

Se questi rapporti di forza fossero confermati “Lista Unita”  potrebbe continaure a governare con gli alleati dell’attuale esecutivo Kulbergs (JV, NA e ZZS). Tuttavia se uno di essi scendesse sotto la soglia del 5% sarebbe necessario trovare un altro partner di governo. In tal caso i Progressisti sarebbero i partner più probabili, mentre un ingresso di SV/AJ o LPV nell’esecutivo, pur numericamente tentante, resta politicamente difficile per la loro connotazione di destra filorussofona o marcatamente populista.

Sul piano della politica estera, non ci si attendono comunque cambiamenti di rotta sostanziali: chiunque guidi il prossimo governo, la linea atlantista e filoeuropea di Riga, rafforzata dalla crisi dei droni di maggio e dalla pressione migratoria attribuita a Minsk e Mosca lungo il confine orientale, dovrebbe restare un punto fermo condiviso da tutte le forze con reali possibilità di entrare in maggioranza. Diverso il discorso sui temi identitari e sulla minoranza russofona, dove un rafforzamento di SV/AJ, che potrebbe diventare il principale partito dell’opposizione,  riaprirebbe il dibattito sui diritti linguistici e sullo status dei “non cittadini”, mentre un’eventuale presenza di LPV assieme ad Alleanza Nazionale in un eventuale governo allargato a destra spingerebbe piuttosto verso posizioni più dure su immigrazione, sicurezza dei confini e rapporti con Bielorussia e Russia.

 

 

Questo è tutto per quanto riguarda queste elezioni. I risultati saranno commentati come sempre dai nostri egregi collaboratori della Redazione BiDiMedia.

Vi ricordo le prossime importanti scadenze elettorali di questi giorni: le elezioni parlamentari e presidenziali in Brasile del 4 ottobre e quelle parlamentari in Israele del 27 ottobre.

 

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