Gli elettori lettoni sono chiamati sabato 1° Ottobre al rinnovo dei 100 seggi del Saeima, il Parlamento di monocamerale lettone.
E’ la decima volta che i lettoni eleggono democraticamente il loro parlamento dalla fine del comunismo nell’ex- repubblica sovietica e la nona dall’indipendenza del paese nel 1991. Le elezioni si svolgono alla scadenza naturale del parlamento eletto nel 2018. La data, come tradizione, è il primo Sabato del mese di Ottobre.
Nelle precedenti elezioni, sette partiti politici e le loro associazioni erano entrati nella Saeima. il partito socialdemocratico “Armonia”, che raggruppa in gran parte gli elettori russofoni, era arrivato in testa per la terza volta consecutiva , seguito da il partito di destra populista “Chi possiede lo Stato?” (KPV-LV) e dal ” Nuovo partito conservatore” (JKP). Nel Saeima erano entrati anche i liberali progressisti di ” Sviluppo/Per! ” (AP!), la destra nazional-conservatrice di “Alleanza Nazionale” (NA), i centristi della ” Unione dei Verdi e degli Agricoltori ” (ZZS) e i liberalconservatori di ” Nuova Unità ” (JV). Dopo le elezioni, si era formata una coalizione di centrodestra pentapartita composta dal KPV-LV, JKP,NA, JV e AP!, guidata dal leader di Nuova Unità Arturs Krišjānis Kariņš, il quale nonostante il suo fosse il partito più piccolo presente in parlamento, era riuscito ad ottenere la carica di Primo Ministro.
Per la terza volta consecutiva quindi, nonostante “Armonia” fosse il maggior partito del paese, si era formata una coalizione molto eterogena di centrodestra per evitare la sua partecipazione al governo. Una cosa simile era infatti accaduta dopo le elezioni del 2011 e del 2014.
La coalizione ha cominciato presto a dare segni di instabilità. Già pochi mesi dopo il giuramento del nuovo governo, c’è stata una spaccatura all’interno di “Chi Possiede lo Stato”, con quattro deputati del partito che sono passati all’opposizione. Nel gennaio 2020, un altro deputato e il leader fondatore del partito, Artuss Kaimins , sono stati espulsi dal KPV-LV, il che ha provocato una profonda crisi nel partito a cui è seguita la sua dissoluzione. Nel gennaio 2021 la coalizione di governo è diventata quindi un quadripartito, con l’appoggio di alcuni deputati indipendenti ex KPV-LV.
Nonostante questo il primo ministro Kariņš ha continuato a governare il paese con successo, superando la pandemia di Covid-19 e la conseguente crisi economica, aumentando la sua popolarità e quella del suo partito. JV è riuscito a strappare consensi agli altri partner di coalizione, in particolare al “Nuovo Partito Conservatore” che è entrato in profonda crisi. Nel frattempo anche “Armonia” è andata in crisi, in particolare dopo l’aggressione militare russa all’Ucraina. Una arte dei suoi elettori sono andati a finire nel nuovo partito russofono centrista Per la Stabilità! di recente formazione. I liberali di Sviluppo/Per!” hanno perso consensi a sinistra a causa del loro appoggio al governo di centrodestra, facilitando la nascita di un nuovo partito progressista chiamato appunto “I progressisti”. Per quanto riguarda KPV-LV, dopo la sua dissoluzione, i suoi simpatizzanti si sono rivolti ad altri piccoli partiti populisti di destra, il maggiore dei quali, “Prima la Lettonia” potrebbe entrare in parlamento. Queste elezioni sono viste con interesse non solo nelle capitali della UE ma anche a Mosca, dato che il Cremlino ha spesso accusato la Lettonia di “gravi violazioni” dei diritti umani della minoranza russofona. Ricordiamo che in Lettonia esiste tutt’oggi oltre un 10% della popolazione di origine russa, presente nel paese al momento del crollo dell’URSS, al quale non è stata concessa la cittadinanza, considerati dal governo lettone come “non-cittadini”. Non avendo questi la cittadinanza russa, di fatto sono apolidi. Godono della maggior parte dei diritti dei cittadini lettoni, ma ad esempio hanno limitazioni quando devono viaggiare all’estero e non hanno il diritto di voto. Esiste anche una minoranza di cittadini lettoni russofono con diritto di voto, tuttavia “Armonia” e gli altri partiti a cui fanno riferimento non hanno fino ad oggi potuto far parte del governo e quindi la questione dei “non-cittadini” rimane ancora aperta.
IL SISTEMA POLITICO – ELETTORALE
La Lettonia è una repubblica democratica rappresentativa parlamentare , in cui il presidente è il capo dello stato , mentre il primo ministro lettone funge da capo del governo in un sistema multipartitico . Il potere esecutivo è esercitato Primo Ministro e dal Consiglio dei Ministri. Il potere legislativo è esercitato quasi esclusivamente dal parlamento (Saeima). La magistratura è indipendente dall’esecutivo e dal legislatore.
Il Presidente della Lettonia è il Capo dello Stato, con poteri simili a quelli del Presidente della Repubblica in Italia. Il Presidente viene eletto dal parlamento per un mandato di 4 anni rinnovabile più volte.
La Saeima è formata da 100 membri, eletti ogni 4 anni con sistema proporzionale con sbarramento al 5%. Anche le elezioni per i consigli comunali si tengono ogni 4 anni con un sistema proporzionale.
Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, la Lettonia è una cosiddetta “democrazia imperfetta”, al livello di Cipro, Malesia, Lituania e Trinidad e Tobago.
Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.
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