In Lettonia sono solo due le case sondaggistiche che hanno elaborato sondaggi per queste elezioni: FACTUM, e SKDS, con risultati piuttosto differenti tra di loro, soprattutto per i partiti principali, il che rende piuttosto difficile fare una previsione sui risultati finali. Quello che appare è che come nelle altre elezioni precedenti ci saranno drammatici cambiamenti nel panorama politico lettone a cui seguiranno complessi negoziati per formare la coalizione di governo.
La media degli ultimi sondaggi vede infatti un quadro molto frammentato, con ben 11 partiti che potrebbero entrare nel prossimo parlamento. Il dato più apparente che salta agli occhi è la scomparsa del partito populista di destra “Chi possiede lo Stato?” che alle scorse elezioni era arrivato in seconda posizione e che si è poi disintegrato dopo essere entrato a far parte del governo. Un altro partito in grave difficoltà è il partito di centrosinistra russofono “Armonia”, che dimezzerebbe i propri voti, scendendo dal 19,8% di 4 anni fa a meno dell’8% dei voti. Buona parte di questi voti dovrebbero andare al nuovo partito centrista russofono “Per la Stabilità”, che potrebbe entrare in parlamento se riuscisse a superare il 5% delle preferenze indicato dai sondaggi. Chi invece è in ottima forma è il partito liberalconservatore “Nuova Unità” del primo ministro Krišjānis Kariņš, che risultarebbe in testa alle preferenze degli elettori, guadagnano circa 15 punti percentuali rispetto al 6,7% delle scorse elezioni. Molti di questi voti gli arriverebbero dal partito dei Conservatori, che subirebbe un crollo rispetto al 13,5% ottenuto nel 2018 e scenderebbe quindi sotto la soglia di sbarramento del 5%. In calo sarebbe anche il partito liberale “Sviluppo/Per!” che passerebbe dal 12% a meno del 6% dei voti. Stabili sarebbero invece gli agrari del ZZS, dati intorno al 9,9% di quattro anni fa. In leggero calo invece i nazionalconservatori di “Alleanza Nazionale”, dati intorno al 10% negli ultimi sondaggi. Tra i partiti che quasi sicuramente entreranno nel prossimo parlamento c’è anche la Lista Unita, che unisce verdi, regionalisti e conservatori, data tra l’8% e il 9% delle intenzioni di voto e la lista di centrosinistra ambientalista dei “Progressisti”, data intorno all’8%. La destra populista di “Prima la Lettonia” e l’Unione Russa di Lettonia, sono al momento poco sotto al 5% dei voti e quindi non è chiaro se riusciranno ad entrare in parlamento.
Se i risultati fossero questi, formare una eventuale coalizione di governo sarebbe piuttosto complesso. Innanzitutto non è chiaro se la coalizione di centrodestra uscente manterrà la maggioranza assoluta dei seggi. Nel caso infatti che i Conservatori non entrassero in parlamento oppure se “Prima la Lituania” e l’Unione Russia di Lettonia superassero la soglia di sbarramento, la coalizione di governo dovrebbe essere estesa ad altri partiti. Se entrassero al governo i Progressisti, questo renderebbe la coalizione governativa più spostava verso sinistra, cosa che tuttavia risulterebbe assolutamente indigesta alla destra di Alleanza Nazionale, il che potrebbe finire con il far rientrare in gioco gli agrari di ZZS o i regionalisti della “Lista Unita” come possibile partner alternativo di governo. Salvo sorprese comunque il prossimo governo sarà quasi sicuramente una coalizione di centrodestra economicamente liberale, il che non dovrebbe produrre particolari cambiamenti nella politica del governo. In particolare pare difficile che i partiti russofoni (meno che mai quelli apertamente filorussi) entreranno a far parte del prossimo governo, il che significa che la Lettonia manterrà la propria politica estera europeista e filo-occidentale.
Questo è tutto anche per oggi. I risultati saranno commentati come sempre dai nostri egregi collaboratori della Redazione BiDiMedia.
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