Si candidano alle elezioni 1.740 persone provenienti da 19 partiti e movimenti politici e 18 candidati indipendenti. 700 di loro si contenderanno le circoscrizioni in cui si applica il sistema maggioritario, mentre i restanti 1.040 si presenteranno nelle liste della parte proporzionale.
Sono 15 le liste (alcune composte da più di un partito) che gli elettori si troveranno sulla scheda. Circa la metà di queste, secondo i sondaggi, otterrà almeno un seggio nel prossimo parlamento.
A queste elezioni prendono parte tre nuovi partiti, un evento abbastanza comune nella Repubblica baltica. Quest’anno sono l’Unione dei democratici “Per la Lituania” (DSVL), fondata da Saulius Skernelis, ex primo ministro (2016-2020); il Partito della democrazia cristiana (LKDP), fondato da Mindaugas Puidokas, e soprattutto Alba di Nemunas ( Nemuno ausra ), il partito di destra populista di Remigijus Zemaitaitis, che potrebbe ottenere un ottimo risultato.
Partito Socialdemocratico di Lituania (LSDP)
Il Partito socialdemocratico della Lituania (Lietuvos socialdemokratų partija , LSDP) è un partito socialdemocratico, membro dell’Internazionale Socialista, dell’Alleanza Progressista e del Partito Socialista Europeo. Fondato nel 1896, è il più antico partito della Lituania esistente. Il partito è attualmente presente in parlamento con 14 seggi ed è all’opposizione dell’attuale governo di Ingrida Šimonytė.
Per buona parte della sua esistenza il Partito socialdemocratico è stata un’organizzazione clandestina, prima quando la Lituania faceva parte dell’Impero Russo, e successivamente durante il periodo sovietico. Durante il periodo dell’indipendenza lituana tra il 1918 e il 1940, il Partito socialdemocratico è stato uno dei maggiori partiti del paese, riuscendo ad andare al governo nel 1926, cosa che portò pochi mesi dopo ad un colpo di stato da parte della destra nazionalista.
Il partito fu legalizzato nuovamente solo nel 1989, alla vigilia del crollo dell’Unione Sovietica. Nelle elezioni del 1992 il partito ottenne il 6% dei voti, salendo al 6,9% in quelle del 1996 e restando all’opposizione. Nel 1999 il partito si fuse con il Partito democratico laburista della Lituania (LDDP), erede del Partito Comunista di Lituania. Nelle elezioni del 2000 la coalizione di sinistra guidata da socialdemocratici ottenne un notevole successo, conquistando 51 seggi su 141, ma dovette rimanere all’opposizione fino al 2001, quando l’ex presidente Algirdas Brazauskas, nuovo leader del partito, fu incaricato di formare il governo.
Alle elezioni del 2004 , il partito vinse solo 20 dei 141 seggi al Seimas, ma riusci a rimanere al timone dei successivi governi di coalizione, compreso un governo di minoranza tra il 2006 e il 2008. Alle elezioni del 2008 il partito ottenne l’11,7% dei voti nazionali e 25 seggi, andando all’opposizione di un governo di centrodestra.
Alle elezioni parlamentari del 2012 , il partito ottenne 38 seggi, diventando la più grande forza politica del paese. Il leader del partito Butkevičius divenne il primo ministro , formando un governo di coalizione con il Partito laburista , la destra di Ordine e la giustizia e il partito rappresentante della minoranza polacca. . Alle elezioni parlamentari del 2016 , il partito ha preso 21 seggi e è entrato un un governo di coalizione con ‘Unione dei Contadini e dei Verdi di Lituania
Nel 2017 il partito ha deciso di abbandonare la coalizione di governo. A seguito di questa decisione alcuni deputati filogovernativi hanno abbandonato il partito, formando il Partito laburista socialdemocratico della Lituania .
Alle elezioni parlamentari del 2020 , il partito ha ottenuto risultati peggiori del previsto, scendendo al 9,6% dei voti e 13 seggi. Per questo motivo, il leader del partito Gintautas Paluckas si è dimesso e nel2021 è stato sostituito da Vilija Blinkevičiūtė.
Ideologicamente il Partito Socialdemocratico è generalmente descritto come un partito di centro-sinistra, nonostante che quando è stato al governo abbia spesso adottato politiche economicamente liberali. Nel 2017 il partito si è spostato a sinistra, adottando un nuovo programma, in cui affermava l’impegno per una tassazione progressiva , l’incoraggiamento delle cooperative di lavoratori , i diritti delle donne e dei diritti LGBT e il sostegno alla NATO e all’Unione Europea , opponendosi allo stesso tempo alle politiche di austerità europee. Gli esponenti dell’ala socialmente conservatrice del partito lasciarono il partito, fondando il Partito Socialdemocratico del Lavoro, in seguito ribattezzato Partito delle Regioni Lituane.
Con la nomina di Vilija Blinkevičiūtė alla guida del partito, il programma politico è stato mantenuto e gli ex membri conservatori non sono stati riammessi nel partito. Da allora il partito si è concentrato principalmente sulle critiche al governo di centrodestra, proponendo politiche economiche progressiste, più giustizia sociale e riforme sociali. Il partito è favorevole al riconoscimento delle unioni omosessuali e sostiene l’abbassamento dell’età per votare a 16 anni nelle elezioni locali. Vilija Blinkeviciute ha affermato che i suoi obbiettivi sono di frenare l’impatto dell’aumento dei prezzi, garantire che i cittadini del paese si sentano totalmente al sicuro, rafforzare i settori della sanità e dell’istruzione, moderare il consumo di energia da parte delle aziende e fornire un’assistenza significativa alle famiglie.
Unione della Patria – Democratici Cristiani di Lituania (TS-LKD)
L’Unione della Patria – Democratici Cristiani di Lituania (Tėvynės sąjunga – Lietuvos krikščionys demokratai , TS – LKD ) è un partito di centrodestra cristiano-conservatore, economicamente liberista, membro del PPE e dell’Unione Democratica Internazionale. Attualmente è presente in parlamento con 50 seggi, e fa parte del governo guidato da Ingrida Šimonytė.
Il partito fu fondato nel 1993 con il nome di “Unione della Patria” dall’ala destra del Movimento di Riforma della Lituania di Vytautas Landsbergis , che aveva guidato la Lituania all’indipendenza. Nelle elezioni del 1996 , il partito ottenne il 31,3% dei voti e 70 seggi su 141, andando a guidare un governo di centrodestra in coalizione con il Partito Democratico Cristiano Lituano. Nel 2000 il partito subì una grave scissione e nelle elezioni politiche dello stesso anno scese all’8,% dei voti, andando all’opposizione. Tra il 2003 e il 2004 all’interno del partito sono confluite varie formazioni di centrodestra, riuscendo a far risalire il consenso del partito al 14,8% nelle elezioni del 2004, pur rimanendo all’opposizione. Nel 2008 il partito si è fuso con con l’ Unione Nazionalista Lituana e con i Democratici Cristiani Lituani, modificando il proprio nome in Unione della Patria – Democratici Cristiani di Lituania. Pochi mesi dopo, nelle elezioni parlamentari, il partito ha ottenuto il 19,7% dei voti, diventando il primo partito del paese e formando un governo di coalizione di centrodestra guidato dal leader del partito Andrius Kubilius.
Nel 2011, l’ Unione Nazionalista Lituana ha dichiarato il suo ritiro dal partito. Il sostegno al partito è sceso al 15,0% dei voti nelle elezioni del 2012 e il partito è tornato all’opposizione. Alle elezioni legislative del 2016 il sostegno del partito è aumentato,salendo al 22,6% dei voti ma scendendo da 33 a 31 seggi. La successiva formazione di un governo di centrosinistra ha lasciato nuovamente il partito all’opposizione.
Nelle elezioni parlamentari del 2020 il partito ha vinto il maggior numero di seggi (50) e ha accettato di formare una coalizione con il Movimento liberale e il Partito della libertà. A capo del governo è stata nominata la deputata indipendente Ingrida Šimonytė, che è poi diventata membro del partito.
Ideologicamente il TS-LDK partito è cristiano-conservatore, nazionalista ed economicamente liberista. Negli ultimi anni il partito si è spostato verso il centro dello spettro politico soprattutto dal punto di vista sociale, rimanendo di centro-destra sul piano economico.
Unione dei Contadini e dei Verdi di Lituania (LVŽS)
L’Unione dei Contadini e dei Verdi di Lituania (Lietuvos valstiečių ir žaliųjų sąjunga , LVŽS) è un partito agrario, economicamente di centro-sinistra, socialmente conservatore ed ecologista. Attualmente è presente con 19 seggi nel parlamento lituano. Il suo unico rappresentante al parlamento europeo fa parte del gruppo dei Conservatori e Riformisti.
Il partito nacque nel 2001 dalla fusione del Partito dei Contadini Lituani (agrari) con il Nuovo Partito Democratico (centristi). Nelle elezioni del 2004 il partito ottenne il 6,6% dei voti e 10 seggi in parlamento, entrando a far parte del governo all’interno di una coalizione di centrosinistra.
Nel 2006, il nome del partito è diventato Unione Popolare dei Contadini di Lituania, in riferimento al partito agrario con il medesimo nome che era esistito nella prima metà del secolo scorso. nel 2008 il partito scese al 3,7% dei voti andando all’opposizione. Nel 2009 l’ala filorussa del partito, guidata dall’ex Primo Ministro Kazimira Prunskienė ha lasciato il partito, fondando il Partito popolare lituano. Nel 2012 il partito ha cambiato nome in Unione dei Contadini e dei Verdi di Lituania. Nelle elezioni dello stesso anno ha ottenuto il 4,0% dei voti e 1 seggio in paramento.
Le elezioni del 2016 hanno visto un straordinario successo del partito, a causa del voto di protesta di molti cittadini verso i partiti tradizionali del paese. Con il 22,5% dei voti e 19 seggi l’Unione è diventata il secondo paese dopo i conservatori del TS-LKD. Il partito è quindi entrato a far parte di una coalizione di governo di centrosinistra comprendente i socialdemocratici, guidata dal deputato indipendente Saulius Skvernelis. Dopo il passaggio dei socialdemocratici all’opposizione, il partito è rimasto al governo grazie all’appoggio che Skvernelis ha ricevuto da vari partiti minori.
Dopo le elezioni parlamentari del 2020, dove il partito è sceso al 18,1% dei voti e 32 seggi, il LVŽS è andato all’opposizione del governo Šimonytė. Il partito ha poi subito una scissione quando una decina dei suoi deputati e vari amministratori locali sono passati al nuovo partito “Unione dei Democratici” creato dall’ex primo ministro Skvernelis.
Ideologicamente l’Unione dei contadini e dei verdi lituani è un partito populista agrario ed “eco-conservatore”, con un mix di politica economica fermamente di sinistra, fortemente ambientalista e con una visione conservatrice su alcune questioni socioculturali. Economicamente, il partito si concentra sull’importanza di un’assistenza sanitaria e di un welfare sociale estesi, mentre socialmente il partito fa campagna sui valori tradizionali e cristiani e sulla necessità di fermare il decadimento morale della società contemporanea. La sua base elettorale è composta da aree rurali e piccole città, e i suoi sostenitori sono principalmente gli elettori poveri, svantaggiati e anti-establishment, oltre ad una parte della minoranza russofona del paese.
Alba di Nenumas (AN)
L’ Alba di Nemunas ( in lituano : Nemuno aušra ) è un partito populista fondato pochi mesi fa dal deputato Remigijus Žemaitaitis. Attualmente è rappresentato da 3 deputati nel Seimas.
Nel maggio 2023, Remigijus Žemaitaitis, allora deputato del partito di destra Libertà e Giustizia (LT) pubblicò commenti antisemiti su Facebook, in cui affermava che “gli ebrei e i russi” avevano oppresso i lituani etnici durante la seconda guerra mondiale e per tale motivo fu espulso dal partito.
Nel novembre 2023, Remigijus Žemaitaitis ha annunciato la creazione di un nuovo partito politico con il nome di Alba di Nemunas. Oltre a Žemaitaitis sono entrati a far parte del nuovo partito un deputato agrario del LVŽS e un deputato del Partito Laburista.
L’Alba di Nemunas si descrive come un partito di centro-sinistra, liberale classico e cristiano. Il leader del partito, Remigijus Žemaitaitis, ha addirittura proposto di formare una coalizione di “centro-sinistra” con il partito socialdemocratico. In realtà Alba di Nenumas può essere descritto come un partito populista di destra, portatore di un messaggio fortemente antisemita. Il partito sostiene l’istituzione di una banca di proprietà statale e di un fondo statale per concedere agevolazioni fiscali alle famiglie numerose, assumendo il controllo statale delle azioni della holding energetica statale Ignitis. Alba di Nenumas non vuole aumentare l’imposta sul valore aggiunto per finanziare la difesa nazionale. Questo atteggiamento è stato molto criticato dai partiti europeisti e atlantisti, che richiedono un aumento delle spese della difesa per fronteggiare una possibile minaccia della Russia di Putin.
Unione dei Democratici “Per la Lituania” (DSVL)
L’ Unione dei Democratici “Per la Lituania” (in lituano : Demokratų sąjunga „Vardan Lietuvos“ ; DSVL) è un partito di centro-sinistra ecologista,socialmente moderatamente conservatore, fondato nel 2022 da Saulius Skvernelis , ex Primo Ministro della Lituania. Il partito è attualmente presente con 15 seggi nel parlamento lituano ed è recentemente entrato nel Partito Verde Europeo.
Saulius Skvernelis nel 2016 è stato nominato primo ministro a capo un governo di centrosinistra sostenuto Unione dei Contadini e dei Verdi di Lituania (LVŽS) e dal Partito socialdemocratico della Lituania. Nel 2020 il LVŽS ha perso le elezioni e Skvernelis ha lasciato il partito assieme ad altri deputati, per creare una nuova formazione politica. Alla sua prima prova politica nelle elezioni europee, l’Unione dei Democratici ha ottenuto il 6% dei voti e un seggio a Strasburgo.
Il partito si descrive come centro-sinistra sulla politica economica e socialmente conservatore sulle questioni socio-culturali. Sostiene il reddito minimo garantito , il rafforzamento della “famiglia tradizionale”, il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2045 e la decentralizzazione. Nel suo programma, si definisce di centro-sinistra, ma mantiene la sua attenzione sui valori della famiglia. È membro del Partito Verde Europeo e si concentra sull’ambientalismo e sulla politica verde, nonché sulle questioni socioeconomiche di centro-sinistra.
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