I sondaggi della vigilia delle elezioni vedono un panorama politico ancora molto frammentato. Il fatto che circa la metà dei deputati sia eletto con sistema maggioritario uninominale a due turni, rende difficile comprendere quale possa essere l’esito finale delle elezioni in numero di seggi. I socialdemocratici dell’LSDP dovrebbero arrivare in prima posizione con una percentuale compresa tra il 24% e il 25% dei voti, ben 15 punti in più rispetto alle scorse elezioni. In seconda posizione, ci sarebbe il partito populista Alba di Nemusan con un clamoroso risultato, alla sua prima prova elettorale, di oltre il 15% dei consensi. Sempre intorno al 15% ci sarebbero i liberalconservatore del TS-LKD, in calo di quasi 11 punti rispetto al 2020. Anche gli agrari di LVŽS subirebbero un vistoso calo, scendendo dal 18,1% a circa il 10%. Oltre a Alba di Nemunas entrerebbero in parlamento anche gli ecologisti dell’Unione dei Democratici, con una percentuale compresa tra il) e il 10% dei voti. Il centrodestra liberale del Movimento Liberale sarebbe in leggero rialzo rispetto al 7,1% ottenuto nel 2020 mentre sia i liberali progressisti di Laisves che il Partito Laburista rischiano di rimanere sotto la soglia di sbarramento del 5% per la parte proporzionale. C’è da aggiungere che nelle scorse elezioni i sondaggi sottostimarono nettamente i risultati del TS-LKD e di Laisves, sovrastimando quelli dei socialdemocratici, quindi è possibile che i dati reali anche stavolta siano diversi dai sondaggi.
Per quanto riguarda il numero di seggi che andranno a ciascun partito, questo rimane un’incognita a causa del fatto che la metà dei seggi verranno eletti in collegi uninominali, in gran parte nel secondo turno di ballottaggio, dove anche partiti che non superano il 5% nella parte proporzionale possono ottenere seggi.
Se i dati finali fossero simili ai sondaggi, il governo della prima ministre Ingrida Simonyte perderebbe probabilmente la maggioranza in parlamento e toccherebbe a Vilija Blinkeviciute leader dei socialdemocratici formare il prossimo governo.
Se vincerà le elezioni, il Partito socialdemocratico dovrà tuttavia trovare dei partner con cui governare. La leader del partito ha già respinto qualsiasi coalizione con il principale partito di governo TS-LKD, una “Grande coalizione” che non sarebbe capita dagli elettori e avvantaggerebbe le forze più radicali.
Anche una coalizione tra il Partito socialdemocratico e il Partito dei Contadini e dei Verdi LVŽS sarebbe strana, essendo questi due partiti tradizionalmente avversari. L’ultima alleanza di questo tipo nel 2017 ha portato a una scissione nel Partito socialdemocratico, con alcuni dei suoi membri che se ne sono andati per fondare il Partito socialdemocratico del lavoro (LSDP). I socialdemocratici quindi starebbero considerando un’alleanza con l’Unione dei democratici “Per la Lituania” e il Movimento dei liberali (LS), ma la loro leader, Vilija Blinkeviciute non ha chiuso la porta a un’alleanza con Alba di Nemunas nel caso questi tre partiti non riuscissero ad ottenere la maggioranza.
Far entrare nel governo questo nuovo partito populista, socialmente conservatore e ambiguo nei confronti della Russia sarebbe una decisione estremamente controversa. Di fronte all’ascesa di Alba of Nemunas, molti politici di vari partiti hanno proposto di formare un “cordone sanitario” per impedire a Remigijus Zemaitaitis di andare al governo.
Secondo il TS-LKD, far entrare Remigijus Zemaitaitis al governo del paese potrebbe mettere a repentaglio il futuro della Lituania, per cui chiederanno alle forze europeiste e filo-occidentali di unirsi e formare un governo “arcobaleno” per scongiurare questa ipotesi.
Sono tre quindi gli scenari possibili: il primo è una netta vittoria dei socialdemocratici che formerebbero un governo progressista con l’Unione dei Democratici e il Movimento dei Liberali. il secondo sarebbe una vittoria risicata che li costringerebbe a fare un accordo con gli avversari del LVŽS e probabilmente con Alba di Nemunas, creando un governo “rosso-bruno” che potrebbe impensierire l’Europa. Infine il terzo scenario potrebbe essere quello di un recupero all’ultimo momento dei partiti della coalizione liberale di centrodestra, che potrebbero tornare al governo accordandosi con gli agrari del LVŽS o con l’Unione dei Democratici, lasciando fuori sia i socialdemocratici che i populisti di Alba di Nemunas.
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