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IL GIRAMONDO- Elezioni parlamentari in Norvegia – Lotta all’ultimo voto tra i laburisti e la destra “trumpiana”

LA STORIA POLITICA

La costituzione norvegese risale al 1814, la seconda piu’ antica costituzione al mondo ancora  in vigore dopo quella degli Stati Uniti.  La Norvegia fino al 1905 fece parte del Regno di Svezia, ma ebbe un proprio parlamento autonomo.  Fino al 1884 non esistevano partiti  politici  e i parlamentari erano eletti come indipendenti.  Dopo le elezioni del 1885 i due partiti politici principali furono il partito conservatore  Høyre  (che significa “destra”) e il partito liberale Venstre (che significa “sinistra”), che si alternarono al governo nei decenni successivi in coalizione con altri partiti minori.  Nelle elezioni del 1903 fece il suo ingresso in parlamento per la prima volta il Partito Laburista (Arbeiderpartiet) che avrebbe dominato la vita politica norvegese nei decenni successivi. 

Con l’indipendenza dalla Svezia nel 1905, il parlamento norvegese nominò sovrano del nuovo stato indipendente il principe Carlo di Danimarca, che prese il nome di Haakon VII. Nei dieci anni successivi, il Parlamento approvò una serie di riforme sociali di ispirazione progressista, , come l’ indennità di malattia , il miglioramento delle condizioni di lavoro nelle fabbriche, una giornata lavorativa massima di dieci ore e leggi sulla protezione dei lavoratori. Il governo iniziò a sviluppare l’energia idroelettrica e le infrastrutture ferroviarie.  Nel 1913 la Norvegia fu il secondo paese al mondo a dare il diritto di voto alle donne.  In quel periodo la Norvegia fu in prima linea nelle esplorazioni polari. Il norvegese Roald Amundsen nel 1911 fu il primo uomo a raggiungere il Polo Sud. 

Durante la prima guerra mondiale la Norvegia fu ufficialmente neutrale ma di fatto  la marina mercantile norvegese fu ampiamente utilizzata a sostegno degli inglesi, tanto che  metà della flotta norvegese fu affondata dai sommergibili tedeschi.  Il periodo tra le due guerre fu dominato dall’instabilità economica legata alla forte inflazione dovuta alle spese di guerra che provocò un aumento della disoccupazione.  Nelle elezioni del 1927 il Partito Laburista divenne il primo partito del paese.  Da allora ad oggi l’Arbeiderpartiet è sempre stato il piu’ grande partito del paese.  Nel gennaio del 1928 fu nominato il primo governo a guida laburista della Norvegia, che tuttavia rimase in carica poche settimane prima di essere sfiduciato dal parlamento.   Quegli anni videro anche la crescita del Partito Agrario, che nel secondo dopoguerra sarebbe diventato il Partito di Centro (Senterpartiet), che tra il 1931 e il 1933 guidò due governi di minoranza. Le elezioni del 1936 videro una svolta storica nella politica norvegese, con l’accordo di governo tra il Partito Laburista e il Partito di centro che permise al laburista Johan Nygaardsvold di diventare primo ministro, carica che avrebbe mantenuto  fino al 1945.

All’inizio della seconda guerra mondiale nel 1939, la Norvegia mantenne una rigida neutralità, tuttavia sia la Gran Bretagna che la Germania pianificarono di invadere la Norvegia  a causa della sua posizione strategica.  I tedeschi colpirono per primi e invasero il paese nell’aprile del 1940. Il governo e la famiglia reale fuggirono a Londra, dove fu costituito un governo in esilio, con l’appoggio degli Alleati, che mantenne il controllo delle sedi diplomatiche estere e della vasta flotta mercantile norvegese, al tempo stesso organizzando la resistenza in Norvegia.  Nel frattempo il politico filonazista Vidkun Quisling si autoproclamò primo ministro e nominò un governo con membri dell’Unione Nazionale, un piccolo partito di estrema destra . Gli occupanti tedeschi lo fecero dimettere e sostituire con un loro rappresentante, Josef Terboven , ma lo reintegrarono nel 1942, per mantenere almeno formalmente un governo civile in Norvegia.

Nel maggio del 1945 le truppe tedesche in Norvegia si arresero e consegnarono il paese agli Alleati, i quali rinstaurarono la monarchia e fecero tornare il governo in esilio. Una volta in Norvegia, Nygaardsvold dette le dimissioni per passare la carica di primo ministro al suo compagno di partito  Einar Gerhardsen.  Il partito laburista vinse le elezioni dell’ottobre successivo e Gerhardsen rimase quasi  ininterrottamente primo ministro fino al 1965.  Durante gli anni di governo laburista la Norvegia costituì uno rete di sicurezza sociale tra le più avanzate al mondo. Nel 1957 alla morte di Haakon VII divenne re suo figlio Olav V.

Dopo la guerra la Norvegia mantenne inizialmente la sua politica di neutralità, ma nel  1949,  preoccupata per le mire espansionistiche dell’Unione Sovietica sulle isole Svalbard, decise di entrare a far parte della NATO, della quale fu un membro fondatore.  Nel 1961 una fazione di sinistra del Partito Laburista contraria alla NATO si scisse per formare il Partito Popolare Socialista, che nel 1976 sarebbe diventato il Partito della Sinistra Socialista (SV). Questo permise nel 1963 ai 4 partiti di centrodestra ( Høyre, Venstre, il Partito di Centro e il Partito Cristiano-Democratico) di formare un governo alternativo a quello laburista, che però sopravvisse poche settimane,  permettendo ai laburisti di tornare al potere per i due anni successivi, quando il quadripartito di centrodestra ottenne la maggioranza assoluta alle elezioni del 1965,  permettendo al centristra Per Borten di diventare primo ministro.

Durante il governo di centrodestra iniziarono le prime  trivellazioni petrolifere nel Mare del Nord, che portarono alla scoperta del giacimento di Ekofisk , uno i dieci più grandi giacimenti del mondo.  Nei decenni successivi le ricchezze accumulate grazie al settore petrolifero permisero al governo Norvegese di creare il cosiddetto “Oil Fund“, utilizzato per re-investire tali ricchezze in fondi finanziari. Attualmente il fondo sovrano norvegese controlla l’1,4% del mercato azionario mondiale.

Nel 1971, a causa del collasso della coalizione di governo di centrodestra, i laburisti riuscirono brevemente a tornare al potere con il governo di Trygve Bratteli, che ridusse l’età pensionabile e istituì  (per la prima volta al mondo) il  ministero dell’Ambiente. Nel 1972  i partiti conservatori riuscirono brevemente a tornare al governo ma furono sconfitti alle elezioni del 1973, che permisero al laburista Bratteli di tornare al potere con un governo di minoranza.  Nel 1976 Bratteli si dimise per problemi di salute e fu sostituito dal suo compagno di partito Odvar Nordli, che rimase in carica fino al 1981. Nel 1981 anche Nordli si dimise per problemi di salute e al suo posto fu nominata la laburista Gro Harlem Brundtland. La prima donna capo di governo nella storia della Norvegia.

Dopo le elezioni del 1981 il Partito Conservatore formò un governo di minoranza guidato da Kare Willoch, con l’appoggio di democristiani e centristi, che nel 1983 entrarono a far parte del governo.  Willoch  attuò una grande riforma della deregolamentazione : furono tagliate le tasse, furono liberalizzate radio e TV e agli stranieri fu permesso di acquistare aziende locali. Nel 1986 una crisi economica legata alla svalutazione della corona norvegese costrinse Willoch a dimettersi, sostituito da Gro Harlem Brundtland, a capo di un governo di minoranza. Nel 1990, la Norvegia divenne il piu’ grande produttore di petrolio d’Europa e nel 1995 fu il secondo esportatore di petrolio al mondo.  Nel 1991 alla morte di Olav V divenne re suo figlio Harald V. Nel 1994 fu respinta in un referendum l’adesione all’Unione Europea. Nel 1996 Gro Harlem Brndtland abbandonò la vita politica, lasciando la poltrona di primo ministro al leader laburista Thorbjørn Jagland.

In quegli anni, caratterizzati da un notevole flusso di immigrati verso la Norvegia, prese forza  Il Partito del progresso, situato alla destra dei conservatori, che sotto la guida del carismatico e “politicamente scorretto” Carl I. Hagen,  sarebbe diventato uno dei principali partiti del paese, arrivando a superare i conservatori nelle elezioni del 1997.  in quell’occasione anche i laburisti persero voti, pur restando di gran lunga il primo partito del paese. Jagland si dimise e fu formato un governo centrista di minoranza, formato da democristiani, centristi e liberali, appoggiato esternamente dai conservatori e dal Partito del Progresso, guidato dal leader democristiano  Kjell Magne Bondevik. Nel 2000 il governo fu sfiduciato dal parlamento e fu sostituito da un governo di minoranza laburista guidato da Jens Stoltenberg.

Le elezioni del 2001 videro un crollo del partito laburista, che scese al 24,1% dei voti, pur rimanendo primo partito, perdendo voti soprattutto a favore del Partito della Sinistra Socialista. Bondevik fu quindi nuovamente nominato primo ministro a capo di una coalizione di centrodestra comprendente conservatori, democristiani e liberali, appoggiata esternamente dalla destra del Partito del Progresso.  In quegli anni le forze armate norvegesi furono impegnati in varie missioni della NATO all’estero, in particolare nella guerra in Afghanistan nel 2001 in  quella in Iraq nel 2003 e successivamente nella guerra civile libica nel 2011

Le elezioni del 2005 videro un’avanzata del partito laburista e un crollo dei conservatori, che permise a Stoltenberg di tornare ad essere primo ministro di un governo di centrosinistra formato dal Partito Laburista, dal Partito di Centro e dal Partito della Sinistra socialista.  Nel 2011 un estremista di destra uccise 77 persone nell’isola di Utøya, in gran parte ragazzi che si erano ritrovati per il raduno dei giovani laburisti in quello che fu di gran lunga il più grave attentato terroristico in Norvegia dalla fine della seconda guerra mondiale.

Le elezioni dello Storting del 2013 segnarono la fine del governo laburista  sostituito da una coalizione di destra tra il Partito Conservatore e il Partito del Progresso appoggiata esternamente da democristiani e liberale e guidata dalla leader conservatrice  Erna Solberg, questo nonostante il governo laburista avesse lasciato un’economia in buone condizioni e con una bassa disoccupazione.   Le ultime  elezioni nel 2017 hanno confermato il governo di destra uscente.  Nel 2018 i liberali di Venstre sono entrati a far parte della maggioranza di governo. Nel 2019 anche i democristiani hanno accettato di governare assieme alla destra del Partito del Progresso dopo un aspro dibattito interno che aveva quasi portato alla scissione del partito.  Nel gennaio 2020 il Partito del Progresso ha lasciato la maggioranza ed Erna Solberg è rimasta primo ministro a capo di un governo di minoranza con democristiani e liberali. Le successive elezioni del 2021 hanno visto il ritorno dei laburisti al governo, guidati da Jonas Gahr Støre.

Nelle prossime pagine, il risultato delle ultime elezioni, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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