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Il Giramondo – Elezioni parlamentari in Serbia: la guerra in Ucraina allontana il regime “illiberale” di Vučić dall’Europa.

I SONDAGGI E I POSSIBILI SCENARI POST-ELETTORALI

 Ci sono varie case sondaggistiche che hanno effettuato sondaggi per queste elezioni. La maggior parte di queste fornisce risultati abbastanza simili. 

Per le elezioni parlamentari, la coalizione conservatrice centrata sul Partito Progressista Serbo (SNS) sfiorerebbe la maggioranza assoluta dei voti. Questo garantirebbe quindi all’SNS di mantenere la maggioranza assoluta in parlamento, nonostante il calo di consensi rispetto al 2020.  La coalizione di partiti di opposizione Serbia Unita, che aveva boicottato le scorse elezioni, dovrebbe arrivare in seconda posizione con valori iltorno al 15% dei voti. La terza lista nei sondaggi di opinione con circa il 10% sarebbe quella del Partito Socialista Serbo, che negli ultimi 8 anni ha governato assieme al Partito Progressista che quindi manterrebbe le percentuale di due ani fa. Altri partiti che molto probabilmente supereranno la soglia del 3% ed entreranno in parlamento sono la lista ambientalista Moramo (che si presenta per la prima volta alle elezioni),  la coalizione nazionalconservatrice NADA formata da DSS e POKS,  e l’estrema destra nazionalista dei Partito dei Giurati Serbi (SSZ). Chi rischia invece di rimanere fuori dal parlamento è l’estrema destra nazionalista del Partito Radicale Serbo (SRS), la coalizione nazionalpopulista dei “sovranisti” (DJB – ZS), il movimento di destra nazionalista Dveri e la lista di centrosinistra comprendente il Partito Socialdeemocratico (SDS). e Nova

 

Per quanto riguarda invece le elezioni presidenziali, Vučić è largamente favorito per la riconferma e potrebbe superare il 50% dei voti già al primo turno. Nel caso si dovesse andare al ballottaggio, il suo sfidante potrebbe essere l’ex generale Zdravko Ponoš, candidato della coalizione di opposizione Serbia Unita.  Degli altri candidati, quelli che potrebbero ottenere un risultato degno di nota sono Milica Đurđević Stamenkovski, candidata dell’estrema destra del Partito dei Giurati Serbi, Miloš Jovanović, candidato della destra nazionaconservatrice del Partito Democratico Serbo,  e Boško Obradović, candidato dell’estrama destra nazionalconservatrice di Dveri.

 

 

Queste elezioni avrebbero dovuto vedere un progresso della Serbia verso una democrazia liberale europea.  Nonostante la vittoria quasi scontata di Vučić e del suo partito. l’opposizione al suo regime,  rappresentata da Serbia Unita e dalla nuova lista ecologista di Moramo avrebbe potuto essere un punto di partenza per un pacifico cambio di governo alle elezioni successive. La guerra in Ucraina ha tuttavia cambiato le carte in tavola.  Una nuova ondata di nazionalismo serbo ha dato fiato ai partiti della destra filorussa.  L’avvicinamento del governo diVučić all’Unione Europea che era andato avanti in maniera costante negli anni precedenti, rischia di deragliare travolto dalla spinta emotiva del revanscismo serbo. Questo potrebbe irrigidire pure i negoziati per il futuro del Kosovo, senza parlare di quello che potrebbe succede in Bosnia- Erzegovina, se prendessero forza i partiti che vogliono l’annessione alla Serbia della Repubblica Srpska. insomma per l’Europa queste elezioni rischiano di essere una scelta tra il  mantenimento di un pessimo status quo garantito da un regime illiberale o una rischiosa involuzione nazionalista che potrebbe riaccendere il conflitto nei Balcani.

 

Questo è tutto anche per oggi. I risultati saranno commentati come sempre dai nostri egregi collaboratori della Redazione Bidimedia.

Vi ricordo le prossime importanti scadenze elettorali: le elezioni presidenziali del 10 Aprile in Francia e le elezioni parlamentari del 24 Aprile in Slovenia.

 

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