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Agosto 31, 2026

IL GIRAMONDO- Elezioni parlamentari in Svezia. Riusciranno i socialdemocratici a tornare al governo?

LA STORIA POLITICA

La Svezia è il paese dove è nato e si è sviluppato il modello scandinavo di socialdemocrazia.

Questo sistema socio-economico fu pensato per proteggere i propri cittadini “dalla culla alla tomba”, cioè durante l’intero arco di vita, attraverso uno stato sociale equo ed efficiente che garantisse un livello elevato di qualità della vita ed un livello elevato di protezione sociale. Il modello scandinavo fu adottato dai partiti socialdemocratici di Svezia, Danimarca e Norvegia, che hanno governato i rispettivi paesi per buona parte del secolo scorso.

In Svezia il parlamento è stato eletto con voto popolare sin dal 1866, ma le prime elezioni a suffragio universale si ebbero solo nel 1921.

Nei primi decenni del secolo scorso i socialdemocratici parteciparono a vari governi, prima in coalizione con i liberali e poi in governi monocolore guidati da Hijalmar Branting, primo ministro per ben tre volte negli anni 20’.

Nel 1926 il governo passò in mano ad una coalizione di centrodestra che rimase al potere fino al 1932. Successivamente i socialdemocratici tornarono al potere con Per Albin Hansson che guidò vari governi di coalizione fino al 1946. Dal 1946 al 1969 il paese fu guidato da Tage Erlander, e successivamente da Olof Palme. L’opposizione era in quegli anni formata dai tre cosiddetti “partiti borghesi” di centrodestra: il Partito della Destra (poi rinominato Partito Moderato, il Partito Popolare (poi diventato Partito Popolare Liberale) e il Partito di Centro. L’opposizione di sinistra era rappresentata dal Partito Comunista (poi rinominato Partito della Sinistra).

Olof Palme viene sconfitto nelle elezioni del 1976, che dettero la maggioranza ai tre partiti del centrodestra, maggioranza riconfermata (per un solo seggio) nelle elezioni del 1979. La coalizione tuttavia si ruppe a causa dei contrasti tra i Moderati e i Centristi e il 1982 vide il ritorno al governo di Olof Palme a capo di un governo di minoranza appoggiato esternamente dal Partito della Sinistra. Palme fu confermato Primo Ministro nelle elezioni del 1985 fino alla sua tragica morte nel 1986 avvenuta per mano di un assassino mai identificato. Il successore di Palme, Ingvar Carlsson, portò i socialdemocratici di nuovo al governo nelle elezioni del 1988, a capo di un monocolore appoggiato dal partito di Sinistra e dai Verdi (per la prima volta in parlamento).

Le elezioni del 1991 videro un forte spostamento a destra, con l’uscita dei Verdi dal Parlamento e l’ingresso del Democratici Cristiani e di un partito populista di destra, la “Nuova Democrazia” che prese il 6,7% dei voti. Si formò quindi un governo quadripartito di centrodestra guidato da Carl Bildt e appoggiato esternamente dalla Nuova Democrazia. Le elezioni del 1994 videro uno spostamento a sinistra dell’elettorato, con il crollo di Nuova Democrazia e il ritorno dei Verdi in parlamento. Carlsson tornò di nuovo al governo con un monocolore socialdemocratico appoggiato da Verdi e Sinistra. Carlsson fu poi sostituito da Göran Persson. Nel 1998 i socialdemocratici ebbero una significativa perdita di consensi ma rimasero al potere grazie al supporto degli altri partiti di sinistra. Persson fu riconfermato nelle elezioni del 2002. Nel 2006 i partiti di sinistra persero la maggioranza e andò al potere la coalizione dei quattro partiti di centrodestra guidata da Fredrik Reinfeldt. Le elezioni del 2010 videro un’ulteriore discesa dei socialdemocratici (che però rimasero il primo partito del paese) e l’ingresso in parlamento della destra populista xenofoba degli “Svedesi Democratici”, guidati dal giovane e carismatico Jimmie Åkesson. L’alleanza di centrodestra perse la maggioranza assoluta dei seggi e Reinfeldt rimase in carica a capo di un governo di minoranza.

La coalizione di centrodestra uscì sconfitta nelle elezioni del 2014, superata dal blocco di sinistra. I voti persi dal centrodestra andarono tuttavia verso gli Svedesi Democratici, che quasi triplicarono i voti, passando dal 5,2 al 12,9%. Avendo il centrodestra rifiutato qualsiasi accordo di governo con questi ultimi, si formò  un governo di minoranza composto da Socialdemocratici e Verdi, con l’appoggio esterno del Partito della Sinistra e guidato da Stefan Löfven. Un compromesso con i partiti di centrodestra (che decise di non votare mai assieme agli SD contro il governo) permise l’approvazione del bilancio in parlamento.

Nelle elezioni legislative del 9 settembre 2018, il governo di minoranza in carica , composto da Socialdemocratici e Verdi e sostenuto dal Partito della Sinistra , vinse 144 seggi, un seggio in più rispetto alla coalizione a quattro partiti dell’Alleanza di centrodestra (Moderati, Liberali, Cristiano-Democratici e Centristi) , con i Democratici Svedesi che ottennero i restanti 62 seggi. La percentuale di voti dei socialdemocratici scese al 28,3%, il livello di sostegno più basso dal 1911 . Il principale partito di opposizione,  i Moderati, perse ancora più consensi mentre i Democratici svedesi ottennero notevoli guadagni, anche se inferiori al previsto.

Dopo le elezioni,  il primo ministro uscente Stefan Löfven fallì nel suo tentativo di ottener la fiducia al parlamento,  ma rimase in carica per gli affari correnti, mentre il centrodestra cercava di formare un governo alternativo.  Il leader dei Moderati Kristersson non riuscì a trovare una maggioranza che potesse sostenerlo, dato che il Partito di Centro e quello Liberale si rifiutarono’ di appoggiare un governo sostenuto dalla destra degli Svedesi Democratici. Dopo il fallimento di Kristersson e quello successivo della leader centrista Annie Lööf,  Löfven, si presentò nuovamente in parlamento ma fu di nuovo sfiduciato. Alla fine,  il 18 gennaio 2019 , Löfven, ottenne finalmente la fiducia, grazie all’appoggio di Verdi e l’astensione del Partito della Sinistra, dei Liberali e del Partito di Centro. A causa del principio svedese del parlamentarismo negativo questo risultato fu sufficiente, poiché meno della maggioranza del parlamento votò contro di lui, mentre i partiti sostenitori si astennero. Il risultato vide una rottura dell’Alleanza di centrodestra con i Moderati e i Cristiano-Democratici che si allinearono più strettamente con i Democratici Svedesi in parlamento.  In seguito i Liberali passarono all’opposizione,  il che tuttavia non bastò per raggiungere i 175 voti necessari per sfiduciare  il governo rosso-verde.

Nel giugno 2021 il Partito della Sinistra, a seguito della decisione del  governo di rimuovere il tetto ai prezzi degli appartamenti in affitto,  decise di sfiduciare il governo.  La mozione di sfiducia ebbe i voti dei partiti di destra, il che costrinse Stefan Löfven alle dimissioni.  Tuttavia Löfven, che era rimasto in carica per gli affari correnti,  la settimana successiva ottenne nuovamente la fiducia  formando un nuovo governo assieme ai Verdi, con l’astensione dei centristi e della Sinistra.

Nel novembre 2021  Löfven si dimise da leader socialdemocratico, sostituito da Magdalena Andersson, per poi dimettersi immediatamente dopo dalla carica di Primo Ministro. Magdalena Andersson fu incaricata di formare un nuovo governo e fu eletta ancora una volta grazie al fatto che l’opposizione non aveva i 175 voti necessari a sfiduciarla.  Tuttavia i contrasti tra il Partito di Sinistra e il Partito di Centro portarono quest’ultimo ad astenersi (assieme ai Liberali) sulla la legge di bilancio del governo (che invece era stata approvata dalla Sinistra), il che permise alla coalizione di destra di far passare la propria legge di bilancio in parlamento.  Il Partito dei Verdi abbandonò allora il governo rifiutandosi di attuare la legge di bilancio della destra provocando le immediate dimissioni della Andersson. Pochi giorni dopo la Andersson formò un nuovo governo monocolore socialdemocratico  che superò il voto di fiducia in parlamento  con il voto favorevole dei socialdemocratici, l’astensione della Sinistra, dei Verdi e dei Centristi e l’opposizione dei partiti di centrodestra che tuttavia anche stavolta non riuscirono a raccogliere i 175 voti necessari per la sfiducia.

Nelle prossime pagine, gli sviluppo politici recenti, il risultato delle ultime elezioni, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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