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Agosto 31, 2026

IL GIRAMONDO- Elezioni parlamentari in Svezia. Riusciranno i socialdemocratici a tornare al governo?

I SONDAGGI E I POSSIBILI SCENARI POST-ELETTORALI

In Svezia sono cinque le case sondaggistiche che hanno elaborato sondaggi per queste elezioni: Ipsos, Verian, Indikator Opinion and Novus. Ad esse si aggiunge l’Ufficio Centrale di Statistica, (SCB) che però ha effettuato un solo sondaggio a maggio.

Il prossimo parlamento sarà composto dagli stessi otto partiti presenti nel parlamento uscente e i tutti i sondaggi fino ad oggi hanno dato in testa il blocco dei 4 partiti di opposizione rispetto a quelli di governo. Tuttavia il distacco tra i due blocchi si è notevolmente ridotto nelle ultime settimane e il risultato potrebbe essere più incerto di quello che sembra.

Secondo il trend degli ultimissimi sondaggi,  i Socialdemocratici, primo partito del paese sarebberosotto al 30% dei consensi, in ribasso di circa un punto rispetto a  quattro anni. A destra si prevede un lieve calo di circa un punto sia degli Svedesi Democratici che dei Moderati, i quali scenderebbero rispettivamente al 19% e al 18% dei voti. La vera novità di queste elezioni sarebbe il crollo dei Liberali, che ale scorse elezioni avevano ottenuto il 4,6% dei voti e stavolta sarebbero intorno al 2%, ben sotto la soglia di sbarramento del 4% necessaria per entrare in parlamento.  Chi invece avrebbe un buon risultato sarebbero i verdi, che salirebbero di oltre 2 punti rispetto al 5,1% delle scorse elezioni. In rialzo di circa un punto rispetto alle scorse elezioni ci sarebbe la Sinistra, data all 8% e i Democristiani, dato sopra il 6%.  Stabile infine sarebbe il partito di Centro, dato intorno al 7% delle intenzion di voto.

A livello di coalizioni al momento il blocco di centrosinistra dato intorno al 52% dei voti, è  in netto vantaggio rispetto a quello di centrodestra,  dato intorno al 46%, ma il divario si è significativamente ridotto nelle ultime settimane e non è escluso che si riduce ulteriormente negli ultimi giorni di campagna elettorale.

 

Gli scenari post elettorali rappresentano una vera incognita. Se i quattro partiti di centrosinistra avranno la maggioranza in parlamento, il vero nodo non sarà vincere ma governare: il fronte dell’opposizione appare unito solo sull’obiettivo di sostituire Kristersson, mentre permangono differenze profonde su economia, fiscalità, mercato del lavoro e ruolo delle imprese — il Centro mantiene un’impostazione liberale su molti temi economici, mentre la Sinistra punta a un maggiore intervento pubblico. Sul fronte dei possibili partner di governo, la leader del Centro ha indicato come soluzione preferibile un governo imperniato sui Socialdemocratici ma aperto ai Cristiano-democratici (supponendo che i liberali non riescano ad entrare in parlamento) e potenzialmente ai Verdi, escludendo però un ingresso della Sinistra nell’esecutivo.

Sul fronte opposto, la coalizione Tidö (dal nome del castello in cui fu firmato nel 2022 l’accordo di governo, appare in difficoltà strutturale: se come appare dai sondaggi il partito Liberale rimarrà sotto la soglia di sbarramento del 4%, questo potrebbe ridisegnare gli assetti dell’intero centrodestra. La coalizione Tidö è alle prese con tensioni interne su tasse e permessi di lavoro, con crepe emerse ad esempio tra gli obiettivi climatici e le previste riduzioni delle tasse sui carburanti. Inoltre pesa la richiesta dei Democratici Svedesi di entrare a far parte  del governo con propri ministri anziché limitarsi ad un semplice sostegno esterno.

Per quanto riguarda la politica estera, nel caso di una vittoria dei partiti di centrosinistra, non ci dovrebbero essere variazioni significative, sia sul sostegno all’Ucraina sia sulla necessità di fronteggiare l’assertività russa. Non ci sarà quindi nessun passo indietro sull’ingresso nella NATO, né alcun dubbio sulla condanna dell’invasione russa. Ci sarebbero tuttavia incognite nel caso di vittoria del centrodestra. Se infatti i liberali, fortemente europeisti e pro-NATO, uscissero dal parlamento e l’estrema destra degli Svedesi Democratici uscisse rafforzata dalle elezioni, entrando al governo con propri ministri, o addirittura chiedendo la poltrona di Primo Ministro, qualche ripercussione in politica estera ci potrebbe essere. Nonostante infatti gli Svedesi Democratici siano ufficialmente a favore della presenza della Svezia della NATO,  il loro forte euroscetticismo potrebbe infrangere l’unità dei paesi europei  sulle sanzioni alla Russia, in particolare se altri partiti della destra “sovranista” andassero al potere in Europa, formando un blocco significativo di paese contrari sia alle sanzioni alla Russia che agli aiuti militari all’Ucraina. L’anno prossimo infatti si vota in Francia, in Italia, in Spagna e in Polonia, gli equilibri politici sia all’interno dell’Europa che della NATO potrebbero essere drammaticamente ridisegnati e la Svezia sarà un tassello importante del nuovo panorama politico europeo.

 

I risultati di queste elezioni saranno commentati come sempre dai nostri egregi collaboratori della Redazione BiDiMedia.

Ricordiamo le prossime importanti scadenze elettorali:  le elezioni parlamentari  del 3 ottobre in Lettonia e quelle presidenziali in Brasile del 4 ottobre.

 

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