Per le elezioni di domenica prossima si presentano svariate decine di partiti. La maggior parte di essi sono presenti solo a livello regionale. Solo partiti 13 sono presenti a livello nazionale e solo gli 8 già presenti in parlamento hanno qualche possibilità secondo i sondaggi di raggiungere la soglia del 4% per ottenere seggi nella prossima legislatura. I due schieramenti principali sono il blocco “rosso” dei partiti di centrosinistra (socialdemocratici, verdi, centristi e sinistra) e quello “blu” di centrodestra (moderati, liberali, democristiani e la destra degli “svedesi democratici”).
Partito Socialdemocratico (S)
Il Partito socialdemocratico (Sveriges socialdemokratiska Arbetareparti, SAP) è un partito socialdemocratio, attualmente maggior partito di opposizione nel parlamento svedese con 106 seggi su 349. Leader del partito dal 2022 è l’ex prima ministra Magdalena Andersson. A livello internazionale il SAP è membro dell’Alleanza Progressista (che raggruppa i partiti di centro-sinistra) del Partito Socialista Europeo e del SAMAK, associazione dei partiti socialdemocratici del nord Europa. Il SAP ha abbandonato invece l’Internazionale Socialista nel 2017.
Il Partito socialdemocratico è il più antico partito svedese esistente, essendo stato fondato nel 1889. Nel 1896 elesse la sua prima rappresentanza parlamentare. Nel 1917 l’ala sinistra si scisse dal partito per dar vita al Partito Comunista Svedese. Da quello stesso anno fino al 1926, il SAP partecipò a vari governi di coalizione. A seguito della crisi economica mondiale iniziata nel 1929, la socialdemocrazia svedese, dotata di un programma di rigorose misure di sicurezza sociale, allargò di molto i suoi consensi, restando a partire dal 1932 sempre sopra il 40% dei voti. Dal 1932 al 1976 (con una breve interruzione nel 1936), il SAP ha dunque sempre governato il Paese, prima con A. Hansson (1932-46), poi con T. Erlander (1946-69) e poi con O. Palme (1969-76), contribuendo in misura decisiva alla formazione del modello sociale scandinavo, alla costruzione del welfare State in Europa, e alla storia della socialdemocrazia nel 20° secolo. Sconfitto alle elezioni del 1976, il SAP tornò al governo nel 1982, sempre con Palme, il quale si affermò come uno dei maggiori leader della sinistra europea, dialogando tra gli altri col PCI di Enrico Berlinguer. L’assassinio di Palme (1986) interruppe bruscamente questo percorso; inoltre la nuova ondata della crisi economica e l’affermarsi a livello internazionale di politiche deflazionistiche volte alla riduzione della spesa pubblica aprirono una fase di difficoltà anche per il SAP. A partire dal 1988, eccetto che in alcune consultazioni, il partito è sceso sotto il 40%; nel 1991 ha perso la guida del Paese, riconquistandola dal 1994 al 2006. Nel 2006 il SAP ha ottenuto il peggior risultato elettorale dal 1932, fermandosi al 35% dei voti; pur restando il primo partito svedese, dunque, il SAP dovette restare all’opposizione. Nelle elezioni del 2010 il SAP è sceso al 30,9% nuovo minimo storico, mentre hanno conquistato consensi Verdi e il Partito della Sinistra. Nelle elezioni del 2014 i socialdemocratici sono tornati al governo con Stefan Löfven, alla guida un governo di minoranza composto da socialdemocratici e verdi, appoggiato esternamente dal Partito della Sinistra e che riuscito a rimanere in carica grazie ad un accordo con l’Alleanza di centrodestra che ha sempre rifiutato di sommare i propri voti a quelli dei Democratici Svedesi quando si è trattato di votare contro il governo. Nelle elezioni del 2018 i socialdemocratici hanno raggiunto un nuovo minimo storico, con il 28,3% dei voti e 100 seggi. Il governo di minoranza di Löfven è andato avanti fino al novembre 2021, quando questi ha deciso di dimettersi, lasciando la carica di primo ministro e leader del partito a Magdalena Andersson, la quale tuttavia è stata sconfitta alle elezioni del 2022, dove il partito ha ottenuto il 30,3% dei voti e 107 seggi.
Ideologicamente, il partito ha abbandonato da tempo il marxismo rivoluzionario per abbracciare un riformismo gradualista: l’obiettivo non è l’abolizione del capitalismo ma la sua regolazione attraverso un forte intervento pubblico, la contrattazione collettiva e un welfare universalistico finanziato da una fiscalità progressiva elevata. I pilastri storici restano la piena occupazione, l’uguaglianza economica e di genere, la sanità e l’istruzione pubbliche gratuite o fortemente sussidiate, e un mercato del lavoro fortemente sindacalizzato attraverso il rapporto storico con il sindacato svedese.
Sul piano programmatico contemporaneo, il partito ha dovuto confrontarsi con pressioni migratorie, criminalità organizzata legata alle gang e crescente concorrenza dei Democratici di Svezia (destra populista): ne è derivata una linea più restrittiva sull’immigrazione rispetto al passato, unita a investimenti nella sicurezza pubblica. Sul fronte economico, il partito difende un modello misto che concilia competitività industriale (settore export-oriented) con redistribuzione, sostenendo la transizione verde e gli investimenti in energia rinnovabile e nucleare. In politica estera, ha guidato l’adesione della Svezia alla NATO nel 2024, rompendo con due secoli di non allineamento militare, e mantiene un tradizionale impegno multilateralista e a favore della cooperazione nordica ed europea.
Partito Moderato (M)
Il Partito Moderato (Moderata Samlingspartiet) è un partito politico di centrodestra, liberalconservatore, attualmente presente con 68 seggi nel parlamento uscente. Il Partito Moderato aderisce al Partito Popolare Europeo ed all’Unione Democratica Internazionale dei partiti conservatori. Leader del partito dal 2017 è l’attuale primo ministro Ulf Kristersson.
Il partito è stato fondato nel 1904 da un gruppo di conservatori nel Parlamento svedese come Lega Generale Elettorale.Durante la sua storia il partito ha avuto altri due nomi: Organizzazione Nazionale della Destra (1938-1952) e Partito della Destra (1952-1969). Dopo aver ricoperto incarichi minori in vari governi di centro-destra, i Moderati sono diventati il principale partito di opposizione al Partito socialdemocratico svedese e da allora quei due partiti hanno dominato la politica svedese degli ultimi 80 anni. Furono parte dell’alleanza di governo tra il 1976 e il 1979. Nel 1991, dopo che la coalizione di centro-destra ottenne il maggioranza in Parlamento, il leader del partito Carl Bildt formò un governo di centrodestra, il primo dal 1930 ad essere guidata da un membro del partito. Tuttavia, dopo la sconfitta del 1994, il partito ha trascorso 12 anni in opposizione prima che i moderati potessero formare di nuovo un governo centrodestra a seguito alle elezioni generali del 2006. L’Alleanza di centrodestra, comprendente Partito Moderato, Partito di Centro, Partito Popolare Liberale e Democratici Cristiani ha governato sotto la guida di Fredrik Reinfeldt fino alla sconfitta nelle elezioni generali del 2014 che videro il ritorno al governo dei socialdemocratici. Nel 2022 il Partito Moderato è tornato al potere con un governo di minoranza, formato da Moderati, Partito Liberale e Democratici Cristiani, appoggiato esternamente dagli Svedesi Democratici e guidato da Ulk Kristersson.
Ideologicamente il partito coniuga un liberalismo economico di stampo moderato con un conservatorismo valoriale attenuato: sostiene la riduzione della pressione fiscale, la privatizzazione o l’apertura alla concorrenza di settori tradizionalmente pubblici (sanità, istruzione, previdenza), la deregolamentazione del mercato del lavoro e degli affitti, e un generale ridimensionamento del perimetro dello stato sociale svedese in favore della responsabilità individuale e dell’iniziativa privata. Ha compiuto negli anni 2000, sotto la guida di Fredrik Reinfeldt, una trasformazione strategica (“nya moderaterna”, i nuovi moderati) per avvicinarsi al centro e rendersi più competitivo elettoralmente, pur mantenendo intatto il nucleo liberista.
Sul piano programmatico attuale, sotto la guida di Ulf Kristersson il partito ha adottato posizioni più dure su criminalità e immigrazione, in parte per rispondere alla crescita dei Democratici di Svezia, con cui oggi collabora in un accordo di governo di centrodestra pur restandone formalmente esterno. Le priorità includono il rafforzamento delle forze dell’ordine contro la criminalità legata alle gang, politiche migratorie più restrittive, investimenti nella difesa nel contesto dell’adesione NATO, sostegno al nucleare come pilastro della transizione energetica e misure a favore della competitività industriale. Il partito mantiene inoltre un tradizionale atlantismo ed europeismo pragmatico in politica estera.
Partito di Centro (C)
Il Partito di Centro (Centerpartiet, C) è un partito social-liberale e centrista di ispirazione “eco-umanista” fondato nel 1913 dalla scissione della sinistra agraria dei Partito Popolare Liberale. Si tratta dunque di un partito appartenente alla tradizione dei partiti “agrari-centristi” della Scandinavia. Il Partito di Centro è membro dell’Internazionale Liberale e dell’ALDE e i suoi deputati al parlamento europeo siedono nel gruppo di Renew Europe.
Il partito venne fondato con il nome di Bondeförbundet (Lega degli agricoltori), come difensore delle istanze del mondo rurale ed agricolo. Il nome è stato cambiato in Centerpartiet nel 1957. La Lega degli agricoltori è stata in passato alleata del Partito Socialdemocratico, con il quale è andata al governo tra il 1936 ed il 1945 e tra il 1951 ed il 1957, contribuendo alla creazione delle politiche di welfare del paese. Dal 1957, però, il partito, mutando nome in Centerpartiet, scelse l’alleanza con i partiti “borghesi” e “non-socialisti”. Il partito è stato così di nuovo al governo nella coalizione “borghese” dal 1976 al 1982, dal 1991 al 1994 e infine dal 2006 al 2014. Uno dei leader storici del partito, Thorbjörn Fälldin, è stato Primo Ministro Svedese dal 1976 al 1978 e poi dal 1979 al 1982. Dal 2019 il Partito di Centro ha abbandonato la coalizione di centrodestra e fino al 2021 ha fornito l’appoggio esterno al secondo governo di Stefan Löfven. Alle ultime elezioni nel 2022 ha ottenuto il 6,7% dei voti e 24 seggi.
Il Partito di Centro, in passato legato alle istanze dei lavoratori agrari e degli abitanti delle zone rurali, coniuga oggi un marcato liberalismo economico — sostegno alla piccola e media impresa, apertura ai mercati, riduzione della burocrazia — con sensibilità ambientaliste e decentralizzatrici: il Centerpartiet difende la sussidiarietà, l’autonomia locale e regionale, e un forte investimento nella sostenibilità ecologica, ponendosi come alternativa “verde di centro” sia ai socialdemocratici sia ai conservatori dei Moderati. Sul piano dei valori, il partito è tra i più progressisti in Svezia su temi civili e libertà individuali.
Sul piano programmatico, le priorità storiche includono la difesa delle comunità rurali, il sostegno all’agricoltura e alla silvicoltura, la deregolamentazione del mercato del lavoro e degli affitti, e politiche ambientali orientate al mercato piuttosto che al controllo statale diretto. Il partito ha sostenuto un’immigrazione più aperta rispetto alla media del panorama politico svedese, distinguendosi nettamente dai Democratici di Svezia, con cui si rifiuta di collaborare. Dopo aver fatto parte della coalizione di centrodestra Alliansen, il Centerpartiet ha rotto con i Moderati nel 2022 proprio per il loro accordo con SD, scegliendo l’opposizione pur mantenendo un’identità liberale distinta dai socialdemocratici. Guidato da Muharrem Demirok dal 2023, il partito punta a ricostruire un proprio spazio elettorale autonomo.
Partito della Sinistra (V)
Il Partito di Sinistra (Vänsterpartiet, V) è un partito di sinistra socialista, attualmente presente nel parlamento svedese con 22 seggi. Il partito nacque da una scissione del partito socialdemocratico svedese nel 1917 con il nome di Partito della Sinistra Socialdemocratica Svedese (Sveriges socialdemokratiska vänsterparti, SSV), e divenne il Partito comunista Svedese nel 1921. Nel 1967, il partito fu ribattezzato “Partito della sinistra – i comunisti”, infine ha adottato il suo nome attuale nel 1990. Il Partito della Sinistra è un membro della Alleanza Nordica della Sinistra Verde, e i suoi due deputati al Parlamento europeo si trovano nel gruppo “The Left”.
Il partito non ha mai fatto parte di un governo a livello nazionale. Dal 1998 al 2006, il Partito della Sinistra ha sostenuto, insieme ai Verdi, un governo di minoranza socialdemocratico. Dal 2014 al 2021 ha sostenuto il governo di minoranza formato da socialdemocratici e verdi, e fa parte delle amministrazioni di sinistra in molte province e comuni svedesi. Dal 2021 al 2022 ha appoggiato dall’esterno il governo socialdemocratico monocolore di minoranza di Magdalena Andersson.
Ideologicamente il partito si colloca all’estrema sinistra del panorama parlamentare svedese, sostenendo un’espansione radicale dello stato sociale, una redistribuzione della ricchezza molto più marcata rispetto ai socialdemocratici, e un’impostazione dichiaratamente femminista e antirazzista che permea l’intero impianto programmatico. Critica il capitalismo finanziario e le privatizzazioni nei settori del welfare (sanità, scuola, cura degli anziani), proponendone in molti casi la ripubblicizzazione integrale.
Sul piano programmatico le priorità includono: l’abolizione o forte limitazione del profitto privato nelle scuole e nell’assistenza sanitaria; un aumento sostanziale della tassazione progressiva e patrimoniale; investimenti massicci in edilizia popolare per contrastare la crisi abitativa; il rafforzamento dei diritti sindacali e della contrattazione collettiva; politiche climatiche ambiziose con una transizione ecologica guidata dallo Stato piuttosto che dal mercato. Il partito sostiene inoltre un’accoglienza più aperta verso richiedenti asilo e migranti, in netta contrapposizione sia ai Moderati sia, ancor più, ai Democratici di Svezia.
In politica estera il Vänsterpartiet mantiene posizioni pacifiste e anti-NATO, essendosi opposto all’adesione svedese all’Alleanza Atlantica nel 2024, e si è storicamente schierato su posizioni critiche verso l’imperialismo occidentale, pur avendo abbandonato ogni riferimento al blocco sovietico. Guidato da Nooshi Dadgostar dal 2020, il partito rimane un attore di opposizione, senza mai aver fatto parte di governi di coalizione formali, pur avendo talvolta sostenuto governi socialdemocratici di minoranza.
Democratici Svedesi (SD)
I Democratici Svedesi (Sverigedemokraterna, SD) sono un partito politico populista di destra, anti-immigrazione, socialmente conservatore e nazionalista. Con 72 seggi nel parlamento è attualmente il maggior partito della coalizione di governo. Il partito è stato fondato nel 1988. Jimmie Åkesson è leader del partito dal 2005. All’interno del Parlamento Europeo i Democratici Svedesi hanno in passato fatto parte del gruppo EFDD insieme all’UKIP e al M5S. Nel 2018 sono passati al gruppo dei Conservatori e Riformisti, dove siedono tra l’altro anche Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.
Il partito ha le sue radici nel neofascismo svedese e faceva parte del movimento neo-nazista di supremazia bianca fino ai primi anni ’90, quando iniziò a prendere le distanze dal suo passato. Inizialmente il partito era caratterizzato da attività legate all’estremismo di destra. Il logo di SD degli anni ’90 fino al 2006 era una versione della torcia usata dal National Front del Regno Unito. Negli ultimi anni il partito ha moderato i toni apertamente razzisti allargando il proprio sostegno anche agli elettori di origine straniera. I Democratici Svedesi hanno superato la soglia del 4% necessaria per la rappresentanza parlamentare per la prima volta nelle elezioni generali del 2010, ottenendo il 5,7% dei voti e 20 seggi nel Riksdag. Il partito ha continuato questo successo nelle elezioni generali del 2014, quando ha raggiunto il 12,9% e ha ottenuto 49 seggi in parlamento, diventando il terzo partito in Svezia, per poi salire al 17,5% e 62 seggi nelle elezioni del 2018 e raggiungere il suo massimo in quelle del 2022 con il 20,5% dei voti e 73 seggi. I democratici svedesi sono rimasti per anni isolati nel Riksdag perché gli altri partiti mantenevano fermamente una politica di rifiuto di cooperazione con loro. Tuttavia negli ultimi anni si è creato un rapporto sempre più stretto con gli altri partiti di centrodestra, in particolare i Moderati e i Cristiano-Democratici, tanto che dopo le elezioni del 2022 hanno trovato un accordo per appoggiare dall’esterno il governo conservatore di Ulf Kristersson.
Ideologicamente il partito si fonda su un nazionalismo conservatore che pone al centro la difesa dell’identità culturale svedese, la critica al multiculturalismo e un forte scetticismo verso l’immigrazione, in particolare quella extraeuropea e di matrice islamica, ritenuta incompatibile con la coesione sociale del paese. A questo si affianca un’impostazione socialmente conservatrice su famiglia e criminalità, unita paradossalmente a un sostegno al modello di welfare universalistico svedese, che il partito vuole però riservare prioritariamente ai cittadini nativi (“welfare chauvinism”).
Sul piano economico la linea è più eterogenea e pragmatica rispetto alla destra liberale classica, con posizioni miste tra interventismo statale in settori strategici e aperture al mercato.
Programmaticamente, le priorità restano il drastico contenimento dei flussi migratori e dei ricongiungimenti familiari, l’inasprimento delle pene e il contrasto alla criminalità legata alle gang, politiche di rimpatrio più incisive e una linea più critica verso l’integrazione europea, pur senza chiedere l’uscita dalla UE. Dal 2022 il partito, pur restando fuori dal governo di coalizione guidato da Ulf Kristersson, ne è il principale sostegno parlamentare attraverso l’accordo di Tidö, esercitando un’influenza politica senza precedenti su immigrazione e sicurezza, e consolidandosi come secondo partito svedese per consensi.
I Democratici Svedesi hanno respinto per anni il consenso scientifico sul riscaldamento globale causato dall’uomo. Adesso, pur riconoscendo la realtà del fenomeno, sostengono che altri paesi dovrebbero ridurre le proprie emissioni invece della Svezia, che secondo loro sta già facendo abbastanza.
Democratici Cristiani (KD)
I Democratici Cristiani (Kristdemokraterna, KD) è un partito politico democristiano conservatore, attualmente presente con 19 seggi nel parlamento svedese. Il KD fa parte, insieme a Moderati e Liberali, del governo di coalizione guidato da Ulf Kristersson dal 2022, sostenuto esternamente dagli Svedesi Democratici.
Il partito fu fondato nel 1964 ma entrò per la prima volta in parlamento solo nel 1985 con un solo seggio conquistato grazie ad una alleanza elettorale con il Partito di Centro. Nel 1991 la lista democristiana riuscì per la prima volta da sola a superare il 4% dei voti e ad eleggere 26 parlamentari. I democristiani hanno fatto parte di tutte le coalizioni di governo di centrodestra successive (1991-1994 e 2006-2014) che si sono susseguite dal 1991 ad oggi. Guidato da Ebba Busch, che ricopre anche il ruolo di vice primo ministro, il partito ha conosciuto una crescita elettorale significativa dal 2018, superando lo sbarramento parlamentare dopo anni di incertezza Il partito è membro del Partito popolare europeo (PPE) e del Internazionale Democratica Centrista (CDI).
Storicamente gran parte della sua base elettorale risiedeva tra coloro che appartengono alle comunità evangeliche in Svezia come le chiese luterane, pentecostale, metodiste e battiste). Queste chiese hanno molti seguaci in Småland, la regione in cui il partito è politicamente più forte. I gruppi di elettori più importanti per il partito sono anziani, famiglie e cittadini appartenenti alla classe medio-alta.
Ideologicamente il partito si colloca nel centrodestra, coniugando principi di ispirazione cristiano-democratica — sussidiarietà, centralità della famiglia, solidarietà intergenerazionale — con un liberalismo economico moderato più vicino alle posizioni dei Moderati che a un originario afflato confessionale, ormai fortemente attenuato nella comunicazione pubblica del partito, che si presenta oggi come forza di valori piuttosto che esplicitamente religiosa.
Sul piano programmatico le priorità storiche includono: il sostegno alla famiglia tradizionale attraverso sgravi fiscali e maggiore libertà di scelta tra assistenza pubblica all’infanzia e cura domestica dei figli; politiche a favore degli anziani, con particolare attenzione alla qualità dell’assistenza geriatrica, storico cavallo di battaglia del partito; riduzione della tassazione; posizioni conservatrici su temi etici come eutanasia e, in misura minore rispetto al passato, aborto. Negli ultimi anni il partito ha rafforzato anche le posizioni su sicurezza, difesa e immigrazione, avvicinandosi alla linea del governo di centrodestra.
Storicamente gran parte della sua base elettorale risiedeva tra coloro che appartengono alle comunità evangeliche in Svezia come le chiese luterane, pentecostale, metodiste e battiste). Queste chiese hanno molti seguaci in Småland, la regione in cui il partito è politicamente più forte. I gruppi di elettori più importanti per il partito sono anziani, famiglie e cittadini appartenenti alla classe medio-alta.
Partito Ambientalista – I Verdi (MP)
Il Partito Ambientalista – i Verdi (Miljöpartiet de Gröna) è un partito politico ambientalista e filoeuropeo, attualmente presente in parlamento con 18 seggi. Il partito aderisce ai Verdi Europei e, unico partito svedese, non ha un vero e proprio segretario, ma due portavoce, un uomo ed una donna.
Nato dal movimento referendario del 1980 di opposizione al nucleare, il partito è entrato in parlamento per la prima volta nel 1988, e poi di nuovo nel 1994 e in tutte le elezioni successive. Nel 2002 appoggiò dall’esterno il governo del socialdemocratico Göran Persson. Nelle elezioni generali del 2014, i Verdi hanno ricevuto il 6,9% dei voti e 25 seggi, rendendo il partito il quarto più grande nel Riksdag. Dall’ ottobre 2014, fino al novembre 2021 il Partito dei Verdi è stato partner del Partito socialdemocratico svedese nel governo di minoranza guidato da Stefan Löfven, la prima volta nella sua storia che i Verdi sono entrati nel governo con ministri propri. Alle ultime elezioni nel 2022 i Verdi hanno ottenuto il 5,1% dei voti e 18 seggi.
Ideologicamente il partito fonda la propria identità sull’ecologismo politico, coniugando la difesa dell’ambiente con un impianto progressista su diritti civili, femminismo, diritti LGBTQ+ e giustizia sociale. Storicamente diffidente verso le strutture di potere centralizzate, il Miljöpartiet ha mantenuto per decenni una struttura interna paritaria con doppia leadership (un portavoce donna e uno uomo), a simboleggiare il proprio approccio orizzontale e non gerarchico alla politica.
Sul piano programmatico le priorità includono: una transizione energetica accelerata verso le rinnovabili, storicamente in tensione con il nucleare (di cui il partito ha chiesto a lungo la dismissione, pur ammorbidendo negli ultimi anni le posizioni più intransigenti); politiche di mobilità sostenibile con forte investimento in trasporto pubblico e ciclabilità; tassazione ambientale progressiva; protezione della biodiversità e delle aree naturali. Sul piano sociale, il partito sostiene un’accoglienza aperta verso migranti e richiedenti asilo, diritti ampliati per le minoranze, e un’istruzione pubblica di qualità. In politica estera in passato il Miljöpartiet si è opposto all’adesione della Svezia alla NATO. Attualmente all’opposizione, guidato da una leadership rinnovata, il partito continua a puntare sul voto ambientalista giovane e urbano.
Liberali (L)
I Liberali (Liberalerna, L) è un partito politico socialmente e economicamente liberale, attualmente presente con 16 seggi nel parlamento svedese. Fino al 2015 era conosciuto come Partito popolare liberale (Folkpartiet liberalerna, FP). Il partito è membro dell’ Internazionale Liberale e dell’Alliance of Liberals and Democrats for Europe (ALDE) , oltre a far parte delle organizzazioni liberali a livello nordico e baltico. I liberali sono stati parte delle coalizioni di governo di centrodestra dal 1976 al 1982, dal 1991 al 1994, dal 2006 al 2014 e dal 2022 ad oggi.
Il partito storicamente è stato posizionato al centro del panorama politico svedese, disposto a cooperare sia con i socialdemocratici che con i conservatori. Negli anni 2000 tuttavia si è spostato verso posizioni economicamente più liberiste e si è spostato ancora piu’ a destra dopo le elezioni del 2018, tanto da accettare la collaborazione di governo con la destra populista xenofoba degli Svedesi Democratici dopo le elezioni del 2022.
Ideologicamente il partito coniuga liberalismo economico e liberalismo sociale: sostiene il libero mercato, la concorrenza e la riduzione della burocrazia, ma mantiene rispetto ai Moderati un’attenzione più marcata verso l’istruzione pubblica di qualità, i diritti individuali e un certo europeismo convinto, che lo distingue dalle posizioni più euroscettiche di altri partiti di centrodestra. Storicamente il partito ha rappresentato l’ala più progressista sui diritti civili all’interno del blocco borghese, pur mantenendo una linea rigorosa su integrazione e ordine pubblico.
Sul piano programmatico le priorità includono: il rafforzamento della qualità e del rigore nella scuola pubblica, storico terreno di elezione del partito (il “partito della scuola”); politiche di integrazione più esigenti verso gli immigrati, con enfasi su apprendimento della lingua e ingresso nel mercato del lavoro; liberalizzazioni nel mercato del lavoro e degli affitti; un sostegno convinto all’adesione NATO, di cui è stato tra i principali promotori. Il partito ha tradizionalmente occupato posizioni ministeriali legate a istruzione, giustizia ed energia nei governi di centrodestra.
Altri Partiti
I seguenti partiti che si presentano alle elezioni non hanno rappresentanti nel parlamento uscente:
Alternativa per la Svezia: partito di estrema destra xenofoba, che si è presentato in passato alle elezioni del 2018 e del 2022, ottenendo in entrambi i casi lo 0,3% dei voti. Coalizione dei cittadini: partito di destra nazionalconservatore che si è presentato alle elezioni del 2018 e del 2022, ottenendo in entrambi i casi lo 0,2% dei voti. Partito Pirata: partito libertario, mai entrato nel parlamento nazionale, che si presenta alle elezioni dal 2006. Nel 2009 ha eletto un rappresentante nel parlamento europeo. Alle elezioni del 2022 ha ottenuto lo 0,1% dei voti. Partito delle Sfumature : partito rappresentanze degli interessi delle comunità mussulmane. Alle elezioni del 2022 ha ottenuto lo 0,4% dei voti. Partito dei Valori Cristiani: partito di destra conservatrice antiabortista fondato nel 2014. Non ha mai ottenuto oltre lo 0,1% dei voti.
Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con i sondaggi elettorali.
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