All’inizio degli anni ’70, dopo quasi 40 anni di “Estado Novo”, il regime autoritario di destra fondato da António de Oliveira Salazar, il Portogallo era uno dei paesi più’ arretrati d’Europa, sia socialmente che economicamente. Dopo la morte di Salazar nel 1970, il regime era sopravvissuto ancora per alcuni anni, ma era entrato in una profonda crisi, aggravata dalle rivolte armate nei possedimenti “imperiali” di Angola, Mozambico e Guinea, guidate da contrapposti movimenti ribelli appoggati dall’URSS e dagli USA. Negli ambienti militari cominciò a diffondersi un movimento di ufficiali di rango medio-basso, con idee politiche di sinistra ed estrema sinistra, contrario alla guerra coloniale e favorevole alla convocazione di elezioni libere, chiamato “Movimento delle Forze Armate” (MFA).
il 25 Aprile del 1974 i militari ribelli guidati dal colonnello Otelo Saraiva de Carvalho diedero vita ad un colpo di stato incruento, appoggiato dalla popolazione, chiamato “Rivoluzione dei Garofani” (Revolução dos Cravos) a causa dal gesto di una fioraia, Celeste Caeiro, che in una piazza di Lisbona offrì garofani ai soldati da infilare nelle canne dei fucili, per segnalare alle truppe governative di non opporre resistenza armata. Fu instaurata una Giunta di Salvezza Nazionale alla quale seguì un governo provvisorio incaricato di organizzare libere elezioni. Nel Marzo 1975 un fallito tentativo di colpo di stato di ambienti militari di destra sposò il regime verso posizioni di sinistra più radicale che portarono in pochi mesi ad una vasta operazione di nazionalizzazione dell’economia del paese.
Il 25 Aprile 1975 si tennero le elezioni per l’Assemblea Costituente, che videro arrivare in testa il Partito Socialista di Mario Soares, storico oppositore del regime di Salazar, seguito dal Partito Popolare Democratico (centrodestra) di Francisco de Sá Carneiro, dal partito comunista filosovietico di Álvaro Cunhal e dai conservatori del Centro Democratico Sociale di Diogo Freitas do Amaral. Nell’estate del 1975 si ebbero in vaste zone del paese tentativi di occupazione delle terre rurali da parte dei braccianti agricoli, che portarono a violenti scontri con le milizie armate odi autodifesa organizzate dai proprietari terriere. Pochi mesi dopo, un nuovo tentativo di colpo di stato, questa volta organizzato dall’estrema sinistra e guidato da Otelo de Carvalho fu bloccato dai militari fedeli al governo.
Il Portogallo concesse l’indipendenza alle sue province d’oltremare (Mozambico, Angola, Guinea, Capo Verde e Sao Tome e Principe). Quasi 1 milione di persone di origine portoghese dovettero abbandonare le ex colonie e emigrare in Portogallo come rifugiati. I nuovi paesi indipendenti furono devastati dalle brutali guerre civili nei decenni seguenti dovute ai confitti tra i nuovi governi filosovietici e i ribelli appoggiati da USA e Sudafrica.
Il 25 Aprile 1976 fu eletta la prima Assemblea Nazione dopo l’entrata in vigore della nuova costituzione che diede nuovamente la maggioranza relativa ai socialisti. Mario Soares divenne quindi il primo capo di governo socialista della storia del Portogallo a capo di un governo di minoranza, che nei mesi successivi si allargò ai conservatori del CDS, non essendo possibile (anche perché fortemente sconsigliato dagli USA) un accordo di governo con i comunisti filosovietici di Cunhal. Nel giugno dello stesso anno si tennero le prime elezioni presidenziali dirette, che videro la vittoria dell’ex generale António Ramalho Eanes.
A causa del pessimo stato delle finanze del paese, il governo di Mario Soares fu costretto ad adottare una rigorosa politica di austerità, che lo rese profondamente impopolare. Soares dovette rassegnare le dimissioni dopo soli due anni, nel 1978 e Eanes lo sostituì con un primo ministro indipendente. Le elezioni del 1979 furono vinte da un’allenza tra il PPD (rinominato nel fratttempo PSD, Partito Sociale Democratico), il CDS e gruppi politici monarchici, che consentirono a Francisco de Sá Carneiro di diventare primo ministro.
Poiché le elezioni del 1979 erano state “straordinarie”, per la legge elettorale spagnola furono tenute nuove elezioni alla scandenza naturale della legislatura, nel 1980, che videro nuovamente la vittoria del centrodestra. Eanes nel frattempo fu riconfermato alla presidenza. Due mesi dopo le elezioni il primo ministro Sá Carneiro morì in un tragico incidente aereo e fu sostituito alla guida del governo dal leader del CDS Diogo Freitas do Amaral.
Le politiche liberiste dei governi di centrodestra provocarono una vasta ondata di scioperi e proteste tra la popolazione, che portarono il centrodestra alla sconfitta nelle elezioni del 1983, dalle quali i socialisti di Soares uscirono nuovamente vincitori. Non riuscendo a trovare ancora una volta nessun accordo con i comunisti, Soares fu costretto a formare un governo di “grande coalizione” con il PSD. Eanes allora decise di formare un suo proprio movimento politico centrista, il ” Partito Rinnovatore Democratico” (PRD) che provocò una scissione all’interno del PS. Nel 1985, il nuovo leader del PSD, il giovane e carismatico Anibal Cavaco Silva, decise di concludere l’esperienza di governo con il PS, portando il paese ad elezioni anticipate, che videro la vittoria del PSD, e il crollo del PS a vantaggio del PRD che diventava la terza forza del paese. Cavaco Silva diventò quindi primo ministro a capo di un governo monocolore appoggiato da PSD e CDS, che avrebbe governato per i successivi 10 anni. Nel 1986 Soares fu eletto presidente della repubblica, battendo per un soffio il leader conservatore Freitas do Amaral, carica che fu riconfermata nelle elezioni presidenziali del 1991. Nello stesso anno il Portogallo entrava nella Comunità Europea. Nel 1987 e nel 1991 il PSD ottenne la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento. Gli anni dei governi di Cavaco Silva videro uno sviluppo economico senza precedenti del paese. I tagli fiscali, la deregolamentazione economica, l’apertura ai mercati internazionali e l’arrivo dei fondi dell’UE per potenziale le infrastrutture del paese stimolarono diversi anni di crescita economica ininterrotta.
Nel 1993 tuttavia gli “anni d’oro” di Cavaco Silva arrivarono ad una brusca conclusione a causa della crisi economica europea che colpì pesantemente il paese, provocando un aumento drammatico del tasso di disoccupazione, che avrebbe portato centinaia di migliaia di portoghesi ad emigrare negli anni successivi verso gli altri paesi europei. CAvaco Silva decise di non ripresentarsi alle elezioni del 1995, che furono vinte dal PS guidato da Antonio Guterres, (l’attuale Segretario Generale dell’ONU) che divenne primo ministro di un governo monocolore socialista e fu poi riconfermato nelle successive elezioni del 1999.