Luiz Inácio Lula da Silva (77 anni), nato Luiz Inácio da Silva, è un politico ed ex sindacalista brasiliano. È stato il trentacinquesimo Presidente della Repubblica Federale del Brasile, dal 2003 al 2010.
Lula nacque da una famiglia povera e analfabeta in un piccolo paese nello Stato brasiliano di Pernambuco. Iniziò a lavorare a 12 anni, senza neanche avere completato le scuole elementari. Nonostante tutto riuscì a proseguire gli studi arrivando a conseguire un diploma di scuola superiore. Nel 1956 si trasferì con la famiglia a San Paolo, dove iniziò la sua attività di sindacalista e attivista politico. La sua prima moglie, Maria de Lourdes, morì di parto, assieme al bambino, nel 1971. Nel 1974 si risposò con l’italo-brasiliana Marisa Letícia Rocco Casa da cui ebbe tre bambini. Ebbe una figlia nata fuori dal matrimonio lo stesso anno, con Miriam Cordeiro. Nel 1978 fu eletto presidente del sindacato dei lavoratori dell’acciaio dell’area industriale di San Paolo. Durante gli anni della dittatura militare fu incarcerato per un mese per aver organizzato uno sciopero.
Nel 1980, assieme a vari intellettuali e dirigenti sindacali di sinistra fondò il Partido dos Trabalhadores (PT), un partito progressista di sinistra radicale. Nel 1982 si candidò senza successo alla carica di governatore di San Paolo. Ne 1986 fu eletto deputato nel parlamento brasiliano. Nel 1987 si candidò per la prima volta alla presidenza della repubblica, ottenendo un successo clamoroso e venendo sconfitto di misura al ballottaggio dal conservatore Fernando Collor, appoggiato dai media e dai grandi gruppi politici e finanziari brasiliani. Fu nuovamente candidato alla presidenza nel 1994 , dove fu sconfitto dal candidato di centrodestra liberale Fernando Henrique Cardoso del PSDB. Si ricandidò per la terza volta nel 1998 e fu di nuovo sconfitto da Cardoso che correva per un secondo mandato. Nel 2002, al suo quarto tentativo consecutivo, fu finalmente eletto presidente, superando al ballottaggio il centrista José Serra. Fu poi riconfermato nelle elezioni del 2006, sconfiggendo il candidato del PSDB Geraldo Alckmin.
Una volta eletto, Lula mise in atto vari programmi sociali contro la povertà attuando il programma Fome Zero (“Fame Zero”) per sostenere la popolazione rurale dei villaggi della regione semi-arida del nord-est e soprattutto la Bolsa Família (“Borsa Famiglia”) che aiutava le famiglie povere a mandare i bambini a scuola, fornendo anche mezzi di sussistenza di base come cibo e gas per cucinare. Un altro progetto di Lula è stato l PAC, un programma di investimenti infrastrutturali per stimolare la crescita economica. Durante il secondo mandato di Lula si è aggiunto anche il PDE, un programma per portare il livello di istruzione brasiliana al livello dei paesi sviluppati. No avendo il PT e gli altri partiti di sinistra suoi alleati la maggioranza in parlamento, per governare Lula dovette venire a parti con il cosiddetto “Centrão”, cioè l’insieme di partiti di centro e centrodestra, che costituivano il blocco centrale del parlamento brasiliano, spesso legati a potenti famiglie e a potentati economici locali dei vari stati brasiliani. Nel 2010, alla fine del suo secondo mandato, sostenne la candidatura alla presidenza della sua compagna di partito Dilma Dousseff, che fu eletta soprattutto grazie al suo appoggio.
Nel 2016 Lula venne coinvolto nella Operação Lava Jato (Operazione Autolavaggio), con l’accusa di aver ricevuto denaro e favori personali dall’azienda petrolifera Petrobras, in particolare per la costruzione di un appartamento di sua proprietà. L’anno successivo fu condannato in primo grado dal giudice Sörgio Moro a nove anni e mezzo di reclusione. Nel processo di appello la pena fu elevata a 12 anni e nell’aprile 2018 fu incarcerato. Nel novembre 2019 fu rilasciato dopo che il Tribunale Supremo Federale aveva dichiarato illegittimo il suo arresto, in quando non condannato in via definitiva. Nel marzo 2021 fu prosciolto da ogni accusa riacquisendo i suoi diritti politici.
Nel frattempo sua moglie Marisa Leticia era morta d’infarto. Durante la prigionia Lula conobbe la sociologa Rosângela da Silva , detta Janja di 21 anni più giovane di lui, con la quale si è sposato nel maggio di quest’anno, poco prima di annunciare che si sarebbe candidato per la sesta volta alle elezioni presidenziali.
Il candidato alla vicepresidenza di Lula è il suo ex avversario Geraldo José Rodrigues Alckmin Filho (70 anni). Alckmin è un politico di lungo corso che ha servito come governatore di San Paolo dal 2001 al 2006, e poi di nuovo dal 2011 al 2018. ed è stato candidato alla presidenza per il Partito Social Democratico Brasiliano (PSDB) nel 2006 (contro Lula) e nel 2018 (contro Bolsonaro). Nel 2021 Alckmin ha lasciato il PSDB dopo 33 anni di militanza e si è unito al Partito socialista brasiliano (PSB) che fa parte della coalizione di partiti di sinistra a sostegno di Lula.
Jair Bolsonaro (PL, Republicanos, PP, PRTB, PSC)
Jair Messias Bolsonaro (67 anni) è un politico brasiliano, Presidente del Brasile dal 1º gennaio 2019.
Nato da una famiglia di origine italiana, Bolsonaro da giovane ha frequentato l’accademia militare, diventando un ufficiale di carriera nei reparti di artiglieria e paracadutismo. Ha avuto 5 figli da tre diversi matrimoni. Nel 1988 fu eletto consigliere comunale a Rio de Janeiro e nel 1991 fu eletto deputato del parlamento nazionale, per il Partito Democratico Cristiano. Nei 27 anni successivi è sempre stato rieletto deputato e ha militato complessivamente in nove diversi partiti di centrodestra, destra ed estrema destra.
Durante la sua carriera di deputato non ha mai partecipato al governo e non ha è mai stato un legislatore particolarmente attivo. Durante il periodo dell’Operação Lava Jato, quando molti politici furono inquisiti per corruzione, acquistò notorietà per i suoi messaggi populisti di estrema destra, e per la sua nostalgia del regime militare. Nel 2018 si candidò alle elezioni presidenziali con l’appoggio di alcuni piccoli partiti estrema destra, di ambienti militari e con il forte sostegno delle chiese evangeliche brasiliane (pur essendo lui ufficialmente cattolico). Ottenne sostanziosi finanziamenti dai grandi latifondisti agrari (i cosiddetti fazendeiros), in quanto contrario alle regolamentazioni ambientali messe in atto durante i precedenti governi di centrosinistra, e anche da gruppo finanziari interessati alle sue idee di destra liberista. A pochi giorni dalle elezioni Bolsonaro fu ferito con una coltellata da uno psicopatico durante un comizio. L’impatto mediatico dell’accaduto contribuì ad aumentarne la popolarità. Fu eletto al secondo turno battendo nettamente il candidato del Partito del Lavoratori Fernando Haddad.
Una volta eletto Bolsonaro nominò nel suo governo esponenti di estrema destra, ex militari e anche il giudice Sérgio Moro, che aveva fatto arrestare l’ex presidente Lula per corruzione. Non appena insediato, ha promosso azioni volte a diminuire i diritti delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali. Uno dei primissimi provvedimenti governativi è stato quello di escludere le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender dalle competenze del Ministero delle Donne, della Famiglia e dei Diritti Umani.
Nonostante la sua ideologia liberista, una delle sue prime azioni come presidente è stata aumentare il salario minimo ed è sempre stato contrario alla riforma del costoso sistema pensionistico brasiliano. Dopo lo scoppio della pandemia di COVID-19 in Brasile Bolsonaro ha ripetutamente sminuito e negato la gravità della problematica definendo il virus una “febbriciattola” e rinviato a lungo l’imposizione di misure di distanziamento sociale funzionali a limitare l’espansione del contagio considerandole “roba da femminucce impaurite”. Le sue politiche sanitarie sono state aspramente criticate da membri dell’opposizione e da diversi osservatori internazionali. Anche la gestione del piano di vaccinazione è stata molto criticata in quanto “improvvisata”, tanto che in molti casi sono stati i governatori degli stati federali a prenderne in mano l’organizzazione. Nel dicembre 2021 il Tribunale supremo federale ha aperto un’indagine su Bolsonaro per aver affermato che i vaccini contro la COVID-19 favorirebbero l’AIDS e per presunti collegamenti tra lui e un gruppo d’odio che portava avanti fake news sui vaccini e si mostrava favorevole ad un colpo di Stato militare in Brasile.
Soprannominato il «Trump brasiliano» e paragonato al filippino Rodrigo Duterte, è noto per numerose dichiarazioni controverse. Oltre all’apprezzamento per la dittatura militare e a dichiarazioni di disprezzo verso i parenti dei desaparecidos, Bolsonaro ha manifestato posizioni estremamente reazionarie e conservatrici su questioni come l’omosessualità, la parità di diritti tra uomo e donna, il razzismo verso i neri, gli indios,i non cristiani, la violenza sessuale, il porto d’armi, l’aborto, l’immigrazione e la difesa dell’ambiente. In passato è arrivato ad affermare che i poveri dovrebbero essere sterilizzati per ridurre la criminalità e che i cittadini dovrebbero poter armarsi e farsi giustizia da solo contro i criminali. In campo geopolitico, Bolsonaro ha espresso una forte vicinanza agli Stati Uniti e un’aperta ostilità per i regimi politici socialisti latinoamericani, primo fra tutti quello del Venezuela di Nicolás Maduro. Bolsonaro è stato accusato dai critici brasiliani e stranieri di “fascismo” in senso sudamericano (nel senso di autoritarismo associato ad un sistema economico neoliberista), di aver impostato una campagna elettorale sulla disinformazione e di essere vicino alle idee dell’alt-right statunitense. Bolsonaro ha espresso il suo sostegno alla tortura contro i trafficanti di droga e gli autori di sequestri di persona, e alla pena di morte per l’omicidio premeditato.
Il candidato vicepresidente di Bolsonaro è Walter Braga Netto. ex generale dell’esercito brasiliano, membro del Partito Liberale ed ex ministro della Difesa brasiliano.
Ciro Gomes (PDT)
Ciro Ferreira Gomes (65 anni) è un politico, avvocato e accademico, affiliato al Partito Laburista Democratico (PDT).
Laureato in giurisprudenza, Gomes ha alle spalle una lunga carriera politica, che risale al 1982, durante la quale ha militato in sette partiti politici differenti. Dopo aver iniziato la carriera come docente universitario, è stato deputato regionale, sindaco di Fortaleza e poi governatore dello stato di Ceará . È stato ministro delle finanze nel 1994 durante la presidenza di Itamar Franco, stabilizzando con successo l’economia e ponendo fine al periodo dell’iperinflazione. Successivamente è stato ministro dell’Integrazione nazionale tra il 2003 e il 2006 durante l’amministrazione Lula.
Ciro si è candidato alla presidenza del Brasile per il Partito Socialista Popolare (PPS) nel 1998 e nel 2002 , classificandosi rispettivamente in terza e quarta posizione. Si è candidato nuovamente nel 2018, quasta volta con il Partito Democratico del Lavoro (PDT), arrivando terzo con il 12,5% dei voti.
Ciro Gomez è attualmente uno dei principali oppositori della presidenza di Jair Bolsonaro , Da quando è entrato a far parte del PDT nel 2015, Ciro ha guidato una rinascita della tradizionale opposizione nazionalista di sinistra antagonista al PT da parte del PDT, ricevendo spesso accuse di essere un populista di sinistra .
La candidata alla vicepresidenza con Ciro Gomes è Ana Paula Andrade Matos Moreira, ex dirigente di Petrobras e attuale vice sindaco della città di Salvador dal 2021, anch’essa membro del PDT.
Simone Tebet (MDB, PSDB, Cidadania PODE)
Simone Nassar Tebet (52 anni) è un avvocatessa, docente universitara, scritricce e senatrice federale in rappresentanza della Regione del Mato Grosso do Sul. È membro del partito del Movimento Democratico Brasiliano (MDB) che la candida a queste elezioni presidenziali a capo di una coalizione di partiti liberali di centro e centrodestra.
Figlia dell’ex governatore e senatore Ramez Tebet, Simone ha iniziato la sua carriera politica nel 2002 come deputata regionale nello stato federale del Mato Gross do Sul. Nel 2004 è stata eletta sindaco di della città di Três Lagoas, carica che ha ricoperto fino al 2010, quando è stata eletta vice-governatrice dello stato del Mato Grosso do Sul. Nel 2014 è stata eletta senatrice nel parlamento federale brasiliano. Nel 2019 è stata eletta Presidente donna della Commissione Costituzione, Giustizia e Cittadinanza e durante la pandemia di Covid-19 ha guidato un’indagine al senato su presunte frodi compiuto dal governo di Jair Bolsonaro nell’acquisto di vaccini contro il virus.
Simone Tebet si presenta coma una candidata centrista, pragmatica e socialmente liberale, opponendosi sia al presidente Bolsonaro che all’ex presidente Lula. Ha affermato che le sue priorità sono le politiche sociali, come l’istruzione , l’ alloggio e l’ ambiente. Tebet si considera una femminista , affermando che i diritti delle donne non dovrebbero essere un tema solo della sinistra ma di tutti gli schieramenti. Tebet si oppone alla legalizzazione dell’aborto (come la maggior parte dei politici brasiliani) ma ha affermato che non dovrebbe essere un tabù politico discuterne.
La candidata alla vice-presidenza con Simone Tebet è Mara Cristina Gabrilli (55 anni), senatrice al parlamento federale per il Partito socialdemocratico brasiliano (PSDB). Di professione psicologa, dopo essere diventata tetraplegica nel 1994 a causa di un incidente stradale, Gabrilli è diventata un’attivista per i diritti delle persone con disabilità.
Soraya Thronicke (Unione Brasile)
Soraya Vieira Thronicke (49 anni) è una senatrice, rappresentante del Mato Grosso do Sul, che si presenta per la lista di centrodestra “Unione Brasile”.
Appartente ad un ricca famiglia di origine tedesca, Soraya Thronicke ha esercitato la professione di avvocato prima di entrare in politica con le elezioni del 2018, quando è stata eletta ala senato nazionale come candidata del “Partito Nuovo” con un programma che includeva la lotta alla corruzione e la liberalizzazione dell’economia.
Ideologicamente Thronicke si identifica come economicamente liberale e socialmente conservatore . Nel 2018 è stata una sostenitrice di Jair Bolsonaro e ha sostenuto la sua campagna con lui durante la sua corsa alla presidenza.
Il suo candidato alla vicepresidenza è l’economiista Marcos Cintra Cavalcanti de Albuquerque (77 anni), ex direttore del Dipartimento delle entrate federali del Brasile.
Candidati minori:
Tra i candidati minori abbiamo Luiz Felipe d’Avila, candidato del “Partido Novo”, con un programma di destra liberista, Vera Lúcia Salgado, del Partito Socialista Unificato dei Lavorati (PSTU, estrema sinistra) José Maria Eymael, uomo d’affari candidato della Democrazia Cristiana (DC, centrodestra), l’economista Sofia Manzano, candidata per il Partito Comunista Brasiliano (PCB, marxisti -leninisti), Leonardo Péricles, leader fondatore di Unione Popolare (UP, estrema sinistra anti-capitalista) e Kelmon Souza del Partito Laburista Brasiliano (PTB, estrema destra).
Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con i sondaggi elettorali.
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