Sono ben 14 i candidati che si presentano in queste elezioni presidenziali, il numero piu’ alto dal 1994.
Ivan Cepeda (Pacto Historico)
Iván Cepeda Castro (nato nel 1962 a Bogotá) è il candidato presidenziale del Pacto Histórico per le elezioni di domenica prossima. La sua figura politica è profondamente segnata dalla tragedia personale e dall’impegno nella difesa dei diritti umani: suo padre, Manuel Cepeda Vargas, fu senatore dell’Unión Patriótica e venne assassinato nel 1994, un evento che ha marcato in maniera indelebile la sua vita e la sua traiettoria politica. Bloomberg LíneaContraPunto Tra il 1998 e il 2004 fu costretto all’esilio in Europa a causa delle minacce ricevute per aver denunciato i legami tra esponenti politici e strutture paramilitari. Rientrato in Colombia, nel 2010 inizio’ la sua carriera politica col l’elezione come deputato, per poi, quattro anni dopo passare al Senato, dove è stato rieletto in diverse occasioni. Cepeda partecipò come facilitatore nell’accordo di pace con le FARC durante il governo di Juan Manuel Santos e fece parte dell’équipe negoziatrice di Gustavo Petro nei dialoghi con l’ELN nell’ambito del programma di Paz Total. La sua campagna elettorale si è distinta per una forte presenza nelle piazze pubbliche, un contatto diretto con le proprie basi, e una notevole assenza nei dibattiti e nelle interviste tradizionali.
Il programma governativo di Iván Cepeda porta il titolo «El poder de la verdad» ed è strutturato attorno al concetto di «tre rivoluzioni per consolidare la potenza mondiale della vita»: rivoluzione etica, sociale-economica e politica.
Il pilastro centrale della rivouzione etica consiste nell’eliminare quella che Cepeda definisce la «prostración moral» del Paese. A tal fine, si impegna a ridurre il proprio stipendio presidenziale e quello dei ministri. Cepeda propone una profonda rigenerazione dello Stato, fondata sulla trasparenza, sulla responsabilità istituzionale e sul contrasto sistematico ai fenomeni corruttivi che, a suo giudizio, hanno storicamente ostacolato lo sviluppo colombiano.
Per quanto riguarda le politiche agrarie e territoriali, Cepeda punta a trasformare la Colombia in una potenza agroalimentare mondiale mediante la ridistribuzione e la formalizzazione massiva delle terre, la costruzione di 30.000 chilometri di vie terziarie nell’ambito del programma «Vías para la Paz», e il rafforzamento della gestione pubblica delle risorse idriche. La sua agenda include la sovranità alimentare, il sostegno alla produzione locale, il credito accessibile e l’accesso alla tecnologia per i piccoli produttori, articolando il sapere scientifico con le conoscenze tradizionali delle comunità contadine e dei popoli indigeni.
La rivoluzione sociale ed economica di Cepeda include l’ampliamento del programma Colombia Mayor da tre a cinque milioni di beneficiari, l’estensione dei programmi Renta Joven e Renta Ciudadana, e l’istituzione del Banco del Pueblo con l’obiettivo di eradicare la povertà che affligge circa 17 milioni di colombiani. Il suo programma economico propone una riorientazione profonda del ruolo dello Stato nell’economia, con maggiore intervento pubblico, rafforzamento del mercato interno e uno sviluppo dell’economia contadina, popolare e solidale come motore della crescita.
Il programma pone forte enfasi sulla continuità della «paz total», il modello di negoziazione con i gruppi armati promosso dal presidente Petro, sulla riconciliazione nazionale e sulla difesa dei diritti umani. In materia di politica estera, Cepeda propone un orientamento autonomo e solidale, con particolare attenzione all’integrazione regionale latinoamericana, alla protezione dei migranti e dei rifugiati colombiani all’estero, nonché al riconoscimento dello Stato palestinese.
Infine in ambito politico-istituzionale, Cepeda promuove una «rivoluzione democratica» — che definisce «pacífica y profunda» — volta a consolidare e rendere irreversibili i cambiamenti sociali avviati dall’attuale governo. Questa rivoluzione propone di restituire il potere al popolo organizzato mediante il principio del «mandar obedeciendo» e il rafforzamento del potere costituente. in pratica si tratta di una politica di continuità e approfondimento del ciclo politico inaugurato da Gustavo Petro, con un’identità radicata nella lotta per i diritti umani e la volontà di ridisegnare profondamente le strutture economiche, sociali e istituzionali della Colombia.
Abelardo de la Espriella (Movimento di Salvezza Nazionale)
Abelardo de la Espriella (nato a Bogotá nel 1978) è laureato in giurisprudenza presso l’Universidad Sergio Arboleda e ha conseguito una specializzazione in Diritto Penale e Criminologia presso l’Universidad Externado de Colombia.
Avvocato penalista di formazione e stratega della comunicazione pubblica, De la Espriella ha costruito la propria carriera nel settore privato avendo come clienti personaggi famosi e ottenendo in questo modo una notevole visibilità mediatica.
Essendo privo di qualsiasi esperienza politica, De la Espriella si presenta come un outsider del sistema politico tradizionale. Ha fondato il movimento Defensores de la Patria, con il quale ha ufficializzato la propria candidatura in queste elezioni presidenziali. Come candidato alla vicepresidenza ha designato José Manuel Restrepo, che è stato ministro delle Finanze e del Commercio sotto la presidenza di Iván Duque, in modo da non far spaventare i mercati finanziari nel caso di una sua vittoria.
Il suo posizionamento politico è di destra populista, mescolando proposte di orientamento conservatore con riferimenti espliciti ai modelli incarnati da Javier Milei in Argentina e Nayib Bukele in El Salvador. Il programma presidenziale è stato battezzato “El Milagro de los Nunca”, con l’ambizione dichiarata di trasformare la Colombia in una “Patria Milagro” e si articola in 13 punti chiave che affrontano sicurezza, economia, salute, istruzione, corruzione e benessere sociale.
In materia di sicurezza, il programma adotta una linea di fermezza assoluta, escludendo qualsiasi negoziazione con organizzazioni criminali. Prevede la distruzione delle 330.000 ettari di coltivazioni di coca attraverso fumigazione aerea, eradicazione manuale, estradizione e confisca accelerata dei beni. È previsto inoltre un piano operativo di 90 giorni con un’offensiva militare e di polizia contro le organizzazioni criminali e i narcotrafficanti. Il programma contempla l’eliminazione della Giurisdizione Speciale per la Pace, da lui definita una “farsa”
Sul fronte economico, De la Espriella si pone l’obiettivo di una crescita annua del 7%, sostenuta da un aggiustamento fiscale di 70.000 miliardi di pesos colombiani e da una riduzione di un quarto dei costi dell’amministrazione pubblica. La strategia prevede una riduzione dello Stato fino al 40% mediante l’eliminazione di ministeri, la fusione di enti e la riduzione dei posti burocratici, con l’obiettivo dichiarato di generare risparmi annui compresi tra 25 e 30.000 miliardi di pesos. Il piano si fonda altresì su una deregolamentazione massiva, applicando la regola di eliminare due leggi per ogni nuova legge emanata, e sulla riduzione del carico fiscale per incentivare l’investimento privato.
Per quanto riguarda la salute, è previsto un piano d’intervento urgente da 10.000 miliardi di pesos per sanare i debiti del sistema e garantire l’accesso ai farmaci, tuttavia si oppone a una riforma strutturale del sistema sanitario e difende la permanenza dell’attuale modello assicurativo. In ambito istruzione, il programma punta sull’ampliamento dei percorsi tecnologici e virtuali, sul rafforzamento della formazione in intelligenza artificiale, robotica e informatica quantistica, sull’introduzione della valutazione degli insegnanti e sulla creazione di un’università “virtuale” nazionale. È prevista la distribuzione gratuita di computer e connettività a internet, con particolare attenzione agli studenti delle zone rurali.
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