I sondaggi effettuati per queste elezioni sono in gran parte concordi nel dare Ivan Cepeda, il candidato della coalizione di sinistra Pacto Historico, in testa nelle intenzioni di voto al primo turno con quasi il 40% del voti. In seconda posizione ma in veloce ascesa è il candidato di estrema destra Abelardo de la Espriella, che raggiunge il 30%. Distanziata invece Paloma Valencia, la quale, dopo essere salita oltre il 20% all’inizio della campagna elettorale, è data adesso sotto al 20%. Ben distanziati, sotto al 5% delle intenzioni di voto, sarebbero i due candidati di centrosinistra Claudia Lopez e Sergio Fajardo.
Per quanto riguarda il ballottaggio, al momento è molto difficile fare pronostici. La maggior parte dei sondaggi Cepeda è dato in vantaggio contro Abelardo de la Esprella con un margine che si è decisamente ridotto negli ultimi giorni, mentre in un eventuale ballottaggio tra Cepeda e Valencia, sarebbe quest’ultima ad essere tendenzialmente favorita.
Ivan Cepeda è uno dei più riconoscibili politici di sinistra colombiani, ha costruito la propria carriera attorno alla difesa dei diritti umani, ai negoziati di pace e alla critica alle tradizionali politiche di sicurezza. In politica intera Cepeda punta a dare continuità alle politiche sociali del presidente Petro. In politica estera questo vorrebbe dire integrazione regionale, diplomazia ambientale e riduzione della dipendenza dalle strategie di sicurezza guidate dagli USA. Con Cepeda alla presidenza, tuttavia le relazioni con gli Stati Uniti potrebbero farsi più complesse, soprattutto con un’amministrazione nettamente di destra come quella di Trump. Le relazioni USA-Colombia si sono deteriorate sotto la seconda amministrazione Trump, a causa delle divergenze con il presidente Petro su politica antidroga, tagli agli aiuti esteri, dazi, e della decisione della Colombia di firmare un accordo di cooperazione con la Cina nell’ambito della Belt and Road Initiative (BRI) . Le divergenze potrebbero emergere sulla politica antidroga, la transizione energetica e l’approccio della Colombia verso il Venezuela. In termini regionali, ci si aspetta la continuazione della “pace totale” con i gruppi armati e un mantenimento dei legami con il Venezuela, ristabiliti da Petro dopo anni di rottura diplomatica. L’accordo cinese con la BRI resterebbe probabilmente in piedi, consolidando una traiettoria di diversificazione dei partner internazionali.
Scenario opposto in caso di una vittoria di Abelardo de la Espriella, il quale ha costruito la propria campagna su una piattaforma securitaria e anti-crimine, promettendo tolleranza zero contro narcotraffico e gruppi armati illegali. De la Espriella è noto per la sua attività di avvocato penalista e per le sue apparizioni sui media, ma non ha precedenti esperienze nella pubblica amministrazione. Durante i suoi comizi, spesso tenuti all’interno di una struttura in vetro antiproiettile, ha lanciato slogan contro il “comunismo” e ha espresso ammirazione per Donald Trump e il presidente salvadoregno Nayib Bukele. De la Espriella si è impegnato a unirsi all’iniziativa “Americas Counter Cartel” di Trump. Ciò significherebbe una svolta radicale nel rapporto con Washington, tornando a una cooperazione stretta in chiave antidroga e di sicurezza. De la Espriella ha appoggiato politiche di sicurezza come lo “stato di eccezione” del Salvador, il che ha sollevato preoccupazioni sul fronte dei diritti umani. I legami con il Venezuela, ristabiliti da Petro, subirebbero quasi certamente una nuova rottura mentre l’accordo con la Cina e la BRI sarebbe probabilmente ridiscusso o abbandonato. La sua postura radicale potrebbe generare tensioni con istituzioni multilaterali (OEA, ONU) e sollevare interrogativi sulla tenuta dello stato di diritto.
Il terzo scenario, meno probabile, è quello di una vittoria di Paloma Valencia, la quale ha proposto una versione modernizzata del Plan Colombia, l’iniziativa bilaterale di sicurezza, e si è impegnata a unirsi all’iniziativa “Americas Counter Cartel” di Trump. Valencia è la candidata identificata come più “rassicurante” per gli investitori esteri e per Washington, senza l’estremismo retorico di De la Espriella . Rispetto a quest’ultimo, Valencia rappresenta una destra più istituzionale, legata alla tradizione del Centro Democrático di Álvaro Uribe. Il rapporto con gli USA sarebbe più cooperativo ma anche più prevedibile e ancorato ai canali tradizionali. Verso il Venezuela, si aspetta un ritorno alla distanza diplomatica; verso la Cina, un ridimensionamento dell’accordo BRI.
Qualunque presidente vinca, dovrà fare i conti con un Parlamento frammentato. Il prossimo presidente dovrà probabilmente formare alleanze tra i partiti. Il Parlamento appare diviso: il Pacto Histórico è prima forza al Senato, ma alla Camera prevalgono le forze conservatrici. Questo significa che anche uno scenario di continuità con Cepeda affronterebbe resistenze legislative significative su riforme strutturali, così come un De la Espriella o una Valencia dovrebbero negoziare per governare con i vari partiti di centro.
Il voto di domenica prossima ridefinirà il posizionamento della Colmbia nell’asse USA-Cina, il tipo di rapporto con il blocco bolivariano, e la traiettoria della sua politica di sicurezza interna, che ha diretti riflessi sui flussi di cocaina verso l’Europa e sulle relazioni transatlantiche. Inoltre si vedrà se l’ondata di destra, che negli ultimi due anni e mezzo ha portato al potere presidenti di destra e centrodestra in Ecuador, Cile, Argentina, Costa Rica e Bolivia, si infrangerà in Colombia o continuerà la sua avanzata fino alle prossime elezioni presidenziali in Brasile.
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