Sergio Fajardo Valderrama (nato a Medellin nel 1956), si è laureato in matematica presso l’Universidad de los Andes, dove ha conseguito anche il master, e successivamente ha ottenuto il dottorato in matematica presso l’Università del Wisconsin-Madison. Prima di intraprendere la carriera politica è stato per molti anni professore universitario. Nel 1999 ha fondato il movimento civico Compromiso Ciudadano con il quale nel 2003 è stato eletto sindaco di Medellin. Ha guidato la città per i successivi quattro anni, portando avanti vari progetti di ammodernamento della città, diventando il sindaco piu’ popolare della Colombia. Nel 2010 è stato candidato alla vicepresidenza della repubblica. Dal 2012 al 2015 è stato governatore della provincia di Antioquia, concentrandosi sulla lotta alla corruzione e sulla trasparenza amministrativa.
Nel 2018 si è candidato alle elezioni presidenziali, a capo di una coalizione di partiti di centrosinistra, arrivando in terza posizione con il 23,8% dei voti. Si è candidato di nuovo nel 2022, ottenendo il 4,2% delle preferenze. Quella di quest’anno rappresenta dunque la sua terza candidatura alla presidenza.
Il suo piano di governo articolato in tre blocchi tematici — denominati “Crisis”, “Esperanza” e “Dignidad” — con 21 proposte programmatiche, al cui centro si colloca la lotta alla corruzione. Sul piano partitico, la candidatura è sostenuta dal partito Dignità e Compromesso, di orientamento centrista progressista, con il sostegno di altri partiti minori di centrodestra e centrosinistra.
Il fulcro del suo programma è la lotta alla corruzione, presentata non come obiettivo tra gli altri, ma come precondizione per qualsiasi riforma strutturale. A questo scopo è prevista la creazione di un’Agenzia Nazionale Anticorruzione, dipendente direttamente dalla Presidenza della Repubblica, con poteri di indagine, sanzione e recupero di risorse. In materia di sicurezza, Fajardo si impegna ad assumere dal primo giorno di governo il ruolo di Comandante Supremo delle Forze Armate per ripristinare la sicurezza dei cittadini su tutto il territorio nazionale, attraverso il rafforzamento dei servizi di sicurezza, la modernizzazione degli apparati e il miglioramento della formazione del personale. Sul piano operativo, il programma prevede l’assunzione di 40.000 nuovi agenti di polizia, il raddoppio dei gruppi specializzati e la costruzione di cinque nuovi istituti penitenziari.
In ambito economico, Fajardo propone un piano di aggiustamento fiscale responsabile, orientato a stabilizzare il debito pubblico, ridurre il deficit e garantire che il denaro pubblico sia impiegato in maniera efficiente. Prevede inoltre la generazione di quattro milioni di posti di lavoro, il contrasto alla corruzione nell’amministrazione fiscale e la concessione di licenze accelerate per i progetti di esplorazione e sfruttamento di idrocarburi attualmente bloccati dal governo del presidente Petro. Sul tema delle infrastrutture, il suo programma propone un piano di rigore e trasparenza finalizzato a rafforzare la competitività nazionale e a integrare le regioni più marginali, dove la presenza capillare dello Stato è ritenuta indispensabile per garantire la sicurezza.
Paloma Valencia (Centro Democratico)
Paloma Susana Valencia Laserna (nata a Popayán, nel dipartimento del Cauca 1976) è nipote di Guillermo León Valencia, Presidente della Repubblica tra il 1962 e il 1966, e pronipote del poeta e Guillermo Valencia; per via materna è nipote del filosofo Mario Laserna Pinzón. Paloma Valencia ha studiato diritto e filosofia presso l’Universidad de los Andes (fondata da suo nonno), dove ha conseguito anche una specializzazione in Economia, e ha successivamente ottenuto un master in Scrittura Creativa presso la New York University.
Valencia è stata senatrice della Repubblica per tre mandati consecutivi, tra il 2014 e il 2022, eletta nelle liste del partito Centro Democrático, fondato dall’ex presidente Álvaro Uribe Vélez, di cui è divenuta nel tempo una delle voci più rappresentative. Nel 2016 fu tra le figure di spicco del movimento di Resistenza Civile che promosse il voto contrario al plebiscito sull’accordo di pace tra il governo Santos e le FARC. Il suo obiettivo dichiarato è diventare la prima donna a raggiungere la Casa de Nariño (sede della presidenza) nei 210 anni di storia repubblicana della Colombia.
Il piano di governo, denominato “Plan 10”, si articola in 111 proposte strutturate attorno a cinque grandi assi — sicurezza, salute, economia, energia e lotta alla corruzione — con un approccio di Stato forte, recupero istituzionale e riattivazione economica.
In materia di sicurezza, Valencia adotta una linea di fermezza istituzionale. Il programma punta a ripristinare l’autorità statale nei territori attualmente dominati dall’estorsione, dal microtraffico e dal controllo criminale, attraverso una presenza reale e continuata delle forze dell’ordine. Sul piano operativo, prevede il reclutamento di 30.000 nuovi militari e 30.000 nuovi agenti di polizia, unitamente a investimenti in tecnologia, droni e cyber-intelligence. Sul fronte economico, Valencia difende una riduzione della pressione fiscale sulle imprese, un maggiore impulso all’investimento privato e la riattivazione di settori come petrolio, gas e minerario. Sostiene inoltre il fracking sotto regolazione ambientale e si pone l’obiettivo di raggiungere tassi di crescita annua vicini al 5%. In ambito tributario, propone la riduzione dell’aliquota dell’imposta sul reddito d’impresa, l’eliminazione dell’imposta patrimoniale e la semplificazione del sistema fiscale, rimuovendo adempimenti burocratici ritenuti superflui.
Per quanto riguarda la salute e l’istruzione, Valencia si impegna a smaltire i milioni di visite mediche e procedure sanitarie in arretrato già nei primi mesi di governo, a rafforzare la copertura educativa mediante voucher scolastici, borse di studio e formazione tecnologica orientata all’intelligenza artificiale. Prevede altresì sussidi per anziani vulnerabili, madri capofamiglia e giovani studenti. Sul tema della corruzione, il suo programma propone un approccio digitale e basato sui dati, con un cruscotto pubblico di obiettivi e risultati gestito da un’agenzia di pianificazione potenziata dall’intelligenza artificiale, in grado di mostrare in tempo reale cosa funziona e cosa no.
Claudia López (Indipendente)
Claudia Nayibe López Hernández (nata a Bogotá nel 1970) è a laureata in finanze e relazioni internazionali, con un master in amministrazione pubblica e politica urbana e un dottorato in Scienze politiche. Sul piano istituzionale è stata senatrice della Repubblica ed è stata candidata alla vicepresidenza nel 2018 per SErgio Fajardo, che in quell’occasione ottenne il 23,8% dei voti. Tra il 2020 e il 2023 ha guidato l’amministrazione di Bogotá, diventando la prima donna e il primo politico apertamente omosessuale ad essere eletto alla carica di sindaco della capitale. Fino all’anno scorso Claudia López ha fatto parte dell’Alleanza Verde, per poi decidere di presentarsi come indipendente in queste elezioni presidenzial con il supporto di un comitato civico.
Sul piano programmatico, López si colloca in un’area di “centro progressista”, indipendente sia dalla sinistra del presidente Petro che dalla destra “uribista”. La sua campagna elettorale si basa sull”esperienza amministrativa maturata a Bogotá: le politiche realizzate nella capitale vengono proposte come modello da estendere all’intero territorio nazionale.
Il piano di governo si articola attorno a tre accordi strategici: sicurezza e governabilità territoriale; uguaglianza e giustizia sociale; sviluppo regionale sostenibile e contrasto alla corruzione. In materia di sicurezza pubblica, López adotta un approccio nettamente distinto dalla politica di “Paz Total” dell’attuale esecutivo. Riconduce la violenza al crimine organizzato transnazionale, escludendo l’esistenza di un conflitto armato in senso classico. Rigetta le negoziazioni politiche con i gruppi armati e propone una risposta di carattere punitivo nei confronti delle organizzazioni mafiose. Il programma prevede anche una riforma della Polizia nazionale che prevede il potenziamento delle forze dell’ordine attraverso il reclutamento di 40.000 nuovi effettivi e la professionalizzazione del personale militare e di polizia.
Riguardo al sistema sanitario, López propone un modello misto, fondato sul contrasto alla corruzione e sull’utilizzo della tecnologia per garantire l’accesso ai servizi e ai trattamenti, con l’integrazione delle farmacie di quartiere per la distribuzione capillare dei medicinali. Sul fronte dell’istruzione, la candidata intende estendere la giornata scolastica a sette ore, trasformando le scuole e i centri comunitari in spazi multifunzionali dedicati all’istruzione, alla formazione professionale femminile e all’assistenza ad anziani e persone con disabilità. È prevista inoltre l’istituzione di un milione di borse di studio universitarie, tecnologiche e orientate all’imprenditorialità. In ambito economico e sociale, il programma contempla l’accesso al credito agevolato per le piccole e medie imprese, il sostegno tecnico all’agricoltura contadina con prezzi garantiti sui raccolti, e la realizzazione di 600.000 alloggi di edilizia popolare. Il contrasto alla corruzione rappresenta un filo conduttore trasversale all’intero impianto programmatico. La candidata ha dichiarato pubblicamente di non ambire “a un incarico in particolare”, bensì di voler contribuire a “sottrarre la Colombia dalla povertà” e a combattere i fenomeni corruttivi che ne ostacolano lo sviluppo.
Altri candidati
Santiago Botero Jaramillo: ingegnere agrario senza precedenti esperienze politiche che si candida come indipendente. Mauricio Lizcano: avvocato e politico, ex ministro delle comunicazioni ed ex presidente del Senato, che si candida come indipedente. Miguel Uribe Londoño: economista, avvocato ed ex senatore, candidato per il Partito Democratico Colombiano, una piccola formazione politica di centrosinistra, che alle ultime elezioni ha fatto parto della coalizione “Alleanza per la Colombia”. Sondra Macollins Garvin: avvocato, senza precedenti esperienze politiche che si candida come indipendente. Roy Barreras: medico, scrittore e professore universitario, ex ambasciatore della Colombia in Gran Bretagna ed ex presidente del Senato. Di ispirazione liberale, in passato ha fatto parte di vari partiti di centrodestra, per poi entrare a far parte del Pacto Historico. E’ candidato per La Fuerza, un piccolo partito di sinistra Carlos Caicedo: avvocato e politico, ex governatore di Magdalena, sindaco di Santa Marta e leader di Forza Cittadina, piccola formazione di centrosinistra, che si presenta come indipendente. Gustavo Matamoros: generale in pensione, ex capo di stato maggiore delle forze armate, candidato del Partito Ecologista Colombiano, piccola formazione politica di centrosinistra che fa parte del Fronte Ampio Unitario.
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