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IL GIRAMONDO – Elezioni a Singapore: la dittatura democratica perfetta

File:Flag of Singapore (bordered).svgLa città-stato di Singapore va alle urne venerdì 10 luglio per rinnovare gli 89 seggi del proprio parlamento. Il governo del primo ministro uscente Lee Hsien Loong punta ad un nuovo mandato. Le procedure di voto possono essere leggermente diverse dal solito, data la pandemia  di covid-19. Ma il risultato sarà proprio come le precedenti 12 elezioni nazionali: il Partito di Azione Popolare (PAP) al potere otterrà la stragrande maggioranza di seggi.

Il PAP, che ha detenuto il potere da prima dell’indipendenza nel 1965 non ha mai ottenuto meno del 60% dei voti.  La popolarità del PAP deriva in gran parte dalla sua competenza. Ha presieduto decenni di rapida crescita economica, senza la corruzione che affligge i paesi vicini. Tuttavia, per evitare che gli elettori votassero “in maniera sbagliata” ha ideato un sistema elettorale unico nel suo genere: un sistema plurinominale maggioritario ad un turno dove il partito che ottiene la maggioranza assoluta dei voti ottiene tutti i seggi  di un determinato distretto elettorale.  I partiti che non riescono ad ottenere almeno il 12,5% dei voti in un singolo distretto elettorale perdono i 10 mila dollari di deposito elettorale.  Per evitare ulteriori sorprese, i distretti elettorale vengono ridisegnati dal governo. Infine le “campagne negative” sono vietate, per cui chi critica il governo in campagna elettorale può essere pesantemente multato .  Quest’anno l’opposizione è ulteriormente svantaggiata dal divieto di fare comizi, dovuto alla pandemia di coronavirus.

Il più grande ostacolo all’opposizione, tuttavia, è il perpetuo soffocamento del dibattito pubblico. La costituzione elenca  otto diversi motivi per cui il Parlamento può  limitare la libertà di parola. Recentemente il governo ha rafforzato le leggi che puniscono la diffusione di “fake news” che colpisce pesantemente anche i  social media.  Le proteste pubbliche devono essere ufficialmente organizzate con almeno un mese di anticipo e devono essere approvate dal governo, altrimenti gli organizzatori rischiano di pagare multe salate e di finire in galera.

L’unica novità interessante in queste elezioni è la rottura politica che ha coinvolto la famiglia Lee, la più potente del paese. Lee Huan Yew è stato il fondatore di Singapore e suo primo ministro dal 1965 al 1996.  Suo figlio Lee Hsien Loong  è l’attuale primo ministro, in carica dal 2004. Il fratello minore del primo ministro,  Lee Hsien Yang, ha clamorosamente abbandonato il PAP e  si è unito ad un nuovo partito di opposizione, il Partito del Progresso di Singapore (SPP), fondato da Tan Cheng Bock, ex deputato per il PAP per 25 anni.

La principale vulnerabilità del governo deriva dalla gestione di Covid-19 e dal danno economico che l’epidemia porterà. Inizialmente Singapore è stata vista come un modello nella battaglia contro la malattia. Tutto è cambiato ad aprile, quando decine di migliaia di casi hanno cominciato a emergere nei dormitori per i lavoratori migranti, in gran parte provenienti dall’India. Questo ha provocato uno stretto lockdown  che ha danneggiato gravemente l’economica. La recessione internazionale sta facendo il resto e adesso il governo prevede che l’economia quest’anno si ridurrà del 4-7% .

Il governo ha quindi deciso di investire parte delle ingenti riserve finanziare del paese per stimolare l’economia nei prossimi mesi. Questa pioggia di denaro pubblico dovrebbe essere sufficiente per il governo per mantenere il consenso elettorale. Il vero test per il PAP arriverà dopo le elezioni. Se la recessione  dovesse essere prolungata potrebbe danneggiare il “patto” tra il PAP e i suoi elettori, che fino ad oggi hanno accettato di limitare i propri diritti democratici e la propria libertà personale in cambio di una stabilità sociale e di un costante miglioramento della loro condizione economica.  Nel frattempo il primo ministro Lee ha affermato che andrà in pensione prima del suo settantesimo compleanno, all’inizio del 2022. Sebbene i cittadini di Singapore tendono a non votare per  il cambiamento, prima o poi lo ottengono comunque. 

 

IL SISTEMA POLITICO – ELETTORALE

Coat of arms of Singapore.svg

 

Singapore è ufficialmente una repubblica democratica rappresentativa parlamentare multipartitica dove il Presidente di Singapore è il capo dello stato e il Primo Ministro è il capo del governo. Il potere esecutivo è esercitato dal governo e in maniera limitata dal Presidente. Il governo risponde ufficialmente al parlamento. Il sistema istituzionale si ispira a quello britannico.  

Il Presidente di Singapore svolge un ruolo quasi esclusivamente cerimoniale.  Il Presidente viene eletto direttamente dal popolo per un mandato di 6 anni rinnovabile una volta. Fino al 1991 il presidente veniva eletto dal parlamento. Dal 1993 è stata introdotto l’elezioni diretta. La presidenze deve ruotare tra le tre etnie del paese (cinesi, indiani e malesi).  La presidente attuale, Halimah Yacob, appartiene all’etnia malese ed è stata eletta nel 2017 senza bisogno di votazione dal momento che era l’unica candidata.

Il parlamento è formata da  89 membri, eletti per un periodo di 5 anni con sistema maggioritario a turno unico. Ci sono 27 circoscrizioni elettorali. 14 di esse sono uninominali, 6 hanno 4 seggi, e 11 hanno 5 seggi.  Il partito che ottiene la maggioranza relativa dei voti in una circoscrizione se ne aggiudica tutti i seggi .  Dato che in passato il PAP aveva spesso ottenuto tutti o quasi i seggi in parlamento, nel 1991 era stato stabilito di avere un numero minimo di 3 membri dell’opposizione in parlamento, facendo eleggere i “migliori perdenti” tra i candidati dell’opposizione.Nelle elezioni del 2015  tale numero era salito a 9, per arrivare a 12 con queste elezioni, introducendo di fatto una correzione in senso proporzionale al sistema maggioritario esistente.

Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, Singapore è una cosiddetta “Democrazia Imperfetta”, al livello di paesi tipo Hong Kong,  Messico, Macedonia del Nord e Ucraina.

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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