Val d’Aosta (Italia): avanza la Lega di Salvini che diventa secondo partito della Regione. In forte calo l’Union Valdotaine, tradizionale partito di governo.
Libano: avanza l’alleanza di partiti che fa capo a Hezbollah (nazionalisti sciiti) e cala la coalizione “Movimento Futuro” (liberali sunniti) del Primo ministro Saad Hariri ,che rimane comunque a capo del governo.
Malesia: storica sconfitta dell’UMNO e della coalizione della destra conservatrice al potere dall’indipedenza del paese e vittoria dell’alleanza di opposizione “Pakatan Harapan” formata da partiti liberali, socialdemocratici e rappresentanti delle minoranze etniche.
Iraq: arriva in testa la coalizione guidata da Muqdata al-Sard che raggruppa nazionalisti sciiti e comunisti, seguita dalla coalizione Fatahm che raggruppa la destra sciita filo-iraniana. Sconfitti i moderati del primo ministro al-Abadi. Dopo vari mesi di trattative viene creato un governo di larga coalizione tra i maggiori partiti.
Venezuela: Maduro rieletto presidente con il 68% dei voti.
GIUGNO
Ontario (Canada): vittoria del Partito Progressista Conservatore che sconfigge il Partito Liberale al governo in Ontario da 15 anni, superato anche dal Nuovo Partito Democratico (socialdemocratici).
Repubblica Ceca: dopo mesi di trattative si forma un governo di coalizione tra il partito ANO (centristi populisti, ALDE) del Primo Ministro Babis e il Partito Socialdemocratico, con l’appoggio esterno del Partito Comunista.
Slovenia: vittoria per il Partito Democratico (SDS, conservatori, PPE) che arriva in testa alle preferenze grazie ad una capagna dai toni xenofobi. L’SDS tuttavia resta fuori dal governo che viene format da un pentapartito di centrosinistra appoggiato esternamente dal Partito della Sinistra e guidato daMarjan Sarec, ex comico televisivo.
Spagna: il parlamento sfiducia il governo di centrodestra di Mariano Rajoy. Gli succede un governo di minoranza guidato dal socialista Pedro Sanchez.
Colombia: vittoria alle elezioni presidenziali di Ivan Duque Marquz, candidato della destra “uribista” contro il candidato di sinistra Gustavo Petro.
Turchia: riconferma di Erdogan alle elezioni presidenziali, che mantiene la maggioranza assoluta in parlamento grazie all’accordo tra il suo partito AKP e la destra nazionalista del MHP.
LUGLIO
Messico: vittoria alle elezioni presidenziali di Andres Manuel Lopez Obrador, primo candidato di sinistra a vincere le elezioni in Messico. Il suo partito (Morena, sinistra populista) ottiene la maggioranza dei seggi alla camera e al senato. Sconfitta del PRI (centristi), partito storico di governo messicano e del PAN (centrodestra)
Pakistan: vittoria del Pakistan Tehreek-e-Insaf (PTI, populisti) di Imran Khan, appoggiato dai militari, che viene eletto primo ministro. Sconfitta la Lega Musulmana del Pakistan-N (PML-N, conservatori) dell’ex primo ministro Nawaz Sharif, il quale viene incarcerato per evasione fiscale. Terzo classificato il Partito del Popolo (centrosinistra) guidato dal figlio di Benazir Bhutto.
Cambogia: dopo aver messo fuorilegge il principale partito di opposizione, il Partito della Salvezza Nazionale di Sam Rainsy, il Partito Popolare Cambogiano del Primo Ministro Hun Sen ha conquistato tutti i 125 seggi dell’Assemblea Nazionale.
Zimbabwe: nelle prime elezioni generali tenute dopo la caduta del dittatore Robert Mugabe, il nuovo uomo forte del regime, Emmerson Mnangagwa è stato eletto presidente con il 50.8% dei voti, battendo il giovane sfidante Nelson Chamisa. Nelle elezioni parlamentari, il partito di governo, lo ZANU-PF ha conservato la maggioranza assoluta dei seggi.
SETTEMBRE
Svezia: le elezioni vedono un calo dei socialdemocratici e dei moderati (conservatori) che rimangono comunque il primo e il secondo partito del paese. Avanzano la destra xenofoba degli Svedesi Democratici e i partiti minori. Nessuna coalizione raggiunge la maggioranza e dopo quasi 4 mesi di trattative infruttuose non si escludono nuove elezioni.
Maldive, sconfitta a sorpresa del presidente uscente Abdulla Yameen del Partito del Progresso (destra autoritaria islamica). Eletto nuovo presidente Ibrahim MohamedSolih del Partito Democratico (laici liberali).
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