Quebec (Canada): vittoria della Coalizione di Centrodestra che sconfigge il Partito Liberale al governo. Il Parti Québecois (nazionalisti di centrosinistra) scende al suo minimo storico dalla sua fondazione nel 1970.
Trentino-Alto Adige (Italia): forte avanzata della Lega che diventa primo partito nel consiglio regionale. Netto calo di PD, PATT, UpT e Die Freiheitlichen. Secondo partito di lingua tedesca diventa la nuova lista del Team Köllensperger (centrosinistra ecologista).
Baviera (Germania): crollo della CSU, che nonostante rimanga il primo partito locale, ottiene il peggior risultato dal dopoguerra. Crollo anche dei socialdemocratici e avanzata della destra di AfD e dei Verdi, che diventano il secondo partito del Land. La CSU è costretta ad una alleanza di governo con i “liberi elettori bavaresi” una lista locale di centrodestra.
Assia (Germania): crollo della CDU e della SPD. Avanzata della destra di AfD e dei Verdi che diventano il secondo partito del Land. L’alleanza di governo CDU-Verdi rimane con un solo voto di maggioranza.
Lettonia: le elezioni vedono un crollo dei consensi per la coalizione di governo formata da agrari, liberalconservatori e destra nazionalista. Il partito di centrosinistra ella minoranza russa “Armonia” rimane il primo partito del paese. Entrano in parlamento un nuovo partito populista, uno liberale e uno conservatore. A tre mesi dalle elezioni i sei partiti di centrodestra non sono acora riusciti a trovare un accordo di governo.
Bosnia-Erzegovina: le elezioni della presidenza tripartita vedono la vittoria di Milorad Dodik (SNDS nazionalisti) per la parte serba, che sconfigge il presidente Mladen Ivanić a capo di una coalizione di centrodestra. Per la parte croata il presidente uscente Dragan Čović, a capo della destra nazionalista dell’HDZ viene sconfitto dal candidato socialdemocratico europeista Željko Komšić.Infine per la parte mussulmano-bosniaca si conferma alla presidenza Bakir Izetbegović della SDA (conservatori mussulmani).
Camerun: rieletto per la settima volta con il 71% dei voti il presidente Paul Biya.
Lussemburgo: calo dei democristiani e dei socialisti avanzano i verdi ed entra in parlamento il Partito Pirata. Si conferma l’alleanza di governo liberali-socialisti-verdi guidata dal primo ministro Xavier Bettel.
Brasile: viene eletto presidente Jair Bolsonaro, politico populista di estrema destra, che sconfigge nettamente al ballottaggio il candidato della sinistra Fernando Haddad del PT, storico partito dell’ex presidente Lula da Silva, attualmente in carcere per corruzione. Nelle elezioni per il parlamento crollano gli storici partiti di centro e centrodestra (PMDB e PSDB) e avanzano i partiti di destra alleati di Bolsonaro.
NOVEMBRE
Stati Uniti: netta vittoria dei Democratici nel rinnovo della camera dei rappresentati dove conquistano 235 seggi su 435. Vittoria democratica anche per il rinnovo dei governatori dove conquistano sette stati in più rispetto al 2014. Nelle elezioni per il rinnovo di un terzo del senato invece i Repubblicani incrementano la loro maggioranza passando da 51 seggi a 53.
Georgia: viene eletta presidente l’ex ministro Salome Zurabishvili, prima donna a ricoprire questo incarico, appoggiata dal partito di governo “Sogno Georgiano” (centristri, moderatamente europeisti). Sconfitto un altro ex ministro degli esteri, Grigol Vashadze, vecchio alleato dell’ex Presidente Mikheil Saakashvili e appoggiato dai partiti liberconservatori europeisti.
DICEMBRE
Madhya Pradesh, Rajasthan, Chhattisgarh (India): vittoria del Partito del Congresso (centrosinistra) per l’elezione dei parlamenti di tre importanti stati federali, che sconfigge le amministrazioni uscenti del BJP (nazionalconservatori).
Andalusia (Spagna): nelle elezioni per il parlamento regionale crolla il PSOE (al governo) e calano vistosamente il PP e i partiti di sinistra raccolti nella coalizione “Adelante Andalusia”. Avanzano i liberali di centrodestra di Ciudadanos ma il risultato più vistoso è l’irrompere nella scena politica spagnola della destra nazionalista di Vox, che ottiene quasi l’11% dei voti. Il governo non è ancora stato formato ma sembra che si vada verso un accordo PP-C’s con supporto esterno di Vox.
Armenia: vittoria per l’alleanza liberale “My Step” del primo ministro Nikol Pashinyan che conquista la maggioranza assoluta di voti e seggi. Il Partito Repubblicano (nazionalconservatore) al potere dal 1999, scende sotto la soglia del 5% necessaria per entrare in parlamento.
Madagascar: viene eletto presidente Andry Rajoelina, ricco imprenditore ed ex presidente, che batte al ballottaggio Marc Ravalomanana, un altro ricco imprenditore ed ex presidente.
Bangladesh: si vota il 30 Dicembre, prevista una nuova vittoria della Lega Awami (nazionalisti di sinistra) del Primo Ministro Sheikh Hasina, contro l’opposizione di centrodestra del BNP e dei suoi alleati.
Repubblica Democratica del Congo: si vota il 30 Dicembre per le elezioni presidenziali in un clima caotico. Difficile capire quale sarà l’esito.
E con questo si conclude la nostra rubrica per il 2018. Appuntamento tra pochi giorni con il calendario elettorale del 2019.
Buon anno a tutti!
McFabbio2
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