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IL MAPPAMONDO – In Kosovo la sinistra è prima ma i giochi non sono finiti; la mappa elettorale del Portogallo, eccezione d’Europa

di Skorpios

 

KOSOVO

In Kosovo si sono tenute le elezioni parlamentari, vinte dai socialdemocratici di Autodeterminzione (VV), il partito guidato da Albin Kurti, finora sempre all’opposizione. Filo-albanesi (addirittura unionisti), femministi, progressisti, oppositori delle destre che si sono succedute al governo del Paese, hanno ottenuto la vittoria, sebbene una vittoria di misura sulla Lega Democratica del Kosovo, il centro-destra dell’ex premier Isa Mustafa e Vjosa Osmani, la prima candidata donna a Primo Ministro. Solo terzi i conservatori del Partito Democratico del Kosovo, il partito del Presidente Hashim Thaci, spesso coinvolti in

*la percentuale si riferisce al plusvalore rispetto all’ex coalizione PANA ottenuto dalla somma dei partiti che ne facevano parte.
Altri partiti che hanno conquistato seggi sono i movimenti delle minoranze turche (2) e bosniache (2), egiziane e ashkali (egiziani bosniaci), tutte con un solo seggio. Zero seggi per la Coalizione di NISMA, che faceva sempre parte di PANA nel 2017.
L’affluenza si è attestata al 43,2%, in salita di due punti rispetto al 2017.

scandali e accuse di abusi di potere. Disastro per la Coalizione di Ramush Haradinaj, il premier uscente, dimessosi per le accuse in sede internazionale a L’Aia per presunti crimini nei confronti dei Serbi durante la Guerra del Kosovo. Haradinaj si è messo a disposizione delle autorità proclamando la propria innocenza. Non è il primo procedimento nei suoi confronti, in quanto ci sono stati diversi precedenti processi in cui Haradinaj è finito assolto.
Nonostante la sua disponibilità il suo governo non deve essere piaciuto ai kosovari, che hanno punito i partiti di maggioranza, che si sono presentati divisi (nella scorsa legislatura erano uniti nella coalizione PANA). O meglio: il partito di Haradinaj e il PDK hanno visto incrementare (di poco) i propri seggi, mentre la coalizione centrista guidata da Iniziativa Socialdemocratica ha subito un vero e proprio crollo.
In questo modo Autodeterminazione, che pure ha perso 3 seggi e circa 2 punti percentuali dal 2017, è arrivata prima, ma di misura e senza una chiara maggioranza.
A questo punto, le alternative sono due: una grosse koalition tra quelle che erano le opposizioni (VV e il centro-destra di LDK), ovvero un’unione dei partiti di centro-destra, caldeggiata dagli USA, contro Kurti, il meno dialogante con la nuova Serbia filo-occidentale. Come finirà?

PORTOGALLO

In Portogallo si sono tenute le elezioni parlamentari, vinte dai Socialisti del premier uscente Antonio Costa, che ha governato negli ultimi anni in coalizione con le forze della sinistra Blocco di Sinistra e Coalizione Democratica Unitaria. 
I Socialisti, premiati dalla crescita economica che ha risollevato il Paese dalla crisi (leggi l’articolo di Fabbio per maggiori approfondimenti), nonché dall‘assenza di un’estrema destra capace di essere politicamente rilevante (ormai, forse con Malta e l’Irlanda, l’unico Paese a rappresentare ancora un’oasi di salvezza in tutta Europa sotto questo punto di vista), hanno ottenuto 106 seggi, in crescita di 20 dalle ultime elezioni (e ben 4 punti percentuali!) e solo 10 seggi sotto la maggioranza assoluta. I Socialisti dovranno quindi tornare a governare con almeno uno dei due partiti di sinistra sopracitati, o con entrambi.

Primo partito per distretto + Madeira e Azzorre. I socialisti vincono dappertutto, nel meridione vicino all’Andalusia, da sempre roccaforte della sinistra, a Lisbona e su quasi tutta la costa anche a nord, con Porto e Coimbra, dove nel 2015 avevano invece primeggiato i Socialdemocratici. Fanno eccezione il Distretto di Leiria sull’Oceano e il Nord-Ovest, terre rurali e poco abitate.

Molto male l’opposizione dei Socialdemocratici, il partito di centro-destra del Presidente Marcelo Rebelo De Sousa  – il titolare formale del potere esecutivo in quanto il Portogallo è una Repubblica Semi-presidenziale, con il Presidente eletto direttamente dal popolo -, che perdono ben 12 seggi.
Il Portogallo, quindi, è triplamente un’eccezione: una sinistra vittoriosa unita; un Paese senza estrema destra; una sinistra vittoriosa dopo quattro anni di Governo. Un’eccezione più unica, che rara.

Altre notizie:
– In TUNISIA, in attesa del secondo turno delle elezioni presidenziali che vede al ballottaggio l’indipendente di estrema destra Kais Saied e il magnate Nabil Karoui, si sono tenute le elezioni per il rinnovo del Parlamento. Secondo gli exit polls, il primo posto dovrebbe accaparrarselo Ennahda, il partito islamico (relativamente moderato) giunto solo terzo alle elezioni presidenziali. Secondo, il partito Cuore di Tunisia, a immagine e somiglianza di Karoui. Terzi, i liberali secolari di Lunga Vita alla Tunisia. Ingente crollo dei socialdemocratici del fu partito di  Beiji Essebsi, Nidaa Tounes, che perdono la bellezza di 82 seggi. Nessun partito ha comunque la maggioranza.

Per questa settimana è tutto.

Alla prossima elezione!

Skorpios

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