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IL MAPPAMONDO – Moldavia, socialisti filo – Putin primi (di poco) senza maggioranza, europeisti tengono botta

di Skorpios

MOLDAVIA

Domenica 24 febbraio si sono tenute le elezioni parlamentari in Moldavia. Primo partito, come ampiamente pronosticato dai sondaggi, si è rivelato il PSRM (Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldavia), governato da una iron lady socialista (con tendenze rossobrune) e filo-russa, la già due volte premier Zinaida Greceanii. Tuttavia, hanno deluso le aspettative della sponsorship russa, ottenendo un risultato di gran lunga inferiore a quello attribuito dai sondaggi e di conseguenza nessuna maggioranza parlamentare.

Dal Parlamento scompaiono i Comunisti, reduci di una scissione in favore del PDM, e i Liberali, i cui voti sono fuggiti verso ACUM.
L’affluenza si è attestata al 49,2%, in calo di ben sette punti circa.
*il MR non si era presentato alle ultime elezioni, ma ad elezioni precedenti.

I partiti europeisti hanno invece più che tenuto botta, con risultati oltre le aspettative. Il Governo di grande coalizione centrosinistra/centrodestra europeisti, presieduto dal socialdemocratico Pavel Filip, doveva in teoria uscire dalle elezioni molto debole in virtù di un esecutivo (o meglio, di una serie di esecutivi europeisti se si guarda come criterio alle ultime elezioni) apparentemente impopolare. Il Presidente della Repubblica appartenente al PSRM Igor Dodon, spesso finito in contrasto con il governo e più volte sospeso dalle sue funzioni dalla Corte Costituzionale per modalità di agire poco rispettose delle istituzioni democratiche, dovrà farsene una ragione.

La situazione politica moldava è caratterizzata da due scissioni: una comune a tutti i Paesi dell’Est europeo, la scissione tra le influenze dell’ex dominatore russo  e i seducenti richiami dell’Unione Europea; l’altra, specifica, che è la scissione tra chi nel Paese si sente vicino alla Romania, e talvolta addirittura preferirebbe un’unificazione con la stessa, e chi si sente vicino ai Paesi CSI, di cui la Moldavia è Paese membro, e che preferirebbe invece una vera unificazione con la Transnistria, lo Stato de facto controllato dai Russi nelle regioni al di sopra del fiume Nistro.
Per una disamina completa della situazione politica moldava, si rimanda all’articolo di Fabbio.