IL MAPPAMONDO – In UK la sconfitta scontata, storica, e forse letale, dell’Europa politica; in Algeria la svolta è annacquata; elezioni anche a San Marino e Dominica
In Dominica si sono tenute le elezioni parlamentari. Vincitore ne è risultato il Partito Laburista Dominicano di Roosevelt Skerrit, premier uscente. L’opposizione del Partito dei Lavoratori Unitidenuncia una sistema elettorale iniquo, che Skerrit non ha voluto cambiare. In effetti solo tre seggi sono garantiti all’opposizione, mentre la maggioranza ne ottiene ben 18. Una sproporzione eccessiva, nonostante trattasi di micronazione e quindi di microparlamento. Del resto, meccanismi simili vigono in altri microPaesi caraibici, dove vige un sistema bipartitico con un ipermaggioritario che garantisce a chi vince una maggioranza incredibile in Parlamento.
L’affluenza si è attestata al 53,7%, in calo di più di tre punti rispetto al 2014.
In Dominica questo sistema ha aiutato Skerrit a rimanere al potere indisturbato sin dal 2004 e, se governerà fino al 2024, sarà Primo Ministro per due decenni consecutivi.
L’opposizione si è quindi riversata nelle piazze della capitale Roseau con manifestazioni rabbiose, al limite della violenza, e ha bloccato le strade chiedendo una modifica della legge elettorale. Skerrit si rifiuta di dialogare e chiede agli oppositori di ammettere la sconfitta. Skerrit ha l’appoggio di Cuba e di altri Paesi della sinistra centroamericana, ma è anche accusato di avere un buon rapporto con chi vorrebbe (per evidenti motivi fiscali) passaporto dominicano. Promette di combattere ulteriormente la diaspora dominicana all’estero e in USA.
Altre notizie:
FINLANDIA – Dopo le dimissioni, volute dagli alleati della maggioranza in seguito alla presunta cattiva gestione della crisi delle Poste nel Paese, del premier Antti Rinne, è divenuta Primo Ministro Sanna Marin, una nuova stella della politica finlandese, la più giovane capo di Governo del mondo attualmente in carica. Fino al 2017 era solo Presidente del Consiglio Comunale di Tampere, ma dal 2014 aveva assunto cariche importanti all’interno del Partito Socialdemocratico, nel 2019 era divenuta Ministro dei Trasporti e delle Comunicazioni di Rinne. Di estrazione sociale umile, impegnata in politica sin dalla giovane età, fin da piccola vissuta in una famiglia problematica e successivamente sotto la tutela di una coppia dello stesso sesso, Marin ha proposto un programma molto a sinistra sia sui diritti civili sia sui diritti dei più deboli socialmente.
MOLDAVIA – Maia Sandu, la premier che si era imposta con l’appoggio di Russia e UE in un’inedita coalizione tra liberali filo-europei e rossobruni filo-russi volta ad isolare il sempre più potente Partito Democratico – non esitando a tale scopo a forzare le procedure e i tempi previsti da Costituzione – è stata sfiduciata in Parlamento dopo cinque mesi di Governo. La maggioranza tra i liberali del PAS e i socialisti del PSRM non ha funzionato, e Sandu ha denunciato che il Presidente Igor Dodon, filorusso del PSRM, avrebbe impedito ogni suo tentativo di riformare veramente il Paese in senso anti-corruzione. L’ha sostituita Ion Chicu, un tecnico del Ministero delle Finanze, teoricamente per risanare il più possibile i debiti e la situazione finanziaria del Paese. Chicu, indipendente, è considerato dai liberali vicino a Dodon e il suo primo viaggio politico si è svolto in Russia dal Primo Ministro Dimitri Medvedev. Ion Chicu ha ricevuto la fiducia grazie al PSRM e all’ostracizzato Partito Democratico. Platohniuc, il leader di quest’ultimo fuggito dal Paese dopo che la nemica Sandu era salita al potere, per ora resta all’estero.
ISRAELE- Benjamin Netanyahu ha vinto un’altra volta. Nessuna opzione che prevedesse una grosse koalition con l’opposizione e una sua possibile uscita di scena da protagonista, in quanto incriminato, ha trovato il consenso necessario nello Knesset. Israele andrà a terze elezioni consecutive a marzo 2020.
Per questa settimana è tutto. Non sono previste ulteriori tornate elettorali sino al periodo natalizio.
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